{"id":635,"date":"2009-02-15T16:58:28","date_gmt":"2009-02-15T15:58:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=635"},"modified":"2009-02-15T16:58:28","modified_gmt":"2009-02-15T15:58:28","slug":"langelo-del-manicomio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=635","title":{"rendered":"Racconti nella Rete 2009 &#8220;L&#8217;angelo del manicomio&#8221; di Celeste Montalto"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">&lt;si accomodi signor Donovan&gt;.disse il dottore. &lt;che ci faccio qui??sono le sette del mattino,e lei,lei \u00e8 uno strizza cervelli&gt;<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>&lt;si Micah,sono uno psicologo&gt; e Micah &lt; e lei come fa a sapere il mio nome?&gt; &lt;ho la tua cartella clinica;ma sono io che faccio le domande adesso&gt;. &lt;ok&gt; disse Micah, &lt;allora Micah Donovan,perch\u00e9\u2026sei qui??&gt;<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>&lt;allora\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ero un uomo di ventisei anni,single,e avevo un lavoro;facevo il controllore in un manicomio,in un lurido e sporco manicomio,e ogni giorno controllavo,anzi,mi accertavo che tutti quei poveri pazzi stessero bene,ma andiamo!chi ha mai visto dei malati di mente,puzzolenti,scordati da tutti,che stanno bene??e intanto,io dovevo accertarmi che fossero \u201ccontenti\u201d o che perlomeno dessero segni di vita&#8230;ma di quale vita?di quella che i loro cari hanno rinnegato e dimenticato sbattendoli in manicomio?io passavo per quegli umidi corridoi,tre,quattro,e spesso anche cinque volte e possedevo tutte le chiavi delle celle;questo era il mio lavoro\u2026lavoravo li da ormai due anni,e a furia di vedere tutti i giorni,tutte le settimane e tutti i mesi le stesse facce,presi a cuore alcune di quelle persone,che li,solo io chiamavo cos\u00ec.Ogni giorno,finito il mio orario di lavoro tornavo a casa a piedi,dopo dieci minuti ero davanti al portone del palazzo in cui abitavo,e dopo aver fatto due piani,sempre a piedi,infilavo la chiave nella mia porta ed entravo. Ricordo ancora quell\u2019odore di muffa che<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>mi entrava nel naso non appena aprivo quella maledetta porta scricchiolante. Entravo,e ogni sera la stessa immagine;calzini sporchi su tutti i mobili,televisione accesa,e la porta che dava sul balcone aperta,cosi che quegli stupidi gattacci potevano entrare,bucare il divano e mangiare quel che c\u2019era sul tavolo. Cosi entravo,chiudevo la porta del balcone e aprivo il frigo,sempre se quella scatola bianca che non produceva freddo,con la luce<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>interna che andava e veniva,si poteva chiamare frigo.<span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Facendo quella vita mi sentivo inutile,non vivevo certo meglio di quei poveri pazzi che controllavo. Ero stimato e ben voluto dai miei colleghi,che mi chiedevano sempre come potessi fare cinque volte il giro del manicomio per controllare quegli \u201cesseri\u201d come li definivano loro. E intanto io avevo preso a cuore la situazione di alcuni malati\u2026 spesso se mi rimaneva tempo,facevo visita ad alcuni di loro;c\u2019era Hale,un ragazzo malato di mente sin dalla nascita;i suoi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>genitori non lo vollero tenere appena seppero che non era normale,mi raccontava. Diceva che avevano provato a farlo adottare,ma niente. Cosi lo rinchiusero nel \u201cposto giusto\u201d mi disse. Il manicomio. Non sono pi\u00f9 venuti a far visita a loro figlio\u2026 Poi c\u2019era il vecchio Sean Parkman,lo conoscevo da prima che entrasse in quel manicomio;era un gran simpaticone prima che decidesse di non parlare pi\u00f9 e che impazzisse\u2026 Un \u201csi\u201d detto nel momento sbagliato pu\u00f2 cambiare la vita;lui non voleva,non voleva che quel giorno proprio quel giorno,sua moglie e le sue figlie salissero sull\u2019aereo;ma acconsent\u00ec. Questo mi fu raccontato dal fratello di Sean,che viveva con loro. Un\u2019altra era Nicole Sanders,non so per quale motivo ma le tremavano sempre le mani,non si fermavano mai;non sopportavo quei movimenti continui e instancabili,mi irritava a tal punto che trasformai quel senso di fastidio in pena. Ma quello che mi \u00e8 rimasto pi\u00f9 impresso \u00e8 Joe;i miei colleghi,ironicamente lo chiamavano Mr.Shock,perch\u00e9 aveva degli scatti improvvisi,da che stava bene,tranquillo,a che incominciava a urlare,sbatteva la testa contro le sbarre,cercava di uccidersi con qualunque cosa;ecco perch\u00e9 stava sempre con quella specie di maglietta bianca con le maniche molto pi\u00f9 lunghe che gli giravano sulla pancia,bloccandogli ogni movimento. Stava sempre seduto in un angolo col mento al petto,in silenzio,e quando aveva qualche attacco poteva urlare soltanto\u2026 <span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Cos\u00ec una sera,dopo aver finito il mio orario di lavoro,mi avviai verso casa;ma mentre,nel buio della notte,camminavo sul marciapiedi immerso nei miei pensieri,mi colp\u00ec una scena. Vidi un topolino ferito a terra,si dimenava ma non riusciva ad alzarsi, \u201cvoleva\u201d ma \u201cnon poteva\u201d, un po\u2019 come quei poveracci al manicomio. Rimasi a guardarlo fisso da lontano,quando vidi arrivare di soppiatto un gatto bianco,che dopo aver studiato la situazione,fece un balzo,azzann\u00f2 il topo e scapp\u00f2 via\u2026 Io rimasi affascinato da come il gatto aveva messo fine alle sofferenze di quel topo,cio\u00e8 nel modo pi\u00f9 rapido. A quel punto dopo aver assistito alla scena mi sedetti sul gradino tra il marciapiedi e la strada,alzai la testa al cielo privo di stelle e pensai che non potevo pi\u00f9 veder soffrire quei matti,<strong>io<\/strong> li avrei portati alla pace eterna;non avrebbero pi\u00f9 sofferto\u2026 Cos\u00ec una notte,andati via tutti,ogni dottore e quei pochi signori delle pulizie,iniziai ci\u00f2 che avrei dovuto fare subito,due anni prima. C\u2019era un silenzio di tomba;potrebbe avere un altro nome questo luogo? Si sentivano solo i miei passi decisi,rimbombare in tutto il corridoio di un colore assai poco vivace e sporco,dalle pareti grigie e piene di spaccature dovute all\u2019umidit\u00e0 e alla vecchiaia dell\u2019edificio. La luce andava e veniva,era di un colore giallastro spento,e faceva quell\u2019insopportabile ronzio di una lampadina che sta per fulminarsi. Sapevo a memoria dove fossero tutte le celle a cui mi ero interessato;avevo fatto talmente tante volte<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>quel corridoio che lo conoscevo meglio delle mie tasche perdipi\u00f9 <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>bucate. Avanzavo sicuro,fiero di quel che stavo per fare\u2026 la prima persona a cui avrei fatto rivedere la \u201cluce della felicit\u00e0\u201d era il signor Parkman,caro amico da sempre. Prima di tutto mi diressi all\u2019obitorio,mi serviva qualcosa di tagliente,delle\u2026forbici! Grazie a me e a quelle argentee lame affilate Sean avrebbe smesso di soffrire.<span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Cos\u00ec arrivai alla sua cella,la ventuno,il numero non si vedeva quasi pi\u00f9,impolverato e sbiadito dal tempo. Infilai la chiave ed entrai,lui si svegli\u00f2 e mi guard\u00f2;non so perch\u00e9 ma dai suoi occhi azzurri,lucidi e stanchi ormai,si percepiva un terrore,un terrore che veniva dall\u2019anima,non me lo sarei mai aspettato. Mi spiazz\u00f2 e mi confuse per un attimo. Solo un attimo. Non poteva urlare,<strong>non voleva <\/strong>urlare! Avanzai freddamente e guardandolo negli occhi lo uccisi;poi con le forbici insanguinate ,dopo avergli aperto la bocca,gli tagliai la lingua. Adesso non avrebbe \u201cnon voluto\u201d parlare,ma non avrebbe potuto farlo nemmeno nell\u2019aldil\u00e0. Beato lui,adesso si che era libero e felice. Ero davvero sereno,appagato e soddisfatto per ci\u00f2 che avevo fatto;avevo forse ridato al vecchio Sean,la vita;magari pi\u00f9 felice di quella che aveva vissuto fin ora\u2026 non tentai di nascondere il cadavere,anzi,volevo che tutti vedessero come era sereno ora quell\u2019uomo. Il giorno seguente quando arrivai a lavoro,vidi una gran folla davanti la cella ventuno;cosi mi avvicinai anch\u2019io,con le mani in tasca,sereno e con lo sguardo innocente, perch\u00e9 andiamo dottore! Non ero stato certo io ad averlo ucciso,ma la vita stessa gli aveva teso un\u2019imboscata,il destino gli aveva tolto moglie e figlie,e lo aveva ucciso dentro. Quindi,io,sono solo il suo angelo. C\u2019era gente che urlava,gente dispiaciuta,e sguardi freddi;forse di quelli che la pensavano come me;quando tutto torn\u00f2 alla normalit\u00e0,i dottori passavano con le loro cartelline in mano,e i signori delle pulizie ripresero a far finta di spazzare,scelsi la prossima persona a cui avrei ridato la vita. Cella novantanove,Hale Bennet. Cosi quella notte tornai al manicomio per mettere fine al dolore del giovane&#8230;faceva davvero freddo quella notte,non solo fuori ma anche dentro a quel lurido manicomio;non c\u2019erano nemmeno i soldi per il riscaldamento. Prima passai dal magazzino,e presi una grossa motosega rossa.<span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Poi mi diressi verso la sua cella e aprii;il giovane dormiva,mi faceva tanta tenerezza che neanche lo svegliai,volevo ucciderlo subito. Mi dispiaceva solo che non avrebbe visto il suo angelo custode. Ma sono sicuro che lui lo sa. Lo sa. Cosi,senza pensarci su,accesi la motosega e orizzontalmente gli tagliai la testa. Parte del sangue mi schizz\u00f2 in faccia e con la manica della giacca mi pulii. Posai la motosega al suo posto e me ne andai. Finalmente lo avevo liberato da quel cervello mal funzionante. L\u2019indomani la stessa cosa,tutti a guardare il cadavere. Quella era la notte di Nicole,volevo ucciderla e tagliarle le mani,ma non fu possibile. A mia insaputa lasciarono delle guardie notturne,all\u2019interno dell\u2019edificio,e cosi,quella notte mi beccarono;e adesso eccomi qua, in questo sporco manicomio,ma non da controllore bens\u00ec da detenuto. Adesso anche Micah Donovan vuole fare la stessa fine delle sue vittime,si anche io voglio morire. <strong>COME LORO.<\/strong><\/span><\/span>\u00a0<\/p>\n<p><\/span>\u00a0<\/p>\n<p><\/span>\u00a0<\/p>\n<p><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_635\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"635\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;si accomodi signor Donovan&gt;.disse il dottore. &lt;che ci faccio qui??sono le sette del mattino,e lei,lei \u00e8 uno strizza cervelli&gt;\u00a0 &lt;si Micah,sono uno psicologo&gt; e Micah &lt; e lei come fa a sapere il mio nome?&gt; &lt;ho la tua cartella clinica;ma sono io che faccio le domande adesso&gt;. &lt;ok&gt; disse Micah, &lt;allora Micah Donovan,perch\u00e9\u2026sei qui??&gt;\u00a0 &lt;allora\u2026 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_635\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"635\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":197,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-635","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2009"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/635"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/197"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=635"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/635\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=635"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=635"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}