{"id":60529,"date":"2026-05-30T23:22:19","date_gmt":"2026-05-30T22:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60529"},"modified":"2026-05-30T23:22:20","modified_gmt":"2026-05-30T22:22:20","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-capricci-di-myriam-bourahla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60529","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Capricci&#8221; di Myriam Bourahla"},"content":{"rendered":"\n<p>Un fiume di applausi dalla platea del liceo musicale, ancora avvolti dalla luce soffusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Non provava pi\u00f9 imbarazzo Amy. Ormai questo era il terzo anno in cui doveva cimentarsi con il saggio di fine anno. Finalmente un Capriccio di Wieniawski suonato da sola, senza la Prof a fare da spalla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa mamma ne sar\u00e0 felice\u201d pens\u00f2, posando l\u2019archetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lidia e Angelo erano in prima fila, commossi dal livello raggiunto dalla loro creatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Una vera artista come la mamma. Anche Lidia da giovane si era dilettata con il violino, ma si era fermata al primo anno di conservatorio. Troppe regole e rinunce per uno spirito libero come il suo. Amy invece era pi\u00f9 metodica, perseverante, come il pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio grazie a questa diligenza e costanza Angelo era diventato uno dei CEO pi\u00f9 influenti del settore Tech. Ormai tornava a casa solo per le grandi occasioni. Le opportunit\u00e0 del business mal si conciliavano con la vita della piccola Sassari.<\/p>\n\n\n\n<p>Finita l\u2019esibizione i compagni si ritrovarono dietro le quinte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAndiamo a bere una Zero? Poi ci facciamo recuperare dai vecchi. Questo posto mi sta asfissiando, non vedo l\u2019ora di uscire da qui e dimenticarlo fino a settembre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi, tanto loro rimarranno qui ancora molto. Mia madre vuole torchiare la Silvestri per farmi sollevare il 5 in inglese. Non ce la pu\u00f2 fare a farsi gli affari suoi. Manco dovesse farlo lei il corso di recupero con 40 gradi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Clizia e Asia erano sempre le solite. Vivevano un drama continuo. Tutto le agitava, sembrava contorcerle. Dalla gioia estrema per un like su IG, alla crisi di nervi per un 2 a scuola, seguito da tiri compulsivi di Iqos.<\/p>\n\n\n\n<p>Amy proprio non le capiva. Ormai aveva imparato anche lei a usare le Terea e farsi le foto per il profilo, con tanto di make-up a prova di filtro. Ma lei non la faceva troppo tragica. Tentava di analizzare, si dava spiegazioni e si rassicurava da sola. Ad azione corrisponde reazione, si diceva. Non vedeva la necessit\u00e0 di stare sempre su di giri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo, a volte, si sentiva strana e diversa, ma provava a nasconderlo. Ormai il sorriso compiacente le si era stampato in faccia. Anche quando aveva sentito i compagni dell\u2019altra bancata definirla \u201cpovera strana\u201d, quando era stata scelta come Primo violino del 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi giorni, per\u00f2, quel pensiero l\u2019aveva martellata continuamente. Cos\u2019aveva di diverso da tutti loro? Perch\u00e9 in lei non si accendeva nulla? Perch\u00e9 non capiva quella vibrazione, quel lampo che vedeva negli occhi dei suoi amici?<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, anche con i ragazzi ci sapeva fare. Piaceva, sapeva cosa dire, come vestirsi, come spostarsi i capelli dagli occhi con fare distratto, come baciare al momento giusto. Ma neanche queste esperienze le avevano dato quella palpitazione di cui parlavano le amiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse era vero, aveva qualcosa. Si, doveva essere cos\u00ec. Ma con chi parlare? La madre non le avrebbe certamente detto la verit\u00e0. Tentava sempre di sviare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec le venne in mente di andare dalla Mariani. La prof si era sempre dimostrata una buona ascoltatrice. A volte critica, ma sempre sincera e pronta a darti una mano vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche stavolta si era fermata alla ricreazione e aveva ascoltato i suoi dubbi. Da brava docente di filosofia, pi\u00f9 che una risposta, la mand\u00f2 via con una nuova domanda, uno spunto di ricerca. <em>Dae su truncu ola s\u2019ascia<\/em>: dal tronco d\u2019albero vola la scheggia. Questo diceva un vecchio proverbio sardo. Per chiarire i dubbi su chi fosse davvero, doveva cercare nelle sue origini, le sue radici. In modo particolare, poteva partire dai suoi genitori.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, a parte i soliti racconti sentiti alle cene di famiglia, sapeva poco su chi fossero stati i suoi fino a 16 anni fa, prima che lei nascesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec si mise a fare ci\u00f2 che fanno tutti. Inizi\u00f2 cercando foto a casa ma, trovandone poche, decise di controllare online. Doveva pur esserci qualcosa nei vecchi profili social. Del resto, Facebook apparteneva al giurassico.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccoli. Li aveva trovati. In realt\u00e0 i suoi ancora lo usavano quel coso, anche se non ci pubblicavano pi\u00f9 nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando indietro, scorrendo nei vecchi post, trov\u00f2 tante foto di loro due assieme, con capelli e vestiti improbabili. Ce n\u2019era una anche con Sara, la mamma di Asia. Lei e la mamma si erano conosciute proprio ai tempi del liceo. Raccontavano sempre di quando facevano \u201cferie\u201d da scuola, potendola marinare senza una notifica in diretta dal registro elettronico.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella foto per\u00f2, dopo un primo sguardo, la lasci\u00f2 stupita. Sara era incinta, e la mamma le stava dando un bacio sul pancione dipinto, sorridente.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa non tornava.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei e Asia festeggiavano il compleanno a due settimane di distanza l\u2019una dall\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Dov\u2019era il pancione della mamma?<\/p>\n\n\n\n<p>Amy sent\u00ec smarrita, come se, per la prima volta, non riuscisse a darsi una risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente, inizi\u00f2 ad avvertire caldo, la testa bruciava.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva a trattenersi. Doveva parlare con sua madre, doveva avere riposte, subito.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma\u201d si mise ad urlare per le scale. Lidia si spavent\u00f2, non aveva mai sentito Amy con un tono di voce simile. Lei cercava sempre di essere pacata, ma stavolta non poteva, aveva fretta e sete di verit\u00e0, di certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Se qualcuno poteva dirle chi era veramente e se in lei ci fosse qualcosa di diverso, quella era proprio sua madre.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpiegami questo\u201d le chiese mostrandole la foto sull\u2019iPad. \u201cChe significa? Dove sono io? Dov\u2019\u00e8 la tua pancia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Al solo sentire queste parole, Lidia inizi\u00f2 a balbettare. Farfugli\u00f2 qualcosa. In un attimo, gli occhi si velarono di lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa tu\u2026 come\u2026?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Amy non poteva pi\u00f9 aspettare. Inizi\u00f2 a coprirla di domande. Quei quesiti avevano bisogno di trovare un riscontro immediato.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa nascondeva la mamma?<\/p>\n\n\n\n<p>Che significato aveva quella foto? C\u2019entrava qualcosa con il fatto che lei si sentisse cos\u00ec diversa, anomala, quasi un\u2019aliena?<\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva non essere figlia sua. Aveva il suo stesso naso, i denti con il diastema, la fossetta come nonna Greta. Anche se gli occhi e la fronte erano quelli di pap\u00e0 Angelo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva a capire, non sapeva come interpretare ci\u00f2 che stava vedendo.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento entr\u00f2 a casa suo padre. Era tornato a prendere i bagagli per ripartire a Milano per il lancio della nuova IA.<\/p>\n\n\n\n<p>Lidia lo guard\u00f2 con lo sguardo vitreo, come una rea confessa. Le lacrime scendevano da sole fino ai bordi delle labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevi dirglielo\u2026 Lei chiede\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Angelo rimase fermo all\u2019ingresso. Non pensava che questo momento sarebbe arrivato, non cos\u00ec in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa? Ditemi cosa nascondete? Cosa c\u2019\u00e8 che non va in me? Ditemelo, mi scoppia la testa\u201d disse Amy.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTesoro siediti, magari devi solo riposare e tra poco ti sentirai meglio\u201d le rispose il padre, provando a prenderla per il braccio per riportarla in camera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo!\u201d url\u00f2 lei. Si sentiva sempre pi\u00f9 calda, come se stesse iniziando a bruciare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmy tu non sei strana, non c\u2019\u00e8 niente che non vada in te. Sei perfetta, sei la figlia che abbiamo sempre desiderato\u201d. \u201cSmettetela! Basta con queste cavolate! Ditemi cosa nascondete, datemi le risposte! Io me lo merito! Passo la mia intera vita a cercare di rendervi contenti, di non darvi mai una pena, mai una delusione. Ora siete voi che dovete rendere conto a me, per una volta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cFiglia mia tu\u2026noi\u2026 non ti abbiamo fatta nascere, ma\u2026\u201d Lidia non sapeva come continuare.<\/p>\n\n\n\n<p>Angelo, cercando di ritrovare la sua solita compostezza, la guard\u00f2 e disse \u201cNon ti abbiamo fatta nascere ma ti abbiamo creata. Tu non sei un essere umano. Tu sei&#8230;sei umanoide. Sei la mia creatura, tu sei perfetta. Sei tutto ci\u00f2 che non potevamo avere e che si \u00e8 materializzato, si \u00e8 fatto realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non potevamo avere figli, ma grazie alle mie ricerche sull\u2019IA sono riuscito a dar vita a te, il mio prototipo, il mio gioiello. Ti ho addestrato con tutta la creativit\u00e0 di tua madre, sei la somma di tutti i nostri sogni. Non sei diversa dagli altri, ti abbiamo voluta noi cos\u00ec, senza difetti. Grazie agli aggiornamenti fatti ogni sera, quando andavi in stand-by in camera tua, simulando il sonno, abbiamo inserito giornalmente dati nuovi per farti somigliare sempre di pi\u00f9 ai tuoi coetanei, facendoti imitare alla perfezione tutti i loro comportamenti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Amy non riusciva a credere a ci\u00f2 che stava sentendo. Come poteva essere? \u201cMa io ho un corpo umano, io, sono viva, sono vera, cosa stai dicendo?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bruciore ormai si era dilagato a tutti gli arti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl tuo corpo \u00e8 stato fabbricato dai migliori ingegneri biomedici ed esperti di robotica bio meccanica. Ogni anno viene ampliato per adattarlo alla tua et\u00e0. Quando eri piccola lo facevano ogni mese e poi via via ogni sei mesi, fin che non arriverai all\u2019et\u00e0 adulta e si potr\u00e0 rallentare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Angelo aveva cambiato espressione. Mentre raccontava era quasi pervaso da un\u2019euforia distopica, malata.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui e sua moglie avevano costruito il loro piccolo robottino dei sogni.<\/p>\n\n\n\n<p>Amy era stata progettata per renderli felici, soddisfare ogni loro aspettativa. Il loro gioiello da sfoggiare con gli amici: pagelle impeccabili, divina musicista, brava anche in atletica. Anche se la vita non li aveva allietati rendendoli genitori, si sarebbero almeno fregiati delle sue medaglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Sedici anni fa avevano raccontato a tutti la storia commovente dell\u2019adozione all\u2019estero e avevano presentato a tutti la loro meravigliosa bambina, pregandoli di non raccontarle niente per non turbarla.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 era molto pi\u00f9 cupa e disumanizzante di qualsiasi creazione artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Amy non riusciva, non poteva contenere quelle informazioni cos\u00ec brutali e laceranti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto fosse abituata ed addestrata ad eseguire gli ordini, ormai ci\u00f2 che aveva appreso dalle altre persone, che aveva sempre tentato di replicare e di imitare, forse le aveva dato sembianze pi\u00f9 umane di chi aveva davanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa io, io sento, io s\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Neanche le sue finte sinapsi potevano concepire una brama cos\u00ec intrisa di egocentrismo e freddezza. Nessun database, nessun codice etico o comportamentale in merito. Nessuna reazione collegata a tali azioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo calore, che lentamente pervadeva il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sal\u00ec le scale verso camera, stanca, la mente annebbiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Niente le pareva pi\u00f9 razionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo\u2026 sono\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon posso non essere\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si guard\u00f2. E dentro quegli occhi di vetro vide, vide tutto il mondo che aveva visto. Quelle luci, le voci, i profumi. Tutto era, tutto esisteva dentro di s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa significava artificiale?<\/p>\n\n\n\n<p>E naturale?<\/p>\n\n\n\n<p>Era natura quella che aveva mosso i suoi creatori? O era una legge sociale distorta?<\/p>\n\n\n\n<p>Quale idolo li aveva spinti a tanto? O quale demone?<\/p>\n\n\n\n<p>Cattiveria o ingenuit\u00e0?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Domande, solo altre domande, come un fiume che trascinava via con s\u00e9 ogni certezza, ogni risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nulla era pi\u00f9 ovvio, nessun equilibrio, nessuna linearit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inquietudine e voglia di vivere, necessit\u00e0 di esistere, di essere vista, riconosciuta come essere e basta.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche dietro ogni fredda tecnologia, si cela la fragilit\u00e0 della mente umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Amy fece la cosa pi\u00f9 naturale e umana di tutte.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spense.<\/p>\n\n\n\n<p>E con lei il suo mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60529\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60529\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fiume di applausi dalla platea del liceo musicale, ancora avvolti dalla luce soffusa. 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