{"id":60125,"date":"2026-05-28T22:07:45","date_gmt":"2026-05-28T21:07:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60125"},"modified":"2026-05-28T22:07:47","modified_gmt":"2026-05-28T21:07:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-childrens-corner-di-elisa-faso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60125","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Children&#8217;s corner&#8221; di Elisa Faso"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\">Ridere, come ride un bambino e sentirsi felice, come gli innamorati. Vivere semplicemente di poche note e colori e non chiedersi cosa ci sar\u00e0 domani, n\u00e9 cosa c&#8217;\u00e8 stato ieri. Solamente suonare. Questo era il pianista. Viveva del sole che si insinuava fra i tasti del pianoforte, con cui spesso parlava. Li fissava quei tasti a lungo, come per decifrare una melodia gi\u00e0 scritta che era l\u00ec davanti a lui; bastava solo che la leggesse. Solo che oggi non ci riusciva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">-Che guardi, pap\u00e0?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">I capelli perfettamente pettinati a caschetto come una bambola di porcellana, il vestito fresco di bucato, la piccola figlia arriv\u00f2 ad appoggiarsi sulle gambe del pianista. Lui la guard\u00f2 e l&#8217;immagine delle sue manine sul piano lo fecero sorridere: avrebbe preso a malapena una quarta.&nbsp;Un&#8217;inezia per lui che riusciva ad andare ben oltre l&#8217;ottava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Parlo col pianoforte, piccola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Davvero? Perch\u00e9?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Era molto stupita, forse perch\u00e9 non l&#8217;aveva mai sentito rispondere il piano. Almeno a parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">-Beh&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Come spiegare qualcosa che non si capisce neanche noi?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Devi sapere che quando il pap\u00e0 scrive la musica, non \u00e8 che fa tutto da solo, anzi molto spesso non sa proprio come fare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">L\u2019attenzione dei bambini \u00e8 veramente sconcertante, soprattutto quando ti fissano con quegli occhi sgranati e serissimi, come ora faceva Jolie con il padre; per questo lui si sentiva a disagio.&nbsp;Gli sfugg\u00ec un sospiro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Allora ho bisogno di una mano: mi metto seduto qui davanti e chiedo al pianoforte cosa ha da dirmi; se vuole, lui mi prende le mani, le posa sui tasti e le dita iniziano a prudere. Tu cosa fai quando ti prudono le mani?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Le gratto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La risposta era tanto giusta quanto totalmente fuori tono, ma il pianista pens\u00f2 che non si pu\u00f2 ridere quando una bambina si impegna con tanto sforzo. Jolie lo guardava attenta, chiss\u00e0 cosa pensava. Il padre intu\u00ec che probabilmente la bimba si immaginava di scoprire un prezioso segreto; lui invece si sentiva molto stupido.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Io invece le muovo, le muovo sui tasti e da l\u00ec inizia la musica. E dalla musica il mio lavoro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Ancora con gli occhi sgranati, fissa su di lui, Jolie non sembrava affatto convinta.&nbsp;Aspettava. Aspettava un chiarimento, era ovvio. Il pianista sospir\u00f2 ancora, questa volta seccato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Allora facciamo un esempio: quando devi leggere uno di quei libri di favole, tu come fai?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jolie guard\u00f2 i tasti, ma in realt\u00e0 era il libro che vedeva davanti a s\u00e8. Il suo dito scorreva lungo la tastiera mentre rifletteva, le labbra strette nello sforzo di ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">-Lo apro, inizio a leggere e metto il dito sul rigo. Quando mi fermo, guardo le figure.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">-E\u2019 dura vero? Tutte quelle frasi lunghe, quelle parole difficili. Magari la prima volta non lo capisci molto, non \u00e8 vero?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; S\u00ec, un po&#8217;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Ecco, per me \u00e8 quasi uguale: all&#8217;inizio non intendo niente, ho una grossa confusione in testa e devo leggere e rileggere i tasti, altrimenti non capisco. Poi tutto ad un tratto, riesco a vedere le figure: magari il mare, le onde e sento anche l&#8217;acqua che si muove. \u00c8 a quel punto che mi iniziano a prudere le dita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; E le muovi sui tasti?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Brava, \u00e8 proprio cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; E il rumore dell&#8217;acqua?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Come?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; E il rumore dell&#8217;acqua&#8230;. Che te ne fai?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Beh&#8230; quello lo metto dentro alla musica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Aaahhh&#8230;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Questa volta Jolie sembrava pi\u00f9 convinta, anche se non del tutto. Il padre si disse che in fondo lui di meglio non riusciva a fare. Alz\u00f2 le spalle senza nemmeno accorgersene, ma quel gesto non sfugg\u00ec alla bambina, che sorrise. Voleva farlo contento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Jolie era rimasta piuttosto colpita dalla storia che il padre le aveva raccontato. Era tornata dalla madre che si era subito accorta della seriet\u00e0 della bambina e le aveva chiesto cos&#8217;era successo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Il pap\u00e0 era davanti al pianoforte. Mi ha spiegato che per suonare si deve imparare a leggere bene.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La mamma rimase un attimo ferma: voleva fare altre domande, ma la piccola era corsa dietro al gatto di casa ridendo, gi\u00e0 presa dai suoi giochi. Non le avrebbe pi\u00f9 risposto ormai. Si ripromise di chiedere pi\u00f9 tardi spiegazioni al marito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Il pianista intanto rimaneva muto e, \u00e8 il caso di dirlo, cieco e sordo davanti al suo strumento. Solo tasti bianchi e neri, niente scogliere, niente sirene. Il pianoforte non parlava. Passavano i giorni e nessuno dei due diceva qualcosa, il che \u00e8 veramente irritante per un artista. Mettersi l\u00ec e non sapere cosa fare, sentirsi vuoto dentro e soprattutto non riuscire a concentrarsi su una cosa che sia una. Il pianista scuoteva la testa sconsolato, scivolando in una micidiale crisi creativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che usciva dalle sue dita gli sembrava fango, altro che onde del mare. E lui si sentiva come un rospo che si muove goffamente nella melma. Pi\u00f9 provava e pi\u00f9 si irritava. Il pianista si alz\u00f2 dal pianoforte e si mise a guardare fuori dalla finestra. Per oggi non avrebbe ricavato niente da quella tastiera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">A Jolie non era permesso disturbare il padre, se questo era nervoso per il lavoro, cos\u00ec le aveva detto la mamma. Ma lei voleva aiutarlo, visto che il pianoforte non lo faceva. Cos\u00ec un pomeriggio era entrata nello studio di nascosto, mentre tutti pensavano che stesse dormendo. Si era avvicinata al piano e il pap\u00e0 le sembrava enorme, ancora di pi\u00f9 perch\u00e8 era seduto su di un piccolo sgabello.&nbsp;La testa appoggiata sulle braccia incrociate lungo la tastiera del pianoforte, dormiva, o almeno cos\u00ec sembrava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Pap\u00e0!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">No, non dormiva perch\u00e8 alz\u00f2 subito la testa, lentamente. Come era triste!<\/p>\n\n\n\n<p>Jolie lo guardava con occhi bassi: aveva paura della sua irritazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">&#8211; Io so che non ti devo dare noia, ma ho pensato: se tu non riesci pi\u00f9 a leggere il piano, perch\u00e9 non riprovi a leggere i libri? Magari potresti leggere il mio, ci sono anche le figure.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La piccola allung\u00f2 le sue manine che contenevano a fatica un volume con la copertina rigida. Alto e grosso sull&#8217;illustrazione pricipale presentava un piccolo anatroccolo grigio che spuntava da un ciuffo d&#8217;erba.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Al padre vennero le lacrime agli occhi: capiva che la bimba ci aveva pensato a lungo. Non sapeva come fare a dirle di no.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\"><a><\/a> &#8211; Grazie amore mio, sei stata molto brava. \u00c8 un&#8217;ottima idea. Lascia il libro e torna subito in camera tua che altrimenti la mamma si arrabbia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Era un sorriso splendente quello di Jolie: si sentiva fiera di essere utile al padre; ora s\u00ec che aveva un ruolo in famiglia! Se ne and\u00f2 lasciandogli un bacio sulla guancia e un libro dalla copertina colorata. Il padre la vide uscire e si ritrov\u00f2 di nuovo solo; tanto valeva leggere. Part\u00ec dal primo racconto &#8220;Doctor Gradus ad Parnassum&#8221; e poi pass\u00f2 al secondo e cap\u00ec che sua figlia gli aveva dato un\u2019ottima idea. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Le immagini si moltiplicarono a milioni davanti ai suoi occhi e le mani fremevano verso i tasti. Doveva assolutamente suonare il piano che pareva avesse riacquisito parola, perch\u00e9 parlava e parlava e non riusciva a farlo stare zitto. Il pianista era partito, sapeva adesso cosa fare e quando fin\u00ec alcune settimane dopo, pens\u00f2 che sua figlia si meritava un regalo, che forse non avrebbe capito subito, ma che avrebbe compreso in seguito. Decise di dedicarle la sua ultima opera: children&#8217;s corner.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60125\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60125\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ridere, come ride un bambino e sentirsi felice, come gli innamorati. 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