{"id":6228,"date":"2011-05-17T19:09:45","date_gmt":"2011-05-17T18:09:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6228"},"modified":"2011-05-17T19:09:45","modified_gmt":"2011-05-17T18:09:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-emozioni-olfattive-di-laura-falcini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6228","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Emozioni olfattive&#8221; di Laura Falcini"},"content":{"rendered":"<p>Il pitosforo ha un profumo magico. E\u2019 un anelito, un sogno, qualcosa di inafferrabile e inenarrabile. Effimero e nello stesso tempo potente, il suo arrivo\u00a0 \u00e8 improvviso, repentino e fa aspirare a pieni polmoni un lieve anticipo d\u2019estate. Riesce a stupirmi ogni volta, mentre mi attraversa le narici, inonda la bocca, la lingua, le papille gustative e\u00a0 mi avviluppa in un abbraccio senza scampo. Ogni tanto\u00a0 accade che improvvisamente il refolo odoroso\u00a0 sparisca e\u00a0 allora annaspo nella ricerca spasmodica di quella che credo ormai, sia stata solo un\u2019allucinazione olfattiva: schiocco la lingua contro il palato, alzo la testa cercando quella nuvola fragrante da qualche parte sopra di me, in un punto qualunque nello spazio\u2026ed\u00a0 ecco che inaspettatamente finalmente la riafferro, \u00e8\u00a0 di nuovo l\u00ec, in calde ondate\u00a0 e allora mi\u00a0 perdo e m\u2019incanto nei ricordi, perch\u00e9 quel sentore fa parte di me, della mia vita, del mio passato.\u00a0<\/p>\n<p>E mi rivedo con i miei genitori a passeggio, sono piccola e mi tengono per mano, mentre i miei fratelli giocano ridendo davanti a noi. Da una parte il mare, dall\u2019altra le siepi\u00a0 in una fila ordinata di pitosforo, piccoli fiori bianchi e\u00a0 gialli che spuntano tra le foglie lustre e scure. Riesco ancora a vedere con gli occhi candidi e genuini di allora, i tramonti rossi sull\u2019acqua, i\u00a0 venti impetuosi, le onde rumorose, le urla dei gabbiani e\u00a0 i giorni spensierati passati sullo stesso stabilimento balneare, ogni anno uguale all\u2019altro.\u00a0<\/p>\n<p>Giugno e la prima abbronzatura e tutte noi bimbette, coi &#8220;braccini&#8221; vicini, pelle contro pelle per fare a\u00a0 gara a\u00a0 chi era diventata pi\u00f9 nera in quei pochi giorni; l\u2019acqua ancora fredda e l\u2019attesa frenetica\u00a0 per l\u2019arrivo\u00a0 delle amiche lontane che sarebbero arrivate per le\u00a0 vacanze.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ed ecco Luglio! Lo splendore, il culmine delle vacanze. Cieli tersi, odore di salsedine, caldo, sole abbagliante. Tuffi, nuotate estenuanti, docce freddissime con la bustina di bagnoschiuma che vendevano i bagnini, cinque\u00a0 lire per quel quadratino blu con una palma disegnata sopra: corpi salati, caldi e ridenti sotto il getto ghiacciato, per sciacquare via tutta quella schiuma appiccicosa al profumo dozzinale di cocco.<\/p>\n<p>E quelle serate chiassose con la baraonda di musica, canti, risate e balli\u2026 Ma bastava che mi allontanassi solo di pochi metri dalla folla, per ritrovarmi tra cielo e mare, in un silenzio ovattato appena sospeso\u00a0 dal lieve rumore delle onde\u00a0 in perpetuo movimento, coperta affettuosamente da una coltre di velluto nero tempestata di tante \u201clucine\u201d mentre\u00a0 la luna mi sorrideva.\u00a0 Solo in quei momenti, il\u00a0 profumo del pitosforo riusciva a legarsi in modo inestricabile con quello del salmastro, dei solari, dei bagnoschiuma a buon mercato, delle\u00a0 alghe seccate al sole ma soprattutto a\u00a0 quell\u2019afrore umido, fresco e inconfondibile che ha il cemento lavato con il cloro.\u00a0<\/p>\n<p>Poi arrivava agosto e incominciavo a intristirmi: tra poco tutto sarebbe finito. Dopo Ferragosto infatti i villeggianti andavano via, i residenti \u201cbene\u201d partivano per la casa di montagna o per lidi lontani e restavamo solo noi : i \u201clivornesi poveri\u201d.<\/p>\n<p>In un attimo era gi\u00e0 settembre, che malinconia, che tristezza! Anche gli ultimi \u201cirriducibili\u201d si erano stancati di venire al mare, ed io piccola bimba\u00a0 ormai nera come una zingara, con i capelli arsi e schiariti dal sole, vagavo tra le cabine spoglie e i rari ombrelloni aperti; osservavo con sgomento il bagnino che toglieva le scalette di accesso al mare, nei\u00a0 luoghi dove facevo il bagno abitualmente; mi soffermavo a scrutare\u00a0 incuriosita la piscina svuotata che era diventata un\u2019enorme triste buca azzurra con la tinta scrostata qua e l\u00e0;\u00a0 fissavo\u00a0 sconcertata il juke box ormai muto e malinconico, nessuno che vi infilasse le mitiche cinquanta lire per ascoltare qualche canzonetta alla moda. Le giornate si erano scorciate e Il cielo aveva cambiato colore: era di un blu acceso ora, l\u2019acqua era gelida,\u00a0 il sole non asciugava pi\u00f9 cos\u00ec velocemente i capelli bagnati e la sabbia non bruciava nemmeno a mezzogiorno. Tutto finito.<\/p>\n<p>Ma poi pensavo all\u2019odore dei banchi di legno, a quello delle matite e dei libri, all\u2019inchiostro profumato di fragola della penna\u00a0 \u201ccicciona\u201d a dieci colori, il nuovo astuccio con il lapis ancora intonso e la matita rossa e blu e la tristezza un po\u2019 passava.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Chiudo gli occhi e per un attimo, sono ancora l\u00e0,\u00a0 per\u00a0 mano alla mia mamma; i miei fratelli si rincorrono e mio padre li segue con lo\u00a0 sguardo severo ma compiaciuto. Ammiro orgogliosa l\u2019agilit\u00e0 di mio fratello che salta e corre e rimbalza dietro a un pallone.<\/p>\n<p>\u00a0Godo al\u00a0 contatto del mio viso sul vestito di seta frusciante di mia madre, lei ha un buon odore di erba tagliata e mandorle amare che ben si sposa\u00a0 agli altri effluvi che mi circondano.\u00a0 Ascolto la voce profonda di babbo e lo guardo con affetto mentre carezza il volto buono di mia sorella.<\/p>\n<p>Il pitosforo scaldato dal sole accanto a me \u00e8 un\u2019esplosione olfattiva che non dimenticher\u00f2 mai.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6228\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6228\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pitosforo ha un profumo magico. 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