{"id":60108,"date":"2026-05-28T15:38:46","date_gmt":"2026-05-28T14:38:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60108"},"modified":"2026-05-28T15:38:47","modified_gmt":"2026-05-28T14:38:47","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-pomodori-verdi-di-patrizia-di-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60108","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Pomodori Verdi&#8221; di Patrizia Di Forte"},"content":{"rendered":"\n<p>La Signora Marisa stava mettendo sottaceto i pomodori verdi. Ne aveva gi\u00e0 fatti entrare tre&nbsp; chili nei vasi. Il notiziario del giorno prima &nbsp;aveva detto che gli agricoltori sarebbero stati duramente colpiti dal maltempo e la cosa avrebbe fatto schizzare i prezzi alle stelle. Al negozio poi aveva sentito che ormai non se ne trovavano pi\u00f9 e nelle ultime settimane li vendevano al doppio dell&#8217;anno scorso. Gli&nbsp;agricoltori per\u00f2 non ci avrebbero guadagnato nulla. Lo sanno tutti che sono i negozianti a farci i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si considerava fortunata ad averne ancora un bel po&#8217; da invasare. La sera prima si era messa il parka e i guanti da lavoro e aveva raccolto nell\u2019orto tutti quelli che poteva, pi\u00f9 di due ceste.<\/p>\n\n\n\n<p>Riusciva a sollevarle anche da sola le ceste piene, quella sera per\u00f2 aveva chiesto a Franco di portargliele dentro. Lui mugugnava sempre, ma in cuor suo era contento &nbsp;quando lei gli chiedeva qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un po\u2019 di tempo la&nbsp;Signora Marisa era preoccupata. Le notizie non erano buone per niente. Lei lo sapeva bene. Si comincia cos\u00ec e poi le cose precipitano all\u2019improvviso e succede qualcosa di grosso. Meglio essere preparati. Poteva scoppiare una guerra, oppure una pandemia. Magari ci sarebbe stato da restare chiusi in casa per chiss\u00e0 quanto tempo, e allora avere una dispensa ben fornita diventava importante.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi Giulio poteva tornare a casa in qualsiasi momento. Lui era goloso delle sue conserve e&nbsp; per i pomodori verdi andava proprio matto. Per\u00f2 era da &nbsp;un po\u2019 che non si faceva vedere. Certo aveva il lavoro e la sua vita in citt\u00e0, ma&nbsp; aveva litigato di nuovo con il padre, anche se Franco non voleva parlarne. Era una storia vecchia. Non erano mai andati d\u2019accordo. Questa volta per\u00f2 doveva essere stato peggio delle altre, perch\u00e9 da mesi non rispondeva neppure al telefono. Ma lui era fatto cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019estate la Signora Marisa aveva lavorato sodo per mettere in vaso le verdure dell\u2019orto. Franco per\u00f2 continuava a dirle di non stancarsi. \u00abChi se la mangia tutta questa roba?\u00bb Continuava a ripeterle che Giulio non sarebbe tornato pi\u00f9. Per lui era morto e ogni volta che lo diceva a lei veniva un gran mal di testa. La rabbia le saliva sorda e avrebbe voluto solo che la smettesse di tormentarla con quei discorsi senza senso. Un figlio \u00e8 un figlio, che diamine! Aveva provato pi\u00f9 volte a chiedergli spiegazioni. Lui per\u00f2 le diceva cose che lei non riusciva a capire. Poi se ne andava in salotto, accendeva la televisione e non si faceva pi\u00f9 sentire per ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec lei continuava a raccogliere, lavare, sbollentare e stipare nei vasi ogni tipo di verdura, preparare ogni tipo di marmellata, riempire il congelatore con provviste di ogni genere. Lavorare la faceva stare meglio. E se era occupata non pensava. Perch\u00e9 quando pensava da un po\u2019 di tempo non riusciva a mettere bene insieme le cose, e questo la preoccupava un po\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec perch\u00e9 in casa era sempre stata lei a usare la testa. Franco usciva al mattino per andare al lavoro in quella fabbrica in fondo al paese e tornava la sera. Era lei che curava l\u2019orto, si occupava del figlio, della scuola, della casa, faceva in modo che non mancasse mai niente e che nessuno di accorgesse dei salti mortali che doveva fare&nbsp; ogni mese con quel misero stipendio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora Giulio se n\u2019era andato e Franco era&nbsp; in pensione.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche volta lui avrebbe voluto portarla fuori .- Ti devi distrarre un po\u2019 diceva &#8211; Ma lei non aveva bisogno di distrarsi. E poi l\u00e0 fuori non c\u2019era proprio niente di interessante. Meglio stare a casa e fare qualcosa di utile. Cos\u00ec lui mugugnava,&nbsp; poi affondava di nuovo nel divano&nbsp; davanti alla televisione e lei tornava ai suoi vasi.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte le avrebbe fatto&nbsp; piacere che lui l\u2019aiutasse di pi\u00f9, anche se a dire il vero quando c\u2019era da fare qualche lavoro pesante non si tirava indietro. Da quando era andato in pensione per\u00f2&nbsp; si era impigrito. E poi prima era molto pi\u00f9 allegro. Chiacchierava volentieri e qualche volta la domenica usciva per passare qualche ora al bar con gli amici.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi doveva essere successo qualcosa che gli aveva cambiato l\u2019umore. Era diventato taciturno e triste. Marisa a volte si chiedeva perch\u00e9, le sembrava di ricordare qualcosa, ma poi la sua mente si perdeva, cos\u00ec preferiva non insistere, perch\u00e9 la testa incominciava di nuovo a farle male.<\/p>\n\n\n\n<p>Si rifugiava in cucina, accendeva la piccola televisione che Giulio le aveva regalato anni fa con il primo stipendio e seguiva le notizie. Le piaceva essere informata ma guardava anche volentieri i programmi di viaggio. Non aveva potuto studiare e&nbsp; non si era mai allontanata da quel paese e da quella casa, ma avrebbe voluto farlo e le sarebbe piaciuto&nbsp; conoscere il mondo.&nbsp; E poi il silenzio da un po\u2019 di tempo era fastidioso, persino inquietante. Una volta non era cos\u00ec. Apriva la finestra e ascoltava volentieri il canto degli uccelli. Ora nella sua testa arrivano strane suggestioni che lei non voleva ascoltare. Ma con la televisione accesa le cose andavano meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Era quasi ora di cena. Aveva preparato la minestra, come ogni sera. La casa era triste senza Giulio, e a pensarci bene lui mancava da troppo tempo. Avrebbe voluto che qualcuno capisse quanto le mancava. Forse Franco avrebbe dovuto&nbsp; andare a parlargli per convincerlo a tornare. Perch\u00e9 qualunque cosa fosse successa tra loro poteva essere sistemata.<\/p>\n\n\n\n<p>Doveva chiedergli di farlo. Con calma. Senza litigare. Dirgli semplicemente \u00abVorrei che tu chiedessi a tuo figlio di tornare a casa, perch\u00e9 io sono stanca di aspettarlo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non ci aveva pensato prima? Si asciug\u00f2 le mani nel grembiule, spense la televisione e and\u00f2 in sala. In fondo Franco era un brav\u2019uomo e a Giulio ci teneva quanto lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui la vide entrare e pos\u00f2 in fretta la foto del figlio sul tavolino,&nbsp; ma alla Signora Marisa non sfuggiva niente, e si sent\u00ec incoraggiata ad andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVedi che manca anche a te. Proprio di questo volevo parlarti. Perch\u00e9 non vai da lui? Digli di tornare a casa. Da troppo tempo non si fa vedere n\u00e9 sentire. Se avete litigato per qualche motivo che io non so, metteteci una pietra sopra e fatela finita. Per favore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui la guard\u00f2 con dolcezza. \u00abVieni qui, siediti un momento vicino a me. Vuoi?\u00bb Lei si stup\u00ec di quel tono. Da quanto tempo non le parlava cos\u00ec? Si avvicin\u00f2 al divano, e si sedette sul bordo del cuscino, come a dire di sbrigarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAllora, lo farai?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLo faremo insieme. Domani mattina. Ora stai tranquilla e vai a preparare la cena. Questa sera apriremo una bottiglia di vino, di quello buono\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Marisa non riusciva a capire la strana luce che vedeva&nbsp; nei suoi occhi, ma prefer\u00ec non indagare. Con delicatezza sfil\u00f2 la mano che lui aveva afferrato per un attimo, si alz\u00f2 e si ricompose.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie. Allora vai a prendere il vino. La minestra \u00e8 quasi pronta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella notte per\u00f2 non riusc\u00ec a prendere sonno. Forse era l\u2019emozione, o l\u2019inquietudine. E poi c\u2019era sempre quella strana confusione nella sua testa, come se le stesse sfuggendo qualcosa di importante. Alle sei era gi\u00e0 in cucina a preparare la colazione. Voleva avere il tempo di vestirsi bene, e di sistemarsi i capelli, perch\u00e9 Giulio non doveva vederla in disordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Franco era silenzioso. Forse preoccupato per quell\u2019incontro. Ma lei era troppo agitata per accorgersene.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSei sicuro che lo troveremo?\u00bb \u00abS\u00ec, certo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La giornata era grigia e stava per piovere. Le nuvole si stavano accumulando contro la collina, basse e minacciose. Faceva freddo. Le previsioni del tempo lo avevano detto. Ormai non sbagliavano pi\u00f9. La signora Marisa sal\u00ec in macchina. Erano mesi&nbsp; che non usciva e quasi le faceva piacere muoversi un po\u2019. Attraversano il paese ancora addormentato in quella domenica d\u2019autunno. Franco guidava silenzioso. Non aveva fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSbrigati o rischiamo di non trovarlo pi\u00f9 in casa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui non rispose.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo al paese c\u2019era una strada secondaria. Lui la imbocc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDove stai andando? Non possiamo fermarci adesso, semmai lo faremo al ritorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Lui rest\u00f2 in silenzio e prosegu\u00ec fino al cancello. Non c\u2019era ancora nessuno in giro. Gli piaceva venirci a quell\u2019ora, quando in quel luogo regnava il silenzio. E la pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferm\u00f2 e scese dalla macchina. Lei esit\u00f2. Le stava tornando quel brutto mal di testa e non riusciva a capire perch\u00e9. Franco la prese per mano e le disse \u00abAndiamo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La Signora Marisa era immobile sul sedile. Da qualche parte, dentro di lei, c\u2019era sempre stata l\u2019orrenda certezza che quel momento prima o poi sarebbe arrivato. Ora ricordava una telefonata, lo sguardo smarrito di Franco, le sue parole. Un dolore acuto, proprio in mezzo al petto. Poi pi\u00f9 nulla. Non sapeva per quanto tempo era rimasta incosciente. Sapeva solo che quando era tornata a casa Giulio non c\u2019era pi\u00f9, e lei non capiva perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>In silenzio strinse la mano di Franco e si incammin\u00f2 con lui lungo il viale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60108\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60108\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Signora Marisa stava mettendo sottaceto i pomodori verdi. 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