{"id":60706,"date":"2026-06-02T17:12:51","date_gmt":"2026-06-02T16:12:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60706"},"modified":"2026-06-02T17:12:52","modified_gmt":"2026-06-02T16:12:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-ritorno-di-alessandra-della-pera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60706","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Ritorno&#8221; di Alessandra Della Pera"},"content":{"rendered":"\n<p>(La firma del fuoco)<\/p>\n\n\n\n<p>Il mantice dell\u2019organo espira con un gemito rauco, Isaura lo sente vibrare fin dentro la cassa toracica. Respira per lei. Appoggia le dita sui tasti, freddi e consumati, e per un istante chiude gli occhi, sincronizzando il proprio battito cardiaco col tremolio sordo delle canne.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sagrestano, con un gesto muto e frettoloso, fa scivolare l\u2019<strong>immagine ricordo <\/strong>sul leggio, incastrandola tra lo spartito del <em>Requiem <\/em>e il bordo di quercia. Dovrebbe ignorarla, concentrarsi solo sulla musica, per\u00f2 l\u2019occhio cade sul volto stampato sul cartoncino, e il suo respiro si ferma per un momento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Giovanni Neri, 1968 \u2013 2026\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una scia di pelle lucida e biancastra nasce subito sopra il sopracciglio, ne mangia l&#8217;estremit\u00e0 esterna e scende sfiorando l&#8217;occhio e le ciglia. Poi allarga sullo zigomo: una chiazza dal riflesso violaceo che punta verso la guancia. Ma \u00e8 sopra la tempia che il segno \u00e8 pi\u00f9 crudele: una piccola zona glabra e opaca, leggermente raggrinzita, evidente come un marchio impresso. \u00c8 la <strong>firma del fuoco<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente, l\u2019odore di incenso svanisce, travolto dal puzzo acre di gomma bruciata e legno arso del laboratorio. Isaura rivede le fiamme riflettersi negli occhi di <strong>Elias, <\/strong>perch\u00e9 quello \u00e8 il suo vero nome, proprio un istante prima che una trave rovente lo investa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEsci Isa! Prendo i gioielli e arrivo<em>\u201d <\/em>le aveva urlato, un momento prima che il soffitto crollasse, inghiottendo la sua voce in un boato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per vent\u2019anni Isaura \u00e8 stata convinta che Elias fosse quel pugno di resti anneriti. Invece, lui ha continuato a respirare. Si \u00e8 fatto chiamare Giovanni e ha vissuto una nuova vita, lasciandola prigioniera di un lutto fantasma e del senso di colpa. Chi fosse quel corpo nel laboratorio non potr\u00e0 mai saperlo. Nel risultato delle indagini era Elias.<\/p>\n\n\n\n<p>Le sue dita si serrano sui tasti con una forza rabbiosa. Il respiro dell&#8217;organo si fa improvvisamente violento, un accordo dissonante che si alza come un grido. In basso, la vedova sussulta, ma Isaura non stacca gli occhi da quella cicatrice. Quell\u2019uomo non \u00e8 \u201cGiovanni\u201d, \u00e8 il ladro che le ha rubato vent&#8217;anni di vita. Deve riprendere il controllo. Solleva un istante le dita rigide come rami gelati. Sa che, un&#8217;altra nota stonata, e il parroco a fine funzione la caccerebbe. E non vuole, n\u00e9 pu\u00f2 perdere il piccolo introito che la aiuta ad arrotondare il magro stipendio. Ancor meno perdere l&#8217;unico luogo che le permette di <em>respirare <\/em>distaccandosi dal mondo e dalla solitudine del suo appartamento. Chiude gli occhi, ispira a fondo e riporta il suono sui giusti binari.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre le mani eseguono meccanicamente, i suoi occhi tornano all&#8217;immagine. Capelli grigi con la chiazza violacea, ma per il resto \u00e8 invecchiato bene. La foto ritrae un uomo che sembra aver trovato quella pace che a lei \u00e8 stata negata. Spostando lo sguardo di lato verso la navata, cerca la donna in nero nella prima fila di panche. Ha una postura rigida, quasi militaresca, la schiena non tocca lo schienale di legno e le spalle sono fisse come se un filo la tenesse sospesa. Le mani sono strette sulla borsa di pelle nera. Non piange. Fissa la cassa di mogano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiovanni era un uomo che non parlava mai del passato\u201d ricorda il prete. \u201cDiceva che la sua vita era iniziata il giorno in cui \u00e8 arrivato qui, senza bagagli. Un uomo nato dal nulla, diceva, con la modestia dei giusti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Isaura sente una risata amara salire alla gola ma la ricaccia gi\u00f9. <em>Nato dal nulla.<\/em> Giovanni \u00e8 nato dalle <em>ceneri<\/em> di Elias. Lei invece \u00e8 rimasta tra quelle macerie. Deve stare calma, quei cento euro le servono. Torna a guardare la vedova, quella donna cos\u00ec perfetta, sa chi ha avuto accanto per vent&#8217;anni? La donna si \u00e8 voltata leggermente verso il ragazzo accanto che continua a tormentare i polsini della camicia e che inclina la testa con lo stesso gesto che Elias aveva quando si sentiva a disagio. Un dettaglio scuote Isaura ancor di pi\u00f9. Nel voltarsi il profilo della donna mette in mostra sul bavero del cappotto una spilla d&#8217;oro, un piccolo tralcio con perle a goccia che lei riconosce immediatamente. Era di sua madre. Quando dopo l&#8217;incendio le avevano detto di aver trovato una scatola fusa accanto ai resti, aveva pensato che lo fossero anche i gioielli. O che qualche sciacallo li avesse trovati tra le macerie nei due giorni in cui lei era stata ricoverata per aver respirato il fumo. La rabbia ora \u00e8 una punta d&#8217;acciaio. Quella donna indossa i suoi ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Terminato l&#8217;ultimo accordo, Isaura scende dalla cantoria e si ferma nell&#8217;ombra della seconda colonna, il cuore batte a un ritmo irregolare sotto la maglia scura. Quando la vedova le passa accanto, il profumo costoso che indossa la investe: a meno di un metro la spilla non \u00e8 pi\u00f9 un&#8217;ipotesi, c&#8217;\u00e8 tutta la sua parure!<\/p>\n\n\n\n<p>Gli orecchini a goccia e la sottile catena che indossa, con lo stesso motivo della spilla, sono inconfondibili. Appena il feretro si avvia verso l&#8217;uscita, Isaura individua chi potr\u00e0 darle informazioni. Lina \u00e8 l\u00ec, intenta a ripiegare con cura i panni dell&#8217;altare. \u00c8 la donna che conosce tutti e relativi segreti, scandali e indiscrezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLina scusa\u201d sussurra avvicinandosi con la scusa di restituire la chiave della cantoria. \u201cVolevo assicurarmi che tutto fosse andato bene con la musica. Sai la signora Neri sembra cos\u00ec&#8230; impenetrabile che non mi sono avvicinata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lina si volta. \u201cOh, cara, hai suonato divinamente. Ma Clara&#8230; quella \u00e8 fatta di granito. \u00c8 arrivata qui vent&#8217;anni fa insieme a Giovanni con gli abiti che avevano addosso e poco altro. Almeno cos\u00ec dicevano all&#8217;inizio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi abbassa la voce avvicinandosi a Isaura che ha l&#8217;amaro in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAll&#8217;inizio vivevano in una stanza umida sopra il vecchio stanzone che lui usava per i restauri. Giovanni aveva le mani d&#8217;oro con l&#8217;intarsio. Poi, dopo neanche due anni, il miracolo. Dicevano di aver ricevuto un&#8217;eredit\u00e0 improvvisa e hanno comprato la villa in collina, quella con i cancelli bianchi e trasferito anche il laboratorio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Isaura stringe la cinghia della borsa fino a farsi sbiancare le nocche. L&#8217;<em>eredit\u00e0 <\/em>erano tutti i suoi risparmi. Ricorda Elias che le bacia la fronte sulla porta del laboratorio dietro casa, un sorriso rassicurante e le chiavi dell&#8217;auto in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVado in banca, Isa. Devo pagare il fornitore di mogano. Torno presto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si era fidata, come si fidava del suo talento. E invece aveva svuotato il conto lasciandoci solo quindici euro e sessanta centesimi. Poi la sera c&#8217;era stato l&#8217;incendio. Le ceneri di tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;impiegato della banca glielo aveva detto con una piet\u00e0 che bruciava quanto le fiamme.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSignora, il conto \u00e8 quasi vuoto, suo marito ha eseguito un trasferimento la mattina dell&#8217;incendio, usando la sua delega. Pensavamo sapesse.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Isaura aveva creduto che il debito per il legno fosse stato alto. Invece erano serviti per la villa in collina. In pi\u00f9 i suoi ori di famiglia sono diventati propriet\u00e0 della vedova di marmo. Torna a casa e si siede al tavolo della cucina. Resta immobile finch\u00e9 le ombre della sera non allungano le dita verso di lei. C&#8217;\u00e8 una cosa che Elias non aveva calcolato. La madre di Isaura aveva fatto fare una stima della parure e di altri gioielli da un perito assicurativo. Lei non lo riteneva necessario ma quei gioielli erano della madre, che poi glieli aveva donati.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella perizia, completa di foto e macrografie dei punzoni artigianali e della riparazione fatta con una lega di oro non giallo ma rosso sulla chiusura della spilla, era rimasta nella vecchia cassetta di sicurezza presso la filiale della banca dove avevano il conto i genitori, nella cittadina in cui vivevano, come lei ed Elias. Lui non lo aveva mai saputo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mattino ha l&#8217;odore della pioggia imminente. Isaura guida per un&#8217;ora verso la cittadina che non vede da anni. Quando scende nel caveau il silenzio \u00e8 assoluto. L&#8217;impiegato apre la cassetta numero 412 e la lascia sola. Dentro, con il testamento di suo padre e altre vecchie carte, c&#8217;\u00e8 la cartella azzurra della perizia, che apre con dita tremanti. Il perito ha cerchiato in rosso la piccola riparazione sulla chiusura e i punzoni. Sul documento la dicitura <em>Propriet\u00e0 di Isaura Valenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Due ore dopo \u00e8 seduta nello studio dell&#8217;avvocato Torre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio sapere se questi gioielli sono recuperabili\u201d dice con voce gelida e ferma. Quasi non si riconosce. L&#8217;uomo guarda attentamente perizia e foto, poi prende il giornale che Isaura ha aperto alla cronaca locale con la foto della vedova in prima fila. La spilla risplende sul bavero nero e al lobo sinistro si vede l&#8217;orecchino a goccia. Poi racconta la sua storia e come Giovanni-Elias abbia svuotato il conto e portato via i suoi ricordi di famiglia. L&#8217;avvocato si sporge in avanti, il tono ha quasi una punta di eccitazione, quella del cacciatore che ha appena individuato la traccia giusta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIsaura, qui non c&#8217;\u00e8 solo la parure che la signora sfoggia al funerale, ci sono altri pezzi unici: un bracciale, due anelli e un ciondolo a mandorla con rubino.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poi apre l&#8217;agenda e inizia a scrivere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cProcederemo cos\u00ec: innanzitutto chieder\u00f2 un sequestro conservativo di tutti i gioielli. L&#8217;ufficiale giudiziario andr\u00e0 alla villa e la signora Neri dovr\u00e0 consegnare i pezzi o rischia l&#8217;arresto. Il secondo punto per\u00f2 \u00e8 quello che scotta, dobbiamo capire che fine avevano fatto i soldi prima di riapparire qui. Te la senti di procedere?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAssolutamente s\u00ec!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inizia una battaglia silenziosa, fatta di carte bollate e attese estenuanti. Le indagini si dibattono in un labirinto di archivi bancari per rintracciare quel finto pagamento a una ditta di legname inesistente. Ogni tassello richiede mesi tra rogatorie internazionali e perizie che confermano il dolo dietro l&#8217;incendio del vecchio laboratorio. Ma alla fine la verit\u00e0 viene fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>In un pomeriggio grigio come quello del funerale, Isaura \u00e8 seduta nello studio dell&#8217;avvocato, qualche mese dopo il recupero dei gioielli. Sul tavolo c&#8217;\u00e8 un atto di esecuzione forzata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 stato facile ma abbiamo vinto su tutta la linea. Il fondo estero \u00e8 stato pignorato e il giudice ha stabilito il trasferimento immediato a tuo favore, non solo del saldo originale ma anche di tutti gli interessi e rivalutazione dei vent&#8217;anni. \u00c8 una cifra che copre ampiamente il valore della villa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuindi la villa sulla collina ora \u00e8 mia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTecnicamente s\u00ec. Villa e laboratorio sono pignorati per coprire il tuo credito. Giovanni Neri ha costruito il futuro di Clara e del loro figlio sul furto. Ora ne pagano le conseguenze.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche giorno dopo Isaura guida la sua utilitaria con le mani strette sul volante. \u00c8 strano pensare come il destino si sia preso gioco di loro. \u00c8 arrivata in questa citt\u00e0 cinque anni fa, spinta da un&#8217;offerta di lavoro che sembrava un porto sicuro, poi aveva trovato posto anche qui come organista in chiesa. Senza sapere che Elias, ormai Giovanni, viveva a meno di tre chilometri da lei. Forse erano entrati nel solito negozio, o avevano percorso gli stessi portici, separati solo da una manciata di minuti. Erano stati vicini come due estranei, finch\u00e9 la morte non aveva deciso di riannodare i fili.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arriva in cima vede Clara scendere gli scalini con lo sguardo basso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 rigidezza in lei, sembra spezzata. Sale sul taxi in silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ufficiale giudiziario le va incontro e le consegna le chiavi della villa e del laboratorio. \u00c8 allora che Isaura vede Daniele, il figlio, fermo sulla soglia del laboratorio, le mani stringono una vecchia cassetta degli attrezzi. Gli si avvicina lentamente. Il ragazzo alza lo sguardo, smarrito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa villa \u00e8 libera, signora\u201d mormora. \u201cPorter\u00f2 via solo questo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Isaura guarda il laboratorio e poi il ragazzo che non ha colpe. Prende la chiave d&#8217;ottone e gliela porge.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTienila tu. Io volevo solo giustizia. Il laboratorio \u00e8 giusto che resti a te. Ho saputo che hai lo stesso talento di tuo padre.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzo la guarda incredulo. Lei sorride e aggiunge:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cResta pure a lavorare qui e continua quel che sai fare molto bene.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60706\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60706\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(La firma del fuoco) Il mantice dell\u2019organo espira con un gemito rauco, Isaura lo sente vibrare fin dentro la cassa toracica. 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