{"id":61081,"date":"2026-11-02T18:17:55","date_gmt":"2026-11-02T17:17:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=61081"},"modified":"2026-11-02T18:17:56","modified_gmt":"2026-11-02T17:17:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2027-listrice-di-simone-colombo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=61081","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2027 &#8220;L&#8217;istrice&#8221; di Simone Colombo"},"content":{"rendered":"\n<p>Sarah nuotava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da piccola Sarah era stata buttata in piscina perch\u00e9 si sa, il nuoto \u00e8 uno sport completo e perch\u00e9 se non impari a nuotare cosa puoi fare tutto il giorno al mare?<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah, crescendo, ha pensato non aver mai nuotato davvero al mare. Odiava la profondit\u00e0, non vedere il fondale o vederlo, non ricordava mai cosa fosse peggio. Sarah aveva paura degli squali in ogni mare, dal Tirreno all\u2019Adriatico, aveva paura di sentirsi catturata, strattonata, inchiodata in un angolo e morsamorsamorsa, con i denti che gli entravano nella carne, che entravano in lei. L\u2019immagine di essere privata della sua interiorit\u00e0, del fatto che qualcosa potesse entrarci, potesse squarciarla, la rabbrividiva. Ogni tanto pensava che al mare non ci fossero angoli, che forse agli squali non interessava proprio lei ma questi pensieri diventavano morse, tenaglie impositive che la obbligavano a sciogliersi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Capit\u00f2 che, qualche volta, prese il pedal\u00f2 con gli amici, era forse una delle prime vacanze del gruppo di amici e Marco era bellissimo. Cosa avrebbe pensato? Cosa avrebbe detto Marco al rifiuto di Sarah. Se lo chiedeva incessantemente.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah nuotava ma non ne aveva mai dato prova al mare, si limit\u00f2 a pedalare e guardare gli zigomi umidi di Marco, uscenti dall\u2019acqua profonda, una boa nel suo terrore. Pedalava e dava gli ordini, a volte, si permetteva di guardare il fondale e di guardare l\u2019orizzonte. Sarah aveva paura che qualcosa la seguisse, che qualcosa gli si avvicinasse, che si potesse scontrare con il pedal\u00f2, con lei, con gli altri, e soprattutto che la mordesse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Marco e Sarah in quella vacanza si baciarono, lontani dall\u2019acqua, di fianco ad un istrice. Marco ne aveva paura, sembrava strano che quell\u2019animale li avesse seguiti, perseguitati, per tutto il tempo. Sarah, sorridendo, fotograf\u00f2 l\u2019istrice con la vecchia Kodak di suo pap\u00e0. Quella sagoma divent\u00f2 un tatuaggio nell\u2019interno coscia di Sarah e sulla spalla di Marco, era stata proiettata il giorno del loro matrimonio. L\u2019istrice divenne animale guida, non l\u2019istrice a caso, quel loro, unico, istrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta Marco and\u00f2 a vedere le gare di nuoto di Sarah, non erano ancora sposati, lui c\u2019era quando smise di nuotare. Sarah era la pi\u00f9 veloce, sempre, gli pareva uno squalo diceva Marco, uno squalo con la pinna alzata, gli occhi corrucciati, le branchie rallentate, intento ad insegue la preda. Sarah, per\u00f2, rabbrividiva alla fine di tutte le gare, si sentiva preda dove tutti la vedevano predatrice, assalitrice di medaglie al collo. Si sentiva scossa e senza forze perch\u00e9 dove gli altri gridavano brava, dentro di s\u00e9 gridava e basta. Alla fine di ogni gara era obbligata ad allontanarsi, gli occhi si offuscavano, come gli occhialini se li si mette male prima di tuffarsi; il fiato si faceva corto, come all\u2019ultima vasca; le mani si bloccavano e il corpo si induriva come i crampi che non partono. Ogni volta si allontanava e vomitava in bagno.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta Marco la vide, la segu\u00ec. Finse di allontanarsi non appena Sarah usc\u00ec dall\u2019acqua, and\u00f2 gi\u00e0 nel suo spogliatoio, si nascose in uno dei bagni e aspett\u00f2. Marco aveva sospetti da un po\u2019. Sapeva che qualcosa non andava, la vedeva confusa, pallida, malinconica nonostante avesse vinto. Marco la sent\u00ec arrivare, stava nascosto e aspettava, sentendosi in colpa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uno, due, tre, quattro erano i gradini dalla piscina al pavimento viscido, Sarah li aveva sentiti tutti, sembrava trascinare i suoi resti. Uno, due, tre, i passi durante cui Sarah si tolse la cuffia, era come se si privasse di s\u00e9, alzasse bandiera bianca. Uno, due, trequattrocinqueseisetteottonove i passi di corsa verso il cesso, Marco usc\u00ec da quello a fianco, lei scapp\u00f2 senza gridare per via della bocca piena, scapp\u00f2 fino ad un angolo e vomit\u00f2, e Marco la abbracci\u00f2 da dietro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah pianse con la bocca sporca e la trachea infiammata, Marco sorrise e poi and\u00f2 a vomitare a causa del vomito, lei rise. Marco la tranquillizz\u00f2: \u00abSecondo me devi smettere, non ti fa stare bene\u00bb, e lei si sent\u00ec libera. L\u2019angolo che ora sgocciolava vomito di atleta scompariva, lo squalo anche, le zanne pure, la sua carne torn\u00f2 tonica ed intatta, percep\u00ec la profondit\u00e0 del mare, dentro di lei le farfalle ci nuotavano. A Sarah sembr\u00f2 di non avere pi\u00f9 paure, gli squali erano alla fine come gli istrici, solo che nuotavano e senza spine. Marco la vide sorridere, prese un fazzoletto e le pul\u00ec la piega della bocca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah, per\u00f2, non smise di nuotare, non proprio ora che si sentiva libera. Inizi\u00f2 ad insegnare nuoto part-time, mentre studiava archeologia all\u2019universit\u00e0, mentre studiava i nativi americani mentre cercava di spiegare al bambino di restare a galla e nuotare come facevano gli Hare e allora il bambino non capiva e Sarah poteva dirgli: \u00abSolo un cane, il cane dei nativi americani\u00bb e spiegargli \u2013 mentre quello un po\u2019 beveva un po\u2019 tossiva un po\u2019 nuotava \u2013 il ruolo degli Hare. Sarah sembrava non fuggire pi\u00f9, si sentiva di esserci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due anni dopo il matrimonio Sarah e Marco tornarono al mare: tristi, complicati ma tranquilli. Marco era sterile, appena sposati aveva avuto un infortunio sul lavoro. Faceva il carpentiere, Sarah non aveva chiaro che tipo di lavoro fosse, lo aveva aiutato con la richiesta, i moduli, le graduatorie \u2013 un lavoro comunale \u2013 ma pensava di essere felice perch\u00e9 suo marito sapeva fare tutto. Un giorno per\u00f2, mentre Marco e un suo collega sistemavano una ringhiera cadente causa cedimento asfalto, inciamp\u00f2 in un asse o addirittura in un trapano \u2013 non ricordava \u2013 e prese un palo, poco pi\u00f9 in basso di lui, perpendicolarmente dritto sui testicoli, quello di destra esplose e il sinistro si ruot\u00f2. Marco vomit\u00f2 dal dolore e vomit\u00f2 anche il suo collega a fianco, quando fu dimesso dall\u2019ospedale bruci\u00f2 i pantaloni sporchi di sangue \u2013 non aveva voluto che venissero lavati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo i punti e la ricostruzione testicolare Marco effettu\u00f2 visite, controlli, vide dottori e tutto conflu\u00ec in un grande \u201cno\u201d. No, non avrebbero avuto figli. Gli avevano proposto delle terapie, farmaci invasivi, pericolosi, pieni di effetti collaterali \u2013 febbre, attacchi epilettici, attacchi cardiaci, mal di stomaco, acidit\u00e0 di stomaco, gotta, tumori, febbre \u2013 ma potenzialmente funzionanti. Sarah disse: \u00abNo\u00bb, non voleva mettere a rischio il suo Marco, quella sua boa nel terrore marino. Marco se la prese con il mondo, forse per il no dei dottori, forse per il no di Sarah, forse per tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah piangeva nel letto quando Marco si isolava in solaio, poi si credeva, si sentiva di esserci. Si asciugava le lacrime, si truccava, saliva da lui vestita succinta \u2013 con vestiti in latex neri che gli stavano stretti, mostravano il suo corpo molle \u2013 e scopavano. Marco stava in silenzio, si prendeva ci\u00f2 che restava del suo uccello in mano e la guardava, la analizzava, partiva dagli occhi e arrivava all\u2019istrice nell\u2019interno coscia, passando per i capezzoli su cui si fermava parecchio. Sarah, poi, con calma, si avvicinava a lui, senza pressioni e iniziava a cavalcare, come fosse su un Appaloosa \u2013 pensava senza poter spiegare cosa fosse. Marco era in silenzio, lei fingeva gemiti estremi. Marco continuava a stare in silenzio. Lui veniva dentro perch\u00e9 lei non si spostava, nonostante provasse ad allontanarla \u2013 aveva paura di sperare. Una volta scesa, faticosamente per via dell\u2019abito di plastica, Sarah diceva: \u00abVedremo\u00bb, lo baciava teneramente, lui a stento ricambiava e poi lo abbracciava.<\/p>\n\n\n\n<p>Marco da un momento all\u2019altro si riprese parzialmente. Sarah finse che nulla fosse successo, non chiese mai cos\u2019era cambiato. In realt\u00e0, Marco era andato dal medico \u2013 un suo amico\u2013 mentre Sarah era in universit\u00e0 e si era fatto prescrivere le ricette \u2013per quelle cure invasive, pericolose, potenzialmente funzionanti \u2013 medicine di speranza. Fu dopo aver comprato le medicine che scelse di andare al mare, nel loro mare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tornarono nella stessa casa da cui part\u00ec la passeggiata che li condusse al primo bacio; nell\u2019idea di Marco doveva essere una sorta di nuovo inizio e Sarah ne era felice \u2013 nonostante fosse impegnata con la redazione della tesi. Erano giovani, tanto, ma sembravano cos\u00ec vecchi, con Sarah al computer in spiaggia e Marco a prendere il Sole, sembrava l\u2019inizio dei finiti, ma loro stavano bene. Si sentivano al sicuro, calmi, senza necessit\u00e0 di fuggire.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah non fece il bagno al mare, ma cap\u00ec di avere paura degli squali, di nuovo, di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte Marco aveva la febbre, una febbre alta, altissima, mai avuta cos\u00ec. Gocce di sudore seguivano tutto il suo corpo, mentre urlava tenendosi forte lo stomaco. Erano andati a mangiare fuori, avevano preso lo stesso: Sarah stava bene, Marco urlava. Forse era stato morso da qualcosa, qualcosa di brutto, qualcosa che lo aveva inseguito. Marco respirava piano, a ritmo spezzato, guardava Sarah ogni tanto e pensava di dirgli che, forse, stava rigettando qualche farmaco. Sarah camminava avanti indietro con stracci bagnati da appoggiare sulla fronte di Marco, che chiudeva gli occhi e poi li riapriva, li chiudeva e li riapriva, li chiudeva e poi fissi, al soffitto. Il suo corpo si era irrigidito, un urlo fortissimo si era innalzato dalla sua gola, una sirena, un allarme; Sarah si spavent\u00f2 e si lanci\u00f2 sul letto. Prese il corpo di Marco e cerc\u00f2 di raddrizzarlo, lo chiamava, cercava di farlo tornare a s\u00e9. Era un attacco epilettico e per ogni secondo che Marco rimase fisso, Sarah lacrimava, scuotendolo senza panico. Erano le tre di notte, forse le quattro, quando si riprese e si addorment\u00f2. Una volta che vide suo marito dormire controll\u00f2 le farmacie aperte, non poteva sopportare che si svegliasse in preda ai gemiti, era sconsolata, sconvolta, trov\u00f2 la farmacia e usc\u00ec di corsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarah scappava, correva verso la farmacia, era lei che nuotava in quel marciapiede; colma di ansia inizi\u00f2 a sentire la profondit\u00e0 marina oscurarsi, inizi\u00f2 ad avere paura, percepiva uno squalo, sentiva di non essere al sicuro, sapeva che qualcosa non andava, non c\u2019era nessun istrice, niente Marco, niente pedal\u00f2, stava nuotando nel mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno due tre quattro i passi che fece con calma nella notte, tremando; uno due trequattro cinquesei setteotto aumentando il passo, sentendo che i rami sul bordo della strada si rompevano, calpestati. Unoduetre quattrocinquesei setteottonove, aumentava il passo e con quello aument\u00f2 lo spostamento delle foglie nel bosco al suo fianco. Unooduetrequattrocinqueseisetteottonovedieci passi di corsa, senza urlare, pensava che un animale la guardasse, nulla di pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Uno, l\u2019urlo che fece cadendo per terra, spinta. Due, i pugni che tir\u00f2 sul torace del suo assalitore, divincolandosi. Tre, i passi che fece correndo, casuali, verso un muro. Quattro, i colpi che tir\u00f2 al muro, bloccata in un angolo. Cinque, i secondi in cui l\u2019uomo gli si rivers\u00f2, in cui lo squalo la prese, in cui la penetr\u00f2 con i denti. Sei, i minuti dell\u2019uomo per divorare la sua preda. Setteottonove, i passi dell\u2019uomo verso il bosco, nascondendosi, tornando nella profondit\u00e0. Dieci, i minuti in cui con i capezzoli di fuori, il vestito strappato, la vagina colante Sarah pianse.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi si alz\u00f2. Le gambe tremavano, liquido colava sopra l\u2019istrice. Tremava tenendo il vestito floreale in lino strappatole sopra le spalle, per coprirsi il seno che Marco tanto amava, tremava con la schiena scoperta e le braccia incrociate come se si stesse abbracciando. Poi, senza sentire di esserci, pens\u00f2 alla farmacia e ci and\u00f2 di corsa. Un pensiero era ricorrente, solo uno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa penser\u00e0 Marco?<\/p>\n\n\n\n<p>La farmacia non fu d\u2019aiuto, erano aperte soltanto le macchinette esterne e prese degli antinfiammatori. Sarah torn\u00f2 da un\u2019altra strada, meno illuminata ma con meno bosco, sperando di incontrare l\u2019istrice per chiederle qualcosa, di raccontarle come stava, se si ricordava di lei, di Marco e soprattutto come si ricordava di lei e di Marco. A Sarah sembrava di non essere mai stata, sembrava di aver sognato fino a quel momento e di essersi svegliata dopo dieci minuti dalla fuga del suo assalitore. Non aveva mai nuotato, non aveva mai vomitato, non aveva mai conosciuto Marco, l\u2019istrice ma solo la violenza, la carne, il sangue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma alla fine, cosa penser\u00e0 Marco?<\/p>\n\n\n\n<p>Stanca, con gli occhi secchi, port\u00f2 le medicine sulla porta di casa e si sedette sul gradino d\u2019ingresso.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma alla fine, guardando il bosco, cosa penser\u00e0 Marco?<\/p>\n\n\n\n<p>Smise di pensare, si tolse il vestito strappato e lo lasci\u00f2 l\u00ec, di fianco alle tachipirine. Nuda, corse verso il mare, verso la luna, super\u00f2 il bosco, l\u2019angolo, i predatori, correva senza scappare, correva per s\u00e9. Inizi\u00f2 di nuovo a piangere, sorpass\u00f2 l\u2019istrice, che si spavent\u00f2 rinchiudendosi. Nuda guard\u00f2 la luna ed inizi\u00f2 a nuotare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Marco si svegli\u00f2 stava meglio. Pens\u00f2 che Sarah fosse gi\u00e0 uscita, and\u00f2 in cucina e vide la colazione preparata, allora s\u00ec, era gi\u00e0 uscita. Non c\u2019era nessun biglietto, soltanto un aculeo d\u2019istrice poggiato di fianco al miele. Marco pens\u00f2 che fosse qualcosa per gli studi e non lo tocc\u00f2, poi lo prese sorridendo, lo guard\u00f2, lo cull\u00f2 ed infine usc\u00ec di casa, impaurito; apr\u00ec la porta, guard\u00f2 verso il bosco, verso il mare e poi per terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prese le medicine, il vestito rotto e raccolse un fiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Raccolse un fiore.<\/p>\n\n\n\n<p>Un fiore.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_61081\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"61081\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sarah nuotava.&nbsp; Da piccola Sarah era stata buttata in piscina perch\u00e9 si sa, il nuoto \u00e8 uno sport completo e perch\u00e9 se non impari a nuotare cosa puoi fare tutto il giorno al mare? 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