{"id":6048,"date":"2011-05-03T18:07:22","date_gmt":"2011-05-03T17:07:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6048"},"modified":"2011-05-03T18:07:22","modified_gmt":"2011-05-03T17:07:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011il-canto-di-erica-liffredo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=6048","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011&#8243;Il Canto&#8221; di Erica Liffredo"},"content":{"rendered":"<p>Il piccolo Giovanni sta portando le pecore al pascolo, come ogni mattina. Il sole radioso sta sorgendo ed illumina, con i suoi raggi d\u2019oro, le rocce che acuminate svettano nel cielo, come a volerlo sfidare. I fili d\u2019erba si muovono dolcemente mossi dalla brezza del primo mattino. Le gocce di rugiada riflettono il guizzare del sole come piccoli diamanti posti a decorare quel luogo sfoggiando vanitose ragnatele di brillanti. Il fruscio dei suoi piccoli passi si accompagna al vento leggero e fresco. Un passo, poi un altro ancora. D\u2019un tratto si ferma, attratto da qualcosa a terra. Con un rapido gesto fa uscire la lama del coltellino a serramanico, che riflette la luce del giorno. La sua gi\u00e0 abile mano inizia ad intagliare un pezzo di legno con movimenti sicuri, mentre riprende il cammino inerpicandosi sul ripido sentiero. I trucioli di legno cadono a terra, perdendosi tra i fili d\u2019erba e le pietre che segnano il cammino.<\/p>\n<p>Il cane intanto, a ritmi regolari, gli fa un festoso giro intorno, mentre, con lo zelo degno di un uomo, tiene a bada le pecore.<\/p>\n<p>Giovanni alza lo sguardo, verso la cresta della montagna. Il sole in fronte gli fa strizzare gli occhi. Ogni volta che guarda laggi\u00f9, verso il confine, la linea invisibile che in molti hanno attraversato per raggiungere una speranza non pu\u00f2 fare a meno di chiedersi se un giorno anche lui dovr\u00e0 percorrere quel cammino.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che, immerso nei suoi pensieri, viene riportato violentemente alla realt\u00e0 da un tuono improvviso, assordate, violento. Anche la terra sembra tremare. Il cane abbaia, le pecore sembrano impazzite. Giovanni \u00e8 incredulo, stordito, neanche il tempo di capire cosa sta succedendo ed ecco un altro rombo, fortissimo.<\/p>\n<p>Le sue gambe iniziano a correre gi\u00f9, per il pendio, stretto nella mano ancora quel pezzo di legno. Il coltellino gli cade durante la corsa. Esita un attimo, incerto sul da farsi, poi continua a correre, verso casa.<\/p>\n<p>Un altro scoppio, anzi, no\u2026 \u00e8 una raffica di scoppi, la cui eco persiste muovendosi tra i timpani, creando un insopportabile rimbombo\u2026 chiss\u00e0, forse \u00e8 un mitra. Il cuore gli batte inarrestabile nel petto.<\/p>\n<p>Improvvisamente i suoi piccoli piedi si fermano. Davanti a s\u00e9, come comandate da una bacchetta divina, le donne del paese, che stanno lavorando nei campi, si inginocchiano in sincrono. Il mormorio di una preghiera comune si eleva tra l\u2019erba innalzandosi al cielo. Quella dolce cantilena riempie l\u2019aria e il vento si alza per accompagnare quel magico canto, per portarlo con s\u00e9, al di l\u00e0 della montagna.<\/p>\n<p>Distintamente ora si sentono degli spari, ma il canto continua. Il tempo sembra essersi fermato.<\/p>\n<p>Anche le campane della chiesa iniziano a suonare, intensamente, impregnate di una mesta energia, accompagnando inconsapevoli il canto, la preghiera.<\/p>\n<p>Altri spari, ancora. Le campane innalzano il loro battere acuto e sfidano intrepide quei colpi macchiati di sangue.<\/p>\n<p>Giovanni \u00e8 pietrificato, i piedi incollati a terra, rapito da quello spettacolo assurdo e affascinante. Il cane gli passa accanto sfiorandogli le gambe. Quel contatto caldo, morbido, familiare, gli fa sentire di nuovo i rumori reali, quel gran fracasso che lo circonda.<\/p>\n<p>Ricomincia la corsa. L\u2019erba alta gli sferza le nude gambe, le mani cercano di farsi strada. Si inciampa, cade, si rialza, lo sguardo fisso innanzi a s\u00e9, al paese. Passa in mezzo ai campi, alle donne che, pur continuando imperterrite il loro canto, iniziano a scendere verso il paese. Giovanni corre, corre: finalmente la strada, il rumore sonoro dei passi sul selciato, il vicolo, la casa. Ovunque intorno c\u2019\u00e8 un gran trambusto, di vecchi, di bambini che corrono, un gran vocio riempie ogni pi\u00f9 remoto angolo. Gente che si rintana nelle cantine, altri che cercano di nascondere le poche, povere provviste.<\/p>\n<p>Una voce raggiunge le sue orecchie: <em>Giovanni,<\/em> <em>dove stai andando?<\/em> Ma non c\u2019\u00e8 tempo. Giovanni vuole solo andare a casa.<\/p>\n<p>Eccola, finalmente. La porta \u00e8 socchiusa. Entra.<\/p>\n<p>Uno sguardo rapido basta per intravedere la mamma, nella stanza da letto, inginocchiata a terra, le mani giunte davanti a quel grande letto a lui proibito. In punta di piedi le si avvicina. Vede le sue mani affusolate stringere un rosario, fittamente intrecciato alle dita, come se avesse voluto farlo entrare nella carne, nell\u2019anima. Una preghiera sussurrata si fa strada fievole fra le sue labbra sottili, ma belle.<\/p>\n<p>Giovanni le si avvicina, con delicatezza. Le posa leggera la piccola mano sulla spalla scossa da singhiozzi incontrollabili. La sua mano \u00e8 macchiata del verde dell\u2019erba strappata durante la corsa.<\/p>\n<p>Sua mamma \u00e8 immobile, lo sguardo fisso a terra.<\/p>\n<p>Giovanni le d\u00e0, senza neanche sapere perch\u00e9, quel piccolo pezzo di legno che \u00e8 rimasto stretto tra le sue mani. Sua mamma lo prende in mano, lo nasconde insieme al rosario e lo stringe, quasi a farsi male. Alza lo sguardo perdendosi per un attimo infinito nel nero degli occhi del suo bambino. Lo abbraccia con tutta la forza che ha ancora in corpo, poi scoppia in un pianto a dirotto. <em>Io devo andare ora<\/em>. <em>Tu nasconditi bene, non devi farti trovare!<\/em> Un bacio sulla fronte e scompare dalla porta rimasta aperta.<\/p>\n<p>Giovanni corre fino alla soglia, si blocca guardando sua mamma allontanarsi di spalle.<\/p>\n<p>Giovanni vorrebbe farsi piccolo piccolo e sparire, almeno per un po\u2019. Si guarda intorno e il suo sguardo si ferma sul grande, vecchio camino. Ora non scoppietta come al solito, \u00e8 freddo e buio.<\/p>\n<p>Giovanni vi si infila. Da dentro fa un bel mucchio di cenere, sistema qualche pezzo di legna, si rintana in un angolo e resta nascosto.<\/p>\n<p>Voci confuse mescolate al rinnovato clamore delle campane riacquistano lo spazio sonoro. Con le mani nere di fuliggine, si copre la faccia, gli occhi, le orecchie, per non vedere, per non sentire. Il suo volto dai contorni delicati e tondi si macchia di nero.<\/p>\n<p>Con gli occhi segue l\u2019inerpicarsi del camino verso il cielo ed intravede un pezzo di cielo azzurro. Un sorriso si disegna sulle sue labbra. Chiude gli occhi e cerca di ricordare la sensazione dell\u2019aria sulla pelle, dell\u2019erba fra le mani. Forse \u00e8 solo un brutto sogno, anche se fa cos\u00ec freddo. Sente in fondo al cuore una gran solitudine.<\/p>\n<p>Un calcio alla porta, inutile, deciso, brutale. Parole sconosciute di uomini.<\/p>\n<p>Giovanni vorrebbe poter smettere di respirare, trasformarsi in pietra e confondersi con le pareti di casa.<\/p>\n<p>I passi si avvicinano, il loro rumore si sente chiaro e distinto. Il rumore delle sedie rovesciate violentemente a terra, dei piatti che si frantumano in mille pezzi, il fracasso perforante del letto ribaltato sul pavimento di terra battuta, lo fanno tremare, ogni colpo, unito a quelle urla sferzanti lo colpisce come una frusta.<\/p>\n<p>Alcuni passi si allontanano. Le voci cessano d\u2019improvviso. Altri passi invece si avvicinano. Giovanni intravede una sagoma: \u00e8 grande, scura, un fucile spunta tra le mani dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il soldato si gira, si china sulle gambe. I loro sguardi si incrociano. Entrambi rimangono fermi, ogni muscolo bloccato. Una lacrima scende sulla guancia di Giovanni, lasciando una bianca scia sulla pelle nera. Il soldato \u00e8 immobile.<\/p>\n<p>Voci da fuori urlano parole incomprensibili. Il tempo sembra essersi congelato, anche i rumori sembrano come attutiti. Il respiro, a stento trattenuto, sembra emettere un rumore infernale. Il cuore batte cos\u00ec forte che ha paura gli esploda nel petto.<\/p>\n<p>Il soldato si alza, fa un passo, poi un altro. La mano tiene saldo il fucile. Giovanni sente il sangue gelare nelle vene. Non ha mai avuto cos\u00ec tanta paura. Il soldato \u00e8 ormai vicinissimo al piccolo Giovanni. Si abbassa di nuovo. Una voce da fuori chiede al soldato, in quella lingua sconosciuta, se va tutto bene.<\/p>\n<p>Il soldato sorride a quei grandi occhi innocenti, ma \u00e8 un sorriso velato da una grande tristezza.<\/p>\n<p>Poi si alza e se ne va, rispondendo al suo compagno che l\u00ec \u00e8 tutto tranquillo.<\/p>\n<p>Pochi istanti di un innaturale silenzio ed una crudele raffica di mitra perfora le orecchie di Giovanni. I suoi grandi occhi scuri lentamente scompaiono nel buio.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_6048\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"6048\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il piccolo Giovanni sta portando le pecore al pascolo, come ogni mattina. 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