{"id":6246,"date":"2011-05-17T18:59:21","date_gmt":"2011-05-17T17:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6246"},"modified":"2011-05-17T18:59:21","modified_gmt":"2011-05-17T17:59:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-se-per-un-giorno%e2%80%a6-di-gian-piero-gallerano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6246","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Se per un giorno\u2026&#8221; di Gian Piero Gallerano"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe per un giorno la mia vita trascorresse in una fiaba, e quel giorno fosse senza tempo, sellato il mio destriero mi metterei in cammino alla volta di terre lontane per partecipare alla festa di nozze di un nobile duca, mio compagno d\u2019avventure e di tante battaglie al servizio dell\u2019imperatore. Affronterei un viaggio denso d\u2019insidie e di pericoli con il timore di non giungere in tempo alla meta. E quando il rintocco ormai smorzato delle campane in festa giungerebbe diradato al mio orecchio, scorgerei in lontananza il sagrato della cattedrale, dove una folla festosa e colorata s\u2019appresta ad accogliere gli sposi. Il ricordo di quel giorno affiderei a questi fogli, che, trasportati dal vento, forse fino a te giungerebbero, e tu, ricomponendone l\u2019ordine, ti accingeresti a leggere.\u201d<\/p>\n<p>\u00a0Ero l\u00ec, infine, tra volti sconosciuti, e il mio sguardo tra cento altre si pos\u00f2 su di te, nobile dama. Ad attirare la mia attenzione non fu la pesante armatura di stecche, bende ed argilla, che fasciava la tua gamba, ma il sorriso malinconico dei tuoi occhi, i biondi capelli legati sulla nuca ed il vestito celeste ornato d\u2019un velo leggero. Non so quale di questi mi colp\u00ec per primo; in un instante tornarono alla mia memoria figure lontane di un libro di fiabe, che la mia balia maliziosamente negava al mio sguardo di bimbo: una fanciulla o forse una giovane fata, che mi guardava dalla pergamena sgualcita, e di cui ero segretamente innamorato \u2013 gli stessi occhi, lo stesso vestito, gli stessi capelli. Con un cenno di saluto del capo rispondesti al mio sguardo mentre il corteo nuziale entrava solennemente nella cattedrale. Ti persi nell\u2019arcobaleno di colori degli invitati, ti cercai con gli occhi e ti trovai di nuovo tra i banchi della navata centrale. Potevo scorgere la tua nuca e a tratti i lineamenti del viso, mentre la musica e le stesse preghiere, che s\u2019innalzavano nell\u2019aria insieme all\u2019incenso, sembrava mi narrassero di te. Dall\u2019altare, in lontananza, si udiva la promessa di fedelt\u00e0 reciproca degli sposi mentre gli invitati si sporgevano dai banchi per cogliere l\u2019istante dello scambio di anelli tra le nobili dita.<\/p>\n<p>Quando infine gli sposi uscirono tra il tintinnio di saluto delle spade, ci avviammo lentamente in corteo verso la rocca per il banchetto nuziale. Lungo la strada indugiai a conversare con un cavaliere venuto anch\u2019egli di lontano. Una volta giunti al castello, il maestro di cerimonie, riconosciuto il mio rango, m\u2019indirizz\u00f2 verso un lungo tavolo rettangolare posto di fronte a quello del duca, ma notato che non vi era ormai pi\u00f9 posto, senza darmene a vedere mi chiese se fossi disposto a tener compagnia ai commensali del primo cerchio di tavoli tondi in prossimit\u00e0 della torre a levante, a completare il numero otto, com\u2019era d\u2019uso in quei luoghi. Annuii e il maestro mi fece strada tra giullari scanzonati, lieti menestrelli, e servitori che a pi\u00f9 braccia gi\u00e0 portavano dalle cucine fumanti vivande. Nell\u2019aria densa di fumo il tavolo era solo una macchia lontana ma potei presto distinguere un soffuso celeste, un\u2019immagine che recava gioia alla mia anima ancor prima di prender forma ai miei occhi.<\/p>\n<p>Allora mi chiesi chi fosse, quel giorno, ad incrociare per gioco i destini degli uomini.<\/p>\n<p>Fui introdotto ai commensali, e tu con un sorriso mi svelasti il tuo nome, Berta.<\/p>\n<p>\u201cScusate l\u2019intralcio, cavaliere, lo sgabello \u00e8 per poggiare la gamba\u201d mi dicesti facendo cenno di prendere posto alla tua sinistra. Cercai di rendermi utile, chiedendo se potevo aiutarti a trovare una pi\u00f9 comoda posizione, e feci cenno ad uno dei servitori di procurare un cuscino, ch\u2019egli mi porse solerte, quasi conoscesse gi\u00e0 la mia richiesta. Era un cuscino di raso, all\u2019apparenza troppo soffice per sostenere quel peso. Ti aiutai ad adagiarvi la gamba. \u201cDi dove venite, nobile dama? \u2013 Quale legame d\u2019amicizia o parentela vi unisce agli sposi?\u201d<\/p>\n<p>Ben presto mi resi conto che dopo il primo scambio di convenevoli, alle mie timorose domande tu rispondevi con parole profonde e lentamente aprivi il tuo cuore. L\u2019intreccio di frasi tra noi mi appariva come un complesso ricamo, in cui il filo di ogni singolo colore segue una trama ben precisa senza lasciar intravedere il disegno finale, che chiaro e nitido affiora solo agli occhi di chi ricama.<\/p>\n<p>A soddisfare la mia curiosit\u00e0, mi narrasti della brutta caduta da cavallo che ti procur\u00f2 la frattura alla gamba:<\/p>\n<p>\u201cAvevo lanciato il cavallo al galoppo, pi\u00f9 veloce del vento, quasi a voler lasciare dietro di me tutto ci\u00f2 che mi legava a quei luoghi, alla mia famiglia, agli eventi passati. L\u2019inquietudine che quel giorno era dentro di me, il tormento della mia anima, sembr\u00f2 trasferirsi in un istante nei muscoli tesi del mio amato cavallo alla vista inaspettata del torrente al di l\u00e0 della siepe. L\u2019incertezza d\u2019un attimo, l\u2019impennata e lo sprone vano e tardivo fecero rovinare il mio fido Dedalo, e me con lui, sulle viscide rocce dell\u2019opposta sponda\u2026 solo al calar della sera fui soccorsa bagnata e febbricitante dai servitori di mio padre.\u201d<\/p>\n<p>\u201cL\u2019inquietudine che quel giorno era dentro di me\u2026\u201d quelle parole riecheggiavano in me, ed ecco che come d\u2019incanto altre immagini affioravano nella mia mente:<\/p>\n<p>\u201cL\u2019inquietudine che quel giorno era dentro di me, il tormento della mia anima\u2026che cercava una ragione dell\u2019esistenza, fece esitare il mio braccio a parare il colpo nel fervore della battaglia. La spada si abbatt\u00e9 pesante sulla mia armatura e mi spezz\u00f2 la gamba, rovesciandomi da cavallo. \u2013 forse la morte giunge quando noi la cerchiamo \u2013, fu il mio ultimo pensiero, mentre la vista ormai s\u2019annebbiava tra la polvere sollevata dai cavalli e il cozzar delle armi.\u201d<\/p>\n<p>\u00a0\u201c \u2013<em>\u2026Guarda, rispondimi, Signore mio Dio, conserva la luce ai miei occhi, perch\u00e9 non mi sorprenda il sonno della morte\u2026<\/em> \u2013<\/p>\n<p>Era un salmo pronunciato da una voce soave, quello che udivo, se davvero i miei sensi si risvegliavano tra il pulsare della febbre. \u2013 Forse la morte \u00e8 giunta perch\u00e9 l\u2019abbiamo cercata \u2013 ripetei con un filo di voce\u201d<\/p>\n<p>\u201c \u2013 Forse la morte alle volte ci sfiora perch\u00e9 possiamo rinascere a vita nuova\u2026 \u2013 replic\u00f2 la voce soave, mentre un volto lentamente affiorava sopra il mio.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi apparvero occhi sorridenti e malinconici e poi i contorni del volto, i capelli nascosti da un candido velo. L\u2019aria era illuminata di una luce rossastra ed era densa di lamenti ora flebili altre volte strazianti \u2013 <em>Il Signore accolga l\u2019anima tua, scendano gli angeli e ti conducano in paradiso<\/em> \u2013 ripeteva lentamente un frate passando di giaciglio in giaciglio.\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u2013 Guarirete, cavaliere \u2013 disse la giovane novizia chinata su di me, mentre le sue mani sottili mi tergevano il sudore dalla fronte con un panno. Feci cenno di si con gli occhi\u201d.<\/p>\n<p>Cosa mostrano gli occhi se non il seme di luce divina in noi creature mortali? Qualche saggio dice siano lo specchio dell\u2019anima. Di certo sono i primi a parlarmi, nell\u2019incontrare una donna. Quegli occhi di allora erano adesso di fronte a me. Erano davvero quegli stessi occhi? Il capo allora era velato a celare la vista dei biondi capelli. Eppure non mi sbagliavo\u2026 Quali circostanze avevano portato le nostre strade ad incrociarsi di nuovo? I miei pensieri tornarono a quel risveglio lontano\u2026<\/p>\n<p>\u201cErano passati ormai diversi giorni. Giorno dopo giorno sentivo le forze rientrare in me, accompagnate sul far della sera dal sorriso di un volto dal capo velato che mi faceva visita.<\/p>\n<p>\u2013 Cosa vi ha portato fin qui, cos\u00ec giovane tra tanta sofferenza, sorella? \u2013 le chiesi una sera.<\/p>\n<p>\u2013 La vera gioia \u00e8 donare amore a chi soffre, questo mi ha insegnato la giovane Chiara, sposa del Signore, ne avrete sicuramente sentito parlare anche nelle vostre terre, cavaliere\u2026 \u2013 \u201c<\/p>\n<p>\u201cLa vidi arrivare infine una sera, quand\u2019era ormai buio. Le poche candele accese nella grande sala proiettavano lunghe ombre sul pavimento sconnesso. Si chin\u00f2 su di me e mi disse: \u2013 Domani potrete alzarvi, ma io non ci sar\u00f2, vi penser\u00f2, lo prometto, e come domani, ogni giorno a venire \u2013 Avrei voluto fare cento domande, cercando di dare un nesso agli eventi, ma ella pos\u00f2 due dita sulle mie labbra ed aggiunse \u2013 Le nostre anime si incontreranno di nuovo, state certo, l\u00e0 dove futuro e passato si ricongiungono in un cerchio\u2026 \u2013\u201c.<\/p>\n<p>\u201cPotei scorgere in fondo alla sala lo sguardo severo della madre superiora, che l\u2019attendeva sulla porta. Si chin\u00f2 ancora una volta su di me, come il primo giorno. Con le mani avvicinai il suo volto al mio, e le baciai gli occhi socchiusi, prima che le si riempissero di lacrime\u201d<\/p>\n<p>Le nostre anime s\u2019incontreranno di nuovo, l\u00e0 dove futuro e passato si ricongiungono in un cerchio: cos\u00ec come gioia e tristezza alle volte si fondono in un unico sentimento, queste parole mi avevano accompagnato nei giorni pi\u00f9 lieti e in quelli pi\u00f9 tristi.<\/p>\n<p>Qual\u2019era dunque il passato e quale il futuro? Quegli eventi che balenavano alla mia memoria erano davvero gi\u00e0 accaduti o mi attendevano sulla via della vita? La scelta di quella giovane donna, di donare amore a chi soffre, era stata poi interrotta da altri eventi o attendeva ancora la nobile dama seduta al mio fianco?<\/p>\n<p>Quasi avesse letto nei miei pensieri, Berta si rivolse a me dicendo:<\/p>\n<p>\u201cQuand\u2019ero bambina giocavo con mio fratello ad inventare racconti fantastici di una vita futura, che iniziavano con una frase per noi magica \u2026 \u2013 Se per un giorno la mia vita trascorresse in una fiaba, e quel giorno fosse senza tempo\u2026 \u2013\u00a0 una mattina, sapete, continuai cos\u00ec il mio racconto:<\/p>\n<p>\u2013 \u2026quel giorno incontrerei un cavaliere ferito a morte, e gli presterei le mie cure, per riportarlo lentamente alla vita. Quando gli eventi ci avrebbero poi separati, avrei unito per sempre la mia anima alla sua, mentre egli avrebbe preso commiato da me con un bacio sui miei occhi socchiusi \u2013\u201c<\/p>\n<p>\u00a0Perch\u00e9 mai ella aveva aperto per me quella sera quella piccola finestra sul suo cuore? Fui interrotto nei miei pensieri dal maestro di cerimonie, che esortava ad unirsi alle danze.<\/p>\n<p>\u201cOh, nobile dama \u2013 avrei voluto dirti \u2013 fra tutte offrirei a voi il primo invito a danzare, se\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u2026Se non fosse per questa imbracatura che mi tormenta, avrei aperto volentieri con voi le danze\u201d mi disse prima che potessi parlare, mentre giovani fanciulle, ornato il capo di corone di fiori, mi trascinavano con gli altri cavalieri al centro della sala.<\/p>\n<p>\u00a0Danzando fu fatto un cerchio intorno agli sposi, che si unirono al gruppo felici. Alle note della pavana il cerchio si apriva e si richiudeva come i petali di un fiore. Quando i musici si fermarono ad un cenno del maestro, gli sposi invitarono gli ospiti a brindare insieme nella corte antistante la sala.<\/p>\n<p>Mi feci strada contro corrente, tra gli invitati che si accalcavano per portarsi all\u2019aperto, per tornare al mio tavolo. \u2013 Offrir\u00f2 a Berta il mio braccio, a sostegno, per unirsi agli altri \u2013 pensavo. Quando vi giunsi, il tavolo era ormai vuoto, come vuote erano le panche e vuoto lo sgabello dove avevi adagiato la gamba. Mi stupii di come il vuoto possa marcare e rendere una sensazione ancor pi\u00f9 viva della presenza stessa di ci\u00f2 che ora mancava. L\u2019assenza di quei vestiti colorati, delle risa nell\u2019aria, delle pietanze sul tavolo, i boccali vuoti, i tovaglioli disfatti, crudelmente mi colpivano come l\u2019immagine di un campo di battaglia a battaglia finita. E di nuovo in un lampo sentivo l\u2019odore acre del ferro e del sangue, il cielo offuscato sopra i miei occhi, le grida dei compagni che mi cercavano tra i corpi caduti.<\/p>\n<p>Mi scossi e corsi all\u2019aperto a cercarti. A grandi passi salii le scale che portavano alla loggia sovrastante, da dove forse avrei potuto scorgerti meglio. I miei occhi cercavano te di nuovo, questa volta nell\u2019ampio cortile, tra mille invitati festosi. Quale strumento potr\u00e0 mai inventare l\u2019uomo, pensai, migliore dei nostri stessi occhi, per riconoscere un giorno, a distanza di tempo, tra mille la donna amata, senza sapere quale sar\u00e0 il vestito, l\u2019acconciatura, il segno lasciato sul volto dagli anni. Quella notte i miei occhi cercarono invano i tuoi. Eppure, per un istante, sentii come essi di nuovo si riempivano di lacrime. Occhi socchiusi che questa volta non avrei potuto baciare.<\/p>\n<p>Disperato, tornai nella sala, a cercare un segno, una traccia, un messaggio. Lo sgabello era l\u00ec accanto al tavolo vuoto, e sullo sgabello il cuscino di raso, su cui avevi adagiato la gamba. Ecco, ora quel cuscino non portava alcun segno del peso dell\u2019ingombrante armatura di stecche e di creta. Non era affossato, non vi era impronta o sgualcitura. Lo sollevai, ne sfiorai la morbida superficie con le dita. Infine lo presi con me, senza apparente ragione, e mi diressi verso le scuderie del castello. Lo scudiere di guardia, nel sellarmi il cavallo, pos\u00f2 maldestramente i pesanti finimenti sul cuscino l\u00ec accanto, suscitando in me sgomento. Il cuscino appariva irrimediabilmente schiacciato e sgualcito, ma, come per incanto, nel sollevarlo ogni segno spar\u00ec. Allora capii.<\/p>\n<p>Da quel giorno sono in cammino per le strade di questo regno straniero, chiedendo ad ogni locanda di una giovane donna dalla gamba fasciata, affinch\u00e9 possa adagiare il suo peso di bende e d\u2019argilla su quel cuscino senza lasciarvi segno alcuno. Ho incontrato cos\u00ec altre donne ma non ho ritrovato te. Eppure un giorno, l\u00e0 dove passato e futuro si ricongiungono in un cerchio, mi correrai incontro e mostrandomi un\u2019armatura di bende e d\u2019argilla ormai impolverata, l\u2019adagerai sul cuscino come piuma leggera, perch\u00e9 leggera come piuma \u00e8 l\u2019umana sofferenza al cuore di chi ama.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6246\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6246\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSe per un giorno la mia vita trascorresse in una fiaba, e quel giorno fosse senza tempo, sellato il mio destriero mi metterei in cammino alla volta di terre lontane per partecipare alla festa di nozze di un nobile duca, mio compagno d\u2019avventure e di tante battaglie al servizio dell\u2019imperatore. 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