{"id":60067,"date":"2026-05-27T22:40:41","date_gmt":"2026-05-27T21:40:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60067"},"modified":"2026-05-27T22:40:42","modified_gmt":"2026-05-27T21:40:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-a-un-passeggero-di-fiammetta-longo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60067","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;A un passeggero&#8221; di Fiammetta Longo"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho sempre pensato che il tuo gesto volesse esaurirsi l\u00ec, senza un vero scopo. Fine a s\u00e9 stesso. Come naturale conclusione di quel silenzioso incontro in treno. Arrivato a destinazione, mi avevi reso tutto cos\u00ec semplice facendo scivolare quel biglietto da visita sul tavolino, dopo ore di sguardi nascosti.\u00a0<br>Se il tuo intento fosse stato solo quello di lasciare un degno ricordo di quel momento, beh, caro passeggero, nella mia lettera fine a s\u00e9 stessa potrei iniziare scrivendoti che quel biglietto di visita vive da anni nella cover del mio telefono. <\/p>\n\n\n\n<p>Forse nella lettera mi inventerei un posto un po\u2019 pi\u00f9 romantico di quello, in ogni caso ti confesserei che non ho mai neanche saputo quali riferimenti ci fossero su quel biglietto da visita, ma ci\u00f2 che \u00e8 certo \u00e8 che quell\u2019elegante cartoncino grigio, con incise le lettere di un nome che non ricordo, presumibilmente di un\u2019attivit\u00e0, la tua, che non ho mai saputo quale fosse, da quando me l\u2019hai lasciato si muove tutti i giorni con me.\u00a0<br>In questa lettera ti chiederei quali erano le ragioni di quel tuo viaggio all\u2019epoca, e soprattutto perch\u00e9 partissi proprio da l\u00ec, alle 6 del mattino su un treno da Lecce. Non poteva essere casa per te, non eri del posto, si vedeva. Probabilmente ti divertirebbe leggere le supposizioni che feci sulla tua storia, l\u00ec in treno seduta davanti a te, pericolosamente sul filo tra stereotipo e fantasia. Ti scriverei che per me non potevi che essere australiano di origini, in vacanza, al primo viaggio in Europa. Tappa d\u2019obbligo in Italia, alla scoperta del Sud pi\u00f9 vero e di un mare che ti ricordasse il tuo. Quello delle lunghe spiagge delle tue coste, dove da ragazzo surfavi con i tuoi biondissimi capelli bagnati al vento. I percorsi comandati non ti piacevano sicuramente, no, eri uno di quei viaggiatori solitari, curiosi di scoprire strade meno battute. Ecco perch\u00e9 perderti tra i paesini del Salento, alla ricerca di autenticit\u00e0.\u00a0<br>Aggiungerei che mi confondevi perch\u00e9 la tua non sembrava una tenuta da viaggio, tanto meno da mare, e non avevi per niente l\u2019aria del girovago. Nessuno zainone stracolmo da lunghe trasferte. Portavi con te solo quel piccolo borsello nero. E, illuminato dalla tua T-shirt bianchissima, il tuo viso era piuttosto rilassato. Tutto lasciava trasparire che non venissi da giorni di andirivieni senza sosta; non portavi i segni di quel felicissimo sbattimento di chi viaggia. Avevi una postura curiosa, fissando quelle infinite distese roventi, d\u2019estate. Sporto al finestrino, non sembravi particolarmente interrogativo. Non ti stavi abituando a uno spazio nuovo. Era tutto naturale per te. Gi\u00e0 conosciuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi ti scriverei che poteva anche darsi che vivessi in Italia da anni e avessi deciso di lasciare il tuo Queensland tanto tempo fa, stanco della vecchia realt\u00e0, per costruirtene una nuova altrove. Chiss\u00e0 perch\u00e9 poi. E, magari, quei paesini meno battuti del Salento ormai li conoscevi perfino meglio di me.<br>Ti scriverei in questa lettera che mi incuriosivi mentre te ne stavi seduto in treno senza far nulla: non un libro da leggere, non un computer su cui lavorare o un telefono con cui cincischiare. Niente cuffie per ascoltare musica, niente giornali da sfogliare. Mai che ti fossi alzato per sgranchirti un po\u2019 o andare in carrozza bar a prendere un caff\u00e8. E ti scriverei che quei delicati tentativi di intercettare il mio sguardo, di sfuggita, in punta di piedi, quelli li sentivo e non mi disturbavano.\u00a0<br>Su quel treno stavo facendo lo stesso anche io. Mi divertiva. Ma fingevo di non accorgermi e di non ricambiare.\u00a0<br>E nella mia lettera ti confesserei che, s\u00ec, mi piacevi. Te lo scriverei proprio cos\u00ec, dritto al punto, senza fronzoli.\u00a0<br>Ti scriverei che ogni tanto, in questi anni, ho anche immaginato cosa sarebbe successo se ti avessi cercato, dando finalmente un senso a quel cartoncino grigio che mi accompagna in borsa tutti i giorni. Probabilmente mi avresti raccontato che scendevi a Napoli, quella volta, non perch\u00e9 non l\u2019avessi mai vista, ma perch\u00e9 volevi vederla ancora. Perch\u00e9 anche l\u00ec c\u2019\u00e8 il mare. Mi avresti spiegato il motivo per cui lo cerchi sempre il mare, se ti ricorda casa e perch\u00e9 te ne sei andato. Ti avrei chiesto se sentire l\u2019acqua addosso sia uguale, qui e l\u00ec.<br>Fuori da quel treno \u2013 ti scriverei, esagerando un po\u2019 \u2013 ci siamo rivisti tante di quelle volte nella mia mente. Ti descriverei almeno uno dei nostri incontri immaginari, probabilmente il primo, quello in cui finalmente ascoltiamo anche le nostre voci, superiamo lo sguardo, iniziamo a parlarci e io ti racconto perch\u00e9 scendevo a Roma quella volta, e cosa ci faccio tuttora. Proverei anche a raccontarti dove ci siamo incontrati per quel primo appuntamento, a fare cosa. Magari ti avevo proposto la vineria di quartiere, il mio posto, quello con la luce calda e le pareti tappezzate di bottiglie. Il cameriere che mi conosce e che in quel caso mi avrebbe vista forse diversa dal solito, imbarazzata, meno libera. Ma non avrebbe mai dimenticato di portare i miei stuzzichini preferiti, lui sa che il primo calice lo accompagno sempre cos\u00ec.<br>Caro passeggero, probabilmente continuerei la mia lettera fine a s\u00e9 stessa chiedendoti se dunque hai trovato la tua vera meta e, se s\u00ec, come. Quanto sia stato difficile e se tu abbia mai pensato di tornare indietro. Vorrei sapere delle persone che ti hanno aiutato a capire dove volessi andare, ma anche di quelle che ti hanno fatto dubitare dei tuoi passi.\u00a0<br>E chiuderei, ringraziandoti per il pi\u00f9 semplice dei motivi. Per aver visto me tra tutti i passeggeri del treno. Augurandoti di proseguire il tuo viaggio, se senti di non essere ancora arrivato dove credi.\u00a0<br>Ti direi questo nella mia lettera. Ma non credo la scriver\u00f2 mai.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60067\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60067\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho sempre pensato che il tuo gesto volesse esaurirsi l\u00ec, senza un vero scopo. 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