{"id":6308,"date":"2011-05-19T21:56:27","date_gmt":"2011-05-19T20:56:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6308"},"modified":"2011-05-19T21:56:27","modified_gmt":"2011-05-19T20:56:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-in-cielo-in-mare-e-sulla-terra-di-enrico-valdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6308","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;In cielo, in mare e sulla terra&#8221; di Enrico Valdes"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<span style=\"font-size: medium;\"><strong>In cielo, in mare e sulla terra.<\/strong><br \/>\n23 settembre 2009.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nIeri la pioggia ha lavato via l\u2019estate. Oggi \u00e8 il primo giorno d\u2019autunno, luminoso e dolce.<br \/>\nI bagnanti sono fuggiti, lasciando la spiaggia deserta e silenziosa. E\u2019 scomparso d\u2019incanto il brusio della stagione calda, gli ombrelloni hanno chiuso le proprie corolle, ma il mare scintilla ancora d\u2019azzurro e di luce.<br \/>\nOgni spazio nel cielo e nell\u2019aria, sopra questo arenile, viene occupato da lievi libellule che sciamano senza meta apparente. Hanno colori metallici, verdi, rossi e gialli ed ali traslucide che vibrano e le trascinano o verso il mare o verso la terra. I loro occhi sono grandi, come sfere di cristallo dove leggere il mondo. Le loro zampette chitinose\u00a0 trasmettono una sensazione di fastidio: sono insetti graziosi finch\u00e9 non si avvicinano, ma diventano sgradevoli se diminuisce la loro distanza.<br \/>\nLa brezza le porta in alto. Dove andranno nella loro breve vita?<br \/>\nUna cornacchia, dalla cima di un\u2019araucaria, si slancia su di esse e ne afferra una con il becco. Non posso vedere la fine dell\u2019insetto, immagino qualcosa di sgradevole, un crac, un soffio di vita svanito e il piccolo animale che si trasmuta in energia e proteine per il nero volatile.<br \/>\nForse \u00e8 racchiuso in questo attimo il senso del girare dell\u2019universo: la trasformazione da un\u2019esistenza all\u2019altra, in un secondo, in un ciclo vitale inarrestabile, un cerchio che rotola, divora e trasforma.\u00a0Noi uomini, in quale punto del cerchio ci troviamo? Mi chiedo se ogni cosa, ogni essere sulla terra sia stato creato per noi. O forse questa \u00e8 una nostra presunzione, una nostra immagine distorta del creato, un inganno della nostra intelligenza.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Sono le dieci del mattino e per allontanare questi pensieri autunnali entro in mare, indossando una maschera. Sento il desiderio del vasto mondo dell\u2019acqua. Desidero che mi avvolga e mi inglobi, con la sua densit\u00e0 fluida.<br \/>\nI raggi obliqui del sole creano una maglia dorata di riflessi sul fondo sabbioso, una rete mobile e mai uguale.<br \/>\n\u2018\u2019Pap\u00e0 non vedo nulla nel mare \u2019\u2019 mi diceva mia figlia quando, da piccola, veniva con me a fare il bagno con la sua maschera .<br \/>\n\u2018\u2019No. Guarda bene &#8211; le rispondevo &#8211; stai attenta a quello che ti indico.\u2019\u2019<br \/>\nSe oggi fosse stata con me\u00a0 avrebbe visto nuvole di piccoli pesci, dal corpo quasi trasparente e con tondi occhi di carbone. Li osservo muoversi in gruppo, mantenendosi stretti, allontanando cos\u00ec la solitudine dell\u2019immenso mare. Riesco ad accostarmi ad essi e quando, d\u2019improvviso, avvicino una mia mano alla loro massa, essi in sincronia si allontanano rapidi, a destra e a sinistra, per poi ricongiungersi pi\u00f9 distanti. Se con la mano sono rapido riesco a sentire il contatto fuggevole dei loro corpi, che rimbalzano via da me, terrorizzati.<br \/>\nUn branco di muggini, come un fiume dai colori dell\u2019argento, mi avvolge, mantenendo per\u00f2 la distanza di sicurezza. Per essi io sono il pericolo da evitare, o almeno da osservare prudentemente da lontano. Questi pesci, nello sfuggire ai predatori, saltano fuori dall\u2019acqua, increspandone la superficie.<br \/>\n\u2018\u2019State attenti ai gabbiani, che arrivano dal cielo \u2019\u2019 vorrei dir loro, o anche \u2018\u2019Attenzione\u00a0 agli esseri umani: vi appaiono lenti ed innocui, come lo sono io in questo momento. Loro non hanno artigli, non hanno denti affilati,\u00a0 ma possono essere armati di arpioni\u00a0 e fiocine pi\u00f9 letali del morso di uno squalo e lanceranno in mare reti per catturarvi e soffocarvi.\u2019\u2019<br \/>\nIl fondo sabbioso del mare mostra piccole dune, create dal movimento delle onde, e tra esse osservo migliaia di piccoli segni lasciati da mormore, che scavano col muso alla ricerca continua di molluschi. Qualche timido granchio \u00e8 pronto a nascondersi sotto la superficie della sabbia. Scorgo grigie stelle di mare che si muovono lente, trasportate dalle decine dei loro minuscoli pedicelli; cannolicchi diffidenti si retraggono repentinamente al mio passaggio.<br \/>\nNel mio procedere senza fretta, passo nuotando sopra una tracina, mimetizzata sul fondo. Sto sempre attento ad evitare questo pericoloso abitante marino ed appena ne scorgo un esemplare devio dal mio percorso. Troppi i racconti di chi \u00e8 stato ferito dalle nere spine velenose di questi pesci. Mi sento indifeso davanti a questo minuscolo animale; quello che vedo peser\u00e0 al massimo duecento grammi, ma esso \u00e8 nel suo ambiente ed io, un umano, sarei pi\u00f9 forte solo con le armi e gli strumenti costruiti dalla nostra intelligenza.<br \/>\nTorno sulla spiaggia e mi distendo sopra un telo. Dopo la fatica del nuoto, il benessere mi pervade, mentre il sole caldo e la brezza asciugano la mia pelle salmastra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">A casa, seduto sotto una tenda, leggo un giornale e giro lo sguardo attorno. C&#8217;\u00e8 calma.<br \/>\nTre gatti\u00a0 si avvicinano e si strusciano sulle mie gambe, miagolando. Sono animali tenerissimi, pronti a farsi accarezzare; neanche la mia nipotina di due anni ne ha timore, anzi sono loro a scappare davanti alle sue continue\u00a0 attenzioni.<br \/>\nLe cornacchie emettono un verso profondo che riempie l\u2019aria. Il loro gracchiare mi fa pensare ad un mondo primordiale, quando l\u2019uomo ancora non era comparso sulla Terra, allora popolata da creature libere in una natura vergine.<br \/>\nUna micia, la mia preferita, dal pelo bianco e grigio, si distende, morbida e sinuosa, sotto un cespuglio di cisto, cresciuto rigoglioso sotto un\u2019acacia spinosa. La vedo alzarsi lentamente, e poi immobilizzarsi, come se avesse preso di mira qualcosa: sar\u00e0 un insetto, una piccola lucertola. E\u2019 attenta invece ai movimenti di una cornacchia, attratta dai resti del suo pasto ed ignara dell\u2019agguato pronto a scattare.<br \/>\nTutto avviene in un attimo: la cornacchia si abbassa a terra ed allunga il becco, la gatta fulminea le \u00e8 sopra e l\u2019azzanna. L&#8217;afferra. Estraendo gli artigli la soffoca. Altre cornacchie accorrono al verso disperato della compagna e tentano di difenderla. Cercano strenuamente di strapparla alla violenza del felino. Si avvicinano, volano in cerchio per beccare la gatta, ma lei resiste e si fa scudo con il corpo della sua preda, trascinandola sotto il cespuglio di cisto.<br \/>\nL\u2019uccello caduto in trappola in pochi minuti muore. Le cornacchie volano via.<br \/>\nLo spettacolo di violenza non \u00e8 ancora terminato. Con gli artigli la dolce mia gatta squarcia l\u2019addome della sua preda, si ciba del suo fegato, ne lacera il diaframma e ne strappa il cuore. Poi lascia il cadavere svuotato e, leccandosi il muso e le zampine, si allontana indifferente, forse soddisfatta: non conosce n\u00e9 il bene n\u00e9 il male.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Appoggio il giornale sul tavolo, mi alzo in piedi e con una pala raccolgo le penne insanguinate, il\u00a0 becco e gli artigli e li depongo in un sacchetto per i rifiuti organici.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6308\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6308\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0In cielo, in mare e sulla terra. 23 settembre 2009. 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