{"id":6470,"date":"2011-05-22T11:32:55","date_gmt":"2011-05-22T10:32:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6470"},"modified":"2011-05-22T11:32:55","modified_gmt":"2011-05-22T10:32:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-luomo-delle-luci-di-sandra-pisano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6470","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;L&#8217;uomo delle luci&#8221; di Sandra Pisano"},"content":{"rendered":"<p>Faceva uno strano lavoro per cui nessuno ancora aveva inventato un nome. Era l&#8217;uomo che all&#8217;imbrunire accendeva le luci dei lavori in corso lungo le strade senza alcuna illu\u00adminazione. Accendeva gli stoppini di quei lumi a petrolio cos\u00ec anacronistici rispetto all&#8217;imponenza di quei lavori in corso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed ogni sera appoggiando il fuoco alle lampade,\u00a0pensava all&#8217;uomo con le sue macchine che riesce a smuovere le montagne dal loro giaciglio ed a creare colline su cui depositare strade anche dove non ci sono.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era un uomo all&#8217;antica che da giovane lavorava nei campi, quegli stessi campi allora arati di grano su cui oggi cresceva lenta un&#8217;autostrada,\u00a0sulla sua terra da sempre, oggi espropriata dalla furia di pochi uomini, che in nome dell&#8217;umanit\u00e0 intera gli avevano chiesto di sloggiare. &#8220;Non hai scelta &#8211; gli avevano detto &#8211; \u00e8 per il bene della collet\u00adtivit\u00e0, ma ti risarciremo profumatamente&#8221;. E cosa mai avreb\u00adbe potuto farsene di quella insulsa montagna di soldi senza la terra delle sue colline.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lui si era sempre accontentato di poco. Il pascolo delle pecore dopo la mietitura gli garantiva latte e formag\u00adgio, ogni tanto un po\u2019 di carne, e per il pane non c&#8217;era problema era nascosto nel grano, bastava in fondo solo farlo lievitare.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Adesso invece gli avevano offerto quel lavoro, per sentirsi attivo, avevano detto, perch\u00e9 con l&#8217;et\u00e0 che avanza\u00adva ed i soldi che aveva poteva considerarsi a posto e vivere tranquillo il resto dei suoi anni.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma ormai lui non si dava pace e nei suoi sogni recrimi\u00adnava su ci\u00f2 che avrebbe potuto fare per impedire quel disa\u00adstro a cui invece, si era arreso troppo presto. Meditava che avrebbe potuto sdraiarsi sotto la ruspa davanti alla sua casa il giorno in cui iniziarono i lavori, ed iniziarono proprio da l\u00ec per paura che cambiasse idea. Gli avrei potuto urlare:- &#8220;dovrete passare sul mio cadavere prima!&#8221;\u00a0 ma quell&#8217;urlo gli rimase in gola come una lancia che non uccide ma non permette nemmeno di vivere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8220;Gli hanno fatto un grosso regalo, ha un appartamento al centro del paese invece di questa baracca decrepita&#8221; commentava l&#8217;uomo della ruspa mentre lui caricava la scatola di cartone con le sue poche cose sulla motoretta. \u00abL&#8217;ha chiamata baracca &#8211; borbottava &#8211; vorrei proprio vedere la sua casa e vorrei vederlo se al posto della mia ci fosse la sua davanti alla sua stessa ruspa\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non si dava pace ma aveva accettato quel lavoro perch\u00e9 non riusciva ad immaginare di potersi comprare altra terra che non fosse la sua, la stessa dove da bambino seppelliva con riti solenni gli animali di cui diventava amico, gli unici amici che voleva avere.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aveva accettato quel lavoro perch\u00e9 non poteva accettare di vivere di rendita. &#8220;Solo i vecchi vivono di rendita&#8221; pensava. In realt\u00e0 era entrato nell&#8217;et\u00e0 pensionabile gi\u00e0 da qualche anno ma lui non lo sapeva, non conosceva quella parola &#8220;pensionabile&#8221; n\u00e9 probabilmente la propria et\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aveva smesso di contare gli anni quando era morta la sua Nina. L&#8217;unica donna che avesse acconsentito a seguirlo lungo la strada della sua terra, e pi\u00f9 che una donna a lui sembr\u00f2 un gatto, cos\u00ec dolce e remissiva che in cambio della promessa di una carezza che arrivava sempre pi\u00f9 di raro l&#8217;aspett\u00f2 ogni sera con la cena calda ed il fuoco acceso, fino a spegnersi di un male che per pudore aveva nascosto anche a se stessa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E da quando non c&#8217;era pi\u00f9 lei a ricordargli i complean\u00adni e le feste comandate aveva smesso di contare gli anni, anche se adesso iniziavano a pesargli le giornate.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dormiva poco e all&#8217;alba era gi\u00e0 in piedi immaginandosi che fosse gi\u00e0 il tramonto per poter andare ad accendere i lumi lungo la serpe della strada che si animava sopra\u00a0 la sua terra. Gli avevano raccomandato \u00aballe diciassette in punto d&#8217;inverno ed alle venti d&#8217;estate\u00bb consegnandogli con orgoglio un orologio da taschino in finto oro, che lui portava come una medaglia al valore senza leggerci\u00a0 mai l&#8217;ora perch\u00e9 non amava leggere le parole scritte.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Spiava tutto il giorno le luci della sera nelle loro impercettibili fluttuazioni per arrivare puntuale come le lancette dell&#8217;orologio, all&#8217;imbrunire di ogni sera per sei mesi ad accendere tutte le centodiciotto\u00a0\u00a0 fiaccole dei tre chilometri di strada che gli avevano affidato.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le sfere di petrolio erano disposte a distanze regolari ogni 30 metri e nei punti critici fino a 10 metri l&#8217;una dall&#8217;altra. Aveva assegnato ad ognuna di loro un nome diver\u00adso, ricordando i pochi conoscenti, i suoi pochissimi amori, gli amici animali e gli alberi di frutta che aveva piantato negli anni, ed ogni sera le nutriva di petrolio e fuoco con tenerezza chiamando\u00adle per nome, attendendo quasi un saluto in risposta o almeno un cenno, se non un sorriso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed ogni sera in prossimit\u00e0 dell&#8217;ultima lampada sceglieva una manciata di terra e la riponeva con cura nel fazzoletto pulito e nella tasca, \u00a0e una volta giunto a casa la rovesciava in un vaso di terracotta che qualcuno aveva dimenticato nel balcone.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il vaso non era ancora pieno e gi\u00e0 germogliava qualcosa, &#8220;magari \u00e8 grano&#8230;&#8221;, pensava emozionato all&#8217;idea di aver rubato qualcosa che gli apparteneva e di cui era stato derubato, magari \u00e8 avena o forse miglio. Annaffiava un poco simulando la piog\u00adgia e\u00a0 ricordava le annate di siccit\u00e0 nei campi, contrappo\u00adste alle inondazioni. Ma in fondo l&#8217;aveva sempre avuta vinta e alla fine riusciva sempre a salvare il raccolto, almeno il necessario se non tutto.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Aveva vinto tutte le intemperie tranne quelle ruspe e quei camion pieni di ingegneri con le\u00a0 mani pulite e di operai con le tute sporche dal grasso dei trattori e dal fango della sua terra. Fino ad allora aveva vissuto con il terrore nelle ossa che arrivassero catastrofi devastanti, come gigantesche trombe d&#8217;aria e invece in quel momento implor\u00f2 il dio dei cicloni di svegliare il suo esercito per portare via gli invasori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma oggi come ieri nulla accadde e tutto accadde.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La strada cambiava colore ogni giorno e la sua terra pestata e maltrattata era sempre pi\u00f9 grigia, fino al giorno in cui divenne nera d&#8217;asfalto e non la riconobbe pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno rispose quando una per una urlo i nomi delle sue luci, morte dal freddo attendendo il suo fuoco. Al loro posto aveva trovato una fila interminabile di catarifrangen\u00adti bianchi e rossi, che si illuminavano appena sotto il faro della motoretta, per spegnersi subito al suo passaggio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Arriv\u00f2 fino alla fine del suo pellegrinaggio quotidiano e riconobbe subito quell&#8217;ultima lampada dimenticata per sbaglio proprio vicino all&#8217;impronta della sua mano nel cumulo di terra fresca con cui nutriva il suo vaso.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nina! Nina! sussurrava\u00a0 cercando i fiammiferi con gli occhi allagati e le mani tremolanti, &#8220;come vivr\u00f2 ora che questo mondo di luci non ha bisogno pi\u00f9 di me, come vivr\u00f2 quando inizier\u00e0 l&#8217;esodo feroce di automobili che mi ha squarciato in due la vita?&#8221;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Pianse tutta la notte al freddo dell&#8217;autostrada sotto la luce della lampada battezzata\u00a0 Nina, e quando giunse l&#8217;alba dormiva come uno straccio vecchio dimenticato dai lavori in corso sul ciglio della strada.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Era giunto il fatidico giorno del collaudo ma lui non poteva saperlo, e non lo cap\u00ec neanche quando svegliandosi con i raggi del sole conficcati come spilli negli occhi inizio a vagare cieco in quel mare di asfalto e cielo. Non lo scopr\u00ec nemmeno quando il dio dei ciclopi vestito da auto veloce lo travolse nell&#8217;uragano delle ruote e del motore.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Qualcuno colto da piet\u00e0 fece un cumulo di dieci pietre in sua memoria nel\u00a0 punto esatto in cui si spense, riempi e accese la Nina per vegliarlo, e non fu solo almeno fin tanto che dur\u00f2 il petrolio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6470\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6470\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Faceva uno strano lavoro per cui nessuno ancora aveva inventato un nome. Era l&#8217;uomo che all&#8217;imbrunire accendeva le luci dei lavori in corso lungo le strade senza alcuna illu\u00adminazione. Accendeva gli stoppini di quei lumi a petrolio cos\u00ec anacronistici rispetto all&#8217;imponenza di quei lavori in corso. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed ogni sera appoggiando il fuoco alle lampade,\u00a0pensava [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6470\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6470\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1766,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6470","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6470"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1766"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6470"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6470\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6483,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6470\/revisions\/6483"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6470"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6470"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6470"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}