{"id":59943,"date":"2026-05-23T23:26:14","date_gmt":"2026-05-23T22:26:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59943"},"modified":"2026-05-23T23:26:15","modified_gmt":"2026-05-23T22:26:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-passeggiata-di-francesco-iezzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59943","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La passeggiata&#8221; di Francesco Iezzi"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abBuongiorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBuongiorno.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGiocate il SuperEnalotto?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, purtroppo no.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGrazie lo stesso.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta negativa lo aveva infastidito, inizio di una giornata complicata, quasi ne cercasse conferma. Era un uomo sulla cinquantina, ben vestito, petto in fuori, fiero, ma un lieve accenno di barba e i capelli arruffati tradivano una compostezza che non gli apparteneva; negligenza, invece, che si sposava perfettamente ai suoi calzini a scacchi colorati, abbinamento disastroso, uno su e uno gi\u00f9. Non era un giocatore incallito, abbrutito dalle costanti perdite e dall\u2019ossessione di una vittoria che gli spettava di diritto, no, lui non giocava proprio, voleva solo avere in tasca la speranza di una vittoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Educatamente aveva salutato ed era uscito&#8230;il suo nome: Federico.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva un\u2019andatura pacata, sbandata, e passo dopo passo la fierezza mostrata dal tabaccaio veniva abbattuta da un peso immaginario sopra le sue spalle, una preoccupazione lo curvava lentamente sempre pi\u00f9, sguardo a terra. Ogni tanto si alzava di scatto, fiducia ritrovata, cercava di unire le scapole e petto in fuori per dimostrare ai passanti che tutto fosse ok, ma, lentamente, tornava a ripiegarsi su se stesso, i pensieri&#8230;troppi.<\/p>\n\n\n\n<p>Duecento metri circa, colazione, cappuccino e cornetto al cioccolato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE per lei?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer me un caff\u00e8 grazie.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si era seduto ad un tavolino e aveva preso il telefono per mischiarsi ai clienti, i social, faccina sorridente, faccina triste, pollice in su, fino a che, occhi inquieti, aveva accennato una smorfia dopo aver letto un messaggio. Lo aveva riletto due volte, lo faceva sempre, e poi poggiava il telefono sul tavolo per sorseggiare il cappuccino mentre si guardava intorno in cerca di un volto, di qualcuno: tutti chini sui propri dispositivi, barista compresa; c\u2019era solo un cucciolo che allegramente saltellava qua e l\u00e0 ignorato dal padrone, pollice in gi\u00f9, due faccine lacrime, cinque faccine col vomito.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva passato venti minuti in compagnia degli algoritmi e di se stesso, tazza vuota e del cornetto solo briciole, ma non accennava ad andar via, controllava l\u2019orologio, aspettava qualcuno, un appuntamento, e intanto fissava senza guardarla la commessa di una vetrina di fronte che spolverava la merce.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi scusi il bagno?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn fondo a destra.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019ingresso principale entrava una ragazza, giovane e bella, accidenti se bella, passo deciso; si era avvicinata a Federico, aveva smosso la sedia con decisione, risoluta, e, assestato il fondoschiena ampio, gli sedeva di fronte. Era uscita dal parrucchiere, rimasugli del taglio appena fatto sulle spalle, ma il suo sguardo torvo e dritto, fisso, lasciava intendere che non si aspettava complimenti, non da lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto: telefono in continua vibrazione poggiato sulla destra, schermo in basso a preservare una privacy schiamazzata, e sulla sinistra una pochette vivacemente addobbata. Si atteggiava a donna, ma gli stickers sulla cover del cellulare svelavano la sua spensierata et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Era soddisfatta dall\u2019esibizione di forza, se ne compiaceva, e per dimostrarglielo ecco che prendeva lo smartphone e iniziava a rispondere ai messaggi: non lo guardava pi\u00f9, l\u2019attenzione era per i suoi amici che cercavano news dal buco della serratura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPrendi qualcosa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>e, sempre con gli occhi rivolti al cellulare<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHai letto il messaggio?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCerto.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE allora?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab\u2026\u2026\u2026\u2026&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Niente! Non dice niente! \u00e8 irritante, scriveva a Nina&#8230; e quella che credeva essere la sua forza si stava tramutando in rabbia: immatura nel padroneggiare a dovere il senso di colpa e immatura nel nascondere la sua frustrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico non le concedeva molte attenzioni e ogni tanto tornava a osservare la commessa, per nulla intimidito dalla tensione che si era creata, semplicemente aspettava.<\/p>\n\n\n\n<p>Non parlava lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Non parlava lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche minuto di sbirciate sali scendi dal suo cellulare, la ragazza, rassegnata, aveva preso le sue cose, si era alzata e andava via cos\u00ec come era entrata nel bar, pedinata dai suoi followers.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva atteso che uscisse davvero, Federico, che non tornasse indietro, perch\u00e9 nonostante tutto era andata bene cos\u00ec; era pronto ad una tempesta, una litigata, delle lacrime addirittura e invece&#8230;sparita&#8230;un confronto per nulla eclatante, silenzioso, nessun hype, nessun cinema.<\/p>\n\n\n\n<p>Si era concesso un ultimo sguardo in tondo e un sorriso al cucciolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abQuanto le devo?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono 4,50 \u20ac.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Uscito dal bar, aveva camminato per un paio d\u2019ore abbondanti, apparentemente senza meta, finch\u00e9 si era seduto su una panchina nella piazza principale di fronte alla cattedrale\u2026immerso nei suoi pensieri&#8230;di nuovo i pensieri&#8230;fastidiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensava che forse avrebbe dovuto dirle qualcosa, l\u2019avrebbe chiamata nel pomeriggio, avrebbe chiarito, avrebbe voluto farle capire o almeno avrebbe tentato&#8230;troppi condizionali per\u00f2, troppi.<\/p>\n\n\n\n<p>E intanto, tutto intorno, distrattamente fluiva lo spavaldo festival della produttivit\u00e0 mattutina, in cui la maggior parte degli individui viveva, correva, tutti di fretta, circondati da rumori: chiamate con viva voce, vistose cuffie e musica assordante, sirene, clacson, urla, liti. Forse era questa la soluzione, assediarsi di strepiti, fracasso, baccano, e vada come vada, perch\u00e9 i dubbi prosperano nel silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa che cazzo dici! I dubbi, il silenzio&#8230;ma falla finita!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Si era alzato di scatto per andar via ma alcuni ragazzi, giovani, guerrieri senza guerra avvolti dal grido di battaglia della trap, lo avevano intercettato, scelto in una piazza di indaffarati, l\u2019unico sfaccendato. Dai gesti, dalle sigarette in mano e dagli sguardi si consumava una conversazione, breve e senza troppe pretese. Una domanda, una testa scrollata, un volto ignorato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abScusa, hai da accendere?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNo, mi spiace, non fumo.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre li guardava andar via pensava a lei, era coetanea di questi ragazzi,&#8230;amore, eccoli i figli amore d\u2019oggi, di amorevoli genitori allo Xanax, cresciuti a social e bacetti, e guai a crear loro qualsivoglia conflitto&#8230;legni storti, da cui non pu\u00f2 uscire nulla di interamente dritto; e sconfortato, proprio mentre li lasciava andar via, il suo sguardo si poggiava sui tavolini di un bar di fronte. Aveva voglia di uno spritz, a mezzogiorno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi porta anche qualcosa da stuzzicare?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPatatine, arachidi vanno bene?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPatatine, grazie.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Federico aveva una moglie, da ventidue anni, prossimi alle nozze d\u2019argento. S\u2019erano sposati giovani, ci credevano. Alti e bassi come in tutti i rapporti ma, rispetto a gran parte dei loro coetanei, ancora insieme. Il divorzio, la separazione, non era nei loro pensieri. Non si amavano pi\u00f9, non come una volta, ma parlavano tanto, c\u2019era rispetto, e sapevano che ognuno di loro era un punto fermo per l\u2019altro, indispensabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico e Monica si erano traditi, anni fa ormai, non se l\u2019erano mai detto. Prima lei, due anni. Poi lui un anno. Le loro erano state storie vere, appassionate, ma secondarie. Le avevano vissute con serenit\u00e0, senza nascondersi, tra ristoranti e hotel, tanti, e weekend e appartamenti, con un\u2019unica certezza: prima o poi sarebbe finita.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico, dopo aver controllato l\u2019ora, aveva ripreso a camminare, ma questa volta sapeva per dove. Qualche vicolo, un\u2019edicola, un po\u2019 di bancarelle, ed eccolo davanti l\u2019ingresso di un palazzo. Telefono in mano e il trillo del portone lo invitava ad entrare.<\/p>\n\n\n\n<p>Terzo piano, interno cinque, un ingresso socchiuso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPosso?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro la porta una donna vestita di solo intimo, rosso, a occhio aveva quarant\u2019anni abbondanti ma dall\u2019annuncio diceva di averne venticinque. Doveva essere bionda e dai lineamenti europei, ma era chiaramente del Sud America e con i capelli neri, nerissimi. Alta non pi\u00f9 di un metro e settanta, sorridente, allegra e incurante della innocente truffa.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavorava in un monolocale, dall\u2019arredamento un bnb, tende abbassate e luce soffusa. Il letto matrimoniale e la cucina unica stanza. Non c\u2019erano cattivi odori, non mangiava l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE tu chi sei?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abRebecca, amore. Non mi riconosci?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa non dovevi essere bionda?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMi sono tinta i capelli&#8230;\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>E subito un bacio in bocca schiacciando il seno al suo petto per evitare altre domande.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDai, dimmi la verit\u00e0: non sei Rebecca.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 non ti vado bene? Cosa vuoi fare amore?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Era simpatica e i suoi occhi, il suo sguardo, gli piacevano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMezz\u2019ora quanto mi costa?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMezz\u2019ora sono 100. Lo sai che sei bello.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVa bene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFacciamo 120 e ti prometto una sorpresina!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abFacciamo 100&#8230;senza sorprese.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDai, spogliati e mettiti comodo sul letto. Ci penso io a te.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Federico aveva iniziato a frequentare il mondo della prostituzione all\u2019universit\u00e0. Col passare degli anni, per\u00f2, la dittatura degli ormoni giovanili aveva lasciato spazio ad altro, ormai non cercava pi\u00f9 solo una scarica di piacere attraverso la meccanica del sesso, ignorando, per buona parte, chi ci fosse tra le sue gambe. Sulla soglia dei cinquanta aveva scoperto i piaceri del tempo e si soffermava molto sui dettagli, lentamente: carezze, sguardi, capelli&#8230;s\u2019era scoperto romantico, generazione perduta.<\/p>\n\n\n\n<p>A letto Rebecca lo aveva abbracciato, due corpi nudi avvinghiati, e dopo avergli sfiorato le labbra con le sue, lui pancia all\u2019aria e lei sopra. Lo guardava con curiosit\u00e0. La guardava ma non era l\u00ec, la testa altrove. La sua pelle era liscia, marmorea nonostante l\u2019et\u00e0, e lo specchio sulla parete incorniciava l\u2019arcuatura della schiena prorompere dai glutei, immagine bellissima, senza necessit\u00e0 di aggiustamenti o ripensamenti, perch\u00e9 l\u2019artista vero sedimenta, s\u00ec, e un giorno crea sempre buona alla prima. Un giro di baci leggeri, sul collo, sulle labbra, sulla bocca, sapientemente offerti, distrattamente accettati, e intanto con l\u2019interno coscia lo accarezzava nelle parti intime, ovunque l\u2019odore del sesso, l\u2019odore di lei, di lui&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAspetta, ti prendo dei fazzoletti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Poco dopo Rebecca si accomodava ai piedi del letto, sdraiata su un fianco, e Federico rimaneva con la schiena sulla testiera.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrambi nudi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEri molto eccitato.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abProbabilmente \u00e8 cos\u00ec.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Niente pi\u00f9. Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guardava incuriosita dalla sua calma apparente, dall\u2019assenza di quella presuntuosa insicurezza che imprigionava la maggior parte dei suoi clienti, sempre pronti a celebrare il loro cazzo alla disperata ricerca di una mamma che dicesse, loro, \u00abBravo!\u00bb. Con lui non sapeva cosa dire, lo scrutava, lo studiava in cerca di appigli&#8230;nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo un figlio di 13 anni. Frequenta la terza media. Quest\u2019anno ha gli esami.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La sua vita personale, Rebecca aveva condiviso la sua vita personale. Una intimit\u00e0 che non concedeva mai a nessuno e a nessun prezzo, eppure con questo strano cliente le era venuto naturale, una fiducia che l\u2019aveva colta di sorpresa. Gli voleva raccontare tutto: i suoi sogni, le sue difficolt\u00e0, i soldi mai abbastanza, di suo marito che lavorava in comune, buono e ingenuo, ma lo stordimento di quanto appena detto l\u2019aveva zittita. Quasi se ne vergognava.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGli vuoi bene?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 la mia vita!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo messo incinta una mia studentessa.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa ami?\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Federico non si aspettava questa domanda. Non si aspettava nessuna domanda. S\u2019era girato per guardarla e abbozzare una risposta, ma non riusciva a formulare alcunch\u00e9 di sensato. E mentre lei continuava a parlare lentamente la sua voce spariva, un indistinto mormorio nella penombra, sottofondo alla sua inquietudine. E Monica? Cosa mi domander\u00e0 Monica?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVado.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>S\u2019era rivestito con calma dopo aver raccattato i suoi abiti, con lei che rimaneva l\u00ec, sul letto, a guardarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI soldi te li lascio sul comodino.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abVa bene.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva visto andar via afflitto, Rebecca. Non si erano nemmeno salutati. Chiss\u00e0 perch\u00e9 gli uomini si preoccupano sempre troppo\u2026sempre cos\u00ec poca dimestichezza col caos dei sentimenti&#8230;forse avrebbe dovuto rassicurarlo, alleviargli un po\u2019 la pena&#8230; ma la notifica di un nuovo messaggio l\u2019aveva riportata al suo lavoro: un cliente le chiedeva se era libera di l\u00ec a un\u2019ora. Sarebbe stato l\u2019ultimo della giornata, poi palestra e a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Era un marted\u00ec di Maggio. Le giornate si allungavano. L\u2019aria, fresca e pulita.<\/p>\n\n\n\n<p>Bologna 2024-01-19 &#8211; 2026-05-22<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59943\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59943\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abBuongiorno.\u00bb \u00abBuongiorno.\u00bb \u00abGiocate il SuperEnalotto?\u00bb \u00abNo, purtroppo no.\u00bb \u00abGrazie lo stesso.\u00bb La risposta negativa lo aveva infastidito, inizio di una giornata complicata, quasi ne cercasse conferma. Era un uomo sulla cinquantina, ben vestito, petto in fuori, fiero, ma un lieve accenno di barba e i capelli arruffati tradivano una compostezza che non gli apparteneva; negligenza, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59943\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59943\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":36273,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59943","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59943"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/36273"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59943"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59943\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59987,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59943\/revisions\/59987"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}