{"id":60387,"date":"2026-05-29T23:16:57","date_gmt":"2026-05-29T22:16:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60387"},"modified":"2026-05-29T23:16:58","modified_gmt":"2026-05-29T22:16:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-colpo-da-combattimento-di-francesco-di-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60387","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Colpo da combattimento&#8221; di Francesco Di Bella"},"content":{"rendered":"\n<p>Stava&nbsp; per accadere.&nbsp; John se&nbsp; ne&nbsp; accorse&nbsp; subito,&nbsp; non gli&nbsp; ci volle molto per capirlo. Ormai era abituato a una simile sensazione. La stessa sensazione che lui immaginava dovesse provare la terra negli istanti&nbsp; che&nbsp; precedono un immane&nbsp; terremoto,&nbsp; o&nbsp; un vulcano&nbsp; subito&nbsp; prima di un\u2019eruzione. Non era una brutta sensazione, anzi. John la aspettava ogni volta come un\u2019amica; sapeva che per lui era l\u2019unica cosa possibile per evitare di trascorrere in pena tutto il resto della giornata. Era una liberazione, l\u2019unica. E per questo era la benvenuta. Lo aveva gi\u00e0 capito da molto tempo. Da quando era piccolo. Non sarebbe andato certo dal medico se non lo avesse costretto Esther, la sua ragazza, Sapeva bene che il medico non avrebbe fatto altro che complicare le cose, con quei paroloni e quelle medicine. \u201cAerofagia\u201d, aveva detto. \u201cNiente di grave, solo fastidiosa. Ecco qui&#8230; queste pillole rosse prima dei pasti e i confetti bianchi&nbsp; a sera, prima di coricarsi. Passer\u00e0 presto, vedr\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 doveva passare, poi? A John non dava alcun fastidio questa aerofagia. Aveva imparato a vivere bene col suo corpo, e sapeva che anche il suo corpo viveva bene con lui. Era un buon corpo, che sapeva regolarsi da solo per il meglio. D\u2019accordo, John ingoiava un po\u2019 d\u2019aria mentre mangiava. E allora?&nbsp; Il&nbsp; suo corpo avrebbe provveduto a liberarsene. Come sempre d\u2019altronde, da ventiquattr\u2019anni a questa parte. Cos\u00ec quelle pillole rosse e bianche lui non le aveva mai prese&nbsp; e stavano&nbsp; l\u00ec, chiuse in un cassetto del comodino, insieme con i consigli del medico. Tanto il suo corpo sapeva cosa fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, ora il momento si avvicinava. Il corpo stava preparandosi a intervenire. Il pranzo era stato abbondante questa volta, e certo l\u2019aria inghiottita non doveva esser poca. John sentiva la bolla d\u2019aria farsi avanti nel proprio ventre come quella spinta da una pompa di bicicletta in una camera d\u2019aria. Ecco, ora si muoveva nell\u2019intestino. Piano piano, senza fretta, raccogliendo altre piccole bollicine d\u2019aria e ingrossandosi sempre di pi\u00f9. Un brontolio sordo, quasi impercettibile per gli altri ma che John conosceva bene, conferm\u00f2 che tutto si stava svolgendo come sempre. Tra non molto sarebbe stato il momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo adesso John si rese conto del problema: non era a casa sua come al solito. Oggi no, oggi era stato invitato a pranzo dai conti Crispi. Si guard\u00f2 attorno. Il conte Filippo stava ancora parlandogli di un qualcosa che gli era successo durante una battuta di caccia. \u201c&#8230;ed allora io presi il fucile e\u2026\u00bb. Certo che a vederlo cos\u00ec, con quei baffoni bianchi e la pipa in bocca, John non avrebbe mai detto che quell\u2019omino sarebbe riuscito a tirar fuori cos\u00ec tante parole in soli dieci minuti. Doveva essere rimasto zitto per almeno un mese per caricarsi in quel modo. Dall\u2019altro lato del tavolo Esther stava fingendo di sembrare interessata alle manie floreali della contessa Elvira.<\/p>\n\n\n\n<p>Glielo aveva detto lui la sera prima: \u201cEvitiamo di accettare questo invito\u201d, ma Esther aveva insistito. I conti erano vecchi amici di famiglia di suo nonno. Per\u00f2 ora erano loro due a doverseli sopportare.<\/p>\n\n\n\n<p>Un nuovo brontolio, pi\u00f9 insistente del precedente, riport\u00f2 John alla realt\u00e0. Ormai non mancava pi\u00f9 molto, il momento si avvicinava. Pochi attimi ancora, pochi tratti di intestino e poi&#8230; Un dubbio colse John: e se questa volta fosse stato uno di quelli \u201cda combattimento\u201d? Li chiamava cos\u00ec, divertendosene, quelli che si potevano sentire. Di solito erano dell\u2019altro tipo, di quelli \u201ca salve\u201d, inavvertibili. Non facevano rumore e non erano fiutabili. Ma&nbsp; quelli&nbsp; da&nbsp; combattimento&nbsp; no;&nbsp; quelli&nbsp; erano&nbsp; micidiali.&nbsp; John&nbsp; aveva sempre detto che avrebbe dovuto inscatolarli, come spray contro gli insetti nocivi. Il pi\u00f9 delle volte comparivano quando il pranzo era stato pesante e pi\u00f9&nbsp; abbondante&nbsp; del solito.&nbsp; Proprio come&nbsp; oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>John guard\u00f2 nuovamente la contessa. Immagin\u00f2 la reazione che un colpo da combattimento avrebbe generato sulla sua faccia tonda e troppo dipinta. Sarebbe diventata prima tutta rossa, fino alla radice dei capelli, poi verde. O forse blu. Certamente avrebbe gridato e magari sarebbe svenuta. A John venne da ridere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il conte stava ancora parlando: \u201c&#8230;. e dal fucile part\u00ec un secondo colpo che&#8230;\u201d Oddio non parliamo di colpi, perch\u00e9 tra un po\u2019&#8230; Ecco, un terzo brontolio sordo. Ormai tutti i muscoli del ventre di John erano in posizione&#8230; di sparo. Lo sguardo di John corse verso Esther che sorseggiava il caff\u00e8 dalla tazzina continuando a far finta di ascoltare la contessa. Cosa sarebbe successo se quello che stava uscendo fosse stato davvero un colpo \u201cda combattimento\u201d?&nbsp; Esther sarebbe scoppiata a piangere, la conosceva bene, E poi non gli avrebbe rivolto pi\u00f9 la parola per chiss\u00e0 quanto tempo. No, questo non doveva accadere. A John non importava nulla dei conti e della buona educazione, ma gli importava di Esther. Con una violenza e una decisione da eroe dei film western televisivi contrasse tutti i muscoli,&nbsp; addominali e sfinterici. Sent\u00ec la bolla d\u2019aria che rallentava la sua corsa senza per\u00f2 fermarsi. Respir\u00f2 profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 per quanto tempo avrebbe resistito. Non per molto, lo sapeva&nbsp; bene. Bisognava fare qualcosa al pi\u00f9 presto. Bisognerebbe&#8230; Ecco, un\u2019idea. \u201cEsther mi ha detto che lei ha la passione delle rose\u201d, disse rivolto alla contessa, \u201cmi piacerebbe ammirarle\u201d. Sapeva che la contessa non avrebbe resistito all\u2019invito di sfoggiare i suoi capolavori. E infatti fu cos\u00ec. La nobildonna si alz\u00f2 sorridendo e li invit\u00f2 a seguirla in giardino. Fu una tortura per John dover camminare con le natiche strette. Sembrava quel personaggio di quel cartone animato che aveva visto l\u2019altro giorno in tiv\u00f9. A John venne da ridere, ma si trattenne per non smuovere di pi\u00f9 i muscoli dello stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente erano in giardino. La contessa aveva ripreso a parlare con pi\u00f9 vigore di prima, mostrando i cespugli in fiore. Per fortuna il conte si era azzittito. Stava accendendo quella puzzolentissima pipa. Chiss\u00e0 perch\u00e9 una pipa puzzolente pu\u00f2 essere accesa in pubblico senza timore, mentre per una normale esigenza\u2026 John cerc\u00f2 di assumere un\u2019aria il pi\u00f9 indifferente possibile mentre si allontanava di qualche passo da Esther e dai due padroni di casa. Ecco, l\u00ec, in quell\u2019angolo, presto. Voltando le spalle a un cespuglio fiorito vicino a una fetta di muro di colore azzurro, finalmente John pot\u00e9 allentare i muscoli che erano ormai sul punto di cedere. La bolla d\u2019aria, compressa al massimo, usc\u00ec con un getto di una violenza inaudita. Lo stomaco si sgonfi\u00f2 pian piano, mentre John iniziava a rilassarsi. Tir\u00f2 un sospiro di sollievo, cominciava a credere che non ce l\u2019avrebbe fatta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche attimo pot\u00e9 tornare, sereno, accanto al gruppo, mentre la contessa continuava a descrivere le diverse specie di rose, passando di cespuglio in cespuglio. \u201cEcco, questa \u00e8 una rosa bianca della Spagna, questo un innesto tra le roselline a grappolo e quelle a strisce, qui invece c\u2019\u00e8\u2026\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nastro si blocc\u00f2 a met\u00e0 di una parola, mentre la contessa sembr\u00f2 paralizzarsi. Il suo sguardo era rivolto verso quella fetta di muro azzurrognolo. Dal cespuglio pendevano una diecina di rose avvizzite e ormai irrecuperabili, mentre per terra giaceva un tappeto di petali che dovevano essere stati di un bel rosso vellutato ma che ormai erano pressoch\u00e9 secchi. \u201cLe mie rose Thea da esposizione\u201d&nbsp; sibil\u00f2 la contessa con un filo di voce prima di piombare a terra svenuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa volta John non riusc\u00ec a trattenersi. Scoppi\u00f2 a ridere come gli capitava di rado, mentre Esther e il conte baffuto lo guardavano con la bocca aperta e gli occhi sgranati.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60387\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60387\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stava&nbsp; per accadere.&nbsp; John se&nbsp; ne&nbsp; accorse&nbsp; subito,&nbsp; non gli&nbsp; ci volle molto per capirlo. 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