{"id":6218,"date":"2011-05-12T19:39:59","date_gmt":"2011-05-12T18:39:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6218"},"modified":"2011-05-12T19:39:59","modified_gmt":"2011-05-12T18:39:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-dodici-e-mail-di-luca-celea-gabriele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6218","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Dodici e-mail&#8221; di Luca Celea Gabriele"},"content":{"rendered":"<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 4 settembre 2010 16:16<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ti ho pensato. \u00c8 successo stamattina, nel breve tragitto tra la camera da letto e il bagno. Certe volte mi capita ancora: mi ritrovo a pensarti, cos\u00ec, senza volerlo. \u00c8 una cosa naturale, mi hanno detto. \u00c8 una cosa che poi passa. Seduto sulla tavoletta del water, stamattina presto, mi sono chiesto: \u00abchiss\u00e0 se sei sveglio\u00bb. Un pensiero inutile, me ne rendo conto. Poi mi sono morso a sangue il labbro per punirmi; ho tirato via con gli incisivi una strisciolina di pelle sottile sottile. Tu mi rimproveravi sempre di questa brutta mania che ho. Dicevi che le ferite che mi procuro, a lungo andare, non guariranno mai del tutto. L\u2019idea non mi dispiaceva, e non mi dispiace neanche adesso: di questi tagli qua mi rimarr\u00e0 il segno. Ti ho pensato, stamattina. Un pensiero inutile, un pensiero che non vuol dire niente, un pensiero che non vuol dire che. Un pensiero che va via con l\u2019acqua. Un momento dopo mi sono lavato il viso e non ci stava pi\u00f9.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 13 luglio 2010 23:50<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ho sempre odiato indagare. Lo faceva mia madre, quando tenevo quattordici anni e lei si metteva a leggere i miei quaderni. Odiavo quelle piccole invasioni, mi facevano sentire sporco. Odiavo lei, a quattordici anni. Una volta te lo raccontai questo fatto, e tu mi dicesti che ero io a non capire: mia madre voleva solo sapere se aveva un figlio maschio o ricchione. Ti ho odiato, quella volta. Poi tu ti mettesti a ridere, come sempre, e non ti dissi nulla.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 15 luglio 2010 23:10<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Tu te lo ricordi il primo bacio nostro? Io s\u00ec, benissimo. Non mi ricordo di preciso dopo quanto \u00e8 successo. Ci potevamo conoscere, che so, da una settimana, dieci giorni al massimo. Stavamo nel sottoscala dell\u2019universit\u00e0. Ci puzzava di piscio, l\u00e0 sotto. Tu mi baciasti, senza chiedermi il permesso. E mi ricordo pure che mi fece schifo, questo primo bacio nostro: c\u2019avevi una lingua troppo grossa, non lunga ma larga, rasposa, una lingua da vecchio. Io affogavo nella saliva e chiudevo gli occhi: \u00abm\u00f3 passa\u00bb, mi dicevo. \u00c8 cominciata cos\u00ec: con una sensazione di vomito in gola e una puzza di piscio che non si poteva respirare l\u00e0 sotto. Forse sono io che storpio le cose, che me le voglio ricordare a questa maniera. In ogni caso, \u00e8 cos\u00ec che voglio iniziarla quest\u2019altra giornata, col ricordo tuo: tu che mi baci, e io che soffoco e dico \u00abm\u00f3 passa\u00bb.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 16 luglio 2010 02:47<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ci ho messo vent\u2019anni per lavarmi dalla bocca il dialetto di mio padre, di mia nonna. Vent\u2019anni spesi a correggermi gli accenti, le vocali aperte e quelle chiuse. Ogni tanto, quando stavo con te, ancora capitava che mi sfuggisse di dire \u00abgin\u00f2cchio\u00bb anzich\u00e9 \u00abgin\u00f3cchio\u00bb. Te la ricordi quella volta che caddi a faccia avanti sul marciapiede, quella notte a San Lorenzo che stavamo ubriachi tutti e due e non la finivamo mai di ridere? Io ti dissi che mi ero sbucciato un \u00abgin\u00f3cchio\u00bb e tu, per le risate, non ce la facesti manco a tirarmi su dalla strada. Cos\u00ec facevi sempre: io cascavo e tu ridevi; io dicevo \u00abguarda che mi so\u2019 fatto male veramente\u00bb e tu ridevi ancora di pi\u00f9, non la finivi mai. Ci ho messo vent\u2019anni per togliermi di dosso il dialetto di mio padre. Mi ha sempre fatto ribrezzo parlare come lui. Non ci volevo avere niente a che fare con il posto dove abitavamo: mi faceva schifo. Ho speso vent\u2019anni per imparare a distinguere la \u00ab\u00f3\u00bb chiusa da quella aperta. M\u00f2 nun m\u2019a ricord\u2019 cchi\u00f9 \u2018sta differenza.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 19 luglio 2010 10:19<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Eri bello, tu. Me la ricordo bene la prima volta che ti ho visto. Parlavi con altri due ragazzi, davanti allo sportello della segreteria. Facevi grandi gesti con le mani, preso com\u2019eri dalla conversazione. Quelle mani tue che ti baciavo, la notte, mentre dormivi. Non ti accorgesti di me, quella mattina. Non ti accorgi mai di niente, tu.<\/p>\n<p>Quattro anni. Quattro anni non sono pochi e non sono tanti. Cinque per me, perch\u00e9 sai che io conto pure quell\u2019anno che venivo a seguire le tue lezioni, solo per vederti. Tu non hai mai notato che ti stavo seduto dietro. Guardavi solamente avanti, tu. Quattro anni \u2013 cinque per me \u2013, non sono un giorno e non sono una vita. Sono un tempo intermedio. N\u00e9 troppo, n\u00e9 troppo poco. \u00abUn tempo sufficiente\u00bb, dico io. Sufficiente per crescere (e io sono cresciuto insieme a te). Sufficiente per farsi male. Sufficiente pure per farsi del bene.<\/p>\n<p>Tenevo ventidue anni, quando t\u2019ho incontrato. Tenevo ventidue anni la prima volta che. \u00abChe vuoi che si capisca dell\u2019amore a ventidue anni\u00bb, cos\u00ec mi dicevi sempre tu, quando volevi fare a forza quello pi\u00f9 grande, quello maturo, quello che si stava per laureare, quello che gi\u00e0 lavorava e aveva casa. Quante volte me lo avrai ripetuto che non ne sapevo niente, io, dell\u2019amore? Me lo dicesti pure quella notte a San Lorenzo; quella notte che, arrivati a casa tua, ti ho fatto entrare per la prima volta. Mi facesti male, e non dissi niente: \u00abm\u00f3 passa\u00bb, pensai, per tutto il tempo.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 1 agosto 2010 19:43<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Non mi fa effetto pi\u00f9 incontrarti. Stai bene, non stai bene, che hai fatto in queste settimane: non mi interessa saperlo. Tanto mi basta guardarti in faccia. Stai male, \u00e8 vero? Io no, io bene. Appena un po\u2019, ma bene. Io e te ce le possiamo pure non dire queste cose qua. Ci bastano gli occhi. I miei li sai leggere ancora. Io pure, i tuoi. Adesso per\u00f2 ci porti dentro qualcosa che non riconosco, mi fa quasi paura guardarti. Non siamo cambiati poi tanto, eppure, guardaci oggi: uno di fronte all\u2019altro \u2013 un incontro casuale; mezzo metro di mattonato a dividerci, davanti all\u2019entrata della metro A; un mezzo metro di distanza che ci fa sembrare due soldati a sorvegliare fronti diversi. Non portiamo divise, e ci sentiamo confusi: siamo nemici o fratelli?<\/p>\n<p>Quanto \u00e8 passato adesso? Tre mesi. Ti ho mandato, dieci giorni fa, la lista delle cose che mi servono: non \u00e8 tanta roba, un viaggio in macchina, forse due, e ci togliamo l\u2019impiccio. Anzi, guarda, i libri te li puoi pure tenere, tanto li ho letti gi\u00e0 tutti e tu sai che io non rileggo. Non rileggo manco le e-mail che ti spedisco, neanche gli auguri di Natale dell\u2019anno passato. Ecco, forse il romanzo di Tondelli, quello no; quello me lo devi ridare. Quello non l\u2019ho letto ancora. Non fa niente che me lo hai regalato tu, una settimana prima di.<\/p>\n<p>Mi ha fatto piacere vederti, oggi. Sei bello, bello sempre. Non come a me che mi sto facendo brutto. Lo so, mi sto sciupando, me lo dicono tutti. Giulia dice che m\u00f3 che mi sono cos\u00ec tanto dimagrito sembro un vermicello, di quelli lunghi lunghi e trasparenti, che ci puoi vedere attraverso. Fa ridere, \u00e8 vero? E tu ridi sempre, ridi di tutto. Ridevi pure quando cascavo per terra e mi facevo male per davvero. Ridevi pure quel giorno che mi camminavi avanti; io ti urlavo contro, ti ricorrevo, poi mi fermai, ti chiamai ma tu niente, neanche ti voltasti: l\u2019ultimo ricordo nostro che ho. Non ci siamo neppure salutati. Neanche un addio. Ma come ci siamo arrivati fino a qua? Tu lo sai? Io non me lo ricordo pi\u00f9.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 5 agosto 2010 00:50<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ci stanno certe sere, sere tutte uguali, che non riesco a mettere in fila i pensieri, che non mi ricordo pi\u00f9 quello che \u00e8 venuto prima e quello che \u00e8 successo dopo. La testa mi si fa pesante, la confusione \u00e8 troppa, e non mi ritrovo pi\u00f9 neanche dentro casa: mi perdo, perdo fiato. Ci stanno certe sere, come questa qua, che per fare ordine mi ritrovo a scrivere sul muro \u00abma perch\u00e9?\u00bb. Ci stanno certe sere che non posso prendere sonno, che il letto nostro mi sembra troppo grande, che seppure allungo i piedi fino a toccare l\u2019altra sponda non riesco mai a riempirlo tutto il materasso \u2013 e che me ne faccio io, m\u00f3, di un letto cos\u00ec grande? Allora mi alzo, mi affaccio dalla finestrella piccola del bagno, mi metto a sentire i rumori della strada: sottopalazzo ci sta uno che bestemmia la Madonna, e l\u2019antifurto di una Clio che suona e non si ferma pi\u00f9. Mi fumo le ultime sigarette rimaste nel pacchetto: diciassette, diciotto, diciannove, venti \u2013 ma perch\u00e9 ho preso a contarle? Alla fine vengo qua, al computer, per scriverti che pare che solo a me non mi passa. Ci vuole tempo, mi hanno detto, ci vuole pazienza, ma io non ce l\u2019ho tutto questo tempo, tutta questa pazienza. A me mi pare di non respirare pi\u00f9, da quando noi.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 19 agosto 2010 12:27<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ti ho mandato sette e-mail, sette contate. Sette di numero, sette in tutto, in questi tre mesi. Ma tu non leggi, non leggi mai quello che scrivo, neppure se te lo mando copiato e incollato dentro a una e-mail. Quante volte me lo sono chiesto: ma perch\u00e9 non mi legge? Forse gli fa schifo come scrivo, e se \u00e8 cos\u00ec magari ha anche ragione. Tu lo sai che io dubito dei complimenti. A me non mi piace come scrivo. A mi piace scrivere \u00aba me mi\u00bb, e secondo me non \u00e8 manco un errore: \u00e8 pi\u00f9 bello. Tu mi dicevi sempre che a nessuno piace mai quel che scrive, sono gli altri a doverne dare un giudizio. Ma allora perch\u00e9 tu questo giudizio non me lo davi mai? Soltanto una volta mi hai detto \u00abbravo\u00bb, e solo perch\u00e9 quel racconto me lo avevano pubblicato. Io quel \u00abbravo\u00bb me lo sono cucito in petto, come faceva mia nonna coi soldi di carta: si faceva una taschina di garza e se la cuciva dentro la camicia, coi soldi appallottolati dentro, e quando li ritirava fuori doveva passarci sopra il ferro da stiro per toglierci le pieghe. Quando l\u2019abbiamo spogliata e messa dentro la cassa, le abbiamo trovato addosso quasi tre mila euro. Quando mi ci metteranno a me, invece, dentro a questa tasca qua ci troveranno solo un \u00abbravo\u00bb stropicciato, e nessuno si ricorder\u00e0 pi\u00f9 per quale motivo lo portavo cucito in petto.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 21 agosto 2010 15:34<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ci stanno cose che mi succedono. Cose nuove, qualche volta belle, e certe volte mi volto, convinto di trovarti ancora affianco a me, per raccontartele. Cose che mi stanno cambiando. Perch\u00e9 in questi tre mesi di separazione, da quando abbiamo smesso di parlarci anche solo per telefono, ho avuto il tempo sufficiente per rinnovare ogni singola cellula del mio corpo. Ci stanno cose nuove, cose cretine anche: l\u2019altro giorno mi sono comprato un foulard che non ti sarebbe piaciuto. Ci sta un bosco di ibiscus disegnato sopra e un colibr\u00ec che va di corolla in corolla. Un foulard che \u00abfa ridere i polli\u00bb \u2013 cos\u00ec m\u2019avresti detto tu, e io me lo sarei messo soltanto per farti dispetto.<\/p>\n<p>Ci stanno cose che ti vorrei raccontare, perch\u00e9 tu hai sempre saputo tutto di me. \u00c8 successo ieri sera. Ci siamo conosciuti in un locale dove noi non siamo mai andati insieme, un locale sulla Casilina. Tu lo sai che a me non mi piace andare in questi posti qua, mi sento sempre fuori luogo, non so mai come comportarmi. Ieri sera \u00e8 stato diverso. Ho ballato. Bevuto pi\u00f9 del dovuto. Poi ci ho scopato, in macchina, nel parcheggio. Non mi \u00e8 piaciuto pi\u00f9 di tanto; \u00e8 stato solo per farti dispetto, come per il foulard.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 21 agosto 2010 19:02<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Ho sempre odiato indagare. Mia mamma lo faceva, quando tenevo quattordici anni, e io la odiavo per questo. Quattro mesi di relazione. Un giro di scopate lo avrei digerito meglio, avrei fatto finta di niente, \u00abm\u00f3 passa\u00bb avrei pensato, e me la sarei scordata \u2018sta cosa tua. Invece no, quattro mesi non sono una scopata: sono una storia. Ho sempre odiato indagare. Si chiama Dino Gagliardo, trentasette anni residente a Roma in via Palestro settantadue (me lo sono imparato a memoria): il tuo datore di lavoro. Ci ho messo vent\u2019anni per lavarmi dalla bocca il dialetto di mio padre. Adesso me le ricordo una per una quelle male parole che in tutto questo tempo mi sono sforzato di dimenticare.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>Data: 4 SETTEMBRE 2010 18:08<\/p>\n<p>Oggetto: Re: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Stamattina ho pensato che. Che forse sono io che storpio le cose, che mi voglio ricordare solo il male, che ti voglio vedere pi\u00f9 bello e pi\u00f9 cattivo di quanto sei. Forse non \u00e8 vero niente di quello che dico e scrivo. Forse quel \u00abbravo\u00bb che ti chiedevo, tu me lo hai detto pi\u00f9 di una volta, sono io che non me lo ricordo; magari ogni volta che andavamo a una presentazione, e tu ti andavi a sedere in fondo alla sala perch\u00e9 ti vergognavi di guardarmi mentre leggevo. Forse, a un certo punto, tu t\u2019eri solo stufato, distratto o confuso, e a me questo cazzo di stufamentodistrazioneconfusione mi \u00e8 sembrata una cattiveria troppo grossa. Tu non sei mai stato cos\u00ec cattivo come io adesso ti racconto a chi mi chiede e non ti conosce. Ma un poco di male me lo hai servito lo stesso. Il resto ce l\u2019ho aggiunto io, per condimento.<\/p>\n<p>Ti penso. Mi capita ancora, certe volte, la mattina presto. Poi mi mordo a sangue il labbro, per punirmi. \u00c8 normale, mi hanno detto. Fa male, fa male ancora. \u00c8 normale. Prima o poi mi passa.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>da: &lt;orfeomalato@libero.it&gt;<\/p>\n<p>a: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt;<\/p>\n<p>Data: 13 luglio 2010 23:00<\/p>\n<p>Oggetto: Qualcosa di mio<\/p>\n<p>Guarda, che dentro a quel libro che ti ho ridato (quel libro che \u00e8 l\u2019unica cosa che hai voluto indietro, quello che ti ho regalato io, il romanzo postumo di Tondelli); dentro a quel libro, appuntate a matita sul frontespizio con un asterisco che rimanda all\u2019ultima pagina, ci stanno scritte le mie parole. Tutte quelle che non mi hai dato il tempo di mettere dentro a un discorso. Tutte quelle che, sommate a queste, fanno un addio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8212;&#8212;&#8212;- Messaggio inoltrato &#8212;&#8212;&#8212;- da: &lt;nevrotico84@infinito.com&gt; a: &lt;orfeomalato@libero.it&gt; Data: 4 settembre 2010 16:16 Oggetto: Re: Qualcosa di mio Ti ho pensato. \u00c8 successo stamattina, nel breve tragitto tra la camera da letto e il bagno. Certe volte mi capita ancora: mi ritrovo a pensarti, cos\u00ec, senza volerlo. \u00c8 una cosa naturale, mi hanno detto. \u00c8 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6218\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6218\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1674,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6218","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6218"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1674"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6218"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6264,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6218\/revisions\/6264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6218"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6218"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}