{"id":6104,"date":"2011-05-07T11:56:59","date_gmt":"2011-05-07T10:56:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6104"},"modified":"2011-05-07T11:56:59","modified_gmt":"2011-05-07T10:56:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-risveglio-di-marilena-boccola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6104","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Risveglio&#8221; di Marilena Boccola"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSedeva assorto, in attesa.<\/p>\n<p>Questo l\u2019aveva imparato dal fiume,<\/p>\n<p>questo solo: attendere, aver pazienza,<\/p>\n<p>ascoltare.\u201d<\/p>\n<p>Hermann Hesse &#8211; Siddharta<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando suona la sveglia impostata sul cellulare mangerei una merda, ma in fondo mi piace alzarmi alla mattina presto, sentire le prime macchine passare sulla strada e qualche vicino scaldare il motore prima di partire. A tentoni cerco gli occhiali sul comodino e senza accendere l\u2019abat-jour, per non svegliare mio marito, esco dalla camera da letto (a volte inciampo soffocando qualche imprecazione). Passare dall\u2019accogliente tepore del piumino al freddo delle stanze dopo la notte mi riempie di brividi, indosso la giacca in pile appoggiata sul termoarredo del bagno ed entro in cucina per il rituale del risveglio.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Accendo soltanto la luce della cappa, metto la moka pronta dalla sera prima sul fuoco, tiro su la tapparella anche se fuori \u00e8 ancora tutto buio e vado in bagno: faccio appena in tempo a fare pip\u00ec e a mettermi le lenti a contatto e gi\u00e0 si sente il borbott\u00eco del caff\u00e8 che diffonde il suo aroma nell\u2019aria. Con la tazza fumante che mi scalda le mani, mi siedo sul divano nella penombra per un breve momento di raccoglimento. Per pregare c\u2019\u00e8 bisogno di silenzio e mai come in quest\u2019ora del mattino il buio e il freddo invitano a cercare una calda luce dentro se stessi, una scintilla divina dalla quale attingere la forza per affrontare un\u2019altra giornata da supereroi piena di impegni, tensioni, frustrazioni ed incastri nell\u2019ordinaria lotta contro il tempo. Padre nostro\u2026 sia fatta la tua volont\u00e0\u2026, concludo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Di solito a questo punto si sente il piagnucol\u00eco di un bambino, \u00e8 mio figlio, ora ha 18 mesi, vuole il suo latte\u2026 ne verso 300 ml nel biberon, lo scaldo nel microonde per un minuto e intanto mi soffermo a guardare fuori dalla finestra: se c\u2019\u00e8 sereno, una luce rosata inizia a diffondersi sopra le case attraversata dal fumo delle ciminiere altrimenti tutto \u00e8 grigio o avvolto dalla nebbia. Dlin! Metto due cucchiaini di biscotto granulato nel latte, lo sbatto per bene ed entro nella cameretta di Lorenzo lasciando accesa solo la luce del corridoio. E\u2019 seduto nel suo lettino e cerca di consolarsi succhiandosi il pollice:<\/p>\n<p>\u201cMamma\u2026\u201d mormora quando mi vede.<\/p>\n<p>\u201cAmore ti ho portato il latte\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201c\u2026atte\u201d<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lo prendo in braccio sollevandolo dal lettino con una fitta alla schiena, mi siedo sulla poltrona, lo sistemo sulle mie ginocchia, gli offro il biberon e lo stringo a me: \u00e8 uno dei pochi momenti in cui posso godermelo perch\u00e9 di solito \u00e8 un\u2019anguilla che sfugge alle coccole per non perdere un solo momento di gioco invece, a quest\u2019ora, \u00e8 solo un frugoletto ancora assonnato e avido di latte che beve ad occhi chiusi, tenendo il biberon con entrambe le mani sopra la mia. Affondo il naso nei suoi capelli e lo annuso, tenendo anch\u2019io gli occhi chiusi, in un attimo sospeso nel tempo e nello spazio; aspiro il suo odore di beb\u00e8 misto al sapore dei baci della buonanotte del suo pap\u00e0 e mi inebrio di quell\u2019amore immenso e indescrivibile che si prova solo per i figli: \u00e8 uno dei pochi, ma preziosi momenti della giornata in cui sento che la mia vita ha un senso e vale la pena di essere vissuta.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E pensare che la nascita di Lorenzo mi ha veramente stravolto l\u2019esistenza, mi ha trasformata interiormente come pu\u00f2 trasformare soltanto l\u2019esperienza di divenire alimento, carne che nutre altra carne, altro sangue, viscere frutto delle proprie viscere. Credo sia per questo motivo che si dice che l\u2019amore per i figli \u00e8 viscerale, perch\u00e9 sono stati parte di noi e il nostro corpo continua ad averne nostalgia e a cercarne il ricongiungimento. Avere un figlio \u00e8 un po\u2019 come rinascere attraverso di lui e ripercorrere la propria vita in parallelo alle tappe della sua: si ricomincia a giocare, a guardare i cartoni animati, a leggere fiabe, si torna a scuola, si va al mare per respirare lo iodio e fare castelli con la sabbia, \u2026 Avere un figlio cambia radicalmente la vita sia in termini di responsabilit\u00e0 che di ridefinizione della propria identit\u00e0: cambia la visione del mondo e di s\u00e9 stessi. Se non si hanno figli si pu\u00f2 continuare a sentirsi eternamente ragazzi, basta deciderlo e si pu\u00f2 fare qualsiasi cosa, non ci sono limitazioni alla propria libert\u00e0. Quando nasce un bambino iniziano le rinunce, anche andare al cinema una sera con il proprio partner sembra diventare uno svago inaccessibile.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quanta rabbia ho accumulato nei mesi scorsi! Un figlio, per quanto il pap\u00e0 sia presente e premuroso, \u00e8 principalmente nella testa della mamma: \u00e8 lei che sa se ha fatto la cacca, se starnutisce, se ha la tosse, quando deve fare il bagnetto, cosa ha mangiato a pranzo e cosa deve mangiare a cena perch\u00e9 la sua alimentazione sia equilibrata; \u00e8 la mamma che rinuncia di pi\u00f9 a se stessa, ai suoi tempi, ai suoi spazi, agli interessi\u2026 al lavoro. Da quando \u00e8 nato Lorenzo \u00e8 iniziato il processo di ridefinizione della mia identit\u00e0 a partire da quella professionale. Sono laureata in scienze politiche a indirizzo sociale e lavoro in una Cooperativa che gestisce servizi per persone disabili adulte, sono entrata passando dalla Comunit\u00e0 Alloggio assunta come educatrice in un periodo in cui nessuno era disponibile a farlo: c\u2019erano dei casi difficili e il lavoro era a turni, ma io stavo scrivendo la tesi, avevo gi\u00e0 ventisette anni, un fidanzato con troppi impegni, vivevo in famiglia e, soprattutto, \u2026 avevo bisogno di soldi!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dopo neanche un anno ero diventata la coordinatrice del servizio, il lavoro era emotivamente faticoso e non aveva orari, ma mi piaceva, mi ha insegnato molto di me stessa: mi ha mostrato i miei limiti e mi ha costretta ad accettarli. Tuttavia, quattro anni di pesanti responsabilit\u00e0, di emergenze ed imprevisti mi hanno logorato profondamente portandomi a chiedere il trasferimento in un servizio diurno. Il cambiamento mi ha richiesto tante energie per imparare il funzionamento di quello che per me era un servizio nuovo, per conoscere gli utenti e gestire i rapporti con le loro famiglie, per meritare la stima e il rispetto dell\u2019\u00e9quipe degli educatori.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel frattempo mi ero sposata (non con il \u201cvecchio\u201d fidanzato) e desideravo un figlio anche perch\u00e9 il ticchettio del mio orologio biologico iniziava a farsi sentire con insistenza\u2026 Ho avuto una bellissima gravidanza che ho vissuto come un sogno immaginando il mio bambino e parlandogli, ascoltando musica insieme a lui, dipingendo, leggendo, frequentando un corso di yoga, facendo lunghe passeggiate con il mio pancione. Anche il parto \u00e8 andato bene ed \u00e8 stato una grande emozione che io e mio marito abbiamo vissuto insieme, ma con esso si \u00e8 concluso il sogno. La realt\u00e0 mi \u00e8 arrivata in faccia come un bicchiere di acqua fredda: \u00e8 iniziato il tempo dei risvegli notturni, delle poppate ogni tre ore e di tutti i problemi connessi: le coliche, i pianti inconsolabili, i pannolini da cambiare e le interminabili giornate sepolta in casa senza vedere nessuno perch\u00e9 Lorenzo non ha mai amato il passeggino e i viaggi in macchina. Rabbia che si accumulava giorno dopo giorno.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019idea di tornare al lavoro, da un lato, mi spaventava per il carico d\u2019ansia che si sarebbe aggiunto a quello che la gestione di un bambino piccolo gi\u00e0 porta con s\u00e9, ma dall\u2019altro costituiva la possibilit\u00e0 di tornare a vivere; si poneva, per\u00f2, un problema: come conciliare un lavoro di coordinamento che richiede flessibilit\u00e0 e disponibilit\u00e0 di tempo con l\u2019esigenza di essere a casa prima possibile per occuparmi di mio figlio e della casa (preparare i pasti, riordinare, fare le pulizie, la spesa, lavare i panni, stirare, \u2026)? Mi \u00e8 stato proposto di rientrare negli uffici amministrativi in un ruolo tuttora in via di definizione, ma che mi consente di gestirmi l\u2019orario a tempo pieno abbastanza liberamente: in pratica, quanto prima riesco ad andare in ufficio, saltando la pausa pranzo, tanto prima finisco di lavorare e guadagno tempo per prendermi cura di mio figlio e di tutto il resto. Meno discrezionalit\u00e0 e autonomia decisionale, minori gratificazioni, ma pi\u00f9 tempo per la famiglia: \u00e8 un\u2019equazione che accomuna molte donne, riuscire a trovare una certa serenit\u00e0 e l\u2019equilibrio con se stesse dipende da dove si vuol far pendere la bilancia; non si possono avere entrambe le cose, la coperta \u00e8 corta, se si tira troppo sotto il mento, si scoprono i piedi e viceversa.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quanti pensieri in pochi minuti! Il biberon si sta svuotando lentamente, Lorenzo riapre gli occhi e lo allontana da s\u00e9, mi guarda e dice: \u201cmamma\u2026\u201d come se volesse accertarsi che sono proprio io e che ci sar\u00f2 sempre.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec tesoro, sono la mamma\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Mi alzo dalla poltrona tenendolo in braccio, lo stendo sul fasciatoio, mentre lui ne approfitta per stiracchiarsi, gli cambio il pannolino cercando di intrattenerlo con delle parole dolci e qualche giochino a portata di mano infine, gli rimetto i pantaloni del pigiama e lo poso nel suo lettino.<\/p>\n<p>\u201cFai ancora un po\u2019 di nanne con Lillo (\u00e8 il suo coniglietto di peluche) che dopo viene la nonna\u201d.<\/p>\n<p>Mi chino a baciarlo coprendolo per bene, anche se so che fra un attimo sar\u00e0 gi\u00e0 scoperto, ed esco dalla stanza.<\/p>\n<p>\u201cCiao amore, ci vediamo oggi!\u201d<\/p>\n<p>Di solito dorme ancora un paio d\u2019ore, lo vestir\u00e0 mia suocera, \u00e8 lei che se ne occupa fino al mio arrivo: l\u2019asilo nido costa troppo.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Torno in cucina, stavolta accendo la luce e la televisione: ora tocca a me fare colazione; scaldo il latte nel microonde e inizio a vestirmi con gli abiti che ho preparato sulla sedia: la doccia, di solito, la faccio alla sera per guadagnare tempo al mattino. Mi tolgo il pile e il pigiama e indosso reggiseno, calze, camicia, maglione, pantaloni e stivali. Seguendo la rassegna stampa de La 7, bevo una tazza di latte con tre fette biscottate come prevede la mia dieta dimagrante: diventare mamma, d\u2019improvviso, fa sentire tutti i propri anni, insieme al bisogno di essere ancora giovani e belle. Tolgo dal freezer qualcosa da scongelare per la cena. Mi lavo i denti, mi trucco un po\u2019 dopo aver messo sul viso una crema idratante antirughe, mi metto gli orecchini e mi spruzzo il profumo, sono pronta! Indosso il piumino, prendo le chiavi di casa e della macchina dal cestino sopra alla madia all\u2019ingresso ed esco.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019aria color cobalto del mattino ha sempre un buon odore per quanto inquinata, salgo in auto e accendo il motore, tutti i vetri sono ghiacciati, sparo la ventola al massimo, metto in folle, tiro il freno a mano e torno in casa. Ho il tempo per un secondo caff\u00e8 che preparo anche per mio marito che a quest\u2019ora entra in cucina ciabattando e strizzando gli occhi feriti dalla luce.<\/p>\n<p>\u201cBuongiorno!\u201d gli dico sorridendo, mentre tolgo dalla dispensa il succo di frutta che Lorenzo berr\u00e0 pi\u00f9 tardi. Ci scambiamo un bacio lieve sulle labbra.<\/p>\n<p>\u201cCiao amore, ci vediamo stasera\u2026 Torni presto?\u201d gli chiedo.<\/p>\n<p>\u00a0\u201cNon lo so, vediamo. Ciao, buon lavoro!\u201d<\/p>\n<p>Prendo la borsa, ci infilo un pacchetto di crackers e una mela ed esco di casa chiudendomi la porta alle spalle. In fondo, di cosa posso lamentarmi?!<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Sono una persona creativa che ama l\u2019arte e la letteratura tanto quanto sfugge il disaccordo e la polemica. A volte penso di aver sbagliato buona parte delle scelte importanti, ma mi piace pensare che Qualcuno le abbia guidate secondo un preciso piano; mi chiedo come mai la mia strada sia cos\u00ec tortuosa, quale disegno l\u2019abbia tempestata di tante coincidenze che mi hanno portato sin qui, facendo apparire la mia vita come un mosaico composto di tasselli accostati tra loro senza apparente logica, ma come insegna Siddharta, bisogna pregare, digiunare e aspettare che si mostri la via. Con le prime due diciamo che sono a buon punto, ora non mi resta che attendere.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6104\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6104\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSedeva assorto, in attesa. 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