{"id":60578,"date":"2026-05-30T19:07:36","date_gmt":"2026-05-30T18:07:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60578"},"modified":"2026-05-30T19:07:37","modified_gmt":"2026-05-30T18:07:37","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-maestro-del-cerimoniale-nero-di-carlo-cenciarelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60578","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il Maestro del Cerimoniale Nero&#8221; di Carlo Cenciarelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Dovessi vivere anche cento anni, non scorder\u00f2 mai quella mattinata di giugno in cui mia madre mor\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>I nostri ultimi tempi insieme erano stati particolarmente randagi e miserabili. Mia madre lavorava per pochi giorni, quasi sempre come donna delle pulizie; poi, nonostante le promesse, le ripromesse, i giuramenti, tornava inesorabilmente a bucarsi e non si curava pi\u00f9 di niente.<\/p>\n\n\n\n<p>Vagavamo da una casettaccia di una stanza, massimo due, a un\u2019altra. Infatti quando capivano&nbsp; che non avremmo mai pagato l\u2019affitto ci mandavano via. In queste stamberghe trionfava la povert\u00e0, il disamore, il disordine: letti sfatti, lenzuola sporche, panni abbandonati ancora cenciosi sulla tavola perch\u00e9 all\u2019improvviso mia madre non aveva avuto pi\u00f9 voglia di stirare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cibo cattivo: brodaglie, fettine di carne grasse e mezze crude, stomachevolmente sanguose.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, da parte mia, presi a ubriacarmi con pessimo vino rosso in confezioni di cartone.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nostre notti erano quasi completamente in bianco: dal letto alla tazza del gabinetto, dalla tazza del gabinetto al letto, causa un vomito frequente e irrefrenabile insieme a vari altri problemi.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente, almeno una volta, mia madre fu anche violentata. Ricordo che la vidi dalla finestra mentre un tizio dalla carnagione scura, forse un arabo, l\u2019aveva presa per un braccio e la trascinava via con s\u00e9 strattonandola. Lei strillacchiava ma non le badava nessuno. E anch\u2019io, che fra l\u2019altro mi sentivo piuttosto male, non seppi reagire.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina mi svegliai pi\u00f9 tardi del solito: ero riuscito a dormire almeno cinque ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ultimamente avevamo trovato una casa con un bella esposizione al sole. Era anche un bilocale e io dormivo nel soggiorno e mia madre nella camera da letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Spalancai la finestra: nel piccolo cortile la luce dilagava irresistibile, vagamente allegra.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019appartamentuccio era immerso in un silenzio strano, quasi irreale. Mi accorsi che non sentivo come sempre la presenza di mia madre. D\u2019istinto, con una certa inattesa, improvvisa concitazione, andai nella sua stanza. Dormiva placidamente. E per\u00f2 c\u2019era qualcosa di troppo sereno in lei. Non sembrava pi\u00f9 lei. Non era pi\u00f9 lei. Mi rifugiai nella mia, di stanza. Chiusi<\/p>\n\n\n\n<p>la porta dietro di me. Volevo cancellare quello che avevo visto, magari masturbandomi. Ma no. Non potevo farlo. Dovevo riscuotermi, resistere, affrontare le cose. Tornai nel\u2019altra camera.<\/p>\n\n\n\n<p>Accostai l\u2019orecchio alla stanca, pendula mammelluccia sinistra di lei: il suo cuore non batteva pi\u00f9. Mio Dio, era cos\u00ec evidente che mia madre non esisteva pi\u00f9! Abbandonai la stanza dopo aver richiuso la sua, di porta. Dovevo mantenere i nervi saldi. Telefonare all\u2019ufficio onoranze funebri del comune con il quale avrei speso il meno possibile. Mi avvicinai al cellulare ma proprio non riuscivo a prenderlo in mano. Non ce la facevo a staccarmi cos\u00ec da mia madre, tutt\u2019a un tratto, senza nessuna preparazione. Tornai nella sua cameretta. Ora mia madre non mi sembrava pi\u00f9 serena come prima. Notai i suoi occhi fissi e vitrei, quella smorfia desolata e sconcia sulle labbra, il mento irrimediabilmente storpiato. Mi feci su di lei. Le tolsi il vecchio pigiama sfilacciato, la canottiera illuridita. La misi nuda come una bestia, come una povera pecora scuoiata. Quel corpo corto, striminzito, ossuto. Quel biancore eccessivo, con tante chiazze giallastre. Fui preso da uno scoramento senza limiti. Mia madre era morta e non sarebbe tornata pi\u00f9! Mi venne voglia di buttarmi su quel corpo, confondermi con lui, scomparire insieme a lui\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma fu proprio l\u2019eccitazione nervosa che mi travolgeva a salvarmi. Sentivo irresistibile il bisogno di darmi da fare. Ripulii tutto il suo corpo con una spugna pregna di sapone. Lo risciacquai, lo asciugai, Mi misi d\u2019impegno a cercare i suoi indumenti migliori. Le infilai le mutandine, il reggiseno, una sottoveste, il suo unico collant senza smagliature o strappi. Infine il suo vestito pi\u00f9 bello dai colori abbastanza vivaci. Mi accorsi che stavo facendo tutto questo con lentezza, con cura estrema, con una certa, sia pur vaga, solennit\u00e0. Tentai anche di ricomporlo al meglio<\/p>\n\n\n\n<p>su quel lettuccio a una piazza davvero troppo angusto. Adesso mia madre era pronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto confusamente sentii che mia madre era pronta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lasciai la stanzetta esausto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma vi rientrai di l\u00ec a poco. Tornai a osservare mia madre. Mi parve cambiata di nuovo: era infinitamente pi\u00f9 rilassata, in un certo modo pacificata. Mi sembr\u00f2 addirittura che si fosse fatta pi\u00f9 bella di quanto mai lo era stata da viva.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbi l\u2019impressione che, alla fine, avesse accettato la sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero colmo d\u2019un\u2019amarezza senza fondo ma non pi\u00f9 disperato. La vita di mia madre, tutta scelte sbagliate , &#8211; in realt\u00e0 un rifiuto rabbioso della vita \u2013 non poteva che finire presto e proprio in quel modo l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde fu per me consolante anche che fosse morta nel dormiveglia, per un infarto improvviso, e non nelle convulsioni dell\u2019ultima overdose.<\/p>\n\n\n\n<p>Ormai sono passati tanti anni ( allora ne avevo sedici e oggi cinquantadue ) ho fatto tante altre esperienze e sono diventato un professionista di successo. ? mia un\u2019agenzia di esequie funebri molto specializzata.<\/p>\n\n\n\n<p>La gente muore a qualsiasi et\u00e0 e abbastanza spesso per cause del tutto impreviste e talvolta persino ridicole. Il mio mestiere crisi per mancanza di clienti non le conosce.<\/p>\n\n\n\n<p>Fortuna che ognuno, anche a ottanta, a novant\u2019anni, nel profondo dell\u2019animo suo si sente immortale; sente che la sua, di morte, \u00e8 qualcosa di totalmente inverosimile, qualcosa che riguarda tanti altri ma certo non lui. Solo un malattia grave, dolorosa, incontenibile, distrugge la pi\u00f9 benefica e vitale illusione che la natura ci abbia regalato e ci mette davanti alla nostra infinita fragilit\u00e0\u2026In alcuni casi la rivelazione \u00e8 cos\u00ec orrenda e insopportabile che si soccombe prima del dovuto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque, assolutamente senza nessuna pretesa scientifica, basandomi soltanto sulla mia esperienza d questi ultimi anni, posso dire che oggi le morti avvengono soprattutto in due fasce d\u2019et\u00e0: dai sedici ai ventisette, ventotto anni; e poi, com\u2019\u00e8 ben pi\u00f9 naturale, dopo gli ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Com\u2019\u00e8 pi\u00f9 naturale\u2026probabilmente non \u00e8 del tutto esatto. Specialmente da noi, in una situazione in cui \u00e8 vietato porre freni e tantomeno tab\u00f9 ai pi\u00f9 giovani, questi si sentono pi\u00f9 immortali di qualsiasi altro e spesso si giocano tutto con facilit\u00e0, con noncuranza, con allegria.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in qualche caso, perdono tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Io faccio il mio lavoro con passione e mi occupo anche di tanatoprassi. Quasi sempre il trauma della morte \u00e8 cos\u00ec violento, improvviso e terribile che i corpi ne escono fuori deformi, coi tratti sconciati, con espressioni sui volti atrocemente grottesche e laide. ? indispensabile lavorarci su.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho a disposizione un\u2019\u00e9quipe di tecnici molto esperti: da chi inietta nel sistema arterioso della salma il fluido conservante ( il Fluytan o qualche altro preparato a base di formaldeide) volto a rallentare dai dieci ai quindici giorni la decomposizione coi relativi sgocciolamenti di liquidi organici e le emanazioni di miasmi nauseabondi; a chi prepara il cadavere e vi applica il trucco; a chi si coordina con i necrofori.<\/p>\n\n\n\n<p>Io esercito una sorta di regia generale, mi riservo l\u2019ultimo tocco.<\/p>\n\n\n\n<p>Dicevo che i miei tecnici sono assai abili; per\u00f2, come la maggior parte degli esperti di oggi, tendono ad aver presente soltanto la parte del lavoro in cui si sono specializzati perdendo di vista la sua efficacia complessiva. Ad esempio chi si occupa di tanatoestetica cede spesso alla voglia di fare il morto troppo grazioso, troppo accattivante. Vorrebbe si dicesse: sembra ancora vivo! E invece no! In tal modo si rinfocolano quei rimpianti che, all\u2019opposto, vanno sedati.<\/p>\n\n\n\n<p>Un buon maquillage funerario deve sempre rendere evidente che quella persona non condivide pi\u00f9 il mondo dei vivi.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi chi mi consiglia di comprare o affittare una casa funebre, la funeral home americana.<\/p>\n\n\n\n<p>Si avrebbe la possibilit\u00e0 di disporre di tutta una serie di sale comode, spaziose, immerse nel silenzio, magari con servizi igienici sempre necessari e stanze pi\u00f9 piccole in cui sorbire&nbsp; una bevanda rinfrancante o fare uno spuntino. Il commiato si svolgerebbe in un\u2019atmosfera rilassata, tranquilla e, insieme, intensa. Tutto vero. Ma migliore delle esequie tradizionali solo in astratto. A parte che una villetta consacrata ai morti ha inevitabilmente qualcosa d\u2019innaturale, di freddo, di macabro, e pu\u00f2 suscitare malessere; a parte questo, con la funeral home si perdono almeno due significati simbolici caratteristici del cerimoniale dell\u2019addio.<\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo la sensazione che il morto lasci l\u2019ambiente dove era sempre vissuto per un nuovo&nbsp; viaggio. In secondo, il fatto che magari casa sua sia immersa nei rumori del traffico, che si sentano abbastanza bene le voci e anche gli strilli degli altri abitanti del palazzo tutti intenti a portare avanti le loro faccende, attesta irrefutabilmente che lui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma la vita continua.<\/p>\n\n\n\n<p>? fondamentale che chi \u00e8 destinato a restare ancora un po\u2019 assapori questi sentimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti so bene che scrivendo ci\u00f2 che sto scrivendo verr\u00f2 accusato di necrofilia. Ma non \u00e8 vero: solo in apparenza mi occupo di morti, in realt\u00e0 tutto ci\u00f2 che faccio \u00e8 dedicato ai vivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Assodato allora che, una volta che il cadavere \u00e8 pronto in agenzia, mi spendo senza riserve perch\u00e9 sia riportato nella sua abitazione e l\u00ec si svolga tutto, mi permetter\u00f2 di fare due esempi.<\/p>\n\n\n\n<p>Era morto un professore d\u2019italiano che aveva sempre&nbsp; insegnato in uno dei pi\u00f9 prestigiosi licei classici di Roma. Ormai un ex- professore, avendo egli compiuto gi\u00e0 da qualche mese novantatr\u00e9 anni. La moglie mi raccont\u00f2 che si era intestardito nel voler rivedere su schermo grande un film in bianco e nero che aveva amato pi\u00f9 di cinquant\u2019anni prima : L\u2019Ultimo Spettacolo di Peter Bogdanovich. Poich\u00e9 spesso la vita imita l\u2019arte , quello era stato davvero l\u2019ultimo film a cui si era appassionato. Faceva parte d\u2019una retrospettiva e l\u2019unica proiezione si svolgeva alle otto e tre quarti di sera che divennero facilmente le nove. Eravamo in gennaio, il film durava due ore; quindi il vecchio, gravemente cardiopatico, pass\u00f2 dal caldo smodato, quasi soffocante della sala&nbsp; al gelo violento e acuto della stradetta del centro dove si trovava il cinema. Lo colse un ictus cerebrale. Riusc\u00ec persino a montare su un autobus ma qui si accasci\u00f2 pesantemente, perdendo conoscenza.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60578\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60578\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dovessi vivere anche cento anni, non scorder\u00f2 mai quella mattinata di giugno in cui mia madre mor\u00ec. 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