{"id":60160,"date":"2026-05-28T17:52:06","date_gmt":"2026-05-28T16:52:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60160"},"modified":"2026-05-28T17:52:08","modified_gmt":"2026-05-28T16:52:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-gemello-nella-cassapanca-di-julian-canettieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60160","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il gemello nella cassapanca&#8221; di Julian Canettieri"},"content":{"rendered":"\n<p>Avr\u00e0 avuto tredici o quattordici anni, Roberto, quando aveva deciso di chiudere suo fratello gemello in una cassapanca. Era rientrato in casa con quell\u2019enorme baule e l\u2019aveva sistemato in mezzo alla stanza. Aveva messo dei cuscini e una copertina sul fondo, avendo cura a posizionarli in modo comodo, e aveva invitato Riccardo a sedersi dentro. Il gemello aveva subito obbedito e Roberto aveva chiuso il coperchio sopra di lui, il tempo di lanciarsi uno sguardo reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p>In casa, nessuno aveva posto domande. I genitori cenarono guardando la televisione e Roberto fin\u00ec il merluzzo gratinato e i fagiolini in silenzio, ascolt\u00f2 distrattamente qualche notizia al telegiornale, poi se ne torn\u00f2 su, con un piatto per Riccardo. Apr\u00ec il baule e gli diede la cena, l\u2019unico pasto di quel giorno. C\u2019era luce fuori, ancora non era calato il buio della sera, mentre Riccardo mangiava con calma il pesce. Roberto attendeva paziente, seduto sul bordo di legno della cassapanca, le gambe penzoloni, la schiena incurvata per mantenere l\u2019equilibrio. Scambiarono qualche parola, parlarono distrattamente del pi\u00f9 e del meno, poi Roberto richiuse la cassapanca e rimase a guardarla un po\u2019. Pass\u00f2 addirittura la mano sul legno, per sentirne l\u2019intaglio artigianale, e la consistenza calda e morbida.<\/p>\n\n\n\n<p>And\u00f2 a dormire tardi, quella sera.<\/p>\n\n\n\n<p>Era rimasto a guardare le doghe del letto a castello sopra il suo, quello che era stato del fratello, prima della sua nuova sistemazione. Aveva messo un po\u2019 di musica che cambiava nervosamente dal suo telefono.<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 la cassapanca. Per un attimo rimase in ascolto, cercando di cogliere tra le note della chiassosa canzone qualche segno di lui. Ma non lo sent\u00ec. Subito ebbe come un moto di terrore: e se gli fosse successo qualcosa?<\/p>\n\n\n\n<p>Corse verso la cassapanca e apr\u00ec il coperchio: suo fratello dormiva sereno, sdraiato sul fianco. Roberto trasse un sospiro di sollievo. Sentiva il proprio cuore battere, o forse era quello del gemello?<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo, Roberto fu premuroso: and\u00f2 al negozio a comprare con la sua paghetta il loro fumetto preferito. Ne compr\u00f2 due copie uguali, evento straordinario giacch\u00e9 di solito sua madre ne comprava sempre una sola e loro lo leggevano a turni se avevano litigato, oppure insieme, se quel giorno andavano d\u2019accordo. Apr\u00ec il coperchio del baule e mostr\u00f2 fiero il Naruto. Riccardo sorrideva. Nonostante ne avessero due copie, lessero dalla stessa, entrambi stretti dentro al baule. La coperta di flanella sul fondo faceva da materasso, mentre Roberto sentiva le sue spalle compresse, tra le pareti in legno e suo fratello. Mangiavano popcorn, patatine e tacos, e bevevano coca cola \u2013 poggiata fuori dal baule, cos\u00ec che ogni volta dovevano alzarsi, uscire, bere e rientrare.&nbsp; Quella sera, Roberto dorm\u00ec con il fratello, nel baule, il coperchio ben chiuso. Ma durante la notte, si risvegli\u00f2 e non riusc\u00ec a riprendere sonno per cui si alz\u00f2, richiuse dolcemente la cassapanca e si mise a letto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando sua madre o suo padre entravano nella stanza, per pulire o per raccomandarsi di qualcosa, come andare a letto presto, spegnere la luce, svegliarlo e cos\u00ec via, notavano la cassapanca, ma non chiedevano nulla. Mai domandavano di suo fratello, se non quando Roberto per un motivo o per l\u2019altro, accennava qualcosa. Allora, vagamente, gli chiedevano se stesse bene e se avesse bisogno di qualcosa. Ma pi\u00f9 tempo passava, meno si interessavano. E cos\u00ec dopo qualche mese, Roberto diventava l\u2019unico a occuparsi di Riccardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad ogni modo, i due, complice una vita passata assieme, avevano sviluppato un insieme di segnali, con i quali comunicavano rapidamente. Se aveva sete, un tocco lieve con la mano. Roberto accorreva subito, apriva il baule, prendeva la brocca d\u2019acqua che teneva sempre l\u00ec a fianco e lo faceva bere. Da quando Riccardo era nella cassapanca, la sua sete era aumentata esponenzialmente e ogni mezz\u2019ora Roberto sentiva il tocco della mano sfiorare il legno. C\u2019erano poi altri codici: doppio battito per uno spuntino (Roberto non dimenticava mai i pasti principali, che per praticit\u00e0 gli dava ora sempre allo stesso orario). Un colpo violento col piede se si annoiava (segnale, questo, nato per caso, probabilmente da un attacco di stizza). Tamburellava con le unghie una canzoncina quando voleva attenzioni, e Roberto rispondeva tamburellando a sua volta su qualunque cosa fosse a portata di mano, le doghe del letto di sopra, la scrivania dove studiava, il joystick mentre giocava alla Play. Inventavano melodie o riproducevano canzoni conosciute, poi si divertivano a farle indovinare all\u2019altro. Certe volte la sera nel letto, prima di dormire, lo sentiva graffiare il legno per qualche minuto, segno di nervosismo. Roberto si girava sul fianco, sistemava il cuscino e dopo poco il rumore smetteva.<\/p>\n\n\n\n<p>Era giugno e fuori c\u2019era il sole, quando Roberto aveva invitato i suoi amici a casa. I genitori sarebbero stati fuori a cena e i ragazzi mangiarono la pasta che la mamma aveva cucinato per tutti. Quel giorno, Roberto aveva deciso di spostare la cassapanca sul fondo della stanza, e, per assicurarsi che non accadesse nulla, aveva comprato un lucchetto e aveva sigillato il baule. Aveva poi nascosto la chiave sotto al lavello in bagno, dietro al sotto mobile, che si era staccato e ballava. Arrivati in casa, i ragazzi si misero subito a mangiare (uno di loro aveva portato due birre che aprirono e si divisero) e quando ebbero finito andarono in stanza a giocare alla Playstation.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe c\u2019\u00e8 l\u00e0?\u201d, chiese distrattamente Mirko, un ragazzo esile e con gli occhi vispi e rapidi. Roberto fece finta di niente e si concentr\u00f2 sullo schermo, muovendo il joystick e accompagnando il movimento con il corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuarono a giocare per un po\u2019, poi decisero di guardare qualcosa. Roberto rimase in piedi a scorrere i titoli, mentre gli altri, comodi, commentavano le scelte. Quando propose Naruto, il cartone animato, per\u00f2, sotto la canzone si sent\u00ec un tonfo.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi ammutolirono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa \u00e8 stato?\u201d, chiese subito Mirko.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto finse di non sentire e mise Naruto, la cui saga part\u00ec immediatamente. Dopo qualche minuto, per\u00f2, si sent\u00ec battere di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>I ragazzi si guardavano tra di loro, un po\u2019 straniti. Roberto alz\u00f2 il volume e richiam\u00f2 l\u2019attenzione su una scena.<\/p>\n\n\n\n<p>La serata continu\u00f2 senza che Riccardo diede ulteriori segnali.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi, quando i suoi amici se ne furono andati, Roberto apr\u00ec la cassapanca, temendo che suo fratello andasse su tutte le furie, e gli chiese perdono innumerevoli volte, ma Riccardo non solo non era arrabbiato, ma anzi lo consolava, carezzandolo sulle spalle e dicendogli che no, non faceva niente. Poco dopo, Roberto volle che suo fratello tornasse nel baule a dormire. Richiuso il coperchio, si mise a guardare l\u2019ultimo episodio di stagione sdraiato sulla pancia, sorreggendosi la testa con le mani e con le gambe piegate in modo da tenere i piedi in aria.<\/p>\n\n\n\n<p>Accadde che in autunno Roberto si fidanz\u00f2. Lei era pi\u00f9 grande ed esperta e, mentre si baciavano, all\u2019uscita di scuola, dietro a un vecchio palazzo, Roberto pens\u00f2 subito a raccontare tutto al fratello. Nei mesi successivi, per\u00f2, Roberto e Arianna cominciarono a frequentarsi pi\u00f9 spesso e lei fece di lui un uomo \u2013 o almeno cos\u00ec aveva l\u2019impressione lui: un adulto, si diceva. Sto diventando adulto. Smise di giocare alla Play, vedeva meno i suoi amici e raramente la sera si fermava a parlare con Riccardo, al quale apriva solo per dargli il cibo e poi tornava alla scrivania a fare i compiti o a leggere. Riccardo non protest\u00f2 mai, anzi, era felice di saperlo impegnato e nei pochi spazi che gli venivano concessi, accennava qualche domanda, subito evasa da Roberto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo Natale Arianna chiese a Roberto di andare a passare qualche giorno a casa al lago, solo loro due, per godersi il resto delle vacanze. Roberto acconsent\u00ec e i genitori furono contenti di saperlo in buone mani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni tanto Roberto pensava con fastidio a suo fratello, chiuso nel baule e si dannava, ora, di doversene prendere cura. Che andasse dove gli pare! Pensava, ma poi subito si distraeva con il corpo sinuoso di Arianna.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando, davanti a un lago che si colorava dei riflessi dei fuochi d\u2019artificio che esplodevano in aria, a Roberto venne voglia di vedere suo fratello, salut\u00f2 Arianna, piantandola l\u00ec, senza ulteriori spiegazioni e torn\u00f2 in fretta e furia a casa. Apr\u00ec il baule, al quale, si accorse, aveva dimenticato di apporre il lucchetto: dentro, Riccardo giaceva morto.<\/p>\n\n\n\n<p>Sollev\u00f2 il suo corpo esanime e lo pose sul letto. Rimase a lungo a guardarlo, mentre le luci pirotecniche penetravano nella stanza, attraverso le tende, illuminandola di infiniti colori. Rimase a lungo a osservare il fratello disteso in modo innaturale sul letto e, dopo poco, finirono anche i fuochi. Ora Riccardo era pi\u00f9 bianco e pallido che mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto si sedette ai piedi del letto e tenne il gemello per mano, finch\u00e9 non gli venne sonno. Apr\u00ec la cassapanca, si sdrai\u00f2 dentro, chiuse il coperchio e in pochissimo si addorment\u00f2.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60160\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60160\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avr\u00e0 avuto tredici o quattordici anni, Roberto, quando aveva deciso di chiudere suo fratello gemello in una cassapanca. 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