{"id":61126,"date":"2026-11-03T13:04:34","date_gmt":"2026-11-03T12:04:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=61126"},"modified":"2026-11-03T17:33:15","modified_gmt":"2026-11-03T16:33:15","slug":"__trashed-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=61126","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2027 &#8220;Il gatto mattiniero&#8221; di Carlo Rossi"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella mattina, in casa Taitone, Google diede la sveglia alle cinque e trenta. Prima degli altri giorni. Il marito salt\u00f2 dal letto al primo squillo, come non mai. La signora Rosella si meravigli\u00f2: di colpo le venne in mente &#8220;il gatto&#8221;. Dopo cinque minuti, si alz\u00f2 anche lei, chiedendosi dove potesse andare il marito a quell\u2019ora. Curiosit\u00e0? Un pizzico di gelosia?<\/p>\n\n\n\n<p>Rosella non fece domande e prepar\u00f2 la colazione. Il maresciallo Ruggero Taitone sorb\u00ec soltanto il caff\u00e8 ed esclam\u00f2: \u00abHo fretta. In caserma mi aspetta una montagna di scartoffie da firmare. Una giornata intera non mi baster\u00e0!\u00bb Baci\u00f2 la moglie sulla guancia e scapp\u00f2. Rosella rimase perplessa: \u201cAlle sei del mattino per firmare documenti? Boh!\u201d Si rimise a letto, ma non riusc\u00ec a chiudere occhio.<\/p>\n\n\n\n<p>A Stellamarina, da oltre un mese, non si parlava d&#8217;altro che del \u201cgatto mattiniero\u201d: un ingegnoso e fin troppo comodo alibi con cui la moglie intendeva far passare al marito il rumore della fuga dell&#8217;amante, avvenuta all&#8217;alba dalla finestra, spacciandolo per quello del gatto di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Bastava un comportamento insolito del partner per far scattare il sospetto del gatto. Quella mattina tocc\u00f2 a Rosella pensare al gatto mattiniero, per la quale inizi\u00f2 un calvario di tormenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto Ruggero era giunto in caserma. Ud\u00ec lo squillo del telefono e grid\u00f2: \u00abNessuno risponde?\u00bb Il centralinista gli comunic\u00f2 che era Vincenzo il pescatore: \u00abDigli che non voglio pesce e che da lui non ne comprer\u00f2 pi\u00f9 perch\u00e9 troppo caro\u00bb. Parlava e camminava. Il centralinista lo rincorse: \u00abSignor maresciallo, Vincenzo ha trovato un uomo nudo e incaprettato sulla spiaggia!\u00bb Ruggero si ferm\u00f2 di colpo: \u00abDigli di non toccare niente!\u00bb Ordin\u00f2 subito ai suoi uomini, il brigadiere Giuseppe Campani e il carabiniere scelto Tot\u00f2 Fornesi, di correre sul lungomare.<\/p>\n\n\n\n<p>In auto Campani mormor\u00f2: \u00abNon \u00e8 giornata! Deve firmare le scartoffie!\u00bb e risero. Taitone intanto firmava, ma la sua testa era al Lungomare dei Turchi. Dopo una ventina di minuti, Campani, per telefono, lo inform\u00f2 che la Polizia era arrivata prima di loro. Taitone tir\u00f2 un gran sospiro: \u00abChe se lo tengano ben stretto! Voi rientrate subito\u00bb, Appena rientrati, il maresciallo invit\u00f2 Campani per un caff\u00e8 sul lungomare, il brigadiere non poteva dire di no e partirono subito. In caserma, dopo alcuni minuti, squill\u00f2 il telefono e rispose Fornesi. Una voce di donna chiese del maresciallo, ma Fornesi liquid\u00f2 la chiamata dicendo che non c\u2019era.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul lungomare, Ruggero scese dall&#8217;auto per perlustrare la spiaggia e scambi\u00f2 due parole con una vecchia che raccoglieva conchiglie. Campani, che guardava dalla macchina, fu colto di stupore nel vedere il suo comandante parlare con una mentecatta, ma, nel frattempo, fu distolto da una chiamata anonima sul cellulare. Una voce femminile chiedeva del maresciallo Taitone. Campani rispose senza riflettere: \u00abAl momento il maresciallo \u00e8 in spiaggia con una donna. Se vuole dire a me&#8230;\u00bb Dall&#8217;altro capo riagganciarono di botto.<\/p>\n\n\n\n<p>In caserma, Ruggero firm\u00f2 le ultime carte e pens\u00f2 di tornare a casa per il pranzo. Strada facendo acquist\u00f2 undici rose rosse per la moglie: era contento, da tanto non le portava dei fiori. Che delusione, per\u00f2! Rosella in casa non c\u2019era. Not\u00f2 il cellulare adagiato sopra due chiavi e un foglio scritto. Prese il foglio trepidante. La calligrafia era quella di Rosella. Le prime parole lo uccisero: <em>\u201cCarogna e traditore. Te ne esci di mattina presto per andare a fare il gatto. Non mi vedrai pi\u00f9. Ti ho lasciato le chiavi per evitare ripensamenti. Ti ho lasciato il cellulare perch\u00e9 tu non mi possa pi\u00f9 chiamare. Vattene a sollazzare sulla spiaggia con la tua fiamma. Porco, non mi cercare pi\u00f9! Rosella Mirandi\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il marito pens\u00f2: \u201c<em>\u00c8 sconvolta dalla gelosia, ma perch\u00e9<\/em>?<\/p>\n\n\n\n<p>Ruggero prese il cellulare della consorte e not\u00f2 varie chiamate: una alla madre, una all&#8217;amica Carolina e persino una a Campani! Che mi nascondono! La gelosia gli infuoc\u00f2 il cervello. Poi trov\u00f2 la chiamata in caserma. La rabbia si trasform\u00f2 in urgenza: doveva trovarla. Decise di cercarla dalla madre, Donna Nanuzza. Chiam\u00f2 al telefono e rispose proprio la suocera. Ruggero, temendo una brutta reazione della signora \u2013una volta gli aveva detto: avrei preferito farla monaca e non darla a te\u2013 sfoggi\u00f2 i modi pi\u00f9 cortesi possibili per chiederle se Rosella fosse l\u00ec. La vecchia Nanuzza gli diede un messaggio velato: \u00abS\u00ec. Non \u00e8 qui da me. Mi fai preoccupare. Se non mi credi vieni a controllare\u00bb. Rosella le strapp\u00f2 il telefono dalle mani e chiuse la chiamata. Nanuzza affront\u00f2 subito la figlia: \u00abFiglia mia, per me hai preso un abbaglio. Se viene, io gli aprir\u00f2 e tu gli dirai in faccia quello che sospetti! Lasci un uomo che ti adora senza motivo. Ricordati che sei una \u201cvecchia\u201d e alla tua et\u00e0 sar\u00e0 difficile, se non impossibile, ricominciare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La figlia scapp\u00f2 in camera sua piangendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alle undici e trenta di quella notte, suonarono al videocitofono. Era Ruggero. La suocera apr\u00ec e ammir\u00f2 il bel mazzo di rose rosse che il genero aveva in mano. Marito e moglie parlarono attraverso la porta della camera dove Rosella si era rifugiata: \u00abMi vuoi spiegare da dove ti sono saltate in testa le idiozie di cui mi accusi? Torna a casa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei un traditore! Questa mattina, per la fretta hai persino saltato la colazione. Figuriamoci se potevi ricordarti del nostro anniversario!\u00bb Ruggero ebbe un lampo e ment\u00ec: \u00abSei in errore! Infatti, ti ho comprato un mazzo di rose rosse. Io ho comprato undici rose rosse, e ripeto: non quindici!\u00bb Rosella ribad\u00ec ferma: \u00abIntendevi pulirti la coscienza? Sei un traditore e non torner\u00f2 pi\u00f9 con te\u00bb. Ruggero perse la calma: \u00abE va bene, me ne vado!\u00bb La suocera, per mitigare, gli chiese la differenza tra quindici e undici rose! \u00abChieda a sua figlia!\u00bb E se ne and\u00f2 sgommando.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina seguente, Taitone si svegli\u00f2 alle sette, pieno di dubbi: \u201cIo sono stato un buon marito? L\u2019ho segregata in casa. Preso dal lavoro, l\u2019ho trascurata\u201d. Quella mattina, anche Rosella si svegli\u00f2 presto. La lezione materna della sera prima l&#8217;aveva scossa. Sorridendo, sistem\u00f2 le undici rose in un vaso. La madre le chiese: \u00abMi vuoi spiegare la differenza tra quindici e undici rose?\u00bb Rosella rispose: \u00abQuindici si regalano per chiedere scusa. Undici per dire: <em>Sei il mio unico bene, sono folle d\u2019amore per te!<\/em> Mamma, mi ama ancora! Ora lo chiamo!\u00bb Prese il telefono e chiam\u00f2 Ruggero. Ma quando lui rispose, lei esclam\u00f2 spigliata: \u00abTi amo! Vieni a prendermi, amore mio!\u00bb Ruggero, sbalordito da quel cambio repentino, rispose bruscamente: \u00abSei folle!\u00bb e le chiuse il telefono in faccia, borbottando: \u201c<em>Pi\u00f9 tempo passo con mia moglie e meno la capisco<\/em>!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosella scoppi\u00f2 in pianto: \u00abMamma, mi ha respinta, non mi vuole pi\u00f9!\u00bb. La madre tent\u00f2 di consolarla: \u00abNon temere, s\u2019\u00e8 amore: prima o poi torner\u00e0!\u00bb Un\u2019oretta dopo, suon\u00f2 il citofono: era Ruggero. Si abbracciarono strettissimi tra le lacrime di gioia: \u00abMi fai piangere, mi fai piangere\u2026\u00bb diceva Rosella. Ruggero disse tra s\u00e9: \u201c<em>Ma guardate un po\u2019, la faccio piangere io<\/em>\u2026\u201d Poi le consegn\u00f2 una busta contenente la sua domanda di dimissioni dall\u2019Arma: \u00abHo detto basta. Voglio godermi mia moglie e la mia casa. Pensavo di acquistare un camper e andarcene in giro per l\u2019Europa&#8230; Che ne pensi?\u00bb Gli occhi di Rosella sprizzavano gioia: \u00abPartiamo subito! Soltanto cos\u00ec potr\u00f2 avere mio marito tutto per me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Donna Nan\u00f9 li blocc\u00f2 costringendoli a rimanere per ch\u00e9 aveva gi\u00e0 pronto un pranzetto, a base di anelletti siciliani al forno, con salsa di pomodoro, melanzane e <em>mollica atturrata<\/em>. Mangiarono a saziet\u00e0, contenti e finalmente in pace.<\/p>\n\n\n\n<p>In auto Ruggero riapr\u00ec l\u2019argomento: \u00abDevo fare una precisazione, devo farla perch\u00e9 devo farla, e poi chiudo. Quando la signora Rosella Mirandi, cos\u00ec ti eri firmata, ha chiamato Campani, quel cretino e presuntuoso le ha detto che ero in spiaggia con una donna, ma non le ha detto che quella donna era la signora delle conchiglie e che lei, signora Rosella Mirandi, sa chi \u00e8\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Rosella scatt\u00f2: \u00abCome fai a sapere tutto ci\u00f2?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Ruggero fu lesto: \u00abSono un carabiniere!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La moglie con aria sorniona disse: \u00abDai, che te ne vai con le belle signore e ti porti dietro pure chi ti regge la candela\u2026\u00bb e scoppi\u00f2 a ridere. Poi, per\u00f2, aggiunse subito:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCaro, non sarebbe meglio se ne riparlassimo questa sera a casa?\u00bb <em>(In verit\u00e0 disse: a letto)<\/em>.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_61126\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"61126\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina, in casa Taitone, Google diede la sveglia alle cinque e trenta. 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