{"id":6237,"date":"2011-05-17T12:14:06","date_gmt":"2011-05-17T11:14:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6237"},"modified":"2011-05-17T12:14:06","modified_gmt":"2011-05-17T11:14:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-fluke-colpo-di-fortuna-di-devid-bracaloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6237","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Fluke (colpo di fortuna)&#8221; di Devid Bracaloni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Erano gi\u00e0 trascorsi alcuni minuti dall\u2019arrivo del taxi, mentre frugava nel cassetto per trovare le chiavi di casa, un pensiero improvviso attravers\u00f2 la sua mente. Era un appuntamento con quell\u2019uomo, per cui non provava nessuna attrazione. Certo, essendo un manager dell\u2019alta finanza, le avrebbe regalato tutto ci\u00f2 che una donna potesse mai desiderare. Una volta sposata, avrebbe vissuto sulle scie di una soap opera americana, come quelle che erano sempre piaciute a sua madre. Ma qualcosa la turbava e volle credere che il fatto di non trovare ancora le chiavi di casa per correre tra le braccia di quell\u2019uomo, fosse un segno del destino \u2026 o di quel Dio \u2026 nel quale lei era certa non credere, ma che le sussurrava di ricordarsi che cosa era davvero l\u2019amore. Quella corsa in auto significava tutto: lavoro, successo, soldi, una casa lussuosa, cene raffinate, viaggi all\u2019estero, yacht di lusso, una villa al mare, un\u2019auto tutta sua. E Peter? Perch\u00e9 d\u2019improvviso aveva pensato a lui? Se non le piaceva nemmeno? Trasal\u00ec e le sembr\u00f2 di svenire. Sent\u00ec un\u2019infelicit\u00e0 che non aveva mai provato. D\u2019un tratto l\u2019incanto di quell\u2019incontro con il manager era svanito, perso, come quel taxi, che tra le imprecazioni e gli accidenti dell\u2019autista, se ne era andato oramai per sempre. \u201cCretina, cretina, cretina che non sono altro\u201d urlava, scossa dai singhiozzi e con le lacrime, che le scendevano sulle guance bianche e lentigginose. Solo Pepe, un giovane labrador nero, le corse vicino saltando pesantemente sul letto e, scodinzolando, la lecc\u00f2 in pieno volto. Sembrava ringraziarla e aveva una voglia matta di uscire sotto la pioggia e di poter giocare con Fluke, il cane meticcio bianco e nero di Peter. Chiss\u00e0 se Peter fosse ancora al campetto delle dune, dove i due cani, erano soliti correre e giocare, mentre essi chiacchieravano e ridevano. Usc\u00ec di corsa, agguantando a malapena l\u2019ombrello e tirandosi dietro al guinzaglio la povera bestiola. Voleva capire, doveva capire. Che cosa l\u2019attraeva di Peter, si chiedeva correndo e ansimando? Non era diplomato, viveva con sua madre, lavorava da poco e guadagnava poco. Molte volte era impacciato con le coetanee. Anche esteriormente non era niente d\u2019eccezionale. L\u2019unico pregio era l\u2019altezza di circa un metro e novanta. Aveva anche saputo che era appena guarito da una grave forma di esaurimento nervoso, che gli era durato alcuni anni e non si sapeva nemmeno come se ne fosse ammalato. In una parola era meglio perderlo che trovarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEccola\u201d, si disse, facendo finta di non scorgerla e continuando in solitario, il giro del campetto con Fluke. Anche in lui c\u2019era qualcosa di diverso ultimamente. Da quando aveva trovato lavoro alla biblioteca, si sentiva forte e sicuro di s\u00e9. Era la prima volta che ci\u00f2 gli accadeva: era convinto di aver vinto tutto e tutti e si prometteva di non chiedere altro a Dio. Aveva quella serenit\u00e0 che niente e nessuno, ne era certo, avrebbe mai potuto distruggere. No, non l\u2019avrebbe permesso. Ma c\u2019era qualcosa ultimamente che non andava in lui. Pur avendo ripreso varie attivit\u00e0 e anche gli studi per diplomarsi ad una scuola serale della citt\u00e0, non si sentiva lo stesso di qualche settimana prima. Scorgendo Elena, cap\u00ec dal battito accelerato del proprio cuore, che la causa di tutto era lei \u2026 e solo lei. I suoi capelli neri, corti, leggermente ricci e mossi e quegli occhi dello stesso colore e pieni di luce lo stregavano. Anche le labbra lievemente carnose, rosse come una ciliegia e sempre tendenti al sorriso, lo disarmavano come Lancillotto di fronte a Ginevra. Ma egli non era il Paladino di Re Art\u00f9 e quella \u201cGinevra\u201d, che tra poco avrebbe di nuovo avuto di fronte a s\u00e9, era l\u00ec solo per portare un cane a spasso e niente di pi\u00f9. Era esattamente cos\u00ec. Alla fine, lui sarebbe tornato a casa, come un piccolo Charlotte, e lei, come una regina, non avrebbe pensato pi\u00f9 a lui, che vedeva simile ad un misero cavaliere senza spada e senza gloria. Era consapevole di dovere essere felice della salute finalmente ritrovata e del lavoro conquistato con le proprie forze. Ma era proprio cos\u00ec, come in tanti gliela raccontavano? Perch\u00e9 si chiedeva voleva ancora di pi\u00f9 dalla felicit\u00e0? Non doveva accontentarsi di quella che gi\u00e0 aveva? No, perch\u00e9 l\u2019uomo senza donna \u00e8 come Dio senza l\u2019uomo. Perch\u00e9 una donna regala i colori e le sfumature, la forza e la carica interiore, le speranze e le attese del domani, da lottare e costruire insieme. Tutto questo oggi per lui aveva un nome, un solo nome: Elena. Era innamorato ed era successo, nonostante da tempo fosse convinto di non esserne pi\u00f9 capace,\u00a0 a causa dei suoi guai. Ed invece questo immenso amore, pi\u00f9 grande del cielo che pioveva a diluvio addosso a lui, a Fluke, a lei e a Pepe, regnava, tiranno dentro di lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l\u2019una andava verso l\u2019altro nel tragitto del campetto, circolare come il loro sentimento, li invadeva solo il desiderio che tutto finisse di l\u00ec a poco, nel bene o nel male. D\u2019altronde alla resa dei conti ciascuno di noi, di fronte al dolore, seppur d\u2019amore, \u00e8 solo. Agli occhi di lei quel cavaliere, che si credeva un ridicolo Don Chisciotte, era il pi\u00f9 bel principe azzurro mai incontrato prima. Lei, che quel giorno aveva lasciato un probabile grande sogno, per un altro ancora pi\u00f9 grande e infinito. Dall\u2019altra parte, la regina era diventata la pi\u00f9 umile delle ancelle e fradicia di pioggia ancora pi\u00f9 bella e amabile. Finalmente lui, che si credeva un nano, era forte come un gigante e amato come il pi\u00f9 potente dei re. Non furono necessarie parole di spiegazione o di dichiarazione. Mentre i cani sguazzavano liberi nel campo fangoso, saltando nelle pozzanghere, i due si intesero solamente con lo sguardo e sotto il diluvio, si presero per mano, si sorrisero intensamente e infine si baciarono.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6237\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6237\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Erano gi\u00e0 trascorsi alcuni minuti dall\u2019arrivo del taxi, mentre frugava nel cassetto per trovare le chiavi di casa, un pensiero improvviso attravers\u00f2 la sua mente. 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