{"id":6210,"date":"2011-05-12T19:26:09","date_gmt":"2011-05-12T18:26:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6210"},"modified":"2011-05-12T19:26:09","modified_gmt":"2011-05-12T18:26:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-la-nave-fantasma-di-margherita-rabissi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6210","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;La nave fantasma&#8221; di Margherita Rabissi"},"content":{"rendered":"<p>Iliana l\u2019ho conosciuta qualche anno fa, quando sono andata all\u2019ospedale per togliermi le adenoidi. Ci avevano dato la stessa stanza da dividere e quindi abbiamo dormito insieme per alcuni giorni. Cio\u00e8 tutte e due avevamo il nostro letto, con accanto un comodino e un armadietto personale, quindi non era proprio dormire insieme, come quando mia cugina Carlotta veniva a trovarmi e dormivamo tutte e due nel lettone di mamma per qualche giorno. Comunque Iliana e io abbiamo diviso la nostra cameretta all\u2019ospedale per alcuni giorni e siamo pure diventate molto amiche, anzi forse qualcosa in pi\u00f9. Ecco come la conobbi.<\/p>\n<p>Come dicevo dovevo togliermi le adenoidi, e i miei genitori ne parlavano gi\u00e0 da un po\u2019. Io li sentivo parlare al telefono con i miei nonni e tra s\u00e9 di questa faccenda, e avevo capito che sarebbe stata una cosa lunga. Almeno pi\u00f9 lunga che andare dal dentista perch\u00e9 mamma quando io dovevo andare dal dentista si limitava a telefonare in ufficio la mattina stessa, mentre facevamo colazione, e comunicava che quel giorno sarebbe arrivata pi\u00f9 tardi al lavoro. Invece per le mie adenoidi mamma aveva preso alcuni giorni di ferie e questo mi preoccupava un po\u2019 perch\u00e9 lei non si assentava mai dal lavoro. Inoltre, quando i grandi che conoscevo mi incontravano per strada mi ripetevano che dovevo stare tranquilla, che le adenoidi non fanno mica male e che anzi mi sarei fatta proprio una bella vacanza.<\/p>\n<p>A parte il fatto che in quel periodo andavamo a scuola anche di pomeriggio perch\u00e9 dovevamo fare le prove per la recita di fine anno e quindi in quel momento non avevo la minima intenzione di fare una vacanza, in ogni caso questa storia delle adenoidi cominciava a innervosirmi. Tutti i grandi infatti si comportavano in modo fin troppo gentile con me, soprattutto i miei nonni e i miei genitori, proprio come quando succedeva qualcosa di strano. A me non piacciono molto le smancerie, e neppure i complimenti se prendo un buon voto o se indosso un vestito carino. Per esempio quando babbo aveva deciso di andare a dormire per qualche tempo da nonna Armida perch\u00e9 dovevano fare certi lavori nella soffitta, tutti erano cos\u00ec gentili con me. Mi ripetevano che non era mica una cosa di cui preoccuparsi, che babbo doveva aiutare nonna a spostare i mobili e vuotare l\u2019armadio e poi sarebbe tornato a casa come sempre. Certo che i grandi sono proprio strani! Io era da un sacco di tempo che dicevo a nonna Armida di darsi una smossa con quella soffitta: non faceva che dire che non aveva spazio, che la casa era diventata troppo piccola per tenere tutti i quadri e intanto non si decideva mai a sistemare quella bella soffitta che ha!<\/p>\n<p>Nonna Armida fa la pittrice, ma disegna solo le facce di nonno Augusto che \u00e8 morto sette anni fa quando sono nata io. Lei dice che era molto bello e che da giovane sembrava un indossatore di moda e il nome Augusto gli stava a pennello, perch\u00e9 \u00e8 un nome nobile. Nonna Armida ha una spiegazione per ogni nome. Per esempio io ho portato la pace nella loro famiglia dopo che era morto nonno Augusto, e infatti mi hanno chiamato Irene, che significa proprio pace. Da quando sono nata, nonna Armida ha smesso di fare la commessa nel negozio di cristallo dei Giacomelli e da allora, come dicevo, fa la pittrice. Io una volta le ho chiesto perch\u00e9 dipinge solo nonno Augusto e lei mi ha risposto che bisogna dipingere quello che si vede e lei vede solo nonno Augusto. Siccome mamma mi ha detto che nonna Armida soffre molto e non bisogna insistere a domandare le cose, io non ho detto niente. Ma mi chiedo: possibile che veda solo nonno Augusto? E la lavatrice in cucina, le azalee accanto al portone, la televisione davanti al divano? Quelli non li vede? Comunque io nonno Augusto non l\u2019ho mai visto, tranne una volta in fotografia, e poi io non soffro come nonna Armida. Insomma ha dipinto tanti di quei quadri che in casa non c\u2019entrava pi\u00f9 e finiva che non poteva pi\u00f9 invitarci la domenica a pranzo a mangiare i ravioli al sugo perch\u00e9 in casa c\u2019era troppa confusione. Fui io a suggerirle di mettere a posto la soffitta e farci una specie di studio, come quello che ha mamma a casa nostra, cos\u00ec pu\u00f2 fare tutti i quadri che vuole e anche invitare noi la domenica a pranzo. Quindi quando mi dissero che babbo sarebbe andato da nonna per un po\u2019 ad aiutarla a fare spazio, io ero davvero molto contenta. Perci\u00f2 non capivo come mai mi facevano tutti le smancerie e sembravano preoccupati per me. Semmai dovevano preoccuparsi per babbo che lavorava tutto il giorno gi\u00f9 al cantiere e la sera doveva pulire con nonna Armida la soffitta di casa sua.<\/p>\n<p>Era passato quasi un anno da quel periodo, babbo dopo i lavori della soffitta era tornato a casa da noi, ed ecco che negli ultimi giorni tutti avevano ripreso a fare i carini con me per via di questa storia delle adenoidi. Io pensavo che la soffitta ora era tutta bella pulita e piena di pennelli e tempere colorate e tutto era andato a finire bene, quindi anche per le mie adenoidi non c\u2019era da preoccuparsi. I grandi sono troppo paurosi, io invece, come dice nonna Armida, sono una bimba forte e coraggiosa. L\u2019unica cosa che mi dava fastidio era che non avevo idea di cosa fossero queste adenoidi, n\u00e9 dove si trovassero. Sapevo solo che avrei diviso la mia camera con un\u2019altra bambina come me.<\/p>\n<p>Quando entrai nella mia nuova cameretta all\u2019ospedale vidi che infatti c\u2019era un\u2019altra bambina. Stava distesa su un fianco girata verso il muro e io potevo vedere solo la sua schiena. Aveva una camicia da notte con disegnata Barbie California e pensai che io quella camicia da notte non ce l\u2019avevo, per\u00f2 di Barbie California avevo il camper, quello di cui facevano la pubblicit\u00e0 in tiv\u00f9, con il tavolo e le sedie da campeggio e il portabiciclette. Me lo avevano regalato pochi giorni fa, tra una smanceria e l\u2019altra. Magari avrei potuto dire a mamma se domani me lo portava, cos\u00ec lei avrebbe visto che io avevo il camper quello vero di Barbie California, e lei solo il disegno sulla camicia da notte. Mentre mamma sistemava le mie cose nell\u2019armadietto io stavo seduta sulla sedia vicino alla sponda del letto e guardavo i movimenti della bambina. Si rigirava continuamente e sbuffava, perch\u00e9 si vedeva che era irritata dalle nuove arrivate. Beveva un sorso d\u2019acqua, poi infilava la testa sotto il cuscino, poi prendeva un pupazzo a forma di orso Bal\u00f9 e lo stringeva forte, poi lo scaraventava al fondo del letto. Mamma fin\u00ec di sistemare le cose sopra al comodino e poi, dopo avermi messo il pigiama, mi infil\u00f2 nel mio letto. Disse di starmene buona, che sarebbe andata a parlare con i dottori. Intanto Iliana guardava la mia mamma piena di curiosit\u00e0 e si vedeva che stava osservandole i capelli ricci. La mia mamma infatti ha una chioma di capelli neri cos\u00ec ricci che se ci infili una foglia puoi anche non ritrovarla. Sono capelli sottoli sottili e vaporosi che formano una specie di ragnatela intricatissima di zucchero filato. Quando era incinta di me, mamma mi immaginava sempre coi suoi capelli. A zia Mirella diceva che era impossibile che nascessi liscia o bionda. Invece sono nata senza riccioli, e mamma mi ha detto che per lei \u00e8 stata una piccola delusione. Ormai aveva imparato a non farci caso, ma sapeva che tutti le guardavano sempre i capelli. Quando entravamo in un bar, quando veniva a prendermi a scuola, tutti le guardavano i capelli e si chiedevano quello che si stava chiedendo ora Iliana: sono veri? Come possono essere veri?<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, sono veri\u201d, le dessi senza guardarla appena mamma usc\u00ec dalla stanza. \u201cDavvero? E come fanno a non volarle via?\u201d, rispose continuando a guardare i capelli di mamma ormai solo attraverso il vetro opacizzato della porta di camera. \u201c E\u2019 perch\u00e9 hanno delle lunghissime radici infilate fin dentro al cervello. Non sono cos\u00ec fragili come sembrano\u201d. \u201cAh\u201d, fece lei. Tutte e due eravamo sedute sul letto con il cuscino dietro la schiena, guardavamo la porta del bagno e non sapevamo pi\u00f9 cosa dire. In quel momento entr\u00f2 un signore non molto vecchio, era un dottore che Iliana conosceva bene e che si chiamava Natale. \u201cCiao Iliana, disse il signore, vedi che amichetta ti abbiamo trovato? Stanotte cerchiamo di dormire, per\u00f2, senn\u00f2 domattina la nave non riuscir\u00e0 a riprendere il viaggio! Su, ora misuriamoci la febbre, e misuriamola anche a te, signorina bella, mi disse il dottore porgendomi il termometro. Tra poco arriva da mangiare, mi raccomando e niente scherzi. A proposito, piacere, io mi chiamo Natale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cChiss\u00e0 perch\u00e9 si chiama Natale\u201d, mi sfugg\u00ec ad alta voce la domanda non appena il dottore era uscito. \u201cSi vede che \u00e8 la sua festa preferita, no?\u201d Rispose subito Iliana sporgendosi dal letto e cercando di afferrare il game-boy che stava sopra al comodino. Che risposta banale, pensai. Nonna Armida avrebbe sicuramente trovato una spiegazione molto pi\u00f9 interessante al nome del dottore. \u201cSenti, le chiesi a un certo punto parlando a bassa voce come quando mi vergognavo di chiedere a qualcuno di cosa si stesse parlando perch\u00e9 io da sola non ero riuscita a capirlo, senti ma di che nave stavate parlando tu e il dottore?\u201d Allora Iliana pos\u00f2 il game-boy un po\u2019 scocciata di spiegare una cosa tanto banale, di cui lei era evidentemente a conoscenza, come quando i grandi interrompono quello che stanno facendo per rispondere a una domanda che considerano sciocca. Per\u00f2 si vedeva che lei era contenta di parlarmi e anche di raccontarmi della nave. \u201cMa \u00e8 questa la nave, vedi?\u201d, mi disse eccitata indicandomi la finestra e saltando in ginocchioni sul letto. Dalla finestra si vedeva solo l\u2019edificio dell\u2019ospedale che si allungava a forma di elle e tutto uguale come un serpente cicciuto striato per orizzontale da file ordinate di finestrelle azzurre. \u201cLa nave ha molti piani, vedi, il piano terra si trova sott\u2019acqua\u201d, e mi indicava laggi\u00f9 il pronto soccorso, che dall\u2019alto sembrava sott\u2019acqua davvero, ricoperto com\u2019era di alberi e circondato di aiuole e di fontane. \u201cPoi ci sono le cucine\u201d, e indicava un piano dell\u2019ospedale che era formato da un tunnel di vetro, dove in lontananza si vedevano passare i medici in camice bianco e i carrelli delle pulizie. \u201cE poi c\u2019\u00e8 il ponte scoperto, con l\u2019albero maestro, le piscine per i passeggeri e la pista di atterraggio dell\u2019elicottero\u201d, continuava ad illustrarmi Iliana, mostrandomi l\u2019ultimo piano dell\u2019edificio, quello in cui c\u2019era l\u2019elisoccorso e il parafulmine. \u201cAi lati, invece, puoi vedere le scialuppe di salvataggio\u201d, concludeva fiera indicandomi i parcheggi per le automobili ai lati dell\u2019ospedale. \u201c\u00c8 una nave che viaggia sicura, la nostra!\u201d Io mentre ascoltavo questa strana descrizione guardavo i blocchi dell\u2019ospedale, e cominciava davvero a somigliarmi ad una nave di quelle da crociera che viaggiano lente e sono molto confortevoli. Zia Mirella mi aveva raccontato che in quella dove era stata lei per andare a Palma di Maiorca c\u2019era pure il cinema e il solarium, ma questo non lo dissi a Iliana anche se avrei voluto, perch\u00e9 avevo come l\u2019impressione che ci sarebbe rimasta male.<\/p>\n<p>\u201cE noi, le chiesi, noi dove ci troviamo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa nella cabina di pilotaggio, no?\u201d Mi rispose come se fosse la cosa pi\u00f9 naturale possibile. \u201cIo sono il Capitano, e tu da oggi sarai il mio assistente!\u201d<\/p>\n<p>In quel momento entr\u00f2 mamma con il vassoio della cena e anche un sacchetto di biscotti che aveva comprato gi\u00f9 allo spaccio. Poco dopo arriv\u00f2 anche la mamma di Iliana con un vassoio uguale al mio.<\/p>\n<p>\u201cCiao tesoro, le disse la sua mamma, come andiamo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cBene, bene, rispose Iliana non me lo sono mai toccato il cerotto, giuro, te lo pu\u00f2 dire\u2026 \u201c<\/p>\n<p>E d\u2019improvviso si accorse che non conosceva il mio nome.<\/p>\n<p>\u201cIrene, si chiama Irene, la mia bambina, rispose mamma per me. E tu come ti chiami?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi chiama Iliana, rispose la sua di mamma\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIrene non \u00e8 molto socievole, disse mamma, ma quando comincia a parlare non la finisce pi\u00f9.\u201d<\/p>\n<p>\u201cOh per questo anche la mia, prosegu\u00ec la mamma di Iliana, \u00e8 un poco matterella, ma \u00e8 una bambina d\u2019oro\u201d, disse dopo una pausa e abbassando gli occhi verso il pavimento.<\/p>\n<p>Ci mettemmo a mangiare, tutte e due imboccate dalle nostre mamme piene di premure e che si davano la schiena, sedute ciascuna al bordo del nostro letto. Dopo mangiato le mamme si alzarono e mentre mettevano in ordine andando qua e l\u00e0 per la stanza e il bagno, io e Iliana rimanemmo zitte e composte ad osservarle, cos\u00ec felici di essere tornate piccole e coccolate.<\/p>\n<p>Io intanto guardavo fuori dalla finestra, oltre il pronto soccorso e le onde del mare che lo coprivano. Nel cielo si vedevano le nuvole dipinte di rosso e tanti uccelli che volavano in gruppo. La citt\u00e0 si estendeva piena di luci di tutti i colori e mi venne in mente che era piena di case dove i bambini tra poco sarebbero andati a letto insieme ai loro genitori, mentre io e Iliana dovevamo restarcene in ospedale da sole. Vicino all\u2019ospedale si vedeva una gru, col braccio abbassato come una giraffa a riposo. Sembrava un animale mezzo addormentato, o che non ce la faceva a rialzarsi perch\u00e9 forse era malato. Se lo dicevo a Iliana, di sicuro sarebbe stata molto contenta di aggiungerlo tra i personaggi della nostra nave e m\u2019avrebbe detto che si trattava del mostro di Lockness, o di qualche altro animale marino che domani all\u2019alba la nave avrebbe dovuto affrontare. Ma io mi sentivo molto stanca, cos\u00ec non glielo dissi.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un periodo difficile, sentivo mamma che parlava con la mamma di Iliana, \u00e8 ancora piccola ma si dovr\u00e0 abituare. Comincer\u00e0 piano piano, e poi le sembrer\u00e0 naturale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOh, s\u00ec non deve mica preoccuparsi signora, le sorrideva la mamma di Iliana, la mia ha fatto l\u2019abitudine addirittura a non vederlo mai, sempre in giro com\u2019\u00e8 per il Mediterraneo su quei vascelli fantasma\u2026\u201d<\/p>\n<p>Iliana intanto ascoltava la musica col walkman senza cantare le canzoni, ma si vedeva che sillabava le parole con la bocca che si muoveva. Stava distesa con il cuscino sotto la testa e guardava il soffitto. Ogni tanto, mentre si muoveva, una ciocca di capelli le andava sul viso e allora lei la spostava nervosamente. Io mi rigirai verso la porta a guardare le mamme che erano gi\u00e0 diventate amiche, ridevano con le infermiere l\u00ec fuori e bevevano il caff\u00e8. Vidi che mamma frugava nella borsetta, come sempre dopo cena quando cercava l\u2019accendino per accendersi una sigaretta<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6210\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6210\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iliana l\u2019ho conosciuta qualche anno fa, quando sono andata all\u2019ospedale per togliermi le adenoidi. 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