{"id":60599,"date":"2026-05-31T23:06:52","date_gmt":"2026-05-31T22:06:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60599"},"modified":"2026-05-31T23:06:54","modified_gmt":"2026-05-31T22:06:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-ti-portero-a-vedere-il-mare-di-giovanna-bocchetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60599","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Ti porter\u00f2 a vedere il mare&#8221; di Giovanna Bocchetti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Etra si svegli\u00f2 di soprassalto, guard\u00f2 l\u2019orologio: le quindici. Viaggiavano da parecchio tempo, oramai avrebbero dovuto essere arrivati da un pezzo, ma l\u2019auto, un vero reperto storico, non superava i settanta chilometri orari. Alina, la robusta e melliflua referente del Centro Adozioni, sedeva tutta tronfia accanto all\u2019autista. Aveva promesso che avrebbero fatto a turno, ma in realt\u00e0 non si era scollata dal suo posto, tranne durante la sosta per il pranzo, naturalmente a spese della coppia adottante. Con un senso di lieve nausea, Etra l\u2019aveva vista trangugiare voracemente ogni ben di Dio, mentre lei e Guido si tenevano per mano, in silenzio. Avevano lo stomaco chiuso, ben consapevoli che il lunghissimo percorso durato quattro anni e mezzo stava per concludersi di l\u00ec a poco, nella sconosciuta citt\u00e0 straniera dove li aspettava la loro bambina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Era stata un\u2019esperienza faticosa, a tratti sconvolgente, durata quattro anni a causa di lungaggini assolutamente inutili. Ancora adesso, al pensiero, Etra si rabbuiava in viso, pensando ai tanti bambini che negli orfanotrofi attendevano una famiglia e per motivi idioti continuavano ad aspettare, perdendo tempo prezioso. E non era ancora finita, pens\u00f2 cupamente. La legge del Paese in cui erano andati ad adottare era particolarmente severa. Mentre di solito gli abbinamenti erano proposti in Italia, l\u00ec invece bisognava partire, sostenere un colloquio al Centro Adozioni e recarsi direttamente all\u2019orfanotrofio, perch\u00e9 un eventuale rifiuto doveva avvenire sul posto. Guardando il bambino negli occhi. Etra rabbrivid\u00ec, anche se era un caldo pomeriggio estivo. Non avevano dato limitazioni, pens\u00f2 per rassicurarsi: non avevano preteso di accogliere un neonato, n\u00e9 posto paletti circa il sesso, l\u2019etnia o lo stato di salute. Erano stati abbinati ad una bimba di sei anni e mezzo, con imprecisati &#8211; ma lievi, le avevano assicurato &#8211; problemi di salute. Non desideravano altro che offrire il loro amore ad una creatura senza famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Avevano ripreso il viaggio, in un silenzio quasi misericordioso. Alina aveva continuato a chiacchierare per ore, fiera di mostrare non solo la sua conoscenza dell\u2019italiano, ma anche la sua meschinit\u00e0, di cui non si rendeva conto. Parlava continuamente di quanto fosse povera e di come dovesse lottare duramente per sbarcare il lunario; non si preoccupava, per\u00f2, di ostentare orgogliosamente una quantit\u00e0 di abiti firmati e borse pregiate. Nella settimana che avevano passato nella capitale in attesa del colloquio, Alina non aveva fatto altro che cambiarsi d\u2019abito tre volte al giorno e pretendere di mangiare nei ristoranti pi\u00f9 rinomati, a spese loro. Non sembrava aver compreso che i due non erano affatto i classici ricconi, soprattutto americani, che andavano nell\u2019Est Europa per adottare spendendo e spandendo, ma semplici impiegati; non sapeva che avevano chiesto un prestito piuttosto consistente per pagare le spese di viaggio, di soggiorno ed ogni altro imprevisto (e ce n\u2019erano stati parecchi, riflett\u00e9 lei, guarda caso tutti \u201crisolti\u201d da Alina dietro l\u2019esborso di cospicue somme). In qualit\u00e0 di referente del Centro Adozioni statale, Alina era in una situazione di privilegio ed i suoi guadagni erano enormi, rispetto a quelli della maggior parte degli abitanti del Paese. I veri poveri si vedevano dovunque, agli angoli delle strade, nei mercatini, nei negozietti in cui la gente faceva la fila per acquistare qualche pomodoro, due o tre mele, un paio di cetrioli, lo sguardo rassegnato e lontano di chi non ha speranze per il futuro. Il superfluo costituiva un lusso quasi sconosciuto, in una nazione in cui la ricchezza si concentrava nella capitale, in faraoniche ville da cui uscivano lussuose limousine con a bordo eleganti uomini d\u2019affari e stupende ragazze con abiti da sogno. Gli altri edifici erano come scenari di cartone: belli in apparenza, ma bastava girare un angolo, entrare in un condominio, addentrarsi nelle stradine per capire che l\u2019atmosfera trasudava povert\u00e0, dignitosa, ma inequivocabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L\u2019auto si ferm\u00f2 con uno scossone di fronte ad un grande edificio scrostato, circondato da una rete metallica: l\u2019orfanotrofio. Frastornati, Guido ed Etra scesero dall\u2019auto, mentre Alina, di ottimo umore, si dirigeva verso il cancello, dove era ferma una donna alta, grassoccia, dall\u2019aspetto bonario. Le due scambiarono poche parole, poi la referente fece loro segno di entrare con lei. Guido affianc\u00f2 Alina e la donna \u2013 la direttrice dell\u2019istituto \u2013 mentre Etra si attard\u00f2 a guardarsi intorno. Osserv\u00f2 le pensiline scrostate, le persiane rotte, il malinconico colore grigio ferro dell\u2019enorme edificio, che sembrava una tetra, desolata prigione. Il silenzio era assoluto, pareva impossibile che quello fosse un luogo di accoglienza per pi\u00f9 di cento bambini dai tre anni in su.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Guido, dopo aver parlato con la dirigente, ritorn\u00f2 verso di lei e la prese per le spalle, conducendola verso l\u2019interno dell\u2019istituto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cEtra, c\u2019\u00e8 una cattiva notizia\u201d fece, la voce che si sforzava di non tremare \u201cpurtroppo Karina \u00e8 nell\u2019infermeria dell\u2019orfanotrofio. \u00c8&#8230;molto malata. I medici pensano che non le resti molto da vivere&#8230;l\u2019hanno dimessa dall\u2019ospedale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cAndate a vederla, poi dovete rifiutarla in presenza della direttrice, cos\u00ec domani mattina potremo ritornare indietro e prendere un altro appuntamento al Centro Adozioni\u201d. Etra la fiss\u00f2, stralunata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cMa perch\u00e9? Perch\u00e9 questa crudelt\u00e0, se al Centro Adozioni sapevate gi\u00e0 che Karina stava cos\u00ec male?\u201d Alina la guard\u00f2 con i suoi freddi occhi azzurri e fece spallucce, allontanandosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cBusiness\u201d le mormor\u00f2 Guido, prendendola in disparte \u201cQualche amico me l\u2019aveva detto, ma speravo che non fosse vero. Abbinano bambini molto ammalati, che non potranno mai lasciare il Paese, cos\u00ec le coppie devono restare pi\u00f9 tempo, prendere altri appuntamenti e intanto spendono denaro, portando benefici economici al Paese\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cSulla pelle dei bambini?\u201d esal\u00f2 lei, inorridita. \u201cVoglio vederla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">In un lettino striminzito dell\u2019infermeria giaceva una bimba gracile, con grandi aloni bluastri sotto gli occhi di un verde sorprendente, i lunghi capelli scuri raccolti in una treccia. Respirava in modo irregolare, ma ebbe il fiato di mormorare: \u201cMama\u2026? Papa\u2026?\u201d con occhi diventati grandissimi, allargati in uno stupore gioioso che fu per loro come una coltellata in pieno petto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cVa bene, va bene, l\u2019avete vista, ci avete parlato, adesso chiamo la direttrice e facciamo questo rifiuto, cos\u00ec ce ne torniamo a casa\u201d tagli\u00f2 corto Alina, per nulla impressionata dalle condizioni della piccola. Guido ed Etra si guardarono: si conoscevano da quand\u2019erano adolescenti e non ci fu bisogno di parole. \u201cVada pure a chiamare la responsabile\u201d ribatt\u00e9 Guido, pacato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Quando la direttrice, la signora Olga, entr\u00f2 nella stanza, trov\u00f2 la coppia seduta al capezzale di Karina, che, con il viso splendente, rimirava un piccolo orsacchiotto di peluche, appena ricevuto in dono. Alina, entrando, si ferm\u00f2, interdetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cPer favore, ci faccia da interprete\u201d le chiese Guido, con il gelo nella voce \u201cVogliamo sapere cos\u2019ha di preciso la bambina e cosa \u00e8 stato fatto finora per curarla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Riluttante, Alina tradusse le parole della signora Olga, che spieg\u00f2 la situazione in tono accorato. Karina era sempre stata delicata, aveva una patologia ai polmoni che i medici in ospedale non avevano saputo guarire; adesso erano sopraggiunte difficolt\u00e0 cardiache ed i dottori, dichiarandola incurabile, l\u2019avevano dimessa perch\u00e9 potesse spegnersi nell\u2019unica casa che la bimba avesse mai conosciuto. E poi, soggiunse Alina con manifesta malignit\u00e0, i posti letto in ospedale servivano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cQuesta \u00e8 la nostra bambina, accettiamo l\u2019abbinamento\u201d afferm\u00f2 Etra, risoluta, accarezzando il pallido viso di Karina che la fissava estatica, stringendo al cuore l\u2019orsetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cVogliamo parlare con i dottori che l\u2019hanno avuta in cura\u201d continu\u00f2 Guido. Il viso della direttrice, poco prima desolato, si illumin\u00f2: non aveva capito le parole, ma l\u2019atteggiamento della coppia non indicava alcuna volont\u00e0 di rifiuto. Alina era livida. Batt\u00e9 un piede a terra, stizzosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cMa io ho un appuntamento con un\u2019altra coppia per domani, devo tornare nella capitale!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cEra cos\u00ec certa che avremmo rifiutato questa creatura?\u201d proruppe Etra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cMa certo, tutti lo fanno&#8230;\u201d sibil\u00f2 la donna, per poi fermarsi, mordendosi le labbra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cAh, quindi \u00e8 una situazione che si verifica abitualmente, non \u00e8 cos\u00ec?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cVoi occidentali non potete capire la nostra condizione! Siamo poveri e abbiamo il diritto di ricavare il pi\u00f9 possibile da chi viene a rubarci i nostri figli, a prendersi il nostro futuro!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cQuesto non giustifica la crudelt\u00e0 del rifiuto di un bambino in sua presenza!\u201d si accalor\u00f2 Guido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cLa prego, dica alla direttrice che accettiamo formalmente l\u2019abbinamento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cFate come volete, io vi ho avvisato. Quando la bambina morir\u00e0, dovrete rientrare in Italia e ripetere tutta la trafila per avere un nuovo abbinamento. Se tornate con me adesso, potrete avere un\u2019altra possibilit\u00e0 in settimana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cKarina ora \u00e8 nostra figlia, non l\u2019abbandoneremo\u201d ripet\u00e9 Etra con fermezza \u201cE non morir\u00e0 affatto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Appena Alina se ne fu andata, la direttrice si avvicin\u00f2 alla bambina e le parl\u00f2 con tenerezza, a lungo, indicando i due con un sorriso. Poi si attacc\u00f2 al citofono e poco dopo comparve un\u2019inserviente, alta e biondissima, che si rivolse alla coppia in un italiano comprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201c Io mi chiamo Vika. Io aiuto per parlare con Karina e con dottori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cLe dica, per piacere, che noi siamo i suoi genitori e veniamo dall\u2019Italia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La bambina parl\u00f2 con un filo di voce, ma aveva le guance un po\u2019 pi\u00f9 colorite, mentre rispondeva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cDice che vorrebbe vedere mare, prima di volare in cielo. Sempre stata qui\u201d tradusse l\u2019inserviente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Per Etra e Guido cominci\u00f2 un periodo frenetico. L\u2019ente al quale si erano rivolti per l\u2019adozione considerava concluso il loro percorso, visto che non avevano accettato la proposta della rancorosa Alina. Il colloquio con i dottori aveva fatto emergere le grosse carenze ed incompetenze, comuni in tutto lo Stato, che avevano condotto la bimba in fin di vita. Etra, ricordando in seguito quel periodo, si rivedeva costantemente al telefono o accanto a Karina, o entrambe le cose. Un colloquio con il primario di pneumologia dell\u2019ospedale pediatrico della loro citt\u00e0 diede loro la misura della gravit\u00e0 della situazione. Furono consigliati farmaci costosi, ma utilissimi: la piccola mostrava qualche miglioramento, tuttavia era necessario un ricovero urgente in una struttura adeguata per un intervento chirurgico all\u2019avanguardia. Non esistevano in tutto il Paese ospedali adeguati, n\u00e9 chirurghi in grado di operare la bambina. Impossibile il rientro con un aereo di linea, Karina era troppo grave per poterla spostare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Nel frattempo, timidamente, germogliava l\u2019amore nella nuova piccola famiglia. Guido, quando gli orari di visita dell\u2019orfanotrofio lo permettevano, arrivava con grandi borse piene di frutta, che nell\u2019istituto si mangiava raramente, per tutti i bambini dell\u2019infermeria. Sollecito e premuroso, rimboccava le coperte alla figlia, le cantava canzoncine, la coccolava come poteva. Etra le portava pigiamini colorati, bambole, perfino uno splendido abitino rosa a pois bianchi, che la piccola strinse a s\u00e9, felice. Era particolarmente attaccata ad un libro di viaggi illustrato, che la mamma le aveva portato. \u201cMare!\u201d esclamava in italiano, tra un attacco di tosse e l\u2019altro, indicando la vasta distesa d\u2019acqua che la incantava, passando ore a contemplare le foto dell\u2019Italia dal cellulare del pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Fu un\u2019associazione benefica, contattata da Guido, a sbloccare la situazione. Grazie ad una rapida raccolta fondi, fu organizzato un viaggio su un piccolo aereo speciale, che avrebbe trasportato Karina e la sua famiglia presso un noto ospedale pediatrico italiano, gi\u00e0 allertato per l\u2019emergenza. Dopo un mese d\u2019angoscia, finalmente la famigliola vedeva un po\u2019 di luce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La sera prima della partenza, Etra e Guido ebbero il permesso speciale di andare a trovare Karina. La trovarono emozionatissima, gli zigomi rossi di febbre, adagiata sul letto con l\u2019abitino rosa. Era stata agitata tutto il giorno, disse loro Vika. Aveva voluto indossare l\u2019abitino bello per essere subito pronta la mattina dopo. \u201cNoi Italia, mama?\u201d chiese supplichevole la bambina, stringendo la mano della madre. Etra annu\u00ec sorridendo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">\u201cTi porter\u00f2 a vedere il mare, tesoro, te lo prometto\u201d disse Etra, baciandole il visetto arrossato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Fu l\u2019ultima sera di Karina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Durante la notte, il suo cuore aveva ceduto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Tra le lacrime, Etra la vide per l\u2019ultima volta sul lettino con il suo bell\u2019abito rosa, le sistem\u00f2 la treccia scura, le baci\u00f2 il visino cereo e le pose l\u2019orsetto Sasha tra le braccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">In una cittadina marittima, poco lontano dall\u2019abitato, c\u2019\u00e8 una piccola altura, su cui sorge un cimitero circondato dal verde dove Etra e Guido si recano spesso, recando fasci di fiori colorati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il mare, nei pressi, canta la sua eterna ninna nanna a Karina, che dorme cullata dal dolce suono della risacca, con il suo vestitino rosa a pois e l\u2019orsetto Sasha tra le braccia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60599\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60599\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Etra si svegli\u00f2 di soprassalto, guard\u00f2 l\u2019orologio: le quindici. 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Aveva promesso che avrebbero fatto a turno, ma [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_60599\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60599\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":40363,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-60599","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60599"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40363"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60599"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60599\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":60796,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60599\/revisions\/60796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60599"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60599"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60599"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}