{"id":60769,"date":"2026-06-02T20:34:32","date_gmt":"2026-06-02T19:34:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60769"},"modified":"2026-06-02T21:07:42","modified_gmt":"2026-06-02T20:07:42","slug":"__trashed-115","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60769","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il cielo stellato di Sara&#8221; di Sara Rattenni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Fuori pioveva.&nbsp;<br>Da un cielo cupo, grigio e imperscrutabile, la pioggia, inizialmente lenta, scendeva ora costante e con un\u2019intensit\u00e0 maggiore. Guardando dalla finestra, sarebbe stato quasi impossibile riuscire a vedere attraverso quello spesso strato di pioggia lo scenario che si poneva dinanzi al curioso spettatore. Cercare di vedere attraverso quelle lunghe, pesanti e fitte gocce d\u2019acqua piovana non sarebbe stato molto diverso dal cercare di scovare il corpo di un guerriero sotto la sua fittissima cotta di maglia: ardua impresa con tutti quegli anelli intrecciati fra loro cos\u00ec strettissimamente!&nbsp;<br>Non cotte di maglia di armature medievali, ma pesanti giacconi impermeabili avevano indosso i passanti che camminavano velocemente, con la loro fretta di sottrarsi dall\u2019incessante piovigginare del cielo e dal freddo di un tipico pomeriggio uggioso di inizio dicembre. Per la verit\u00e0, le temperature non erano ancora cos\u00ec rigide, come ci si sarebbe invece aspettati per quel mese. Era l\u2019umidit\u00e0 a rendere la giornata ancor pi\u00f9 fredda e insopportabile. L\u2019umidit\u00e0, quella s\u00ec! Lei sarebbe riuscita a penetrare persino la pi\u00f9 fitta tra le cotte di maglia, fino ad entrare nel corpo e intirizzirne le membra! E difatti in quelle camminate solitarie sotto gli ombrelli, probabilmente in cerca dei primi acquisti per le feste, scansando una pozzanghera di qua e una di l\u00e0, ognuno camminava stringendosi forte nel giaccone come in un abbraccio a s\u00e9 stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Dal caldo del suo letto, Sara poteva immaginare la vita fuori dalla sua stanza, oltre quella finestra chiusa che di tanto in tanto sbirciava con la coda dell\u2019occhio.&nbsp;&nbsp;<br>Quel letto che per lei era sempre stato rifugio, fonte di calore, nido degli affetti pi\u00f9 dolci; dove tornare a rintanarsi ogni volta che ne avesse sentito la necessit\u00e0. Quel letto in cui avrebbe potuto ogni giorno, rannicchiandosi, tornare bambina, ancora una volta, come sempre.&nbsp;<br>Quello stesso letto era ora divenuto per lei dimora fissa: una brutta influenza ve la costringeva a restarci per l\u2019intera giornata per pi\u00f9 e pi\u00f9 giorni.<br>Dalle altre stanze arrivava attenuata la melodia di una musica che suonava per qualcun altro. Era un po\u2019 difficile per lei distinguere di quale musica si trattasse, i suoni le giungevano come ovattati. In effetti, sin da piccola gli organi degli apparati nasale e uditivo erano sempre stati per lei fonte di sofferenze fisiche.<br>Un sentimento di tristezza mista a solitudine aleggiava in lei quel pomeriggio di marted\u00ec di inizio dicembre, facendosi a tratti pi\u00f9 forte e intenso e trovando sfogo di tanto in tanto attraverso il pianto.<br>Curioso, pens\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9, che per una nata sotto il segno zodiacale dell\u2019Ariete, sul quale regna Marte, il pianeta dell\u2019azione e simbolo di coraggio e audacia, la malattia, dunque, la \u201cferma forzata\u201d fosse capitata proprio di marted\u00ec, il giorno della settimana che, come anche il pianeta, deve il suo nome al dio romano della guerra.&nbsp;<br>Cos\u00ec, mentre da un lato l\u2019etimologia e la mitologia in quel giorno avrebbero richiesto da lei l\u2019attivazione dello spirito, del fisico e dell\u2019ingegno per creare qualcosa di nuovo, la realt\u00e0 era l\u00ec ad imporle attesa e pazienza\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Al caldo, sotto tre strati di coperte e con spossatezza e forti dolori nel corpo, Sara attendeva la sua guarigione, che le sembrava richiedere pi\u00f9 tempo di quello immaginato; nonostante avesse avuto premura di ricorrere a tutti i rimedi necessari per curarsi: dal miele allo sciroppo, dalle bevande calde ai brodi e le minestre.<br>Stando supina e non potendo muoversi poi molto, a causa dei dolori, ella inizi\u00f2 d\u2019un tratto a far oscillare la sua testa, quasi seguendo la nuova melodia che le giungeva lontana dalla cucina. E muovendosi in tal modo riusciva ad osservare tutta la sua stanza: dalle pareti color pesca al soffitto bianco, e tutti gli oggetti sulle mensole e i libri sulla scrivania.<br>Sul comodino alla sua destra, sopra al quale trovavano posto stabilmente una foto e un prezioso portacandele in legno ricevuto in dono diverso tempo prima, bruciava una candelina all\u2019interno di un diffusore di essenze realizzato in ceramica e colorato di due diverse tonalit\u00e0. L\u2019aspetto era molto bellino: dalla forma sferica e con una piccola conca in alto, per contenere acqua ed essenze da diffondere nell\u2019ambiente mediante il calore della fiamma sottostante.&nbsp;<br>Un odore di bosco pervadeva la stanza, aiutando Sara nella respirazione, resa difficoltosa dalla congestione nasale. Ella sembrava di quando in quando annusare l\u2019aria: erano i suoi tentativi di inspirare col naso tutti quegli odori meravigliosi.<br>Il diffusore era stato ulteriormente impreziosito dalla presenza lungo le pareti curvilinee di piccole e grandi fessure di varie forme, di cui alcune erano dei cerchi, altre assomigliavano a gocce e altre ricordavano delle foglie. E a guardarlo bene, si poteva notare che sulla superficie correva a rilievo una decorazione di fiori e foglie sorrette dai rami che si tenevano uniti tutti insieme e si intrecciavano fra loro, similmente agli aggrovigliati intrecci di rami di alberi o di rovo del sottobosco. Le loro movenze flessuose facevano sovvenire alla sua mente le forme di alcuni alberi sinuosi e lievemente grevi sgorgati dal sentimento e dalla fantasia di quel \u201cmatto\u201d olandese che tanto amava.<br>Diverse volte, prima di quel giorno, Sara si era scoperta intenta ad osservare tutte quelle curve, le movenze, i fori, i rilievi e le rientranze, che suscitavano in lei questi ed altri ricordi e pensieri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">D\u2019un tratto Sara, dopo poche oscillazioni della testa, ruot\u00f2 leggermente il capo verso destra richiamata dal profumo delle essenze e per ammirare nuovamente il diffusore: nel buio pesto della stanza, la candelina bruciava e la sua luce passava attraverso i fori, illuminando l\u2019angolo della stanza e tutta la parete. La luce proiettata sul muro non era ovviamente immobile: ad ogni quasi impercettibile movimento della fiammella ne corrispondeva uno visibilissimo sulla parete. E le ombre sembravano muoversi anch\u2019esse in armonia con le luci. L\u2019osservazione del loro accostarsi e alternarsi poteva ricordare l\u2019esercizio artistico dei pieni e vuoti che riemp\u00ec la sua mente con l\u2019immaginazione, tenendola occupata e persa a osservare quel piccolo incanto.&nbsp;<br>In quelle luci e in quelle ombre un poco mosse c\u2019erano distintamente i pieni e i vuoti. Ma c\u2019erano a modo loro anche le ombre cinesi. Come pure c&#8217;erano i fari delle auto che filtravano dalle fessure della serranda e venivano sempre proiettati sulle pareti della stanza. C\u2019erano le luci delle giostre e quelle di Natale. C\u2019erano la luce e il calore del fuoco del camino della casa in montagna, dolce ricordo lontano nel tempo. C\u2019erano l\u2019alba e il tramonto, il giorno e la notte; il sole e la luna.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Guardava con piacere e sentiva tutto questo Sara. Immagini, sentimenti, sogni, ricordi, pensieri la invasero. Passato, presente e futuro si presentarono in un istante separati e consequenziali, e un attimo dopo tutti e tre fusi insieme e inscindibili.&nbsp;<br>Si chiese allora che bambina fosse stata fino a quel momento. Si accorse che non si era mai soffermata su tale pensiero e cerc\u00f2 cos\u00ec di afferrare quell\u2019idea, che le era balenata nella mente come un bagliore improvviso: non si era mai \u201cguardata\u201d bambina. Lo aveva sempre chiesto ad altri, senza considerare che le voci degli altri avrebbero potuto restituire soltanto un riflesso di quell\u2019immagine e di quello scrigno cos\u00ec piccino, che sentiva ancora intatto e vivo.&nbsp;<br>E cosa e quanto aveva dato e condiviso con le persone che aveva amato di pi\u00f9? Quanto amore donato? E quanto ricevuto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Mentre questi pensieri affollavano la sua mente, un qualcosa, un dettaglio cattur\u00f2 la sua attenzione: i cerchi di luce sul soffitto. La candelina lo stava illuminando. La fiamma oscillava e sembrava far fare ai cerchi dei lenti giri, come ruotassero su s\u00e9 stessi. Ed ecco che d\u2019improvviso quello spettacolo le ricord\u00f2 i tratti concentrici di giallo nella <em>Notte Stellata<\/em>.&nbsp;<br>Rapita da tale visione Sara rimase ad ammirare estasiata il suo cielo stellato, l\u00ec sopra tutto per s\u00e9. In quel momento si chiese se anche la sua mamma stesse guardando quello stesso cielo stellato.&nbsp;<br>Con la manina sinistra strinse a s\u00e9 il cuscino, ricordando tutte le volte in cui con quella stessa manina aveva stretto quella pi\u00f9 grande della sua mamma.<br>Si sent\u00ec piccina.&nbsp;<br>In un istante fu pervasa da una sensazione di sollievo e cap\u00ec che quell\u2019amore, quell\u2019affetto e quel calore non sarebbero mai scomparsi.<br>E fissando in alto la stella pi\u00f9 luminosa di tutte, che bruciava pi\u00f9 ardentemente, con una profonda sensazione di pace e un accenno di sorriso sulle labbra, chiuse gli occhi e si addorment\u00f2.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60769\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60769\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fuori pioveva.&nbsp;Da un cielo cupo, grigio e imperscrutabile, la pioggia, inizialmente lenta, scendeva ora costante e con un\u2019intensit\u00e0 maggiore. 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