{"id":60711,"date":"2026-05-31T15:02:03","date_gmt":"2026-05-31T14:02:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60711"},"modified":"2026-05-31T15:02:05","modified_gmt":"2026-05-31T14:02:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-che-difficile-carattere-di-maria-grazia-scelfo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60711","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Che difficile carattere&#8221; di Maria Grazia Scelfo"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando gli dissero la parola \u201clinfoma di Hodgikin\u201d, Ernesto pens\u00f2 a un errore. Rimase seduto con le mani sulle ginocchia, la schiena curva dentro la giacca troppo pesante per maggio, guard\u00f2 il medico come si guarda qualcuno che sta parlando a un altro. Aveva settantotto anni e da mesi si sentiva stanco; ma la stanchezza, alla sua et\u00e0, sembrava quasi una compagnia inevitabile. Era ancora ingrassato, mangiava male, in modo disordinato, respirava con fatica dopo pochi gradini. La moglie glielo diceva da anni:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Devi dimagrire. Devi fare i controlli.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui rispondeva sempre nello stesso modo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non rompere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il medico continu\u00f2 a spiegare:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Il Linfoma di Hodgkin \u00e8 un tipo di cancro curabile. Abbiamo avuto un paziente che \u00e8 guarito completamente. Se le avessero diagnosticato \u2018Linfoma non Hodgikin\u2019 sarebbe stato un problema perch\u00e9 non \u00e8 curabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Servivano altri esami, una terapia adeguata, bisognava iniziare &nbsp;al pi\u00f9 presto. Ernesto annu\u00ec senza ascoltare davvero. Pensava soltanto che aveva fame. Era mattina e non aveva ancora preso il cornetto con la crema.<\/p>\n\n\n\n<p>Lungo il corridoio del policlinico di Roma, il fratello Sandro lo stava aspettando. Sandro aveva settantadue anni, il volto preoccupato e paziente. Spesso si scontrava con il fratello, intollerante, cocciuto. Voleva fare sempre di testa sua, anche contro il parere dei medici.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Allora?<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto scroll\u00f2 le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Dicono che ho un tumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandro non parl\u00f2 subito. Mise in moto la macchina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 E tu che vuoi fare?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Che devo fare? Niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il niente non era pi\u00f9 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto viveva met\u00e0 del tempo a Roma, in un appartamento vecchio vicino piazza Bologna, e met\u00e0 nel paese d\u2019origine, in Abruzzo, dove la moglie Ada si ostinava a restare. Lui amava vivere in citt\u00e0, anche da pensionato, non sopportava la campagna. Lei, al contrario, odiava la vita cittadina, non aveva mai amato Roma. Diceva che la citt\u00e0 consumava le persone, le faceva diventare egoiste. La loro casa si trovava un po\u2019 fuori dal paese, in mezzo al verde. Sul retro c\u2019era una collinetta dove avevano piantato vari ulivi. D\u2019altra parte, Ada sosteneva che in paese, almeno, conosceva tutti, aveva una bella vista che dava sui monti, la vita era a misura d\u2019uomo e c\u2019erano le cugine con cui parlare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto, invece, a Roma si sentiva ancora importante. Scendeva al bar, litigava con gli amici di questioni politiche, trattava male i camerieri e poi tornava il giorno dopo come se niente fosse.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Ada il matrimonio era diventato una specie di tregua armata. Entrambi erano vissuti a Roma fino alla pensione, poi le loro strade si erano separate per lunghi periodi dell\u2019anno. Si odiavano, le discussioni erano continue e feroci, ma non si volevano separare. Lei gli rinfacciava il pessimo carattere, il cibo, le sigarette fumate per quarant\u2019anni, la superbia. Lui le rimproverava l\u2019avarizia di sentimenti, la mancanza di affetto, quel modo duro di parlare, indisponente, che lo allontanava.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Ada seppe della diagnosi non pianse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Te l\u2019avevo detto \u2014 disse al telefono. \u2014 Te l\u2019ho detto per anni che saresti finito male.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ah, adesso \u00e8 colpa mia pure il tumore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 \u00c8 colpa tua se non ti sei mai curato bene, se non hai mai voluto ascoltarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>La chemio cominci\u00f2 a giugno. Sandro e l\u2019altro fratello, Luciano, si alternavano per accompagnarlo in ospedale. Alle prime sedute Ernesto usciva ancora sulle sue gambe, anche se pallido e stanco. Si lamentava di tutto: delle infermiere troppo giovani, che non trovavano subito le vene, del caff\u00e8 delle macchinette, dell\u2019aria condizionata.<\/p>\n\n\n\n<p>A casa lo assisteva Dmitri, un badante moldavo sulla cinquantina, silenzioso e robusto. Ernesto lo trattava con una cattiveria quasi infantile, lo rimproverava continuamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Sei scemo? Ti ho detto l\u2019acqua fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Hai bruciato la carne.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non capisci niente d\u2019italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Dmitri abbassava la testa. Ogni tanto, quando Ernesto si addormentava in poltrona, russando piano, lo copriva con una coperta leggera senza dire nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada veniva poco a Roma, giusto il necessario per controllare la situazione. Arrivava la mattina col pullman, portava qualche camicia pulita, gli consegnava la posta, poi, quando il badante era fuori per la spesa, ricominciavano a litigare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Devi mangiare meno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Lasciami stare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Il medico ha detto che il fegato \u00e8 compromesso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 I medici parlano troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non restava mai a dormire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 E io che faccio qui? \u2014 diceva. \u2014 Ci sono i tuoi fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandro una volta la guard\u00f2 fisso negli occhi:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ada, non ce la facciamo pi\u00f9, siamo sfiniti, te ne dovresti occupare tu che sei la moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei strinse le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Nemmeno io ce la faccio pi\u00f9. Sono quarantotto anni che non ce la faccio pi\u00f9, non spetta a me farmene carico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Vi siete separati? Se siete ancora sposati per legge tocca a te.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non ci siamo separati, ma ci dovete pensare voi. Io non lo far\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>A luglio gli scoprirono lesioni al fegato. Ernesto era seduto sul letto mentre il medico parlava. Aveva smesso di fare domande. Guardava fuori dalla finestra il traffico romano che scorreva lento nel caldo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Dobbiamo continuare la terapia, ma la situazione si \u00e8 complicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per la prima volta ebbe paura.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte chiam\u00f2 Ada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Secondo te muoio?<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019altra parte ci fu silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Prima o poi tocca a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Tu sempre simpatica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 E tu sempre stupido.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la voce le trem\u00f2 leggermente sull\u2019ultima parola.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anemia peggior\u00f2 in fretta. Cominciarono le trasfusioni. Ernesto diventava sempre pi\u00f9 debole. Per andare dal letto al bagno servivano minuti interi e pause per respirare. Le gambe che avevano sostenuto il suo peso per tutta la vita si assottigliavano. La pancia diminuiva lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina, mentre Dmitri lo aiutava a vestirsi, Ernesto scoppi\u00f2 a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non riesco neanche a infilarmi i pantaloni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dmitri fece finta di non sentire e lo aiut\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estate fin\u00ec dentro le stanze dell\u2019ospedale. Odore di disinfettante, lenzuola ruvide, televisioni accese senza volume. I fratelli avevano il volto consumato dalla stanchezza. Luciano guidava avanti e indietro nel traffico romano con gli occhi rossi. Sandro passava le giornate nelle sale d\u2019attesa leggendo giornali.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada continuava a venire e andare. Non restava mai una notte.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera Ernesto la ferm\u00f2 mentre infilava la borsa sulla spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Resta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei esit\u00f2 appena.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Non posso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Perch\u00e9?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Perch\u00e9 non ce la faccio a vederti cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 O perch\u00e9 mi odi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ada lo guard\u00f2 a lungo. Lui aveva il volto scavato, la pelle grigia, le mani gonfie di aghi e flebo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ti odio da tanti anni \u2014 disse piano. \u2014 Ma questo non c\u2019entra.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi usc\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>In autunno, dopo molte insistenze dei fratelli, lo trasferirono nell\u2019ospedale pi\u00f9 vicino al paese. Dicevano che sarebbe stato meglio per la famiglia. In realt\u00e0 a Roma la situazione era diventata molto complicata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00ec iniziarono le infezioni. Febbre improvvisa, brividi, antibiotici continui. I medici parlavano tra loro senza capirne l\u2019origine precisa. Ogni volta sembrava migliorare, poi peggiorava di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quell\u2019ospedale di provincia c\u2019era, per\u00f2, un giovane medico che, avendo studiato anche all\u2019estero, sapeva che esistevano delle cure sperimentali. Le propose a Ernesto, che accett\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A poco a poco si cominci\u00f2 a vedere qualche piccolo miglioramento.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio Ada si sedette accanto al letto. Lui dormiva con la bocca aperta. La finestra della stanza dava sui campi grigi di novembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un po\u2019 Ernesto apr\u00ec gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Sei arrivata?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 S\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Che ore sono?<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Le quattro.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui annu\u00ec lentamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Mi ricordo quando andavamo al mare con i bambini piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada abbass\u00f2 lo sguardo. Erano anni che non parlavano di qualcosa di felice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Pure io.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Eravamo meno cattivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Ada.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Dimmi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Mi dispiace.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guard\u00f2 stupita, quasi infastidita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Adesso riposa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma lui insistette con un filo di voce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Mi dispiace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada rimase seduta accanto a lui fino a sera. Poi volle tornare a casa. Era venuta in macchina per non rischiare di perdere l\u2019ultimo pulmann.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre guidava pensava all\u2019ultima conversazione e forse prov\u00f2 rimorso per il suo comportamento, forse l\u2019assal\u00ec un po\u2019 di tristezza. Si distrasse. Due fari abbaglianti l\u2019accecarono e lo scontro frontale fu inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60711\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60711\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando gli dissero la parola \u201clinfoma di Hodgikin\u201d, Ernesto pens\u00f2 a un errore. 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