{"id":6324,"date":"2011-05-19T22:02:22","date_gmt":"2011-05-19T21:02:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6324"},"modified":"2011-05-19T22:02:22","modified_gmt":"2011-05-19T21:02:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-il-pranzo-si-e-servito-di-christian-ferrante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6324","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Il pranzo si \u00e8 servito&#8221; di Christian Ferrante"},"content":{"rendered":"<div>L\u2019aspettavo ogni giorno davanti l\u2019ultimo palo della strada. Quando lei passava, io potevo far finta di andare a comprare le sigarette e sarei riuscito a vederle il culo mentre andava a prendere l\u2019autobus.<\/div>\n<div>Tutto questo andava avanti da mesi.<\/div>\n<div>Aspettavo le venti e zero otto, scendevo dalla macchina, e mi piazzavo a dieci metri dalla fermata dell\u2019auto con le spalle rivolte alla Gs, da cui, poi, lei sarebbe uscita.<\/div>\n<div>In tutto quel tempo d\u2019attese e appostamenti avevo capito tante cose di lei. Sapevo che il luned\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec andava in palestra perch\u00e9 portava sempre con s\u00e8 una borsa sportiva, che il venerd\u00ec usciva con le amiche perch\u00e9 venivano a prenderla sempre le stesse due ragazze, una mora, l\u2019altra rossa, e lei, bellissima, si vestiva sempre bene. Odiava le scarpe da ginnastica e le gonne. Portava sempre due braccialetti colorati al polso destro. Ma se li cambiava ogni due giorni, tranne il venerd\u00ec che portava sempre lo stesso braccialetto d\u2019argento e acquamarina. Sapevo che voleva molto bene a qualcuno in particolare, infatti varcata l\u2019uscita della GS le telefonava e per circa una decina di minuti le parlava, poi si fermava, la salutava e si accendeva una sigaretta, sei tiri ed arrivava l\u2019autobus. Lei la spegneva sul muretto della fermata, faceva sempre per rimetterla nel pacchetto, ma poi la buttava per terra. \u00a0E cos\u00ec per mesi.<\/div>\n<div>L\u2019unica cosa non chiara era il fatto che lei un secondo prima che si chiudessero le porte dell\u2019autobus si girava verso di me e mi guardava. Anzi sembrava proprio fissarmi.<\/div>\n<div>Per un secondo.<\/div>\n<div>Un lunghissimo secondo.<\/div>\n<div>A volte mentre, col freddo dell\u2019inverno, la aspettavo in macchina chiedendomi perch\u00e9 stessi facendo quella follia, riuscivo solo a pensare al suo sguardo, tra poco tutto mio per un secondo, che mi avrebbe appagato per tutta la notte e per il mattino seguente.<\/div>\n<div>\u2026<\/div>\n<div>Avevo perso interesse per ogni mia passione. Avevo smesso di leggere, di fare foto, di uscire con gli amici, di andare al cinema. Tutto era in funzione di quel quarto d\u2019ora che avrei passato davanti a quel supermercato e della mia perpetua convinzione che proprio quel giorno sarebbe stato il giorno in cui mi sarei fatto avanti.<\/div>\n<div>Continuavo a rimandare. Ogni volta che la vedevo uscire dalla porta elettronica. Ogni volta che la vedevo girarsi per un secondo verso di me.<\/div>\n<div>\u201c Ciao brother!\u201d<\/div>\n<div>\u201c Ciao \u2026\u201d<\/div>\n<div>Rientravo a casa verso le otto e quaranta. Da tempo per\u00f2 varcavo la soglia sempre pi\u00f9 pensieroso e distratto.<\/div>\n<div>\u201c Allora com\u2019\u00e8 andata con la tipa? Ti sei dichiarato?\u201d<\/div>\n<div>\u201c Macch\u00e9!\u201d<\/div>\n<div>\u201c Neanche oggi? Ma come, ieri tutti i bei discorsi davanti allo specchio, gli schiaffetti in faccia, \u00a0quella sicurezza\u2026 E niente?\u201d<\/div>\n<div>\u201c Lo so. Non ci riesco. Che devo fare? Vado da lei tutto convinto. Poi la vedo uscire \u00a0e non ho pi\u00f9 il coraggio. Anzi abbasso un po\u2019 lo schienale per essere il meno possibile visibile\u2026\u201d<\/div>\n<div>\u201c A proposito\u2026 Anche oggi mi ha guardato per un secondo\u2026\u201d<\/div>\n<div>\u201c Ancora? Secondo me, quella non ti guarda, anzi non guarda proprio nessuno\u2026\u201d<\/div>\n<div>\u201c Ti dico che mi fissa\u2026 Sono sicuro\u2026 va b\u00e8, basta, domani vado l\u00ec, la fermo e le dico tutto\u2026\u201d<\/div>\n<div>Preso come ero da tutta quella situazione e dall\u2019inquietudine crescente del mio cuore, avevo allentato il bellissimo rapporto che avevo con mio fratello. Le belle chiacchierate serali avevano \u00a0preso la piega di risposte laconiche, e niente di lui, quei giorni, mi spingeva a curiosit\u00e0. E di lei le avevo detto pochissimo \u2026 avevo mentito perfino sul luogo degli incontri. Era il mio terribile spettro ed era troppo grande per poterlo raccontare.<\/div>\n<div>Sapevo che da poco usciva con una ragazza. Sapevo che era molto bella. Sapevo che lui ne era innamorato. Non volevo sapere altro.<\/div>\n<div>Lo vedevo allegro e sollevato da terra, come solo sa fare chi inizia una relazione, \u00a0nessun impegno era pi\u00f9 insopportabile per lui, lui che anche solo dover gettare la spazzatura lo disturbava. Per questo lo invidiavo. Un\u2019invidia bonaria per mio fratello ed il suo sentimento, \u00a0bonaria, ma sempre invidia.<\/div>\n<div>Ed io invece passavo tutto il tempo seduto a fumare sul mio divano in eco-pelle nera e a pensare a quella ragazza. Ma perch\u00e9?<\/div>\n<div>L\u2019avevo vista la prima volta, pi\u00f9 o meno novantadue giorni fa, entrare velocemente e sicura nella GS, era vestita casual, ma quel casual delle rock- star, stava al telefonino, sembrava parlasse beatamente con qualcuno che la facesse sentire bene, io stavo scartando il mio pacchetto di sigarette, appena comperato, nel tabaccaio del marciapiede di fronte il gran supermercato. Ricordo che la fissai per qualche minuto, lei splendida che camminava quieta ed elegante verso l\u2019entrata. Da quel momento la mia vita cambi\u00f2.<\/div>\n<div>&#8220;Oh! Ma ti vuoi tirare un po\u2019 su? Sembri un cadavere! Eppure sei grandicello. Ne hai avute di esperienze. Un matto. Cazzo sembri un matto!- mi apostrof\u00f2 cos\u00ec un sabato pomeriggio mio fratello, quando per l\u2019ennesima volta mi trov\u00f2, sporco ed avvilito, a fumare spalmato sul divano nero. Io ovviamente non volevo ascoltare. Non perch\u00e9 dicesse cazzate. Ma perch\u00e9 io sapevo che quello che diceva era la verit\u00e0. La brutale verit\u00e0. Pensavo costantemente ad una persona che non conoscevo, in verit\u00e0, ma soprattutto lei non sapeva nemmeno che io esistevo. Che esisteva un matto, appunto, che si ostinava a spiare quindici minuti della sua, essenziale per me, vita privata.<\/div>\n<div>-Ma lasciami un po\u2019 stare.- usai la tattica dell\u2019attacco manifesto. Ridicolo, agli occhi di mio fratello, il mio psichedelico modo di arrampicarmi su fottuti specchi. \u2013 Parli te! Che capisci le donne come io capisco la trigonometria. T\u2019hanno sempre lasciato! Che ne vuoi sapere. Sempre l\u00ec a soffrire, soffrire, piangersi addosso ed entrare nel mondo profondo dei \u201c se io \u2026\u201d \u2013 presi fiato dopo aver ringhiato fuori il tabacco marcio. Avevo bisogno di colpirlo nell\u2019animo per azzittirlo. Non troppo. Ma l\u2019elenco delle sue ultime tre storie finite in tragedia fecero ridimensionare il suo timbro.<\/div>\n<div>-Ma guarda, brutto coglione, che ti voglio solo dare un po\u2019 di conforto. Non ti prendo per il culo. Ti sto solo cercando di dire, che forse non ne vale la pena .- e sottolineo mi disse proprio NON NE VALE LA PENA. Ma per favore. Proprio lui. Che aveva perso la testa, il lavoro e settecento euro per una sua ex- compagna delle elementari, incontrata per caso, dopo vent\u2019anni, ad un fal\u00f2 Hippy su una spiaggia sarda. E solo perch\u00e9 lei, ubriaca fradicia, ricordando i bei tempi spensierati della fanciullezza, glielo aveva preso in bocca. Ed arrivati a questo punto che fare? Fermarsi? No. Scopare, ovviamente. Con una luna cos\u00ec poi, sarebbe stato impossibile non cadere nelle braccia della passione. \u2013 Non ne vale la pena? E Francesca te la ricordi? Una coatta, brutta, analfabeta e romanista. Per una scopata ti sei rincoglionito per sei mesi. E poi? Poi t\u2019ha lasciato. Come Anna Maria. Del resto. pazzo di lei dopo due volte che uscivate insieme. Col fratello sempre in mezzo alle palle, tra l\u2019altro. Lettere, fiori, week &#8211; endini romantici, pagati da te, tra l\u2019altro, e poi?- feci per aggiungere la dolorosa frase.<\/div>\n<div>-M\u2019ha lasciato. Lo so .- l\u2019avevo colpito, infierendo su ferite ancora aperte.<\/div>\n<div>\u2026 in arrivo milioni di sensi di colpa a babordo. Caricare i cannoni delle scuse. UMILTA\u2019 ! ALL\u2019ATTACCO!<\/div>\n<div>-Dai. Scusa. Hai ragione te. Sto esagerando. Devo cercare di non pensarci pi\u00f9.- spensi la sigaretta nel posacenere etnico di legno. Il fumo della cicca usc\u00ec per altri sei secondi. Stampai un sorriso amichevole.<\/div>\n<div>-Perch\u00e9 non inviti la tua ragazza domani a pranzo? Ormai sembra sia diventata una storia seria. Dai cucino io. Carbonara e pancetta arrosto.- aspettavo con gli occhi ben aperti la sua risposta affermativa. Pi\u00f9 passava il tempo dell\u2019attesa risposta pi\u00f9 decoravo la portata.<\/div>\n<div>-Quant\u2019\u00e8 che uscite? Tre mesi?-<\/div>\n<div>-Due .- aggiunse laconico. Intento a riflettere se fosse giunto o no il momento di porre la sua nuova conquista al fraterno ludibrio.<\/div>\n<div>-Uscite insieme quasi tutti i giorni? Mi sembra \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-B\u00e8. Il luned\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec ci alleniamo insieme. Lei fa aerobica. O roba simile. Poi magari ci andiamo a mangiare una pizza. O ci facciamo una scopatina in macchina.<\/div>\n<div>Lei sempre presente nella mia mente, pronta ad uscire ad ogni associazione logica. I stessi giorni della mia dea. Ma lei far\u00e0 sicuramente danza o nuoto, al limite. E sicuramente sar\u00e0 la pi\u00f9 brava del suo corso. Anzi , di tutto il Lazio. Anzi di tutta Europa. Del Mondo.<\/div>\n<div>-E perch\u00e9 non te la sei mai pompata a casa? \u2013 amavo distruggere il suo romanticismo mieloso con turpiloqui ricercati.<\/div>\n<div>-Non l\u2019ho mai portata a casa a fare l\u2019amore ( Cazzo! Anche lui s\u2019era proprio bevuto il cervello. Fare l\u2019amore. Che mi stesse diventando finocchio il fratello?) perch\u00e9 il venerd\u00ec ci incontriamo ad un corso di teatro \u2026 stiamo l\u00ec un paio di ore. Lo frequentano anche un paio di sue amiche. Carine. &#8211; \u00a0Carine \u2026 stava cercando di spostare la mia attenzione su queste amiche carine, sulle loro tette, sui loro culi strizzati in pantaloni strettissimi. Ma se avessi cercato amiche carine sicuramente avrei pensato subito e solamente alle amiche bellissime, divertentissime, cool al massimo e sempre mooolto fini della ragazza per cui ero impazzito.<\/div>\n<div>-Stiamo insieme a casa il sabato e la domenica. Ma tu quei giorni vai a fare foto a tutti i derelitti d\u2019Italia e non ci incontriamo mai.- tradivo la mia futura dolce- met\u00e0 solo nel week- end. Lei non lavorava. Io non potevo incontrarla. Quella domenica avrei abbandonato zingari ed ubriaconi romani. Tutto qui.<\/div>\n<div>-Una perfetta sincronia!- feci io pensando a come i nostri orari si incrociavano in modo perfetto per non farci incontrare MAI. Se avessimo voluto avremmo potuto vivere insieme per altri trent\u2019anni e permetterci di non sapere niente l\u2019uno dell\u2019altro. In fondo era mio fratello. Io gli volevo un bene dell\u2019anima. Avrei gi\u00e0 dovuto incontrare la donna su cui riversava il proprio amore. In verit\u00e0 sarebbe stato un ottimo modo per contrastare la mia totale apatia. Non avrei potuto cancellarla nemmeno un secondo dalla mia mente, ma avrei reso meno sofferente la sua mancanza.<\/div>\n<div>-Allora? Che dici si pu\u00f2 fare? E poi sono proprio curioso di vederla.- stava cedendo. Avrebbe accettato alla mia prossima insistenza.<\/div>\n<div>-Guarda non lo so proprio. Ci tengo parecchio. E ti conosco troppo bene. Comincerai a metterla in imbarazzo \u2026 &#8211; forse si riferiva alla prima volta che conobbi la coatta e le chiesi a brucia pelo, quanti partner avesse avuto. E se le piacesse la penetrazione anale. Mollando due o tre peti, molto puzzolenti, le raccontai che una mia compagna delle medie si masturbava davanti la gigantografia di Michael Jackson.<\/div>\n<div>-Ti giuro che sar\u00f2 bravo. Cortese. Educato. Non rutter\u00f2. E se per caso, dimenticandomi per un secondo della situazione, mi dovesse uscire una scorreggia, la far\u00f2 piano piano.- quest\u2019ultima frase lo convinse. Non so come \u2026<\/div>\n<div>-Va b\u00e8, dai. La chiamo ed organizziamo il pranzo per domenica \u2026 la spesa la fai tu. No?- ecco, se c\u2019\u00e8 una cosa, che quella potente droga chiamata amore non pu\u00f2 cambiare \u00e8 la radicata e penosa tirchieria. Mio fratello ne era un degno rappresentante.<\/div>\n<div>In quel momento il suo cellulare squill\u00f2. Lo prese, apr\u00ec lo sportelletto e dirigendosi verso la sua camera esord\u00ec con \u2013 Aaaamore mio. Ti stavo proprio pensando!- la sua gioia prendeva per il culo la mia delusione nel constatare che quella era proprio il momento in cui la mia amata chiamava la madre.<\/div>\n<div>Ritorn\u00f2 al mio cospetto con il sorriso di chi ha appena ricevuto la notizia di aver vinto il concorso pubblico per diventare usciere al parlamento.<\/div>\n<div>-Perfetto. Allora viene domenica verso l\u2019una. &#8211; \u00a0mi affrettai ad uscire. Dovevo fare la spesa. Mentre varcavo la soglia del portone mi sent\u00ec aggiungere.<\/div>\n<div>-Poi va via verso le quattro per\u00f2, che deve andare a ritirare un suo braccialetto da un amico che glielo ha riparato.- che braccialetto doveva essere? Addirittura ad andarlo a ritirare di domenica pomeriggio?<\/div>\n<div>-Era della nonna. Ci tiene molto.- anticipando la mia risposta cinica del tipo \u201c ma che cazzo ci deve fare con un braccialetto di domenica? Non pu\u00f2 aspettare un giorno?\u201d- E\u2019 molto antico e prezioso. \u00c8 d\u2019argento ed acqua marina.- l\u00ec per l\u00ec non feci caso a questo particolare. Ed usc\u00ec preoccupato che i miei soldi non bastassero a comprare tutto il necessario per il pranzo. Non avrei chiesto neanche un centesimo a mio fratello. \u00a0E scelsi la C.O.O.P.<\/div>\n<div>\u2026<\/div>\n<div>La domenica mattina mi sforzai ad alzarmi presto. Ma soprattutto mi sforzai a fingere di essere sereno. Preparai il pranzo. E all\u2019una puntuale, sentii le chiavi che giravano nella serratura del portone.<\/div>\n<div>-Siamo noi .- mio fratello sottoline\u00f2 la loro presenza, con la paura di trovarmi intento a guardare un film porno col mio arnese stretto tra le mani.<\/div>\n<div>-Ciaao !- aggiunse lei.<\/div>\n<div>Gli andai incontro portando la pentola fumante di carbonara mantegata ad arte. La loro visione era ostacolata dalla porta semi- chiusa della cucina.<\/div>\n<div>-Ciao ragazz \u2026 &#8211; la vocale mi si conficc\u00f2 in gola come una lisca di pesce. Avvampai fin sopra le tempie. Rimasi immobile. E perdendo di colpo le forze, lasciai cadere a terra il pentolone fumante.<\/div>\n<div>Era lei. \u00a0La mia amata. La donna che avrei dovuto sposare.<\/div>\n<div>E stava con mio fratello.<\/div>\n<div>Avessi scoperto che era lesbica o che ne so un\u2019assassina, o sieropositiva, avrei sofferto di meno. Fui tagliato fuori dalla guerra e da tutte le piccole battaglie in un secondo.<\/div>\n<div>Pi\u00f9 o meno quel pranzo pass\u00f2 cos\u00ec:<\/div>\n<div>13:01 scoperta nefasta. Blocco respiratorio. Cefalea potentissima. Morsa pressante allo stomaco ed al cuore. Sudorazione accentuata. Spossamento. Bradicardia.<\/div>\n<div>13:06 riesco a connettere a malapena. La fisso come un malato compulsivo- ossessivo sul punto di stuprare una suora di ottanta anni. Accenno un impercettibile saluto.<\/div>\n<div>13:07 ormai la pasta \u00e8 andata. Sento il calore atroce delle penne, cariche d\u2019uovo, sui miei piedi scalzi. Non ci bado.<\/div>\n<div>13:08 mi scuso, balbettando. Affermo che qualcuno mi ha fatto lo sgambetto. Forse un alieno. E sono convinto di quello che dico.<\/div>\n<div>13:09 mio fratello teme il peggio.<\/div>\n<div>13:11 ho paura di morire soffocato. Schizzo in cucina col solo pensiero di sparire, uccidermi, teletrasportarmi alle Hawaii. Prendo dal frigo formaggi ammuffiti e salumi stantii.<\/div>\n<div>13:12 lei \u00e8 bellissima. Mio fratello la bacia. Si baciano. Convinti che io stia risolvendo il danno. Ma li vedo. Secondo blocco respiratorio.<\/div>\n<div>13.15 mi sono gi\u00e0 fumato tre sigarette. Siedo vicino a loro ancora con il grembiule da cucina. Fisso la televisione. Il telegiornale. Ma non riesco a sentire niente.<\/div>\n<div>13:20 lei mi chiede come va? Faccio finta di non sentire. Continuo a guardare in televisione immagini dell\u2019ultimo convegno della C.G.I.L.<\/div>\n<div>13:20 me lo richiede. La guardo di sfuggita. Muoio una seconda volta. Le rispondo a bassa voce e velocemente.<\/div>\n<div>13:30 altre tre sigarette , quattro bicchieri di vino rosso. Accuso il primo calcio che mi tira mio fratello da sotto il tavolo. Il secondo non lo sento.<\/div>\n<div>13:45 sono quasi ubriaco. Dico la prima frase che mi viene in mente \u201c ma lo sapevate che i piranha attaccano solo in gruppo?\u201d. \u00a0Mio fratello cerca di farle capire che sono impazzito a causa di una ragazza. Non si immaginano che la causa della mia follia sta seduta a due centimetri da me. Sento odore di bruciato dalla cucina. Anche la pancetta \u00e8 andata. Non riesco neanche a fingermi costernato.<\/div>\n<div>13:53 faccio fatica a reprimere il vomito. Provo ad intavolare una conversazione. Non la guardo negli occhi. La sua bellezza mi offende. Io che mi sento e sono uno straccio.<\/div>\n<div>-Dove hai detto che lavori?-<\/div>\n<div>-Alla GS. Quella nuova.-<\/div>\n<div>-Bastardi!-<\/div>\n<div>-Come?-<\/div>\n<div>-No, no, niente \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-Che macchina hai?-<\/div>\n<div>-Ancora non ce l\u2019ho! Per adesso mi muovo solo con l\u2019autobus \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-Certo \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-Ma tuo fratello ha promesso che mi aiuter\u00e0 a cercarne una. Pure tu. Magari, se senti qualcosa in giro \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-Ti avrei regalato una Porsche. \u2013 dissi al mezzo busto della televisione che ora parlava di salute e prevenzione.<\/div>\n<div>-I tuoi genitori \u00a0di che si occupano?-<\/div>\n<div>-I miei sono separati. Vivo con mia madre. \u00c8 una dirigente dell\u2019Alitalia. Lavora molto. Ci vediamo pochissimo. Se non fosse per le telefonate. Non saprei neanche se \u00e8 ancora viva. Ahahaha!-<\/div>\n<div>-Di sera \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>-Cosa?-<\/div>\n<div>-No, immaginavo che la chiamassi di sera, magari quando esci dal lavoro.-<\/div>\n<div>&#8211; Infatti! La sento di sera dopo il lavoro. Poi lei esce col suo nuovo uomo e non ama essere disturbata. Immagino.-<\/div>\n<div>Scorreggiai. Forte.<\/div>\n<div>13:54 vedo mio fratello teso. Incazzato nero.<\/div>\n<div>13:59 scorreggio altre cinque volte. La puzza inonda la sala da pranzo. Non riesco a fermarmi. La tensione. Immagino. Vedo per la prima volta il disgusto sul suo viso.<\/div>\n<div>Alle 14:13 dopo altri bicchieri di vino, rutti e scorregge varie, decidono, entrambi che il pranzo \u00e8 finito ed io sono un malato di mente. Un selvaggio. Si alzano e se ne vanno. Provo a salutarla. Non mi esce la voce<\/div>\n<div>14:14 vedo il suo bellissimo culo allontanarsi dalla mia vista.<\/div>\n<div>14:15 sento il portone sbattere ed il motore dell\u2019Astra di mio fratello rombare. Sono solo. Mi butto sul divano. Sono ubriaco. Amareggiato. Incredulo.<\/div>\n<div>14:16 mi alzo di scatto. Mi affaccio al balcone. Li cerco con lo sguardo. Non ci sono pi\u00f9. Urlo. \u00a0A Dio, al destino, a me stesso.<\/div>\n<div>&#8211; Un bacio, brutta stronza. Uno solo&#8230; Almeno una chiappaaaaaaaaa! Ti prego. Una chiappa solaaaaa! Brutti traditori bastardi \u2026 &#8211;<\/div>\n<div>Da lontano mi risponde una donna.<\/div>\n<div>-Per cento euro te le do tutte e due le chiappe tesoro!-<\/div>\n<div>Cerco in tasca qualche soldo. Niente .<\/div>\n<div>Avevo speso tutto alla C. O. O. P.<\/div>\n<p>L\u2019aspettavo ogni giorno davanti l\u2019ultimo palo della strada. Quando lei passava, io potevo far finta di andare a comprare le sigarette e sarei riuscito a vederle il culo mentre andava a prendere l\u2019autobus.\u00a0Tutto questo andava avanti da mesi.Aspettavo le venti e zero otto, scendevo dalla macchina, e mi piazzavo a dieci metri dalla fermata dell\u2019auto con le spalle rivolte alla Gs, da cui, poi, lei sarebbe uscita.In tutto quel tempo d\u2019attese e appostamenti avevo capito tante cose di lei. Sapevo che il luned\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec andava in palestra perch\u00e9 portava sempre con s\u00e8 una borsa sportiva, che il venerd\u00ec usciva con le amiche perch\u00e9 venivano a prenderla sempre le stesse due ragazze, una mora, l\u2019altra rossa, e lei, bellissima, si vestiva sempre bene. Odiava le scarpe da ginnastica e le gonne. Portava sempre due braccialetti colorati al polso destro. Ma se li cambiava ogni due giorni, tranne il venerd\u00ec che portava sempre lo stesso braccialetto d\u2019argento e acquamarina. Sapevo che voleva molto bene a qualcuno in particolare, infatti varcata l\u2019uscita della GS le telefonava e per circa una decina di minuti le parlava, poi si fermava, la salutava e si accendeva una sigaretta, sei tiri ed arrivava l\u2019autobus. Lei la spegneva sul muretto della fermata, faceva sempre per rimetterla nel pacchetto, ma poi la buttava per terra. \u00a0E cos\u00ec per mesi. \u00a0\u00a0L\u2019unica cosa non chiara era il fatto che lei un secondo prima che si chiudessero le porte dell\u2019autobus si girava verso di me e mi guardava. Anzi sembrava proprio fissarmi.\u00a0Per un secondo.Un lunghissimo secondo.A volte mentre, col freddo dell\u2019inverno, la aspettavo in macchina chiedendomi perch\u00e9 stessi facendo quella follia, riuscivo solo a pensare al suo sguardo, tra poco tutto mio per un secondo, che mi avrebbe appagato per tutta la notte e per il mattino seguente.\u2026Avevo perso interesse per ogni mia passione. Avevo smesso di leggere, di fare foto, di uscire con gli amici, di andare al cinema. Tutto era in funzione di quel quarto d\u2019ora che avrei passato davanti a quel supermercato e della mia perpetua convinzione che proprio quel giorno sarebbe stato il giorno in cui mi sarei fatto avanti.Continuavo a rimandare. Ogni volta che la vedevo uscire dalla porta elettronica. Ogni volta che la vedevo girarsi per un secondo verso di me.\u201c Ciao brother!\u201d\u201c Ciao \u2026\u201dRientravo a casa verso le otto e quaranta. Da tempo per\u00f2 varcavo la soglia sempre pi\u00f9 pensieroso e distratto.\u201c Allora com\u2019\u00e8 andata con la tipa? Ti sei dichiarato?\u201d\u201c Macch\u00e9!\u201d\u201c Neanche oggi? Ma come, ieri tutti i bei discorsi davanti allo specchio, gli schiaffetti in faccia, \u00a0quella sicurezza\u2026 E niente?\u201d\u201c Lo so. Non ci riesco. Che devo fare? Vado da lei tutto convinto. Poi la vedo uscire \u00a0e non ho pi\u00f9 il coraggio. Anzi abbasso un po\u2019 lo schienale per essere il meno possibile visibile\u2026\u201d\u201c A proposito\u2026 Anche oggi mi ha guardato per un secondo\u2026\u201d\u201c Ancora? Secondo me, quella non ti guarda, anzi non guarda proprio nessuno\u2026\u201d\u201c Ti dico che mi fissa\u2026 Sono sicuro\u2026 va b\u00e8, basta, domani vado l\u00ec, la fermo e le dico tutto\u2026\u201dPreso come ero da tutta quella situazione e dall\u2019inquietudine crescente del mio cuore, avevo allentato il bellissimo rapporto che avevo con mio fratello. Le belle chiacchierate serali avevano \u00a0preso la piega di risposte laconiche, e niente di lui, quei giorni, mi spingeva a curiosit\u00e0. E di lei le avevo detto pochissimo \u2026 avevo mentito perfino sul luogo degli incontri. Era il mio terribile spettro ed era troppo grande per poterlo raccontare.\u00a0Sapevo che da poco usciva con una ragazza. Sapevo che era molto bella. Sapevo che lui ne era innamorato. Non volevo sapere altro.Lo vedevo allegro e sollevato da terra, come solo sa fare chi inizia una relazione, \u00a0nessun impegno era pi\u00f9 insopportabile per lui, lui che anche solo dover gettare la spazzatura lo disturbava. Per questo lo invidiavo. Un\u2019invidia bonaria per mio fratello ed il suo sentimento, \u00a0bonaria, ma sempre invidia.Ed io invece passavo tutto il tempo seduto a fumare sul mio divano in eco-pelle nera e a pensare a quella ragazza. Ma perch\u00e9?L\u2019avevo vista la prima volta, pi\u00f9 o meno novantadue giorni fa, entrare velocemente e sicura nella GS, era vestita casual, ma quel casual delle rock- star, stava al telefonino, sembrava parlasse beatamente con qualcuno che la facesse sentire bene, io stavo scartando il mio pacchetto di sigarette, appena comperato, nel tabaccaio del marciapiede di fronte il gran supermercato. Ricordo che la fissai per qualche minuto, lei splendida che camminava quieta ed elegante verso l\u2019entrata. Da quel momento la mia vita cambi\u00f2.&#8221;Oh! Ma ti vuoi tirare un po\u2019 su? Sembri un cadavere! Eppure sei grandicello. Ne hai avute di esperienze. Un matto. Cazzo sembri un matto!- mi apostrof\u00f2 cos\u00ec un sabato pomeriggio mio fratello, quando per l\u2019ennesima volta mi trov\u00f2, sporco ed avvilito, a fumare spalmato sul divano nero. Io ovviamente non volevo ascoltare. Non perch\u00e9 dicesse cazzate. Ma perch\u00e9 io sapevo che quello che diceva era la verit\u00e0. La brutale verit\u00e0. Pensavo costantemente ad una persona che non conoscevo, in verit\u00e0, ma soprattutto lei non sapeva nemmeno che io esistevo. Che esisteva un matto, appunto, che si ostinava a spiare quindici minuti della sua, essenziale per me, vita privata.-Ma lasciami un po\u2019 stare.- usai la tattica dell\u2019attacco manifesto. Ridicolo, agli occhi di mio fratello, il mio psichedelico modo di arrampicarmi su fottuti specchi. \u2013 Parli te! Che capisci le donne come io capisco la trigonometria. T\u2019hanno sempre lasciato! Che ne vuoi sapere. Sempre l\u00ec a soffrire, soffrire, piangersi addosso ed entrare nel mondo profondo dei \u201c se io \u2026\u201d \u2013 presi fiato dopo aver ringhiato fuori il tabacco marcio. Avevo bisogno di colpirlo nell\u2019animo per azzittirlo. Non troppo. Ma l\u2019elenco delle sue ultime tre storie finite in tragedia fecero ridimensionare il suo timbro.-Ma guarda, brutto coglione, che ti voglio solo dare un po\u2019 di conforto. Non ti prendo per il culo. Ti sto solo cercando di dire, che forse non ne vale la pena .- e sottolineo mi disse proprio NON NE VALE LA PENA. Ma per favore. Proprio lui. Che aveva perso la testa, il lavoro e settecento euro per una sua ex- compagna delle elementari, incontrata per caso, dopo vent\u2019anni, ad un fal\u00f2 Hippy su una spiaggia sarda. E solo perch\u00e9 lei, ubriaca fradicia, ricordando i bei tempi spensierati della fanciullezza, glielo aveva preso in bocca. Ed arrivati a questo punto che fare? Fermarsi? No. Scopare, ovviamente. Con una luna cos\u00ec poi, sarebbe stato impossibile non cadere nelle braccia della passione. \u2013 Non ne vale la pena? E Francesca te la ricordi? Una coatta, brutta, analfabeta e romanista. Per una scopata ti sei rincoglionito per sei mesi. E poi? Poi t\u2019ha lasciato. Come Anna Maria. Del resto. pazzo di lei dopo due volte che uscivate insieme. Col fratello sempre in mezzo alle palle, tra l\u2019altro. Lettere, fiori, week &#8211; endini romantici, pagati da te, tra l\u2019altro, e poi?- feci per aggiungere la dolorosa frase.-M\u2019ha lasciato. Lo so .- l\u2019avevo colpito, infierendo su ferite ancora aperte.\u2026 in arrivo milioni di sensi di colpa a babordo. Caricare i cannoni delle scuse. UMILTA\u2019 ! ALL\u2019ATTACCO!-Dai. Scusa. Hai ragione te. Sto esagerando. Devo cercare di non pensarci pi\u00f9.- spensi la sigaretta nel posacenere etnico di legno. Il fumo della cicca usc\u00ec per altri sei secondi. Stampai un sorriso amichevole.-Perch\u00e9 non inviti la tua ragazza domani a pranzo? Ormai sembra sia diventata una storia seria. Dai cucino io. Carbonara e pancetta arrosto.- aspettavo con gli occhi ben aperti la sua risposta affermativa. Pi\u00f9 passava il tempo dell\u2019attesa risposta pi\u00f9 decoravo la portata.-Quant\u2019\u00e8 che uscite? Tre mesi?&#8211;Due .- aggiunse laconico. Intento a riflettere se fosse giunto o no il momento di porre la sua nuova conquista al fraterno ludibrio.-Uscite insieme quasi tutti i giorni? Mi sembra \u2026 &#8211;B\u00e8. Il luned\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec ci alleniamo insieme. Lei fa aerobica. O roba simile. Poi magari ci andiamo a mangiare una pizza. O ci facciamo una scopatina in macchina.Lei sempre presente nella mia mente, pronta ad uscire ad ogni associazione logica. I stessi giorni della mia dea. Ma lei far\u00e0 sicuramente danza o nuoto, al limite. E sicuramente sar\u00e0 la pi\u00f9 brava del suo corso. Anzi , di tutto il Lazio. Anzi di tutta Europa. Del Mondo.-E perch\u00e9 non te la sei mai pompata a casa? \u2013 amavo distruggere il suo romanticismo mieloso con turpiloqui ricercati.-Non l\u2019ho mai portata a casa a fare l\u2019amore ( Cazzo! Anche lui s\u2019era proprio bevuto il cervello. Fare l\u2019amore. Che mi stesse diventando finocchio il fratello?) perch\u00e9 il venerd\u00ec ci incontriamo ad un corso di teatro \u2026 stiamo l\u00ec un paio di ore. Lo frequentano anche un paio di sue amiche. Carine. &#8211; \u00a0Carine \u2026 stava cercando di spostare la mia attenzione su queste amiche carine, sulle loro tette, sui loro culi strizzati in pantaloni strettissimi. Ma se avessi cercato amiche carine sicuramente avrei pensato subito e solamente alle amiche bellissime, divertentissime, cool al massimo e sempre mooolto fini della ragazza per cui ero impazzito.-Stiamo insieme a casa il sabato e la domenica. Ma tu quei giorni vai a fare foto a tutti i derelitti d\u2019Italia e non ci incontriamo mai.- tradivo la mia futura dolce- met\u00e0 solo nel week- end. Lei non lavorava. Io non potevo incontrarla. Quella domenica avrei abbandonato zingari ed ubriaconi romani. Tutto qui.-Una perfetta sincronia!- feci io pensando a come i nostri orari si incrociavano in modo perfetto per non farci incontrare MAI. Se avessimo voluto avremmo potuto vivere insieme per altri trent\u2019anni e permetterci di non sapere niente l\u2019uno dell\u2019altro. In fondo era mio fratello. Io gli volevo un bene dell\u2019anima. Avrei gi\u00e0 dovuto incontrare la donna su cui riversava il proprio amore. In verit\u00e0 sarebbe stato un ottimo modo per contrastare la mia totale apatia. Non avrei potuto cancellarla nemmeno un secondo dalla mia mente, ma avrei reso meno sofferente la sua mancanza.-Allora? Che dici si pu\u00f2 fare? E poi sono proprio curioso di vederla.- stava cedendo. Avrebbe accettato alla mia prossima insistenza.-Guarda non lo so proprio. Ci tengo parecchio. E ti conosco troppo bene. Comincerai a metterla in imbarazzo \u2026 &#8211; forse si riferiva alla prima volta che conobbi la coatta e le chiesi a brucia pelo, quanti partner avesse avuto. E se le piacesse la penetrazione anale. Mollando due o tre peti, molto puzzolenti, le raccontai che una mia compagna delle medie si masturbava davanti la gigantografia di Michael Jackson.\u00a0-Ti giuro che sar\u00f2 bravo. Cortese. Educato. Non rutter\u00f2. E se per caso, dimenticandomi per un secondo della situazione, mi dovesse uscire una scorreggia, la far\u00f2 piano piano.- quest\u2019ultima frase lo convinse. Non so come \u2026-Va b\u00e8, dai. La chiamo ed organizziamo il pranzo per domenica \u2026 la spesa la fai tu. No?- ecco, se c\u2019\u00e8 una cosa, che quella potente droga chiamata amore non pu\u00f2 cambiare \u00e8 la radicata e penosa tirchieria. Mio fratello ne era un degno rappresentante.In quel momento il suo cellulare squill\u00f2. Lo prese, apr\u00ec lo sportelletto e dirigendosi verso la sua camera esord\u00ec con \u2013 Aaaamore mio. Ti stavo proprio pensando!- la sua gioia prendeva per il culo la mia delusione nel constatare che quella era proprio il momento in cui la mia amata chiamava la madre.Ritorn\u00f2 al mio cospetto con il sorriso di chi ha appena ricevuto la notizia di aver vinto il concorso pubblico per diventare usciere al parlamento.-Perfetto. Allora viene domenica verso l\u2019una. &#8211; \u00a0mi affrettai ad uscire. Dovevo fare la spesa. Mentre varcavo la soglia del portone mi sent\u00ec aggiungere.-Poi va via verso le quattro per\u00f2, che deve andare a ritirare un suo braccialetto da un amico che glielo ha riparato.- che braccialetto doveva essere? Addirittura ad andarlo a ritirare di domenica pomeriggio?-Era della nonna. Ci tiene molto.- anticipando la mia risposta cinica del tipo \u201c ma che cazzo ci deve fare con un braccialetto di domenica? Non pu\u00f2 aspettare un giorno?\u201d- E\u2019 molto antico e prezioso. \u00c8 d\u2019argento ed acqua marina.- l\u00ec per l\u00ec non feci caso a questo particolare. Ed usc\u00ec preoccupato che i miei soldi non bastassero a comprare tutto il necessario per il pranzo. Non avrei chiesto neanche un centesimo a mio fratello. \u00a0E scelsi la C.O.O.P.\u2026La domenica mattina mi sforzai ad alzarmi presto. Ma soprattutto mi sforzai a fingere di essere sereno. Preparai il pranzo. E all\u2019una puntuale, sentii le chiavi che giravano nella serratura del portone.-Siamo noi .- mio fratello sottoline\u00f2 la loro presenza, con la paura di trovarmi intento a guardare un film porno col mio arnese stretto tra le mani.-Ciaao !- aggiunse lei.Gli andai incontro portando la pentola fumante di carbonara mantegata ad arte. La loro visione era ostacolata dalla porta semi- chiusa della cucina.-Ciao ragazz \u2026 &#8211; la vocale mi si conficc\u00f2 in gola come una lisca di pesce. Avvampai fin sopra le tempie. Rimasi immobile. E perdendo di colpo le forze, lasciai cadere a terra il pentolone fumante.Era lei. \u00a0La mia amata. La donna che avrei dovuto sposare.\u00a0E stava con mio fratello.Avessi scoperto che era lesbica o che ne so un\u2019assassina, o sieropositiva, avrei sofferto di meno. Fui tagliato fuori dalla guerra e da tutte le piccole battaglie in un secondo.\u00a0Pi\u00f9 o meno quel pranzo pass\u00f2 cos\u00ec:13:01 scoperta nefasta. Blocco respiratorio. Cefalea potentissima. Morsa pressante allo stomaco ed al cuore. Sudorazione accentuata. Spossamento. Bradicardia.13:06 riesco a connettere a malapena. La fisso come un malato compulsivo- ossessivo sul punto di stuprare una suora di ottanta anni. Accenno un impercettibile saluto.13:07 ormai la pasta \u00e8 andata. Sento il calore atroce delle penne, cariche d\u2019uovo, sui miei piedi scalzi. Non ci bado.13:08 mi scuso, balbettando. Affermo che qualcuno mi ha fatto lo sgambetto. Forse un alieno. E sono convinto di quello che dico.13:09 mio fratello teme il peggio.13:11 ho paura di morire soffocato. Schizzo in cucina col solo pensiero di sparire, uccidermi, teletrasportarmi alle Hawaii. Prendo dal frigo formaggi ammuffiti e salumi stantii.13:12 lei \u00e8 bellissima. Mio fratello la bacia. Si baciano. Convinti che io stia risolvendo il danno. Ma li vedo. Secondo blocco respiratorio.13.15 mi sono gi\u00e0 fumato tre sigarette. Siedo vicino a loro ancora con il grembiule da cucina. Fisso la televisione. Il telegiornale. Ma non riesco a sentire niente.\u00a013:20 lei mi chiede come va? Faccio finta di non sentire. Continuo a guardare in televisione immagini dell\u2019ultimo convegno della C.G.I.L.13:20 me lo richiede. La guardo di sfuggita. Muoio una seconda volta. Le rispondo a bassa voce e velocemente.13:30 altre tre sigarette , quattro bicchieri di vino rosso. Accuso il primo calcio che mi tira mio fratello da sotto il tavolo. Il secondo non lo sento.13:45 sono quasi ubriaco. Dico la prima frase che mi viene in mente \u201c ma lo sapevate che i piranha attaccano solo in gruppo?\u201d. \u00a0Mio fratello cerca di farle capire che sono impazzito a causa di una ragazza. Non si immaginano che la causa della mia follia sta seduta a due centimetri da me. Sento odore di bruciato dalla cucina. Anche la pancetta \u00e8 andata. Non riesco neanche a fingermi costernato.13:53 faccio fatica a reprimere il vomito. Provo ad intavolare una conversazione. Non la guardo negli occhi. La sua bellezza mi offende. Io che mi sento e sono uno straccio.-Dove hai detto che lavori?&#8211;Alla GS. Quella nuova.&#8211;Bastardi!&#8211;Come?&#8211;No, no, niente \u2026 &#8211;Che macchina hai?&#8211;Ancora non ce l\u2019ho! Per adesso mi muovo solo con l\u2019autobus \u2026 &#8211;Certo \u2026 &#8211;Ma tuo fratello ha promesso che mi aiuter\u00e0 a cercarne una. Pure tu. Magari, se senti qualcosa in giro \u2026 &#8211;Ti avrei regalato una Porsche. \u2013 dissi al mezzo busto della televisione che ora parlava di salute e prevenzione.-I tuoi genitori \u00a0di che si occupano?&#8211;I miei sono separati. Vivo con mia madre. \u00c8 una dirigente dell\u2019Alitalia. Lavora molto. Ci vediamo pochissimo. Se non fosse per le telefonate. Non saprei neanche se \u00e8 ancora viva. Ahahaha!&#8211;Di sera \u2026 &#8211;Cosa?&#8211;No, immaginavo che la chiamassi di sera, magari quando esci dal lavoro.&#8211; Infatti! La sento di sera dopo il lavoro. Poi lei esce col suo nuovo uomo e non ama essere disturbata. Immagino.-Scorreggiai. Forte.13:54 vedo mio fratello teso. Incazzato nero.13:59 scorreggio altre cinque volte. La puzza inonda la sala da pranzo. Non riesco a fermarmi. La tensione. Immagino. Vedo per la prima volta il disgusto sul suo viso.Alle 14:13 dopo altri bicchieri di vino, rutti e scorregge varie, decidono, entrambi che il pranzo \u00e8 finito ed io sono un malato di mente. Un selvaggio. Si alzano e se ne vanno. Provo a salutarla. Non mi esce la voce14:14 vedo il suo bellissimo culo allontanarsi dalla mia vista.14:15 sento il portone sbattere ed il motore dell\u2019Astra di mio fratello rombare. Sono solo. Mi butto sul divano. Sono ubriaco. Amareggiato. Incredulo.14:16 mi alzo di scatto. Mi affaccio al balcone. Li cerco con lo sguardo. Non ci sono pi\u00f9. Urlo. \u00a0A Dio, al destino, a me stesso.- Un bacio, brutta stronza. Uno solo&#8230; Almeno una chiappaaaaaaaaa! Ti prego. Una chiappa solaaaaa! Brutti traditori bastardi \u2026 &#8211;<br \/>\nDa lontano mi risponde una donna.-Per cento euro te le do tutte e due le chiappe tesoro!-Cerco in tasca qualche soldo. Niente .\u00a0Avevo speso tutto alla C. O. O. P.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6324\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6324\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aspettavo ogni giorno davanti l\u2019ultimo palo della strada. 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