{"id":6359,"date":"2011-05-19T22:14:41","date_gmt":"2011-05-19T21:14:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6359"},"modified":"2011-05-22T19:04:39","modified_gmt":"2011-05-22T18:04:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-alfredo-e-gli-alberi-di-andrea-chitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6359","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 \u201cAlfredo e gli alberi\u201d di Andrea Chitt\u00f2"},"content":{"rendered":"<p>Al passante dallo sguardo distratto, gli alberi sembrano tutti uguali. Ma ed Alfredo no. Alfredo li sapeva distinguere bene. E li sapeva scegliere. Cos\u00ec, quando desiderava di starsene un po\u2019 solo coi suoi pensieri, cercava di andare a sedersi sotto una rovere: le roveri sono molto discrete e tendono a ignorare la tua presenza, o almeno sembra. I platani, invece, andavano bene per quando era di buon umore. Cercava una stradina di campagna, come ce ne sono tante da quelle parti, costeggiata da un filare di platani, meglio da due, di quelli coltivati a ceppaia; e passava e ripassava in continuazione con la sua bicicletta, mentre gli alberi agitavano le loro foglie al vento, che sembravano tante mani, e lui si sentiva come Pantani in fuga sul Mortirolo stretto tra due ali di folla. Un trionfo!<\/p>\n<p>Alfredo era cos\u00ec, un tipo un po\u2019 particolare. Solitario, introverso, avviato ormai verso la vecchiaia, eppure aveva conservato un non so che di bambino, quasi che si fosse scavato in fondo all\u2019anima un rifugio e vi avesse imprigionato un po\u2019 della sua fanciullezza. Con tutta la sua innocenza.<\/p>\n<p>Aveva provato molti lavori nella vita: garzone di fornaio, muratore, poi operaio in fabbrica, per tornare a fare il muratore. Finch\u00e8 il Comune gli aveva affidato il compito di fare il custode alla piazzola dei rifiuti differenziati. Un lavoro importante! Tutto il giorno a controllare le operazioni di consegna dei rifiuti, a smistarli nei cassonetti giusti, a dare informazioni alla gente. Insomma, chiunque aveva un televisore rotto o un divano sfondato di cui disfarsi, doveva prima o poi passare da lui!<\/p>\n<p>Ma a lui non importava niente di quel lavoro. Nemmeno degli altri che aveva avuto in passato. Chiudeva la discarica, saliva sulla bicicletta e andava nei campi. Era fatto cos\u00ec. Andava a trovare gli alberi.<\/p>\n<p>Quelli del paese dicevano che era un po\u2019 matto. Ma non sapevano dire con precisione il perch\u00e9. Forse perch\u00e9 non parlava mai. Forse per via della sua amicizia con gli alberi. O forse per quel fare un po\u2019 da bambino che aveva. Ma ditemi, \u00e8 sufficiente questo per essere un matto? Ci sono matti che parlano tantissimo. E persone cosidette normali che parlano coi cani o coi cavalli, persino coi maiali. E ci sono anche tanti adulti nell\u2019aspetto, ma che non sono mai cresciuti dentro. E allora, esiste un confine? E se esiste, chi lo pu\u00f2 stabilire e con quale criterio?<\/p>\n<p>E poi Alfredo, invece, amava parlare. Parlava coi pioppi! Ah, i pioppi! Non ci sono compagni di discussione migliori! Sanno trattare qualsiasi argomento! Di sport, fatti di cronaca, avvenimenti del paese. E la politica!<\/p>\n<p>Di tutto questo, per\u00f2, parlava solo coi pioppi maschi. Quelli dal tronco dritto e rugoso, dalle foglie scure e dalla chioma enorme, che sembrano elefanti piantati nel terreno per la proboscide.<\/p>\n<p>Ogni tanto, invece, quando era triste, Alfredo andava lungo il canale dalle <em>Mademoiselles<\/em>. Loro le aveva pi\u00f9 in confidenza. Erano femmine. Solo a loro poteva confessare i suoi segreti pi\u00f9 intimi, le sue ansie, le sue aspettative, i suoi amori. Con loro, solo con loro apriva il suo cuore; si sfogava, insomma. E loro lo ascoltavano. Col tronco un po\u2019 contorto, proteso di lato, o verso il basso, sembrava volessero curvarsi su di lui per dargli una carezza. Poi, se d\u2019improvviso un colpo di vento faceva frusciare le foglie chiare, le <em>Mademoiselles<\/em> rispondevano. Lo confortavano, lo consigliavano. Lo rimproveravano, anche. Ma sempre con dolcezza, con una tenerezza cos\u00ec grande che ad Alfredo sembrava proprio quella della mamma. E Alfredo solo con loro si lasciava andare. Si lasciava cullare proprio come un bambino in braccio alla mamma. Solo l\u00ec, all\u2019ombra delle <em>Mademoiselles<\/em> lungo il canale, in mezzo ai campi il suo cuore trovava un po\u2019 di ristoro, ogni tanto, in mezzo agli affanni della vita. E si sentiva finalmente uguale agli altri uomini del paese, con un po\u2019 d\u2019amore da scambiare con qualcuno, non importa con chi. Piccole isole che emergono dagli abissi della solitudine.<\/p>\n<p>Un giorno, verso la fine di gennaio, Alfredo non and\u00f2 ad aprire la discarica. Tutti in paese sapevano dove andare a trovarlo, sapevano di dover andare nei campi. Il corpo adagiato sull\u2019erba gelata lungo il canale, ormai freddo come il marmo. Le <em>Mademoiselles<\/em> buttate sul campo accanto a lui. Sul cartello all\u2019inizio del cantiere si leggeva: \u201cOpere di consolidamento delle sponde del canale\u201d.<\/p>\n<p>Tutti in paese dicevano che Alfredo era morto di dolore per via delle <em>Mademoiselles<\/em> tagliate. Morire cos\u00ec, di crepacuore per tre alberi! Ma s\u00ec, forse Alfredo era proprio matto!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6359\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6359\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al passante dallo sguardo distratto, gli alberi sembrano tutti uguali. 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