{"id":60235,"date":"2026-05-28T21:48:43","date_gmt":"2026-05-28T20:48:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60235"},"modified":"2026-05-28T21:49:49","modified_gmt":"2026-05-28T20:49:49","slug":"premio-racconti-per-corti-2026-tre-giorni-di-pioggia-di-chiara-miranda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60235","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2026 &#8220;Tre giorni di Pioggia&#8221; di Chiara Miranda"},"content":{"rendered":"\n<p>SOGGETTO<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Una citt\u00e0 italiana \u00e8 colpita da tre giorni di pioggia continua. La pioggia non crea solo disagio: isola le persone dentro routine sempre pi\u00f9 rigide e fragili.<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto, impiegato comunale vicino alla pensione, vive una vita completamente automatizzata. Ogni giorno \u00e8 identico. Non ha pi\u00f9 desideri visibili, solo abitudini. Un pomeriggio, senza spiegazioni esterne, compie un gesto irreversibile: lascia il proprio ombrello alla fermata dell\u2019autobus e sale sul bus senza di esso, come se accettasse di non proteggersi pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ombrello viene raccolto da Alessia, giovane attrice sotto controllo materno e professionale. Quel giorno deve affrontare un provino decisivo che pu\u00f2 confermare o bloccare la sua carriera. Portare con s\u00e9 l\u2019oggetto fuori contesto la espone a una tensione crescente: durante la prova, la pressione diventa insostenibile e Alessia smette di recitare \u201ccorrettamente\u201d, esponendosi a una verit\u00e0 che la mette a rischio di fallimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il provino, l\u2019ombrello resta nel teatro e viene trovato da Arturo, custode che osserva da anni il passaggio degli altri senza intervenire. Per la prima volta compie una scelta attiva: lo consegna a Mirko, giovane in una fase in cui restare significa stagnare e partire significa perdere tutto ci\u00f2 che conosce. La presenza dell\u2019oggetto rende definitiva una decisione che Mirko non pu\u00f2 pi\u00f9 rimandare: quella notte parte senza ritorno.<\/p>\n\n\n\n<p>A Milano, l\u2019ombrello arriva a Giulia, manager di successo che ha costruito la propria identit\u00e0 cancellando fragilit\u00e0 e legami precedenti. Durante una riunione decisiva per la sua carriera, l\u2019oggetto diventa per lei un elemento di discontinuit\u00e0 emotiva: per la prima volta interrompe il flusso previsto e rifiuta un progetto centrale, accettando una perdita professionale concreta.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine l\u2019ombrello viene raccolto da Pietro, bambino che lo sottrae alla logica adulta trasformandolo in gioco, restituendogli una funzione completamente diversa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio dell\u2019ombrello attraversa persone gi\u00e0 in crisi, ma ogni passaggio rende irreversibile una scelta che, senza quel momento, sarebbe rimasta sospesa.<\/p>\n\n\n\n<p>SCENEGGIATURA<br><br>\u2013 <strong>INIZIO \u201cTRE GIORNI DI PIOGGIA\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EST. FERMATA AUTOBUS \u2013 POMERIGGIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Piove sottile. Il cielo di novembre \u00e8 grigio e basso. La citt\u00e0 \u00e8 silenziosa, punteggiata dal ronzio dei neon e dal ticchettio della pioggia.<\/p>\n\n\n\n<p>ERNESTO (60), impiegato comunale dall\u2019aspetto ordinario, dopo aver riordinato la sua scrivania, controlla l\u2019orologio a muro dell\u2019ufficio anagrafe: diciassette e trenta. I suoi occhi seguono il flusso dei secondi come se fossero la vita intera. Esce per tornare a casa. Nella mano stringe un ombrello a scacchi grigi, consumato ma solido.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferma davanti alla fermata dell\u2019autobus.<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto apre l\u2019ombrello, lo regge sopra la testa. Il manico preme freddo nella sua mano, un peso familiare. Guarda la pozzanghera davanti alla panchina: un mozzicone di sigaretta galleggia tra le scie d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autobus arriva in ritardo. Ernesto inspira, lento,<\/p>\n\n\n\n<p>lascia l\u2019ombrello sulla panchina e sale sull\u2019autobus senza voltarsi. Lascia il suo ombrello appoggiato alla pensilina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INT. AUTOBUS \u2013 CONTINUO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto siede al solito posto, il terzo a sinistra. Attorno a lui, gli studenti con le cuffie non alzano lo sguardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vetro bagnato crea scie luminose mentre le luci dei lampioni si deformano. Ernesto cerca l\u2019ombrello: non c\u2019\u00e8. Un mezzo sorriso increspa le sue labbra.<\/p>\n\n\n\n<p>Un istante di silenzio. La pioggia all\u2019esterno copre ogni rumore. Ernesto scioglie il nodo della cravatta, sente di essere vivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. FERMATA AUTOBUS \u2013 MATTINA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La pioggia non smette. Alessia (23), giovane aspirante attrice, scende dall\u2019autobus con passo preciso, misurato, quasi coreografico. Porta con s\u00e9 una borsa stropicciata, il copione piegato agli angoli, e lo smartphone che vibra di continuo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INT. TESTA DI ALESSIA \u2013 FLASH MENTALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Voce della madre: \u201cSorridi sempre. Devi mostrare la tua felicit\u00e0. Devi convincerli tutti che sei brava, che sei bella. Conto su di te.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em>il cielo grigio, il vento freddo avvolge in un turbine circolare le carte ammassate sul marciapiede bagnato, persone che passano veloci perse nei loro pensieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Alessia stringe la borsa, le labbra serrate. La pioggia minaccia di ribellare i ricci, di lucidare la pelle. L\u2019ansia le comprime la gola.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. FERMATA AUTOBUS \u2013 CONTINUO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alessia nota qualcosa: l\u2019ombrello a scacchi grigi, abbandonato sulla panchina. Lo afferra quasi con violenza, lo apre con uno scatto secco. L\u2019istante \u00e8 sospeso: sotto quella cupola, il mondo rallenta.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessia si specchia in una vetrina: il cappotto moderno non c\u2019entra nulla con quell\u2019ombrello anonimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. TEATRO \u2013 GIORNO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alessia corre sotto la pioggia, l\u2019ombrello sopra la testa. Il teatro \u00e8 imponente, le luci calde fuori contrastano con il cielo grigio. Altri aspiranti attori entrano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>INT. SALA D\u2019ATTESA TEATRO \u2013 CONTINUO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le ragazze, ripassano il copione, Lei, invece, stringe l\u2019ombrello, osserva le stecche consumate, sente l\u2019odore di pioggia e carta. Respira finalmente libera dal giudizio di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>REGISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alessia! Scena del distacco!<\/p>\n\n\n\n<p>Alessia entra sul palco. Porta con se l&#8217;ombrello. Il legno scricchiola sotto i piedi. La luce calda la illumina. Tira un respiro profondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua recitazione non \u00e8 pi\u00f9 artificiale: la voce diventa roca, lenta, vera. Non recita per piacere, recita per s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regista smette di prendere appunti. Il silenzio \u00e8 palpabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Alessia esce svuotata <em>ma stranamente intera. Guarda le altre ragazze. Nel corridoio buio, incroci<\/em><em>a<\/em><em> <\/em><em>un <\/em><em>portaombrelli <\/em><em>e con un gesto <\/em><em>lento<\/em><em> lo lasci<\/em><em>a<\/em><em> <\/em><em>l\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>INT. TEATRO \u2013 NOTTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il teatro \u00e8 vuoto. L\u2019eco dei passi di Arturo (70), custode silenzioso e paziente, risuona tra i corridoi. Il ronzio dei neon accompagna il ticchettio della pioggia sul tetto di lamiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Arturo passa lo straccio sul linoleum, movimenti lenti e circolari. Ogni gesto sembra rimettere in ordine il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferma davanti al portaombrelli. L\u2019ombrello a scacchi grigi si distingue tra modelli colorati. Lo raccoglie e si avvia verso casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Arturo lo usa come bastone, appoggiando su di esso il peso degli anni. Sente il manico solido, vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. QUARTIERE RESIDENZIALE \u2013 NOTTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Arturo cammina verso il suo palazzo. La pioggia \u00e8 cessata, il cielo \u00e8 scuro ma pulito. Scorge Mirko (25), appoggiato al muro umido, mani nervose, sguardo spento, la sua felpa odora di detersivo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ARTURO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>(senza fretta)<\/p>\n\n\n\n<p>Portalo su tu, a me non serve.<\/p>\n\n\n\n<p>Mirko lo guarda, esitante. Poi afferra l\u2019ombrello. Lo sente sotto le dita: i graffi, la polvere del teatro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. ANDRONE PALAZZO \u2013 NOTTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mirko apre l\u2019ombrello nell\u2019androne. Il tessuto si tende con un piccolo scoppio. Sotto la cupola grigia, cammina verso la stazione con il passo veloce. Piove.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. STAZIONE FERROVIARIA \u2013 NOTTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mirko cammina verso il binario, stringe il manico mentre sente le ruote rullare sulle rotaie, controlla il biglietto nella tasca, non si volta. Arrivato a Milano \u00e8 l\u2019alba, il cielo \u00e8 schiarito, lascia l\u2019ombrello su una panchina vicino al parco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. STAZIONE MILANO CENTRALE \u2013 mattina<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pochi minuti dopo, Giulia <\/em><em>(30), elegante, decisa, <\/em><em>emerge dalla folla. Cammina con il passo rapido di chi non pu\u00f2 permettersi di perdere tempo. E\u2019 furiosa: ha lasciato il suo ombrello di seta in un taxi e la pioggia di Milano non fa sconti alla sue nuove e costosissime scarpe.<\/em>: l\u2019ombrello a scacchi grigi giace l\u00ec, trascurato ma solido.<\/p>\n\n\n\n<p>GIULIA<\/p>\n\n\n\n<p>(tra s\u00e9)<\/p>\n\n\n\n<p>Che roba orribile\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la necessit\u00e0 vince sulla sua esitazione. Lo afferra con due dita, i<em>n quel momento, mentre la tela si tende sopra la sua testa, Giulia <\/em><em>avverte <\/em><em>una sensazione strana. Sotto quella cupola grigia, il rumore frenetico del traffico sembra lontano. C\u2019\u00e8 un odore familiare <\/em><em>indefinibile che la sorprende.<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Senza sapere perch\u00e9, invece di correre verso il suo appuntamento, Giulia rallenta il passo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. BAR HOTEL \u2013 GIORNO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giulia \u00e8 in ritardo ma non le importa, entra con l\u2019ombrello ancora gocciolante, piedi che battono sul marmo. <em>Si ferma all&#8217;ingresso per chiudere l\u2019ombrello a scacchi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sente lo sguardo del cameriere indugiare su quell&#8217;oggetto cos\u00ec ordinario.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;amministratore delegato (50) impaziente la aspetta: <em>uomo dallo sguardo vuoto e distaccato, la smorfia di chi non ha tempo da perdere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giulia prova un impulso irrefrenabile di <\/em><em>sorridere <\/em><em>per l\u2019assurdit\u00e0 di quella scena.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si siede al tavolo. L&#8217;AD smette la sua aria d\u2019impazienza e inizia a descrivere i <\/em><em>suoi progetti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Giulia lo ascolta, ma le sue dita, sotto il tavolo, cercano il manico dell&#8217;ombrello appoggiato alla sedia. Sente i graffi sulla plastica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L&#8217;AD (50)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cGiulia, mi segui?\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>GIULIA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNo\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cNon credo <\/em><em>in <\/em><em>questo progetto. \u00c8 solo carta\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si alza e va via senza salutare, senza spiegazioni, lascia l\u2019investitore e l\u2019ombrello, camminando verso casa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. MARCIAPIEDE MILANO \u2013 MATTINA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il cielo \u00e8 color perla, lavato dalla pioggia. Il portiere dell\u2019hotel estrae l\u2019ombrello dal portaombrelli dorato, lo mette fuori, pronto per lo smaltimento.<\/p>\n\n\n\n<p>PIETRO (6), stivaletti gialli, esplora le pozzanghere. Guarda l\u2019ombrello come un tesoro naufragato.<\/p>\n\n\n\n<p>PIETRO<\/p>\n\n\n\n<p>(grida)<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMamma, guarda! Un\u2019astronave!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Afferra l\u2019ombrello con entrambe le mani. Lo apre con uno sforzo che gli fa arrossire le guance e il suono della tela che si tende diventa un razzo incandescente.<\/p>\n\n\n\n<p>La madre lo richiama, ma sorride vedendo l\u2019entusiasmo del figlio, che fa roteare l&#8217;ombrello nell&#8217;aria ormai tersa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>EXT. SCUOLA \u2013 MATTINA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pietro chiude con cura l\u2019ombrello e lo infila tra le sbarre della cancellata, accanto a una siepe di alloro.<\/p>\n\n\n\n<p>Saluta la madre, entra.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60235\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60235\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOGGETTO Una citt\u00e0 italiana \u00e8 colpita da tre giorni di pioggia continua. 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