{"id":6090,"date":"2011-05-09T09:42:58","date_gmt":"2011-05-09T08:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6090"},"modified":"2011-05-09T10:31:09","modified_gmt":"2011-05-09T09:31:09","slug":"una-sottile-linea-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6090","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Una sottile linea bianca&#8221; di Leonardo Giorgi"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>La prima volta che lo vidi, sar\u00e0 stato verso la fine dell\u2019inverno \u201986, uno degli ultimi con molta neve.<\/p>\n<p>Una domenica, tornando da Barzio dopo aver salito il canalone dei camosci ai Campelli, lungo la strada che da Moggio porta al colle di Balisio, il mio sguardo affascinato dalla vista della Grignetta in veste invernale fu attratto da una sottile striscia bianca che, solcante il versante Est andava a finire su una cresta senza nome.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 come si chiama quel canale? Certamente \u00e8 gi\u00e0 stato salito, \u00e8 troppo logico ed evidente e in Grigna, le vie logiche sono state salite da anni.<\/p>\n<p>V\u00e0 detto che in quegli anni, la documentazione era piuttosto scarsa e, per quanto riguarda le Grigne tendente a privilegiare le arrampicate su roccia, lasciando cos\u00ec le salite invernali a poche note scritte qua e l\u00e0 e soprattutto alla tradizione orale, infatti, nonostante le numerose ricerche sul poco scritto disponibile e molte domande agli amici pi\u00f9 esperti, nulla e nessuno riportava notizie su quella striscia di neve.<\/p>\n<p>Eppure c\u2019era, l\u2019avevo vista bene, in ogni modo in quell\u2019anno non insistetti a causa di una visibile strozzatura senza neve che, interrompendo la continuit\u00e0 della linea di salita, faceva sembrare il canale un po\u2019 difficoltoso.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, l\u2019inverno venne ben presto salutato da una primavera esageratamente piovosa e da un\u2019estate da dimenticare.<\/p>\n<p>Seguirono anni con inverni secchi e freddi, e naturalmente l\u2019interesse fu catturato dalle molte cascate che senza neve diventavano terribilmente attraenti, ogni tanto per\u00f2 passavo di l\u00e0 e lungo la strada per Moggio mi soffermavo a guardare quella striscia di neve cos\u00ec invitante.<\/p>\n<p>Le notizie sempre scarne parvero finalmente darmi un barlume quando, non ricordo in che anno, su una rivista, apparve un articolo sul ghiaccio nelle Grigne, ma letto e riletto, questo non pubblicava alcun\u2019altra informazione di l\u00e0 dei pi\u00f9 che conosciuti canalini del versante Sud \/ Sudovest (piccioni, caminetto, lingua ecc.) a quel punto si rafforzava in me la convinzione che quel canale, pur cos\u00ec evidente non fosse ancora stato salito.<\/p>\n<p>Questa convinzione mi diede l\u2019impulso a cercare la salita ad ogni costo, e cos\u00ec nell\u2019aprile del \u201992 Francesco ed io, di ritorno da una gita In mountain bike nei dintorni del Culmine di san Pietro, scendendo verso la valsassina avemmo modo di notare che, grazie alle abbondanti nevicate di quell\u2019inverno, tra i prati delle rive di corda e il dirupato versante Est della grignetta, si allungava solitario quel canalino nevoso.<\/p>\n<p>Rotti gli indugi decidemmo seduta stante che il sabato successivo, 25 Aprile, non ci sarebbero pi\u00f9 stati misteri su di lui, e ci accordammo per l\u2019azione.<\/p>\n<p>Una scheggia dal passato<\/p>\n<p>Anche se la stagione era ormai tarda per una salita in stile invernale, sulle pendici della Grignetta persisteva una certa quantit\u00e0 di neve che, considerate le temperature di sotto alla media stagionale, ci avrebbe garantito un discreto fondo. L\u2019avvicinamento, dapprima lungo la traversata bassa e poi risalendo il gerone, si svolge senz\u2019altra difficolt\u00e0 che il districarsi in una fitta selva di mughi senza alcuna traccia da seguire se non il riferimento della nostra linea di salita<\/p>\n<p>Infine, giunti sotto al canale ci fermiamo in vista di quella che pensavamo una strozzatura senza neve, ed invece rivelatosi essere un grosso masso che, incastrato ostruisce l\u2019accesso alla parte superiore del pendio.<\/p>\n<p>Poco male ci diciamo, l\u2019inclinazione del canale non \u00e8 superiore ai 40\u00b0 e quel masso sembra che sia possibile passarlo sulla destra, immersi nei nostri pensieri posiamo a terra gli zaini e cominciamo a prepararci per la salita. A quel punto, accanto all\u2019imbracatura scorgo qualcosa di strano, sembra un sasso ma il colore ruggine mi rimanda a quei reperti che spesso si ritrovano sui monti dove fu combattuta la grande guerra.<\/p>\n<p>Lo raccolgo e, con stupore non posso fare altro che costatare ci\u00f2 che da subito avevo sospettato, mi trovavo in mano una grossa scheggia di proiettile di artiglieria, probabile residuato della guerra di liberazione.<\/p>\n<p>Che combinazione! \u00e8 il 25 Aprile, forse siamo su una via nuova e troviamo una testimonianza di quel periodo, metto la scheggia nello zaino e velocemente mi preparo, ho fretta di andare a vedere quel masso. Le due schegge<\/p>\n<p><strong>Sorpresa! <\/strong><\/p>\n<p>Saliamo i primi cento metri su neve facile fino a giungere al passaggio obbligato, cerchiamo un punto per attrezzare una sosta e, sorpresa, c\u2019\u00e8 un chiodo, con un pizzico di delusione non posso fare altro che trovare conferma ai miei timori, qualcuno ci aveva preceduti, d&#8217;altronde continuare ad illudersi di essere i primi sarebbe stato un grosso peccato di presunzione.<\/p>\n<p>Il chiodo non \u00e8 un gran che messo bene, infatti, mentre mi accingo a preparare la sosta lo saggio per vedere di utilizzarlo ma, dopo un paio di trazioni me lo ritrovo in mano, lo scruto con attenzione fino a scorgerne il marchio del fabbricante, una \u201cC\u201d racchiusa da un rombo, segno che, chi ci ha preceduto non lo ha fatto molto tempo prima di noi.<\/p>\n<p>Parte Francesco e, anche se con gli scarponi non sembra che i primi metri oppongano grosse difficolt\u00e0, \u00e8 il superamento della sporgenza che gli richiede il maggiore impegno, e in ogni caso si tratta di un solo passo e la sua statura lo aiuta a superarlo meglio, qualche problema in pi\u00f9 potrei averlo io poich\u00e9 sono un bel po\u2019 pi\u00f9 piccolo!<\/p>\n<p>Ora non lo vedo pi\u00f9, ma dalla velocit\u00e0 con cui mi chiede corda immagino che le difficolt\u00e0 siano gi\u00e0 finite, e, infatti, poco dopo lo sento chiodare la sosta.<\/p>\n<p>Adesso tocca a me, in effetti, il primo pezzo non \u00e8 difficile, lo supero in un balzo e subito d\u2019istinto mi getto sulla placca che supera a destra la sporgenza del masso; ma dove cavolo hai messo le mani, per uscire da qui? Un breve pensiero a mia mamma che con il suo metro e cinquanta non poteva certamente regalarmi un paio di gambe pi\u00f9 lunghe e poi scrutando pi\u00f9 su, vedo l\u2019appiglio a diversi centimetri dal punto pi\u00f9 alto che posso raggiungere con la mano.<\/p>\n<p>Non ci penso molto, estraggo la piccozza che in questi casi tengo tra lo zaino e la schiena, e delicatamente la uso al posto di quei centimetri che non ho.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio un passo!lo supero e in un attimo sono in sosta, ci scambiamo uno sguardo soddisfatto, ora c\u2019\u00e8 solo neve, liberiamo la sosta, accorciamo la corda e di conserva proseguiamo lungo un pendio che a stento raggiunge i 50\u00b0, la neve \u00e8 ottima, calciando si riesce a far penetrare il<\/p>\n<p>piede per met\u00e0, e lasciamo cos\u00ec inutilizzati nello zaino i ramponi.<\/p>\n<p>Proseguiamo alternandoci al comando, ad un certo punto guardando in basso notiamo che alcune di persone sulla traversata bassa ci hanno visto e ci stanno seguendo con lo sguardo, certo che da sotto sembra pi\u00f9 ripido, dopo uno scambio di battute, riprendiamo la salita fino ad una strozzatura, dove la poca neve rimasta ci regala qualche decina di metri sui 60\u00b0 e oltre, \u00e8 l\u2019ultima neve che pestiamo, ora solo un ripido prato ci separa dalla cresta, che raggiungiamo in prossimit\u00e0 della quota 1950 (tav. (IGM 1\/25.000), siamo stanchi ma soddisfatti, almeno per noi questa via non \u00e8 pi\u00f9 un mistero e poco conta se altri sono gi\u00e0 saliti prima di noi.<\/p>\n<p><strong>La discesa. <\/strong><\/p>\n<p>Ci avviamo lungo la cresta anche se non sappiamo bene dove va a finire, la cartina non d\u00e0 molti dubbi, dovremmo congiungerci alla cresta Sinigaglia poco prima del canalino Federazione, ma non sappiamo se troveremo ostacoli e di quale tipo.<\/p>\n<p>Oramai sono le due del pomeriggio, la neve si \u00e8 fatta molle e sfondiamo fino al ginocchio, cos\u00ec dopo poche centinaia di metri ci interroghiamo su quanto vale la pena salire ad ogni costo in quelle condizioni, discutiamo un po\u2019 e alla fine decidiamo di scendere dal sentiero delle rive di corda poich\u00e9, almeno quello \u00e8 privo di neve e non presenta alcuna difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ci volgiamo al ritorno certi di ritornare, magari in inverno, per tentare gli altri canali che solcano questo versante cos\u00ec poco frequentato da essere privo totalmente dei luoghi e riferimenti dai nomi a volte pittoreschi, che invece altrove questa stessa montagna possiede cos\u00ec in abbondanza.<\/p>\n<p>In breve tempo raggiungiamo la traversata bassa e attraversando il Gerone troviamo un accesso pi\u00f9 comodo al canale, meglio cos\u00ec, almeno la prossima volta non perderemo tanto tempo a cercare la traccia, ci avviamo verso la macchina, sui prati prima della stanga, una splendida fioritura di crochi ci riporta alla primavera oramai sbocciata, non lo possiamo sapere ma passeranno anni prima che qualcuno di poi possa ritornare su questi pendii.<\/p>\n<p>Inverno 2001<\/p>\n<p>Sono passati un p\u00f2 di anni da quel 1992, Francesco non viene pi\u00f9 in montagna e io stesso rubo al tempo che dovrei dedicare alla mia famiglia, le giornate per le poche uscite che riesco a fare con un gruppo di amici.<\/p>\n<p>Nel frattempo \u00e8 uscita la nuova guida del C.A.I. sulle Grigne ma invece di svelare il mistero, questa contibuiva ad infittirlo ulteriormente, infatti, \u00e8 riportata la sola relazione di un non ben precisato Canale Est alla cima principale e le scarne mote non sembrano combaciare con la salita da noi effettuata, Infatti mentre non \u00e8 citato il superamento del masso, la relazione parla di facili roccette in uscita e non dice esattamente dove si esca, mentre noi uscimmo su prato e in prossimit\u00e0 di un punto trigonometrico riportato sulle carte ufficiali.<\/p>\n<p>\u00c8 un p\u00f2 che ne parliamo e finalmente quest\u2019anno sembra esserci la neve giusta per ripetere la salita, cos\u00ec un sabato pomeriggio mi trovo con Pierangelo (Pier) presso un noto negozio di articoli sportivi, scambiamo quattro parole e alla fine ci diamo per impegno che la domenica successiva andremo a salire il fantomatico canale EST.<\/p>\n<p>Cos\u00ec nella settimana successiva ci accordiamo, e domenica 18 febbraio, ci troviamo ben in sette a partire per un\u2019altra avventura.<\/p>\n<p>Questa volta fa pi\u00f9 freddo e il sentiero della traversata bassa \u00e8 coperto di neve indurita dal gelo, questo ci lascia ben sperare sulle condizioni in cui potremo trovare la via.<\/p>\n<p>Raggiungiamo in fretta il gerone e il punto in cui lasciamo il sentiero per raggiungere l\u2019attacco, ancora una volta mi aggiro fra i mughi che, con la neve formano un vero labirinto nel quale si fatica un p\u00f2 a trovare la linea di salita, cos\u00ec aggirando la vegetazione mi trovo un\u2019altra volta davanti a qualcosa che riporta al passato, sotto ad un masso in un punto che la neve non \u00e8 riuscita a ricoprire riconosco al volo i segni di una filettatura arrugginita, allungo la mano e mi ritrovo con un\u2019altra scheggia di proiettile, la mostro ai miei amici giusto il tempo per ricordare i fatti che qui avvennero pi\u00f9 di 50 anni fa, poi subito la metto in tasca e riparto per la nostra meta.<\/p>\n<p><strong>Una vecchia conoscenza <\/strong><\/p>\n<p>La neve \u00e8 perfetta, ci fermiamo all\u2019imboccatura del canale per legarci e calzare i ramponi, giusto il tempo di scattare qualche foto e Pier, galvanizzato dalla salita parte come un treno, per tutta la giornata lo richiamer\u00f2 all\u2019ordine perch\u00e9 non riesco a stargli dietro, e cos\u00ec in un attimo ci ritroviamo sotto al masso, giusto il tempo per costatare che il passaggio \u00e8 completamente ricoperto da un sottile spessore di ghiaccio.<\/p>\n<p>Riparte subito all\u2019attacco e, solo quando lo vedo in difficolt\u00e0, mi accorgo che alle due piccozze ha collegato i cordini che si usano sulle cascate e che ora gli danno fastidio, non ci avevo notato altrimenti glieli avrei fatti togliere.<\/p>\n<p>Comunque anche se con un p\u00f2 di difficolt\u00e0 riesce ad alzarsi nella nicchia, ora c\u2019\u00e8 da superare la sporgenza e il ghiaccio anche se poco, aiuta a stabilizzarsi sui ramponi, dal momento che siamo in sette, per sveltire le cose decidiamo di utilizzare la nostra corda come fissa una volta che Pier avr\u00e0 attrezzato una sosta sicura, mentre io salir\u00f2 per ultimo a recuperare il materiale lasciato.<\/p>\n<p>Salgono tutti, e quando tocca a me il ghiaccio rimasto \u00e8 veramente poco, comunque riesco a superare il passaggio abbastanza agevolmente, e in un attimo sono in sosta assieme ai miei compagni.<\/p>\n<p>La cresta Nordest<\/p>\n<p>Non mi lasciano nemmeno il tempo di tirare il fiato che subito si riparte, evidentemente il nostro Pier non sopporta l\u2019idea di avere altri davanti e cos\u00ec si rimette a correre, sar\u00e0 contento solo quando li avr\u00e0 nuovamente superati tutti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec senza particolari problemi raggiungiamo la strozzatura, 60\/ 65 gradi con una neve splendida, circondati da una natura selvaggia e, cosa inusuale per le nostre montagne, senza altre tracce umane.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno brevemente raggiungiamo il colletto a quota 1950, e sempre senza riprendere fiato sono letteralmente trascinato lungo la cresta, perch\u00e9 nel frattempo, Elio e Cristina sono passati avanti e per il maschilismo di Pier, essere superato da una donna \u00e8 l\u2019umiliazione peggiore che possa subire.<\/p>\n<p>La cresta \u00e8 stupenda, inizia con una schiena di mulo per poi diventare sempre pi\u00f9 sottile, saliamo per qualche centinaio di metri, poi, due dei nostri rinunciano a completare la salita e si incamminano lungo la via di discesa, sono almeno tre ore che siamo in marcia, mi accorgo che non ho ancora bevuto e ho le gambe che cominciano a reclamare, inoltre devo anche contrastare il traino della corda, dal momento che il mio \u201csocio\u201d davanti non accenna a ridurre l\u2019andatura.<\/p>\n<p>Ad un certo punto non ce la faccio pi\u00f9, tiro gi\u00f9 i santi del paradiso e mi slego, dal momento che non ce la faccio a sostenere il ritmo proseguir\u00f2 da solo con il mio passo.<\/p>\n<p>La mia incazzatura deve aver sortito l\u2019effetto desiderato, ora ad un piccolo ripiano si fermano Elio e Cristina dando cos\u00ec modo a Pier e Stefano di raggiungerli: poco dopo arrivo anch\u2019io, avendo nel frattempo raffreddato l\u2019animo, non \u00e8 proprio il caso di prendersela, dal momento che in passato ero io quello che trascinava i compagni di cordata! Beviamo un p\u00f2 e Pier forse per farsi perdonare mi d\u00e0 un p\u00f2 di fichi secchi, ottimo rimedio per i crampi che si erano presentati prima che mi slegassi.<\/p>\n<p>Ci guardiamo attorno e non vediamo nessuno, a sinistra riconosciamo i Magnaghi e la cresta Sinigaglia che, come previsto si raccorda in alto con il nostro itinerario, sotto i nostri piedi si apre il pendio del versante est, che da qui \u00e8 solcato da diversi canali sconosciuti.<\/p>\n<p>Ad un tratto scorgiamo in prossimit\u00e0 del salto del gatto, altri due alpinisti: anche loro ci osservano, forse sono stupiti di vedere gente su questa cresta cos\u00ec bella e senza nome, oramai manca poco alla vetta, dietro alle quinte formate da cornici spettacolari riconosciamo la sagoma del bivacco Ferrario, raggiungiamo la traccia della cresta sinigaglia e, poco dopo il canalino Federazione, superiamo gli ultimi salti attrezzati e siamo in vetta, sono le 14e30, ai nostri piedi come una coperta di soffice bambagia si stende immenso un mare di nubi. L\u2019emozione \u00e8 forte e traspare dai nostri occhi non diciamo nulla assorbiti come siamo dallo spettacolo che ci offre la natura, e cos\u00ec in silenzio ci incamminiamo verso la discesa e il ritorno a casa.<\/p>\n<h5>\u00a0<\/h5>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6090\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6090\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto di un&#8217;avventura alpinistica<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6090\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6090\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1639,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-6090","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2011"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1639"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6090"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6092,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6090\/revisions\/6092"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6090"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6090"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6090"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}