{"id":60779,"date":"2026-06-02T17:22:35","date_gmt":"2026-06-02T16:22:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60779"},"modified":"2026-06-04T13:34:42","modified_gmt":"2026-06-04T12:34:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-silenzio-di-francesco-boi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60779","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2026 &#8220;Silenzio!&#8221; di Francesco Boi"},"content":{"rendered":"\n<p>Alessandro si svegli\u00f2 precipitando da un sogno assordante, dove parole incomprensibili risuonavano come onde riverberate nel suo cervello. Mentre si alzava per bere un bicchiere d\u2019acqua, non si stup\u00ec pi\u00f9 di tanto che la parola \u00abSilenzio\u00bb uscisse dalla sua bocca e tutto il suo corpo torn\u00f2 presto in modalit\u00e0 riposo. La mattina seguente, le immagini del sogno erano ormai impronte nascoste nella sabbia. Era un venerd\u00ec di una bellissima giornata e tutto, dalla luce morbida al profumo di cornetti del bar di sotto, sembrava presagire pi\u00f9 un sabato che una giornata lavorativa. Neanche ora, forse per quell\u2019atmosfera rilassante, si stran\u00ec che la parola \u00abSilenzio\u00bb uscisse nuovamente dalla sua bocca. Quella mattina Alessandro se la prese con calma, come se non avesse voglia di guardare l\u2019orologio, ma non fece colazione: un leggero mal di stomaco lo aveva accompagnato fin dal risveglio. <\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo, per\u00f2, distolse l\u2019attenzione da questo morbido stato emotivo e i suoi occhi incrociarono l\u2019orologio: erano le 10:30 e quel tuffo sporco e freddo al cuore che prese Alessandro si convert\u00ec in una parola. Dentro di s\u00e9 qualcosa gli fece per un attimo pensare che avesse detto \u00abOddio\u00bb, ma quando lo ripet\u00e9 nuovamente, in preda a una reazione compulsiva, si accorse di aver detto ancora una volta la parola \u00abSilenzio\u00bb. Lo ripet\u00e9 pi\u00f9 volte, stupendosi sempre di pi\u00f9 del fatto che dalla sua bocca non uscissero altre parole. Prov\u00f2 a dirlo ancora pi\u00f9 forte, come se pensasse che la durezza della pronuncia potesse aiutarlo a non ripetere sempre la stessa parola. <\/p>\n\n\n\n<p>Per un attimo, quelle impronte sulla sabbia lo riportarono prima al sogno, poi alla parola detta prima di riaddormentarsi e infine alla mattina. Pi\u00f9 provava a pensare a parole diverse, pi\u00f9 dalla sua bocca usciva solamente \u00abSilenzio\u00bb. Ripens\u00f2 a tutte le parole del mondo in quel momento, in un elenco lunghissimo; riusciva a visualizzarle come se un artista le disegnasse spontaneamente per lui, ma non riusciva a pronunciarne nessun\u2019altra. Per un attimo si sent\u00ec intrappolato: dentro le mura di casa, dentro la sua testa, dentro le sue tempie, dentro una lingua, un alfabeto di parole futili. Fuori il sole splendeva e scaldava tutto come metallo al sole, e Alessandro sudava mentre cercava compulsivamente qualcosa che potesse aiutarlo, ma nulla lo aiutava. I rumori del traffico fuori diventavano sempre pi\u00f9 assordanti, come le parole del sogno della notte precedente. Anche il rumore dei tasti del numero di telefono che Alessandro stava componendo era assordante e, per un attimo, sogn\u00f2 di essere sordo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSilenzio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAle?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSilenzio.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa che hai?!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Alessandro prov\u00f2 invano a dire qualcos\u2019altro, mentre Alice, la sua ragazza dall\u2019altra parte della cornetta, non riusciva a comprendere cosa stesse succedendo. Nemmeno i suoi genitori o i suoi amici riuscivano a comprendere tutte le sfumature della parola \u00abSilenzio\u00bb che Alessandro utilizzava. Cos\u00ec usc\u00ec di casa di fretta, continuando a provare a parlare come era sua abitudine, ma l\u2019unica parola che usciva era quella. Piano piano, intorno a lui, come in un\u2019orchestra che arriva al climax, qualsiasi suono diventava assordante. Le parole delle persone che gli passavano accanto erano cos\u00ec taglienti che si provava a tappare le orecchie. Mentre ripeteva compulsivamente la parola che non riusciva a togliersi di bocca da quella notte, intorno a lui le persone lo evitavano come fosse un pazzo ed effettivamente aveva tutti i connotati per esserlo. Mentre i rumori erano come esplosioni, quella parola, in qualche modo, era l\u2019unica cosa che sembrava calmarlo. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando torn\u00f2 verso casa, distrutto, il sole ormai era calato in una notte ancora pi\u00f9 assordante. Era come se tutti i rumori del mondo scorressero nei suoi timpani e neanche quella parola sembrava aiutarlo, quando davanti allo specchio un lampo rosso accecante di dolore si riflett\u00e9 sulla sua immagine. Il rumore delle forbici tintinn\u00f2 irregolarmente, come se potesse risuonare all\u2019infinito. Un pezzo di organismo ancora vivente e ansimante, che respirava, giaceva sul lavandino. L\u2019ultimo rumore fu quello del sangue che sgorgava dalla lingua e colava nello scarico.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60779\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60779\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alessandro si svegli\u00f2 precipitando da un sogno assordante, dove parole incomprensibili risuonavano come onde riverberate nel suo cervello. 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