{"id":60095,"date":"2026-05-27T22:56:17","date_gmt":"2026-05-27T21:56:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60095"},"modified":"2026-05-27T22:56:18","modified_gmt":"2026-05-27T21:56:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-un-giorno-ancora-di-piero-fittipaldi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60095","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Un giorno ancora&#8221; di Piero Fittipaldi"},"content":{"rendered":"\n<p>La sua destinazione&nbsp;distava&nbsp;ancora&nbsp;qualche&nbsp;decina&nbsp;di metri.&nbsp;Li percorse&nbsp;fino a trovare&nbsp;l&#8217;indirizzo che&nbsp;cercava.&nbsp;Su una porta a vetri accessibile direttamente dalla&nbsp;strada, vide l&#8217;insegna:&nbsp;<em>Divina Dafne &#8211; carte, tarocchi, magificii<\/em>.&nbsp;Diceva proprio cos\u00ec: magificii.<\/p>\n\n\n\n<p>Si ferm\u00f2 un attimo, cercando di scorgere&nbsp;qualcosa, ma il vetro smerigliato&nbsp;le&nbsp;impediva di intuire&nbsp;cosa la&nbsp;aspettasse.<\/p>\n\n\n\n<p>Tir\u00f2\u00a0un respiro\u00a0e\u00a0buss\u00f2 il campanello. Chiss\u00e0 che si era aspettata, invece il suono fu quello di un campanello\u00a0qualsiasi\u00a0e\u00a0all&#8217;ingresso era\u00a0seduta\u00a0una\u00a0segretaria\u00a0qualsiasi, che la accolse con un sorriso\u00a0qualsiasi.\u00a0Tutta quella qualsiasitudine la aiut\u00f2 a zittire, almeno in parte,\u00a0l&#8217;idea che stesse facendo qualcosa di stupido.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ho un appuntamento,&nbsp;sono un po&#8217; in anticipo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Non si preoccupi, la maga \u00e8 libera,&nbsp;la ricever\u00e0 subito. Ha portato il necessario?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ho&nbsp;tutto qui&#8221;, disse indicando il&nbsp;rigonfiamento nella borsa che la accompagnava da quando era uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>La segretaria\u00a0spar\u00ec in una porta, lei ne approfitt\u00f2 per guardarsi intorno. Un\u00a0portariviste, dei quadri astratti, delle poltroncine. Il massimo dell&#8217;eccentricit\u00e0 era\u00a0un\u00a0grande\u00a0tarocco dipinto a mano\u00a0sulla parete.\u00a0&#8220;Il\u00a0matto&#8221;, diceva la targhetta. Un po&#8217; come lei a credere a quello che prometteva il sito web della maga: &#8220;Vuoi\u00a0trascorrere un giorno ancora con\u00a0un tuo\u00a0caro defunto? Fissa\u00a0un appuntamento,\u00a0apparizione garantita&#8221;. Comunque ora lei era l\u00ec. Mentre non c&#8217;erano teste vud\u00f9, pozioni fumose o buio inquietante: decisamente un altro posto rispetto a\u00a0quanto immaginato.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo accarezzava quell\u2019idea\u00a0assurda\u00a0quanto affascinante. Trascorrere un giorno, un altro ancora, con chi non c\u2019era pi\u00f9. Impossibile, certo. Ma se invece\u00a0fosse esistito un modo per evocare, stringere e infine salutare, questa volta come si deve, chi \u00e8 andato via troppo presto, o troppo male, o quando eravamo semplicemente troppo impreparati, non valeva la pena\u00a0tentare?<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il nonno non si alzava quasi pi\u00f9 dal letto, e lei era abbastanza piccola da non capire quanto questo fosse grave, lui le aveva detto,&nbsp;steso in quella stanza &#8211; che come al solito odorava di pipa&nbsp;anche se l\u2019ultima fumata risaliva ad anni prima &#8211;&nbsp;che presto sarebbe andato via e non avrebbero potuto pi\u00f9 giocare a tris, come facevano di solito, n\u00e9 completare le parole crociale&nbsp;rimaste in sospeso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta&nbsp;il nonno&nbsp;le suggeriva, lettera per lettera, la parola esatta da scrivere&nbsp;nei riquadri bianchi.&nbsp;Chiss\u00e0 come,&nbsp;per\u00f2, riusciva sempre&nbsp;a farle&nbsp;credere che fosse stata lei a indovinarla. Anche quelle che non aveva mai sentito nominare prima. L&#8217;aveva capito anni dopo, quando le capit\u00f2 davanti agli occhi un cruciverba con la stessa definizione.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Cinque verticale: Waterloo fu la sua disfatta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei fingeva di pensarci su, mentre aspettava che arrivassero puntuali i suggerimenti del nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Na&#8230; Po&#8230;.Le\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Napoleno?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;No, Na-po-le-on&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Napoleone?&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Brava, ma come fai? Questa non la&nbsp;sapevo nemmeno io&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la consapevolezza di una cosa del genere, cos\u00ec piccola, eppure enorme, si capisce bene&nbsp;che avrebbe voluto rivederlo. E abbracciarlo. E ringraziarlo. Per questo, per l\u2019odore&nbsp;della sua acqua di colonia e per un mucchio di altre cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec,\u00a0crescendo, l&#8217;idea di poter trascorrere un altro giorno insieme al nonno era\u00a0diventato un pensiero\u00a0silenzioso\u00a0ma costante.\u00a0D&#8217;altra parte ognuno ha il suo. Come chi, con la stessa tenacia di quando\u00a0era bambino,\u00a0continua ad attraversare\u00a0la strada toccando solo le\u00a0strisce\u00a0bianche. Basta\u00a0guardarsi intorno per notare, tra decine di gambe, quelle che si allungano\u00a0per calpestare solo le\u00a0linee\u00a0bianche. Magari, spostando lo sguardo un po&#8217; pi\u00f9 su, fino\u00a0alla faccia\u00a0a\u00a0cui quei passi appartengono, se ne potrebbe potrebbe cogliere anche il rammarico quando, per distrazione o per un errato calcolo delle distanze,\u00a0il piede\u00a0appoggia solo\u00a0in\u00a0parte sul colore giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua striscia bianca, quella che si trovava sempre a calpestare sotto i pensieri, era quella. Passare ancora un giorno con il nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>La maga\u00a0la accolse nel suo studio\u00a0con un sorriso un po&#8217; meno qualsiasi della segretaria, affabile e rassicurante.\u00a0Dopo i convenevoli, le chiese\u00a0di descrivergli il defunto\u00a0e\u00a0si fece consegnare\u00a0gli oggetti\u00a0necessari. La ragazza apr\u00ec la borsa mostrandole una\u00a0vecchia foto\u00a0sgualcita\u00a0in cui\u00a0il\u00a0nonno, seduto sulla sua poltrona di pelle, leggeva un libro avvolto da una nuvola di fumo. Le consegn\u00f2 anche la sua pipa,\u00a0l\u2019oggetto\u00a0personale\u00a0indispensabile per il rito.\u00a0La conversazione continu\u00f2\u00a0ancora\u00a0per un po\u2019,\u00a0mentre\u00a0la maga segnava scrupolosamente tutto quello che la ragazza diceva. La salut\u00f2\u00a0con una frase che non lasciava spazio ad altre possibilit\u00e0.\u00a0Domani tuo nonno busser\u00e0 a casa tua.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indomani, quando\u00a0suon\u00f2 il campanello di casa,\u00a0la ragazza\u00a0aveva gi\u00e0 preparato tutto. Il\u00a0bollitore per il t\u00e8\u00a0era sul fuoco, il plaid a scacchi ben ripiegato sulla poltrona e\u00a0il\u00a0tabacco da pipa,\u00a0comprato\u00a0per l&#8217;occasione,\u00a0era\u00a0sul tavolino\u00a0basso\u00a0a portata di mano. Si alz\u00f2 con\u00a0il cuore che le galoppava nel petto e and\u00f2 ad aprire\u00a0la porta.\u00a0Quella che\u00a0si\u00a0trov\u00f2\u00a0davanti\u00a0fu\u00a0una figura\u00a0tarchiata, con pochi capelli\u00a0bianchi disposti intorno alle orecchie e la barba incolta,\u00a0a chiazze.\u00a0Non odorava nemmeno di fumo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ciao, sono tuo nonno&#8221;,&nbsp;le&nbsp;disse l&#8217;uomo anziano sulla porta che poteva assomigliare a chiunque,&nbsp;ma a suo nonno proprio no.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ci deve essere un errore, lei non \u00e8 mio nonno&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sono proprio io, mia cara&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon credo,&nbsp;mio nonno aveva molti pi\u00f9 capelli\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDopo&nbsp;diciassette&nbsp;anni che sono morto pensavi di ritrovarmi uguale?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ed&nbsp;era molto pi\u00f9 alto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La morte&nbsp;accorcia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Aveva sempre la barba fatta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Nell&#8217;aldil\u00e0 l&#8217;apparenza non conta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Lui non sarebbe mai uscito senza&nbsp;cravatta&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Vederlo\u00a0con la cravatta, forse,\u00a0le\u00a0avrebbe\u00a0reso quella messinscena pi\u00f9 familiare.\u00a0L\u2019avrebbe aiutata a riconoscere l\u2019idea di suo nonno in quell&#8217;estraneo\u00a0che aveva davanti.\u00a0Invece non\u00a0le avevano concesso nemmeno l\u2019appiglio\u00a0di\u00a0una vaga somiglianza\u00a0cui ancorare la memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stata stupida a credere alle promesse\u00a0di una\u00a0&#8220;maga&#8221;,\u00a0di questo non poteva che rimproverare se stessa. Ma ricevere a casa la visita di un\u00a0uomo qualunque, nella migliore delle ipotesi un\u00a0attore\u00a0che fingeva di impersonare suo nonno &#8211; male per giunta &#8211; quello proprio non se lo aspettava.\u00a0Eppure sentiva l\u2019esigenza di\u00a0coltivare ancora la piccolissima\u00a0speranza che fosse davvero lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u00ec c\u2019\u00e8 del tabacco da pipa,&nbsp;fuma pure,&nbsp;nonno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, grazie, ho smesso, fa troppo male. Mica tu fumi?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOgni tanto.\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSmetti subito. Se io non avessi&nbsp;fumato sarei arrivato a 88 anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa sei morto che ne avevi 91\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 che&nbsp;si&nbsp;perde il conto&nbsp;dall\u2019altra parte.&nbsp;Allora se non avessi fumato sarei arrivato a 100, sai che bella festa avremmo fatto?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno&nbsp;non aveva mai amato&nbsp;le feste, troppo rumore diceva.&nbsp;La collera inizi\u00f2 ad&nbsp;arrossarle&nbsp;la faccia, sentiva le orecchie in fiamme, proprio come quando,&nbsp;da piccola,&nbsp;incassava&nbsp;rimproveri che non&nbsp;sentiva&nbsp;di meritare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenta, io non so chi \u00e8 lei, ma non intendo farmi prendere in giro sui ricordi di mio nonno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGuardati, sei diventata tutta rossa, proprio come quando eri piccola\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu come buttare benzina sul fuoco, Aveva\u00a0di sicuro tirato a\u00a0indovinare,\u00a0ma si sent\u00ec violata nei suoi ricordi\u00a0pi\u00f9 intimi. La\u00a0rabbia\u00a0torn\u00f2 su pi\u00f9 viva e corposa.Non\u00a0avrebbe retto ancora per molto,\u00a0doveva\u00a0mandare via quell\u2019uomo\u00a0il prima possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre cercava le parole per sbatterlo fuori\u00a0di\u00a0casa,\u00a0il vecchio\u00a0fece qualche passo\u00a0verso\u00a0la poltrona facendo tintinnare\u00a0un\u00a0mazzo di chiavi\u00a0che portava in tasca.\u00a0Il pensiero di un uomo\u00a0tornato dall\u2019aldil\u00e0 che si preoccupa di tenere le chiavi di casa\u00a0vicino a\u00a0s\u00e9\u00a0la fece\u00a0quasi sorridere.\u00a0Le cose importanti devi tenerle addosso, diceva sempre il nonno, mettendole qualche soldo nelle tasche.\u00a0Quel piccolo ricordo caldo le\u00a0diffuse una sensazione di serenit\u00e0 che non provava da tempo.\u00a0Guard\u00f2\u00a0quell\u2019anziano\u00a0che\u00a0sosteneva\u00a0di essere suo nonno e\u00a0la rabbia\u00a0inizi\u00f2 a svanirle all\u2019improvviso.\u00a0Percorse\u00a0le macchie che gli\u00a0costellavano\u00a0il\u00a0cranio\u00a0disegnando\u00a0la mappa della sua vecchiaia e lo riconobbe per quello che era.\u00a0Forse un truffatore,\u00a0o\u00a0uno\u00a0stupido\u00a0ridotto a fingersi qualcun altro per tirare a campare.\u00a0Di sicuro un uomo\u00a0che\u00a0l\u2019et\u00e0 aveva reso\u00a0debole,\u00a0mite,\u00a0inoffensivo.\u00a0Uno\u00a0che aveva vissuto\u00a0molti pi\u00f9 giorni di quanti gliene rimanevano.\u00a0Magari\u00a0aveva\u00a0anche\u00a0dei nipoti\u00a0cui\u00a0suggeriva\u00a0le definizioni delle\u00a0parole crociate.\u00a0Bambini che avrebbero conservato la sua acqua di colonia,\u00a0tornando ad annusarla\u00a0ogni tanto per ricordarsi di lui, accarezzando\u00a0l\u2019idea di poterlo rivedere un giorno\u00a0per sentirsi,\u00a0anche\u00a0da adulti,\u00a0di nuovo piccoli, di nuovo\u00a0protetti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo si sedette lentamente sulla poltrona,\u00a0cigolando\u00a0insieme\u00a0alle\u00a0sue articolazioni.\u00a0Raccolse\u00a0il plaid,\u00a0se\u00a0lo distese sulle gambe.\u00a0Poi si inclin\u00f2 di lato per\u00a0prendere qualcosa nella\u00a0tasca\u00a0della giacca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo portato queste,&nbsp;mi aiuti a finirle?\u201d, le disse&nbsp;mostrandole delle parole crociate&nbsp;ingiallite dal tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei and\u00f2 a&nbsp;cercare&nbsp;una matita. Il nonno l\u2019aveva sempre chiamato&nbsp;lapis.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60095\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60095\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sua destinazione&nbsp;distava&nbsp;ancora&nbsp;qualche&nbsp;decina&nbsp;di metri.&nbsp;Li percorse&nbsp;fino a trovare&nbsp;l&#8217;indirizzo che&nbsp;cercava.&nbsp;Su una porta a vetri accessibile direttamente dalla&nbsp;strada, vide l&#8217;insegna:&nbsp;Divina Dafne &#8211; carte, tarocchi, magificii.&nbsp;Diceva proprio cos\u00ec: magificii. Si ferm\u00f2 un attimo, cercando di scorgere&nbsp;qualcosa, ma il vetro smerigliato&nbsp;le&nbsp;impediva di intuire&nbsp;cosa la&nbsp;aspettasse. Tir\u00f2\u00a0un respiro\u00a0e\u00a0buss\u00f2 il campanello. 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