{"id":59962,"date":"2026-05-23T20:31:31","date_gmt":"2026-05-23T19:31:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59962"},"modified":"2026-05-23T20:31:32","modified_gmt":"2026-05-23T19:31:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-oltre-la-miniera-di-tiziana-merzagora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59962","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Oltre la miniera&#8221; di Tiziana Merzagora"},"content":{"rendered":"\n<p>Non era troppo sconvolto quando sal\u00ec su quel vagone, in partenza verso Oodnadatta<\/p>\n\n\n\n<p>Non poteva fermarsi proprio adesso. L\u2019Australia, la sterminata isola dal sapore aspro e pungente, aspettava di essere attraversata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva preceduto il caro amico Beppe, seguendo la stessa direzione a nord verso le miniere di opale, alla volta di Coober Pedy, il villaggio dalle case scavate nel sottosuolo, nel cuore del deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato proprio Beppe, un giovane da poco emigrato in Australia, a convincere Carlo a seguirlo oltreoceano.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Carlo era partita anche Silvia, la fidanzata di sempre, da Roma a Sydney, da Sidney a Cooper Pedy. Verso la ricchezza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Australia aveva voluto cos\u00ec, perch\u00e9 l\u2019Australia chiama, chiede e non si va per stare seduti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u00e0 \u00e8 tutto oltre misura, il cielo, l\u2019opale, il deserto, le piantagioni, le praterie, l\u2019oceano. Anche il lavoro \u00e8 enorme. Fatto per chi non teme il sudore, l\u2019imprevisto e l\u2019abbraccio strisciante della solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInsieme, Silvia e io, affronteremo meglio le fatiche e l\u2019avventura, in questa terra inesplorata e carica di mistero\u201d pensava spesso Carlo e il sole gli sorrideva riflettendo i raggi bollenti sul terreno vergine. Le nuvole, quaggi\u00f9, passano di rado e non si fermano a guardarti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cominciava cos\u00ec una storia insolita, sbocciata tra le dune del deserto. Era il 25 settembre 1990 e nell\u2019emisfero sud esplodeva la primavera.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina Carlo era particolarmente allegro e stranamente ottimista. Iniziava a pensare che la vita a Coober Pedy, nonostante il fastidio delle abitazioni sotterranee e il duro lavoro da minatore, stesse diventando interessante. Ogni giorno la speranza di trovare il prezioso opale che avrebbe trasformato la sua vita, l\u2019avrebbe reso ricco e, ancor di pi\u00f9, avrebbe estasiato Silvia, era pi\u00f9 forte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi pu\u00f2 vivere solo per la magica pietra qualche anno, non facciamo nulla di male. Magari la salute ne risentir\u00e0, soprattutto i polmoni, a respirare la polvere delle miniere. E camminare curvo nelle grotte non aiuta la schiena. Ma siamo forti, resisteremo, soprattutto, non sar\u00e0 per sempre\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo pensava Carlo dopo due mesi di permanenza a Cooper Pedy. Lui, salutista e intellettuale, si era trasformato nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia invece non era felice di vivere cos\u00ec, relegata in un angolo sconosciuto in fondo al mondo al di l\u00e0 dell\u2019oceano. Le sue giornate non passavano facilmente, era difficile persino telefonare in Italia e quale lavoro avrebbe potuto trovare in quel piccolo villaggio nell\u2019<em>outback, <\/em>come chiamano il profondo entroterra australiano? Mai avrebbe immaginato di poter vivere in questo modo tra mille difficolt\u00e0, in un ambiente arido e insieme misterioso, con la costante dolorosa sensazione di perdere Carlo. Il rapporto tra i due sembrava incrinarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella mattina Silvia era particolarmente triste.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo invece, sempre convinto che lei al primo avvistamento dell\u2019opale avrebbe apprezzato la situazione e compreso l\u2019importanza, se non la fortuna, di trascorrere un tratto di vita a Coober Pedy, incalzava \u00abPer favore Silvia, diamoci qualche mese, vedrai che troveremo una soluzione. Non abiteremo pi\u00f9 nelle grotte scavate nella terra, cercheremo un piccolo appartamento in superficie e metteremo un condizionatore per sopportare il caldo perenne. Vedremo sorgere e tramontare il sole, te lo prometto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia, esasperata dalle continue promesse e da richieste insostenibili questa volta sbott\u00f2 \u00abBasta Carlo, non ci credo pi\u00f9! Quanto tempo dovremo ancora trascorrere quaggi\u00f9? Gli anni migliori della nostra vita! Esiliati senza colpa! Ho nostalgia, rabbia e paura, sudo e soffro tutto il giorno, non vedo che deserto. Noi non ci parliamo quasi pi\u00f9. Quando torni alla sera sei troppo stanco, al mattino devi correre in miniera. Per che cosa, poi? Te lo ripeto, non mi interessa nulla di ci\u00f2 che promette questa terra, tanto meno l\u2019opale che i piccoli cercatori senza mezzi come noi non troveranno mai!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo impallid\u00ec. Non ricordava di averla mai sentita cos\u00ec convinta, cos\u00ec dura, lei di solito gentile e accomodante. Si trattava del primo, vero, acceso diverbio dopo molto tempo. Sarebbe stato inutile replicare.&nbsp; Accus\u00f2 il colpo, apr\u00ec con forza la porta poi la chiuse violentemente e usc\u00ec senza guardarsi intorno.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel mattino per\u00f2 Carlo non and\u00f2 in miniera, si diresse invece verso ovest e prese la via che portava fuori dal paese. Aveva bisogno di riflettere, di calmarsi, di rimettere a posto le coordinate dei suoi pensieri. Mai avrebbe rinunciato al suo sogno e ancor meno riusciva anche solo a ipotizzare l\u2019idea di perdere Silvia. Questo pensiero lo schiantava metaforicamente al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non se la sentiva proprio di scavare in miniera e poi era piacevole la sensazione che si provava a osservare in solitudine quel tipo di paesaggio che gli si prospettava di fronte.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante la decisione di non allontanarsi troppo dalle zone abitate, con il trascorrere dei lunghissimi minuti, le gambe presero per\u00f2 a spingerlo sempre pi\u00f9 avanti, dove il terreno diventava pi\u00f9 brullo e aspro fino a sfociare nel deserto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 no?\u00bb mormor\u00f2 d\u2019un tratto a se stesso \u00abandiamo a vedere che cosa esiste l\u00e0 fuori, distrarmi non potr\u00e0 farmi che bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Procedendo quasi in stato ipnotico non sentiva la fatica. Quella che stava percorrendo non aveva le caratteristiche di una strada, si trattava di un sentiero polveroso e accidentato, appena abbozzato dalle scavatrici e dai passi di chi si dirigeva alla ricerca di tracce di opale.<\/p>\n\n\n\n<p>A poco a poco la rabbia sboll\u00ec e si attenu\u00f2 l\u2019angoscia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Il sole era gi\u00e0 cocente, tersa l\u2019atmosfera, nitida la visione in lontananza di piccole dune e di pianura sconfinata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe sensazione indescrivibile di libert\u00e0\u201d pensava Carlo \u201cprocedo ancora fino a quella duna laggi\u00f9\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma nel momento dell\u2019estasi pi\u00f9 bella forse il troppo sole lo trad\u00ec. Cadde di colpo pesantemente al suolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Com\u2019era buio tutto intorno, il sole non splendeva pi\u00f9. Carlo vedeva solo un\u2019immensa massa nera, o forse invece la immaginava, non era dato sapere se avesse gli occhi aperti o chiusi, se fosse solo un po\u2019 stordito oppure in stato di semi incoscienza. Intanto due figure da lontano si avvicinavano con una pallida luce in mano. D\u2019un tratto Carlo, sempre disteso, riconobbe la fisionomia di due aborigeni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAiuto, aiuto!\u00bb cominci\u00f2 a gridare con sforzo, ma la voce non usciva se non come un fioco sospiro. Non avrebbero mai sentito. Comunque, le due figure furono di fronte a lui. Carlo le aveva viste avvicinarsi e poi trafficare dentro una specie di sacco alla ricerca di chiss\u00e0 che cosa. Erano in piedi, rovistavano senza sosta e di tanto in tanto lo osservavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Si spavent\u00f2 \u201cMi faranno del male, invece di salvarmi?\u201d Non si era mai sentito cos\u00ec allo stremo, dolorante, terrorizzato, impotente. Il corpo era pesante, ogni accenno di movimento lo sommergeva di fatica e un dolore pungente lo attraversava implacabile dall\u2019anca sinistra fino al capo. Nonostante il clima torrido era avvolto da brividi di freddo e ansimava.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta ai suoi dubbi arriv\u00f2 velocemente. Uno dei due aborigeni gli si inginocchi\u00f2 vicino e cominci\u00f2 a passargli un panno bagnato sulla fronte, dove aveva una ferita, mentre l\u2019altro, pi\u00f9 anziano, forse un capo trib\u00f9, gli sollevava delicatamente le gambe e infinite volte le muoveva, le picchiettava. D\u2019un tratto inizi\u00f2 a cantare. Un armonioso, incomprensibile lunghissimo canto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Carlo, riparato sotto un telo che gli aborigeni avevano provveduto a piantare come una tettoia per tenerlo al riparo dai raggi insidiosi, a poco a poco rivide la luce, non proprio il sole, ma certamente il chiaro del giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Prov\u00f2 a mettersi&nbsp;&nbsp; seduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Riconobbe la sterminata pianura desertica, le dune e, in lontananza, le ruspe in cerca di opali.<\/p>\n\n\n\n<p>Vicino scorse alcune pezze di vecchia stoffa intrise di un liquido giallo come oro, frammenti di legno, setole di animale, un cumulo di erbe sminuzzate e una ciotola di corteccia colma d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cEcco che cosa hanno usato i miei amici per curarmi\u201d pens\u00f2 incuriosito Carlo. Pi\u00f9 in l\u00e0 c\u2019era per\u00f2 qualcosa di inusuale, piano piano strisci\u00f2 fino a raggiungere quella forma misteriosa, era un boomerang intarsiato con immagini vivide che gli aborigeni avevano posto come una firma, un gesto di saluto e di riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo ebbe forte l\u2019impressione che il loro intento fosse di donargli un\u2019arma per difendersi, uno strumento che avrebbe potuto aiutarlo lungo la via del ritorno contro i temibili serpenti e i falchi pellegrini. \u201cDevo provare a comunicare con loro\u201d pens\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerc\u00f2, voltando disperatamente il capo, i suoi due nuovi amici ma non li vide neppure in lontananza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 si sentiva meglio. Bevve avidamente dalla ciotola di corteccia, si copr\u00ec il capo con la pezza giallo oro e prov\u00f2 a rassicurarsi pensando che li avrebbe ritrovati &nbsp;lungo il cammino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Se mai fosse riuscito a mettersi in marcia.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto tempo fosse rimasto disteso a terra non lo sapeva, probabilmente alcune ore perch\u00e9 adesso comparivano gi\u00e0 le ombre lunghe dell\u2019astro lucente che tramontava all\u2019orizzonte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi alzer\u00f2, prima che faccia notte\u201d, pens\u00f2. Prese il boomerang con s\u00e9 mentre muoveva i primi passi, guardandosi ancora ripetutamente intorno.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stancamente Carlo procedeva senza sosta lungo la via del ritorno.&nbsp; Aveva avvistato alcuni canguri in lontananza, non doveva averne paura, non sono animali aggressivi. Per\u00f2 possono attaccare per difendersi.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cMi percepiranno come un pericolo? Sto a mala pena in piedi, questo \u00e8 vero, comunque non \u00e8 facile prevedere la reazione di una specie cos\u00ec diversa dalla fauna che abita le nostre latitudini\u201d inizi\u00f2 a rimuginare Carlo in cuor suo. Poi, improvvisamente, guardando lontano decise di darsi coraggio, strinse tra le mani il suo fidato compagno, il luccicante boomerang, e and\u00f2 oltre.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Aveva ancora nelle orecchie il misterioso suadente canto del vecchio aborigeno che sembrava anch\u2019esso dargli un\u2019inspiegabile forza.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Cominci\u00f2 a scorgere in lontananza qualche forma in rilievo, forse il primo avvistamento di una meta cui tendere.&nbsp; Il paese di Cooper Pedy. La vista di una possibilit\u00e0 di approdo lo rinfranc\u00f2 a tal punto che usc\u00ec da quella strana trance in cui albergava e torn\u00f2 in s\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSilvia, amore mio, dove sei?\u00bb grid\u00f2 d\u2019un tratto Carlo e pronunci\u00f2 il nome della sua compagna infinite volte, finch\u00e9 non gli rimase che un soffio della sua gi\u00e0 debole voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Non aveva pi\u00f9 pensato a lei da quando, di prima mattina, si era immesso nel deserto. Dopo la caduta addirittura non ricordava neppure chi fosse. Della vita precedente, solo buio.<\/p>\n\n\n\n<p>Di colpo gli fu tutto chiaro invece: le forze lo stavano lasciando per\u00f2 doveva andare, trascinarsi sino a Coober Pedy, a casa, da Silvia.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Nel frattempo, invece, la magica forza che a tratti lo aveva inondato da quando si trovava nel deserto, lo stava abbandonando. Carlo stringeva disperatamente il boomerang per richiamarla a s\u00e9, ma non capitava pi\u00f9 nulla, nessuna energia, nessuna eco di canto lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Solo stanchezza, stanchezza infinita e voglia di mollare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo la pattuglia di perlustrazione in forza a Cooper Pedy e attivata in seguito ad una segnalazione, si stava avvicinando sensibilmente alla zona in cui vagava Carlo \u00abGuardate, avvistamento umano!\u00bb Jerry, guardia locale, grid\u00f2 con quanto fiato aveva in gola \u00ab\u00c8 lui! Lo sconsiderato che il vecchio aborigeno voleva segnalarci con i suoi gesti e con quei disegni strani che mostrava insistentemente! E io che non gli volevo credere. Gli avresti creduto tu? Un vecchio pazzo che mena disegni in aria e poi scompare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPortiamolo al comando\u00bb rispose Harry, mentre guardava nervosamente l\u2019orologio in attesa che finisse il suo turno di guardia. La giornata era stata pesantissima, non intendeva prolungarla ulteriormente con inutili convenevoli o sterili discussioni con il collega.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVediamo intanto se vuole dirci chi \u00e8, per\u00f2 affrettiamoci, prima che si schianti al suolo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si diressero con la loro camionetta verso l\u2019uomo che si trascinava stancamente ma tenacemente avanti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEhi, bello, dove pensi di andare cos\u00ec ridotto?\u00bb lo apostrof\u00f2 Jerry, non si sa bene se per interloquire o per provocare. Carlo lo guard\u00f2 con aria interrogativa e stralunata, poi rispose piano \u00abA Cooper Pedy, da Silvia\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Jarry lo incalz\u00f2 \u00abCome ti chiami e cosa ci fai qui?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u00abSono Carlo Riva, mi hanno salvato gli aborigeni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La guardia esplose in una fragorosa risata canzonatoria \u00abInvece io sono Carlo Magno, mi hanno salvato i barbari!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo comprese vagamente che la situazione si stava mettendo male, quindi pens\u00f2 di mostrare il colorato boomerang come prova della sua sincerit\u00e0.&nbsp; Si guard\u00f2 le mani, che per\u00f2 erano vuote, poi scrut\u00f2 intorno ancora e ancora, come a cercarne ossessivamente qualche traccia. Inutilmente, l\u2019agognato boomerang non c\u2019era pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cDevo averlo perso durante il percorso, mi sar\u00e0 caduto\u201d pens\u00f2. Scorse invece in lontananza un vecchio aborigeno che sembrava osservarli con grande interesse, forse lo stesso che l\u2019aveva salvato tante ore prima. Carlo si sent\u00ec di nuovo quasi magicamente pervaso da una sottile misteriosa energia e da un pulsante senso di fiducia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo le due guardie avevano partorito una decisione \u00abPortiamo quest\u2019uomo al comando, cos\u00ec scopriremo chi \u00e8, magari dice il vero. In fondo \u00e8 stato proprio un aborigeno un\u2019ora fa a dare l\u2019allarme in centrale\u00bb concluse Harry, che cominciava a provare una certa pena per le difficolt\u00e0 del povero Carlo. E poi doveva sbrigarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>La camionetta part\u00ec di tutta fretta e in men che non si dica fu al comando.<\/p>\n\n\n\n<p>Silvia era l\u00ec, pallida e sfatta, seduta di fianco al comandante Morrison. Alla vista di Carlo che entrava nella stanza, sgran\u00f2 gli occhi e grid\u00f2 \u00abCarlo, Carlo! Sia lodato il Cielo!\u00bb poi, alzandosi, aggiunse trafelata \u00abTi credevo in miniera fino a quando, poco fa, all\u2019uscita dal lavoro \u00e8 venuto Beppe a dirmi che oggi non ti avevano visto l\u00e0 sotto. Non puoi immaginare il terrore!\u00bb quindi gli corse incontro e l\u2019abbracci\u00f2 con tutta la disperata forza che aveva in corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo, travolto dalla stanchezza, ma anche dalla gioia, non riusciva a sostenere la situazione con chiarezza, mille emozioni e pensieri lo assalivano senza sosta come fulmini e tuoni durante un temporale violento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSilvia, Silvia, Silvia, amore, sono qui! \u00c8 stato terribile\u2026 non ce l\u2019avrei mai fatta, mi hanno salvato gli aborigeni!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frase, gi\u00e0 pronunciata alle guardie e ripetuta di nuovo con insistenza, sembrava non convincere neppure Silvia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCarlo ha la febbre, per favore, aiutatemi a portarlo a casa\u00bb disse rivolta al comandante, un po\u2019 imbarazzato e intento a cercare di inserire del tabacco nella sua nuovissima pipa bianca.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo aveva ormai esaurito anche le ultime riserve energetiche. Senza replicare e senza opporre resistenza si lasci\u00f2 trascinare sulla camionetta per essere condotto nella sua agognata abitazione sotterranea.<\/p>\n\n\n\n<p>La mattina dopo, l\u2019uomo si svegli\u00f2 che sembrava un altro. Diritto, occhio brillante, voce ferma e&nbsp;&nbsp; leggero sorriso. Aveva quasi voglia di cantare. Chiam\u00f2 Silvia \u00abAmore, perdonami se ti ho fatto stare tanto in pena, ma avevo bisogno di andare\u2026 di andare l\u00e0 dove lo spazio \u00e8 immenso e il sole regna sovrano, oltre la miniera, oltre la quotidianit\u00e0. Per capire chi fossi, che cosa cercassi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un istante di pesante silenzio, che a Silvia parve eterno, riprese \u00abForse non lo so neppure ora, per\u00f2 mi sento cambiato. Come se alcuni elementi impalpabili del deserto fossero penetrati dentro di me, mi avessero toccato nel profondo, donandomi una prospettiva nuova. Torniamo nella nostra citt\u00e0, se lo vuoi anche tu, lasciamo questo luogo! Il deserto con la sua pericolosa bellezza mi ha insegnato che non ha senso rimanere qui. C\u2019\u00e8 un prezzo troppo alto da pagare per qualche cosa che non vale\u00bb. Silvia trasal\u00ec \u00abCarlo, lo sai che non chiedo altro. Ma gli opali? Li hai sempre desiderati tanto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Adesso la pausa fu lunga davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; \u00abLi cercheremo nella nostra vita\u00bb le rispose dopo un attimo di riflessione l\u2019uomo, mentre l\u2019abbracciava teneramente, con gli occhi semichiusi e con il sorriso pi\u00f9 intenso che mai avesse avuto stampato sul volto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 25 ottobre 1990 Carlo e Silvia lasciarono Cooper Pedy alla volta di Sydney.<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo non rivide pi\u00f9 il vecchio aborigeno che cantava nel deserto il suo dolore, per\u00f2 quell\u2019immagine conturbante lo accompagn\u00f2 ancora per tutto il viaggio, oltre la miniera, come una luce, un\u2019affascinante smagliante luce di vita nuova.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59962\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59962\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non era troppo sconvolto quando sal\u00ec su quel vagone, in partenza verso Oodnadatta Non poteva fermarsi proprio adesso. L\u2019Australia, la sterminata isola dal sapore aspro e pungente, aspettava di essere attraversata. L\u2019aveva preceduto il caro amico Beppe, seguendo la stessa direzione a nord verso le miniere di opale, alla volta di Coober Pedy, il villaggio [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59962\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59962\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":40110,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59962","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59962"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/40110"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59962"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59962\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59966,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59962\/revisions\/59966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59962"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59962"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59962"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}