{"id":60451,"date":"2026-05-30T21:47:49","date_gmt":"2026-05-30T20:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60451"},"modified":"2026-05-30T21:47:50","modified_gmt":"2026-05-30T20:47:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-per-corso-giovanni-falcone-di-stefano-milazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60451","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Per &#8211; corso Giovanni Falcone&#8221; di Stefano Milazzo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Falcone, per me era un personaggio del tutto sconosciuto all\u2019epoca del 1978, quando giunto a Palermo, per rimanerci per tre mesi, ne iniziai a conoscerlo di nome e di fama.<\/p>\n\n\n\n<p>Era il periodo previsto ed obbligatorio  per chi come me era risultato essere vincitore di una borsa di studio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero infatti uno dei selezionati&nbsp; del concorso, per l\u2019accesso ad una borsa di studio indetto dalla pi\u00f9 grande azienda Siciliana, e per questo motivo era prevista una permanenza ed una&nbsp; frequenza&nbsp; obbligatoria a Palermo fatta di lezioni giornaliere formative. Ed io appunto ero uno di questi sessanta borsisti vincitori.<\/p>\n\n\n\n<p>Atterrai all\u2019aeroporto di Punta Raisi i primi di settembre del 1978 giovane ventenne come si dice di belle speranze, del tutto privo di esperienza, non solo lavorativa, ma di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa terra: la Sicilia, era per me una nuova scoperta, imprevista ed imprevedibile, tutto mi avvolgeva con gli odori, i rumori, la natura e la cultura delle sue opere d\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte queste cose e sensazioni erano per me completamente diverse da quello che avevo gi\u00e0 visto, vissuto e conosciuto a Milano ed a Roma. Tutto era sorprendentemente nuovo ed inaspettato.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi aveva colpito il caos della citt\u00e0 di Palermo, il rumore assordante dei clacson suonati di continuo, le frenate, i rombi dei motori erano stordenti, lo scivolare delle gomme dei pneumatici era anche diverso, perch\u00e9 anche l\u2019asfalto delle strade&nbsp; era diverso dalle conosciute citt\u00e0, eppure in questo Kaos disordinato, il movimento del traffico, continuato ed ininterrotto, sfilava all\u2019infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c\u2019era questo cielo azzurro di Palermo che mi affascinava, sembrava che con le sue nubi essere cosi vicino alla terra, che quasi dava l\u2019impressione che si potesse toccare con un dito.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai capito come potesse essere possibile, forse l\u2019aria, in questo punto della terra dell\u2019Italia fa come da lente, avvicinando il Cielo agli abitanti di questa citt\u00e0. Erano queste al momento le mie prime scoperte.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il per- corso. <\/strong>Il luogo dove si tenevano le lezioni giornaliere che ci formavano non erano distanti dal centro della citt\u00e0, ed \u00e8 durante una prima giornata di lezione in aula che mi raggelai.<\/p>\n\n\n\n<p>Ignaro di tutto, rimasi frastornato da quell\u2019assordante ululato di sirene della polizia che d\u2019improvviso squarci\u00f2 il silenzio dolente ed annoiato di quella prima giornata di lezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti noi, non siciliani (detti continentali)\u2026 e non palermitani, rimanemmo fermi ed immobili alle nostre sedie con tavolino, guardandoci l\u2019un l\u2019altro increduli.<\/p>\n\n\n\n<p>Quell\u2019ululato straziante di sirene non finiva mai, era come si prolungasse e seguisse un percorso nel tempo ma era anche come non si allontanasse mai nello spazio. Quelle sirene della polizia apparivano diverse da quelle che si sentivano in continente e sembravano essere l\u00ec dentro quella stanza tanto si sentivano cos\u00ec forti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Fermi e disorientati ricordo che rimanemmo, tutti noi (novizi siciliani) quella prima volta, che cos\u00ec le sentii. Tutto sembr\u00f2 per un attimo fermarsi, non solo in quella stanza, che mi sembr\u00f2 in tutta la citt\u00e0. Non si udivano pi\u00f9 clacson suonare o freni &nbsp;fischiare e neanche i&nbsp; rumori cittadini. La citt\u00e0 faceva spazio a questo passare veloce delle macchine della polizia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Ricordo che un ragazzo palermitano che mi era accanto, mi disse <strong><em>\u2026\u201dnon ti spaventare \u00e8 il giudice Falcone con la sua scorta che si muove e che dalla sua casa va al suo ufficio di lavoro\u2026\u201d<\/em><\/strong> infatti era quello il segnale che tutta la citt\u00e0 sentiva ed aspettava tutti i giorni. Sapeva ed aspettava&nbsp; che il giudice Falcone uscisse di casa e si dirigesse al suo posto di lavoro: nel suo ufficio giudiziario presso il Tribunale di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sembrava attenderlo ed accompagnarlo in questo dolente e straziante tragitto scandito da queste urla di sirene&nbsp; per un tempo che sembrava infinito intenso ma breve, dove la citt\u00e0 si fermava e faceva passare il giudice e la sua scorta, quasi trattenendo il respiro fintanto che le sirene non si spegnessero. Allora tutti noi, la citt\u00e0 intera ed il suo Kaos riprendevano a correre, la citt\u00e0 riprendeva a respirare, i clacson a suonare , i freni delle macchine di nuovo a stridere sull\u2019asfalto.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoprii in seguito che il percorso del Giudice era tutto sommato un tragitto breve da fare in auto, ma solo chi conosce il traffico impazzito di Palermo pu\u00f2 sapere che ci si pu\u00f2 rimanere imbottigliati anche per ore in un ingorgo cittadino. Ma per il giudice Falcone questo non poteva e non doveva accadere\u2026doveva gioco forza, in un percorso ogni giorno, sempre diverso, raggiungere nel pi\u00f9 breve tempo possibile e con nessuna interruzione o fermata il suo ufficio nel Tribunale di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<p>I Palermitani lo sapevano che le macchine della sua scorta dovevano solo correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che perfino l\u2019insegnante era costretto ad interrompere la lezione in quanto l\u2019assordante ululato delle sirene della sua scorta sovrastavano qualsia altra voce anche in quella stanza. E cos\u00ec il tempo e lo spazio sembravano fermarsi in quel momento, tutti i giorni, per ogni suo movimento casa &#8211; ufficio, o ufficio &#8211; casa il tempo e lo spazio di questa citt\u00e0 sembrava essere scandito da questo movimento. Il silenzio che d\u2019improvviso calava, era il segnale che il giudice aveva raggiunto la sua meta. Era come se tutti e l\u2019intera citt\u00e0 trattenessero il fiato\u2026 E la vita che poco prima sembrava interrompersi di tutta la citt\u00e0 di Palermo, riprendeva come dopo un fermo immagine. Riprendeva a respirare. Ma per il Giudice Falcone questo voleva dire essere un rischio fatale, quindi non solo gi\u00e0 da tempo gli avevano assegnato una scorta di tre auto blindate, ma i suoi spostamenti erano programmati nel fare in modo che potesse arrivare al Tribunale evitando qualsiasi eventuale fermata. Pertanto non solo l\u2019urlo delle sirene avvisava tutti gli automobilisti che dovevano fermarsi ed accostare ma che era meglio per loro di togliersi dai piedi negli incroci, perch\u00e9 la citt\u00e0 lo sapeva queste macchine non si sarebbero mai fermate se non alla meta. Perch\u00e9 non solo le tre auto correvano a tutta velocit\u00e0, ma anche i semafori si bloccavano per favorirne il suo passaggio. Quei lunghi interminabili silenzi segnati dall\u2019urlo straziante di quelle sirene finivano improvvisamente dopo qualche lunghissimo minuto, era quello il segnale che il Giudice Falcone era giunto a destinazione. Tutta la citt\u00e0 che si era bloccata, fermata nel suo respiro, riprendeva il suo caotico vivere, era come se tutti in quei minuti avessero trattenuto il fiato\u2026il proprio respiro attendendo di poterlo riprendere. E\u2019 cos\u00ec che avveniva anche in quella stanza di studio ogni giorno di lezione, uno riprendeva a respirare\u2026quando le sirene si ammutolivano e l\u2019insegnante riprendeva a parlare e tutta la citt\u00e0 era come si riavviasse da uno stop &#8211; motion.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo che il Giudice abitava in un enorme condominio anch\u2019esso fiancheggiato da enormi palazzi alti in media una decina di piani ed aveva un largo marciapiede davanti al suo ingresso, che aveva facilitato il poter posizionare non solo una garitta militare dietro dei sacchi di sabbia che permettevano&nbsp; di presidiare il portone di casa notte e giorno con uomini ed anche con dei mezzi militari. &nbsp;A mo\u2019 di trincea c\u2019era anche una mitragliatrice con un soldato che sembrava essere o forse era un carabiniere in tuta mimetica. La gente passava larga ed in fretta davanti a tutto questo\u2026Ogni giorno a Palermo non erano il suono delle campane che scandivano le ore, ma erano queste sirene\u2026che ne scandivano il tempo ed il suo fiato. Allora in continente come veniva definita la penisola dai siciliani, della mafia non si conosceva nulla ancora e n\u00e9 tanto meno i pi\u00f9 conoscevano il Giudice Giovanni Falcone, troppo confuse e lontane erano ancora le notizie e la Sicilia,&nbsp; non solo da me ma per tutti era una terra sconosciuta e misteriosa. Al contrario per me erano state quelle sirene delle macchine della sua scorta a farmi conoscere il Giudice Giovanni Falcone.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60451\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60451\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Falcone, per me era un personaggio del tutto sconosciuto all\u2019epoca del 1978, quando giunto a Palermo, per rimanerci per tre mesi, ne iniziai a conoscerlo di nome e di fama. 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