{"id":60722,"date":"2026-06-02T21:53:41","date_gmt":"2026-06-02T20:53:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60722"},"modified":"2026-06-02T21:53:42","modified_gmt":"2026-06-02T20:53:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-non-mi-aspettare-per-cena-di-aurora-costa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60722","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Non mi aspettare per cena&#8221; di Aurora Costa"},"content":{"rendered":"\n<p>Quella mattina, mentre prendevo al bar il solito espresso macchiato, ho pensato di scriverti una lettera. Forse colpito dall\u2019articolo del giornale che leggevo e che diceva che ormai i giovani non scrivono pi\u00f9 lettere; anzi, non scrivono proprio pi\u00f9, ma fanno fare tutto all\u2019intelligenza artificiale. E allora ho pensato, con amarezza, che in fondo non ti ho mai scritto una lettera, perch\u00e9 vedi, noi ingegneri non siamo fatti per le parole, che sono territorio sconosciuto per chi, come me, \u00e8 avvezzo ai calcoli.\u00a0<br><br>Per\u00f2, a pensarci, ti scriverei questa lettera mentre guido verso casa, il momento migliore della giornata, pensando a quando, entrando dalla porta, mi verrai incontro come sempre, con quel vecchio grembiule di tela, la mia camicia arrotolata fin sopra i gomiti, i capelli sempre arruffati, tenuti su con una matita, e mi stamperai un bacio deciso ma sfuggente, come a dire \u00abil resto dopo\u00bb, cercando di non lasciare le impronte delle tue dita sporche di argilla sulla mia giacca, e ti immergerai nuovamente nelle tue passioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti direi che ricordo vividamente il giorno in cui ci siamo conosciuti: eri dannatamente bella, e forse fin troppo giovane per uno come me, appena divorziato, con un mutuo da pagare di una casa in cui non vivevo pi\u00f9 e un\u2019altra da cercare. Io, che ho sempre preferito i fast food al m\u00e9nage familiare &#8211; e giuro, credo di non aver mai lavato un piatto in vita mia -, quel giorno sono entrato nel tuo negozio per comprare una tazza in ceramica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa mi sia passato per la testa in quel momento, non lo so. Mi erano rimasti pochi spicci sul conto, ma vedi, credo di averti amata fin da subito, da quando ti ho vista di riflesso nella vetrina per la prima volta. E no, amore mio, non era di certo quella la prima volta che ti vedevo. La scuola dove insegnavo si trovava all\u2019angolo della strada, sullo stesso marciapiede del tuo atelier. Mi ci sono voluti sei mesi prima di decidermi a varcare la porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono diventato professore di ruolo, ho bisogno di una tazza per il caff\u00e8\u00bb, ti ho detto con imbarazzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto aggiungere che il sonno non sapevo pi\u00f9 cosa fosse da quando tu, proprio tu, mi hai catapultato in mezzo a mille dubbi. Che non cercavo l\u2019amore, ma che, con il tempo, ho capito che lui ti trova anche quando non lo vuoi. Ma ho taciuto, non volevo pensassi che non sapessi stare al mondo; era gi\u00e0 strano trovarmi l\u00ec a comprare un oggetto che pensavo non avrei mai usato, ma ti scriverei poi che da quella tazza ne sono nate altre cento, tutte spaiate, tutte rotte o scheggiate dai nostri traslochi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi avrebbe mai pensato che quella stessa sera saremmo finiti insieme, perch\u00e9 \u00abse non hai nessuno con cui festeggiare, possiamo farlo io e te\u00bb, mi hai detto, sorridendomi con quegli occhi pieni di possibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec ci siamo messi in macchina, decisi ad andare al mare, ma la ruota della mia vecchia Opel si \u00e8 bucata, lasciandoci a met\u00e0 strada. E ti direi che non sapevo come sostituirla e che ti ho guardata ridere mentre ti sporcavi le mani di grasso e, in meno di venti minuti, hai sistemato tutto, facendomi sentire uno stupido che non sapeva nemmeno cosa fosse un cric e se lo avessi nel bagagliaio della macchina. Eppure sai, ti ho amata anche l\u00ec. Ti ricorderei poi di come siamo ripartiti, del sale sulla nostra pelle e di quei brividi dovuti all\u2019acqua ancora troppo fredda per essere solo l&#8217;inizio di giugno. O forse tremavamo perch\u00e9 quella stessa sera ci siamo amati in spiaggia, con Venere testimone di una storia nata da poche ore.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Continuerei dicendo che non mi aspettavo proprio che tu ti innamorassi di me, perch\u00e9 vedi, amore mio, tu sei stata scolpita da chi ha inventato la bellezza mentre io, beh, mi conosci, sono pi\u00f9 simile ad un calco venuto male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRiesci a immaginarci insieme, dalla mattina alla sera?\u00bb me lo hai chiesto all\u2019alba dei tuoi trent\u2019anni, come se fossi tu a fare un regalo a me, e non viceversa. Ero ubriaco di te; lo sono ancora e, credimi, lo sar\u00f2 per tutta la vita e oltre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti scriverei che al nostro matrimonio le mie mani sudavano e il cuore era come impazzito quando ti sei presentata di smeraldo vestita, con un mazzo di carciofi come bouquet, mentre in sottofondo i nostri amici cantavano <em>Il mondo<\/em> di Jimmy Fontana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei voluto urlare a tutti che eri bellissima, che ero l\u2019uomo pi\u00f9 fortunato della terra, ma non riuscivo neanche a respirare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti parlerei di quella volta che ti sei presentata all\u2019uscita della scuola con un minivan tutto giallo, pieno di fiori disegnati sopra. La radio era al massimo e tu strombazzavi: volevi attirare la mia attenzione, ma hai finito per prenderti quella di tutti i presenti. Ti \u00e8 sempre piaciuto mettermi in imbarazzo. Per\u00f2 quanto eri bella, amore mio. Con te la terra smette di girare e il tempo si ferma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti scriverei di quei mesi passati in minivan, girando la Sicilia con il vento tra i capelli e la pelle cotta dal sole. Io, che non avevo mai pescato in vita mia, che cercavo di procurarci la cena; tu, che accendevi il fuoco sulla spiaggia, lontani da tutto e da tutti eccetto che da noi stessi. Perch\u00e9, amore mio, quando mi guardi tutto il resto scompare, e rimaniamo solo noi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Continuerei ricordandoti quel giorno in cui, tornando a casa, mi hai detto che probabilmente, anzi quasi sicuramente, avremmo dovuto cambiare macchina perch\u00e9 saremmo diventati tre, forse quattro o cinque. Chi poteva saperlo?<br>Di come frenai di botto, in mezzo alla strada, senza accostare, senza guardare chi ci fosse dietro \u2014 che per fortuna nostra non c\u2019era, o forse il mondo si era semplicemente fermato a guardarci. I tuoi occhi che brillavano mentre io urlavo fuori dal finestrino che sarei diventato padre.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei non ricordarti &#8211; e scusami, amore mio, se lo faccio, se ti costringo a volgere lo sguardo a questo dolore &#8211; di come quella felicit\u00e0 sia stata fugace.\u00a0<br>Giusto il tempo di amarci nuovamente, prima che la tristezza bussasse alla nostra porta e tu decidessi di andare via con lei. Il nostro bambino, cos\u00ec come \u00e8 arrivato, se n\u2019\u00e8 andato in una notte d\u2019inverno.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ti direi di quei mesi di tuo silenzio, tu che in casa non tolleravi nemmeno una porta chiusa; di te che camminavi in stanze diventate improvvisamente troppo grandi, e di me che cercavo di riprenderti per mano senza sapere come si fa a toccare qualcuno che \u00e8 diventato d\u2019aria. Persino il tuo posto sul divano non rimaneva mai schiacciato, come se avessi smesso di pesare sul mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti direi che ti ho odiata ma, vedi, mi \u00e8 impossibile farlo; forse odiavo pi\u00f9 me stesso per non riuscire a capire il tuo dolore fino in fondo. Mi svegliavo di notte sudato, in preda al panico, senza sapere come aiutarti.<br>\u00abCon l\u2019amore\u00bb<em> <\/em>mi hai risposto una mattina. E poi hai continuato: \u00abLo sai, non ho mai creduto che un amore potesse essere pi\u00f9 importante di altri. Credevo che ogni amore fosse unico, e quindi, inconfrontabile. Ma tu sei riuscito a emarginarli tutti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ricordi dell\u2019arrivo di quella bestiaccia di Cesare? Ci ha ridato la gioia, certo, una gioia a quattro zampe, diversa, ma pur sempre autentica.\u00a0<br>Ti scriverei del rumore delle sue unghie sul parquet, un ticchettio che ha riempito i vuoti lasciati dai nostri respiri troppo corti, e di come ci abbia costretti a uscire di nuovo, a guardare il cielo anche quando non ne avevamo voglia.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Lo so che, perfino nei momenti peggiori, ci siamo continuati ad amare. Che non ci siamo mai arresi. Che abbiamo sempre creduto nel nostro amore, persino quando la tristezza sembrava aver vinto.\u00a0<br><br>Per questo ti scriverei che non ti ho abbandonata, che sono sempre qui con te. Te lo giuro amore mio. Anche adesso, mentre cerco la parola esatta per dirti che non arriver\u00f2 in tempo per cena &#8211; come al mio solito, dirai tu, ma questa volta \u00e8 diverso.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ti scriverei che la torta che mi hai preparato per il mio compleanno non potremo mangiarla. Quella al cioccolato con la panna e le fragole, la mia preferita. Immagino gi\u00e0 che la lancerai per terra, arrabbiata e delusa, pensando a come farai da oggi in poi, a come si possa festeggiare la vita mentre il mondo si svuota. Ma ti direi di non farlo. Ti direi di tenerla, di mangiarne un pezzo anche per me.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, vedi, stasera volevi dirmi che il nostro amore \u00e8 di nuovo germogliato. Ti direi che lo sapevo gi\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ammetterei &#8211; e con difficolt\u00e0, pensando a come ti arrabbieresti &#8211; che ho trovato la prova nel tuo comodino proprio mentre cercavo le sigarette che mi nascondevi per non farmi fumare; eppure sono contento di averlo fatto. Sono rimasto a fissare quella prova del tuo segreto per un tempo che mi \u00e8 parso infinito, sentendo il cuore che batteva contro le costole come se volesse uscire e correre da te prima ancora che lo facessi io. Sono contento di aver guidato verso casa con l&#8217;idea di noi che tornavamo a essere tre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questa \u00e8 una lettera che ti scriverei se potessi tornare ancora in qualche modo da te, solo che non posso e non so come rimediare a questo grande, grandissimo errore di cui sento il peso e non so come spostarlo &#8211; o forse \u00e8 la lamiera conficcata nel mio ventre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>So che che tu dirai, con quel tuo fare severo ma dolce, che ho compromesso ogni cosa e ti direi che hai ragione, che ho mancato l\u2019appuntamento pi\u00f9 importante della mia vita. Della nostra.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>E ti domanderei se ti ricordi quella sera sul divano a guardare quel documentario sulla vita dopo la morte &#8211; s\u00ec, proprio quella sera quando Cesare ha deciso di mangiarsi una delle galline del vicino e far morire di crepacuore le altre tre -, perch\u00e9 ci\u00f2 che ti scriverei adesso \u00e8 che la luce \u00e8 diventata improvvisamente fredda, ma in modo strano, quasi accogliente, e infatti non ho avuto paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ti direi che sei stata il mio ultimo pensiero, ma mentirei, perch\u00e9, come tu sospetterai, ho pensato a te e, allo stesso tempo alla lettera che avrei voluto scriverti per tutto il tragitto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, amore mio &#8211; prima che questo tepore che sento mi avvolga del tutto -, ti vorrei dire di non avere paura, perch\u00e9 io, in qualche modo che ancora non capisco, ti aspetto l\u00ec, nel per sempre.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60722\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60722\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina, mentre prendevo al bar il solito espresso macchiato, ho pensato di scriverti una lettera. 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