{"id":60026,"date":"2026-05-25T17:14:17","date_gmt":"2026-05-25T16:14:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60026"},"modified":"2026-05-25T17:14:18","modified_gmt":"2026-05-25T16:14:18","slug":"premio-racconti-per-corti-2026-le-panchine-che-guardano-il-treno-di-alessio-manfredi-selvaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=60026","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2026 &#8220;Le panchine che guardano il treno&#8221; di Alessio Manfredi Selvaggi"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni pomeriggio, alle 17:42 precise, Ada prende l\u2019autobus per andare alla stazione di Lucca.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha settantadue anni, i capelli bianchi raccolti male e un impermeabile giallo troppo grande. Cammina lentamente aiutandosi con un deambulatore decorato con adesivi di fiori e vecchie figurine di cantanti italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla stazione non aspetta nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si siede semplicemente sulla stessa panchina del binario due e guarda passare i treni.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti la conoscono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il barista.<br>I pendolari.<br>I controllori.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiamano \u201cla signora dei saluti\u201d, perch\u00e9 Ada saluta ogni treno come se dentro ci fosse qualcuno che ama.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 Ada soffre di una forma iniziale di Alzheimer.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono giorni in cui ricorda perfettamente tutto.<br>Altri in cui dimentica dove abita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non dimentica mai le 17:42.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera, mentre un temporale blocca la linea ferroviaria, alla stazione resta soltanto Martino, ventisei anni, violoncellista di strada con una lieve disabilit\u00e0 motoria al braccio sinistro causata da una paralisi infantile.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino vive facendo piccoli concerti nelle piazze e nelle osterie del centro storico. Suona in modo imperfetto, ma pieno di emozione.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre aspetta che smetta di piovere, nota Ada seduta da sola sul binario vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei gli chiede se pu\u00f2 suonare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino improvvisa una melodia dolcissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada si commuove.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi gli domanda una cosa stranissima:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu te la ricorderesti una persona anche per me?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Martino sorride senza capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada gli racconta allora che suo marito Giulio prendeva ogni giorno il treno delle 17:42 tornando dal lavoro. Per quarant\u2019anni lei lo \u00e8 andato ad aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Giulio \u00e8 morto, Ada ha continuato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 teme che, se smettesse di venire, il suo volto sparirebbe definitivamente dalla memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino comincia cos\u00ec ad accompagnarla ogni pomeriggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i due nasce un\u2019amicizia delicatissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada gli racconta il marito a frammenti disordinati.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte dice cose vere.<br>A volte inventa.<br>A volte confonde Giulio con attori del cinema o vecchi cantanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino, invece di correggerla, prende appunti su un quaderno rosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Disegna dettagli.<br>Annota frasi.<br>Scrive ricordi.<\/p>\n\n\n\n<p>Sta costruendo, senza dirglielo, una memoria esterna per Ada.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo Ada ascolta Martino suonare ogni sera e capisce qualcosa che nessuno gli aveva mai detto.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui crede di suonare male.<\/p>\n\n\n\n<p>Da sempre si vergogna della rigidit\u00e0 del braccio e del modo irregolare con cui tiene l\u2019archetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Ada per\u00f2 gli confessa che proprio quell\u2019imperfezione rende la sua musica \u201cumana\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe cose troppo precise non fanno compagnia a nessuno\u201d, gli dice.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il passare delle settimane la malattia di Ada peggiora.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera non riconosce pi\u00f9 Martino.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui ne resta devastato.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensa di smettere di andare alla stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno dopo per\u00f2 trova Ada seduta sulla panchina con il suo quaderno rosso stretto in mano.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non sa pi\u00f9 chi lui sia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma gli dice:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTu sei quello della musica triste bella.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E gli sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel finale, durante una piccola esibizione sulle mura di Lucca al tramonto, Martino suona davanti a poche persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il pubblico c\u2019\u00e8 Ada.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gran parte del concerto sembra distratta.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, improvvisamente, riconosce la melodia che lui aveva suonato la sera del temporale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si volta verso Martino.<\/p>\n\n\n\n<p>Per un istante i suoi occhi tornano lucidissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>E sussurra:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 arrivato il treno.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Martino continua a suonare trattenendo le lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima immagine mostra la panchina vuota della stazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma sopra, qualcuno ha lasciato un quaderno rosso pieno di ricordi scritti a mano.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTE DI PRODUZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Corto intimo e realizzabile con pochissime location: stazione di Lucca, mura, piazza osteria, autobus urbano, appartamento semplice.<\/p>\n\n\n\n<p>La disabilit\u00e0 \u00e8 raccontata con estrema delicatezza e senza enfasi: da una parte il decadimento della memoria, dall\u2019altra l\u2019imperfezione fisica del gesto artistico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tono \u00e8 sentimentale, luminoso e umano, con dialoghi minimi e attenzione ai piccoli dettagli quotidiani.<\/p>\n\n\n\n<p>Atmosfera vicina a &#8220;The Station Agent&#8221;, &#8220;Ella &amp; John&#8221; e al cinema poetico italiano contemporaneo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_60026\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"60026\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni pomeriggio, alle 17:42 precise, Ada prende l\u2019autobus per andare alla stazione di Lucca. 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