{"id":59922,"date":"2026-05-23T21:58:35","date_gmt":"2026-05-23T20:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59922"},"modified":"2026-05-23T21:58:36","modified_gmt":"2026-05-23T20:58:36","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-due-di-gaetano-bianca-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59922","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Due&#8221; di Gaetano Bianca"},"content":{"rendered":"\n<p>Avevo scelto i suoi occhi prima ancora di conoscere il suo nome.<\/p>\n\n\n\n<p>In mezzo a centinaia di volti erano stati gli unici capaci di fermarmi, come certi quadri davanti ai quali rallenti senza capire perch\u00e9. Non erano occhi felici. Erano occhi stanchi, consumati da qualcosa che allora non conoscevo. Avevano quella malinconia silenziosa di chi ha smesso di aspettarsi troppo dalla vita, eppure continua ostinatamente ad avere bisogno d\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo chiedevano. Lo urlavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne innamorai senza averla mai vista davvero. Solo fotografie. Un paio di immagini sgranate, gli occhiali troppo grandi per il suo viso sottile, e quello sguardo spento che, proprio perch\u00e9 spento, sembrava custodire un incendio antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentii subito il bisogno di conoscerla. Di ascoltare la sua voce. Di capire che profumo avesse la sua pelle. Di scoprire cosa si nascondesse dietro quegli occhi che sembravano appartenere a una donna pi\u00f9 provata dei suoi trentacinque anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando scoprii che viveva a poche centinaia di metri da me, ebbi la sensazione assurda che il destino si fosse divertito per anni a farci sfiorare senza farci incontrare davvero. Chiss\u00e0 quante volte ci eravamo passati accanto. Chiss\u00e0 quante volte avevo guardato altrove proprio mentre lei abbassava gli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma una cosa era certa: se i nostri sguardi si fossero incrociati prima, io non li avrei dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno del primo appuntamento arrivai con il cuore impazzito. Lei era l\u00ec, seduta davanti a me, e i suoi occhi erano ancora pi\u00f9 belli dal vivo. Tristi, s\u00ec. Diffidenti. Ma bellissimi.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei, invece, brillavano troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei se ne accorse subito e ne ebbe paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlava con prudenza, come chi si avvicina al bordo di un lago ghiacciato senza sapere se il ghiaccio regger\u00e0. Dentro quella delicatezza intuivo tutte le sue ferite. Gli uomini che l\u2019avevano fatta sentire poco importante. Le storie finite male. Le promesse consumate in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che compresi una cosa semplice e terribile: i suoi occhi da donna non erano gli stessi delle fotografie da ragazza.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno li aveva spenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera avrei voluto salvarla da tutto ci\u00f2 che aveva vissuto prima di me. Avrei voluto proteggerla retroattivamente, come se l\u2019amore potesse perfino correggere il passato. Ero sinceramente convinto che con me non avrebbe pi\u00f9 sofferto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per qualche mese ci credetti davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei si innamor\u00f2 lentamente, quasi contro la propria volont\u00e0. Diceva che io la disarmavo, che la facevo smettere di ragionare. Io vivevo tutto di istinto, lei di controllo; io ero tempesta, lei equilibrio. E forse fu proprio questo a trascinarci uno verso l\u2019altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Eravamo felici. O almeno, io credevo che bastasse esserlo in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi arriv\u00f2 l\u2019estate.<\/p>\n\n\n\n<p>E con l\u2019estate arriv\u00f2 la mia paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Una sera le dissi che non ero innamorato. Lo dissi con la goffaggine crudele di chi pensa che la sincerit\u00e0 basti a rendere meno dolorosa una ferita. Lei mi guard\u00f2 senza parlare per qualche secondo, come se avesse appena riconosciuto qualcosa che conosceva gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pianse subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fece una sola domanda.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 C\u2019\u00e8 un\u2019altra?<\/p>\n\n\n\n<p>Continu\u00f2 a ripeterla sottovoce, quasi implorando.<\/p>\n\n\n\n<p>Non voleva sapere se l\u2019amavo. Voleva solo sapere se l\u2019avevo resa stupida.<\/p>\n\n\n\n<p>Le dissi la verit\u00e0: non c\u2019era nessun\u2019altra. Ero sincerissimo. Il problema era peggiore. Non capivo nemmeno io cosa stessi cercando.<\/p>\n\n\n\n<p>Quel giorno le spezzai il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>E diventai esattamente uno di quegli uomini che avevo odiato nei suoi racconti.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la fine non finimmo davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Restammo sospesi in una terra confusa fatta di ritorni, silenzi, abitudini e mezze presenze. Lei c\u2019era ancora, ma soltanto con una parte di s\u00e9. Il suo corpo restava accanto a me; il cuore, invece, aveva gi\u00e0 iniziato ad allontanarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Io non me ne accorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>O forse non volli accorgermene.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto dentro di me cresceva qualcosa. Un seme minuscolo, invisibile, piantato chiss\u00e0 quando. All\u2019inizio non era che nostalgia. Poi divent\u00f2 bisogno. Poi certezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre lei smetteva lentamente di amarmi, io imparavo ad amarla davvero.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu il destino pi\u00f9 ironico che la vita potesse inventare.<\/p>\n\n\n\n<p>Pass\u00f2 pi\u00f9 di un anno prima che trovassi il coraggio di dirle che la volevo per sempre. Ero convinto di renderla felice. Pensavo che finalmente tutto avrebbe trovato il proprio posto.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece arrivai troppo tardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei mi ascolt\u00f2 con dolcezza, ma nei suoi occhi non c\u2019era pi\u00f9 spazio per me. Il treno era passato mentre io ero distratto a guardare altrove.<\/p>\n\n\n\n<p>Provai a trattenerla con le parole. Peggio ancora: provai a capire.<\/p>\n\n\n\n<p>Le scrivevo troppo. Cercavo spiegazioni. Cercavo un punto preciso in cui fosse finito tutto. Ma l\u2019amore non finisce mai in un punto preciso. Si ritira lentamente, come il mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei rispondeva sempre allo stesso modo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 Io non provo quello che provi tu.<\/p>\n\n\n\n<p>Nient\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una frase semplice, pulita, definitiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi un giorno mi disse di non scriverle pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu allora che compresi davvero quanto fossi rimasto indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>Marzo pioveva senza tregua quell\u2019anno. Un freddo ostinato, umido, interminabile. E io mi sentivo come un uomo sorpreso da una tempesta invernale indossando soltanto un costume e un paio di infradito.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza riparo.<\/p>\n\n\n\n<p>Senza difese.<\/p>\n\n\n\n<p>Scoprii da solo che si pu\u00f2 perdere una persona molto prima che se ne vada davvero. Lei era rimasta nello stesso posto, nelle stesse strade, nella stessa minuscola frazione di sempre. Eppure era lontanissima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo cuore aveva cambiato citt\u00e0 molto tempo prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Io, invece, ero rimasto fermo ad aspettarla nel posto sbagliato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per mesi continuai a portarmi addosso tutto l\u2019amore che non ero riuscito a darle quando lei lo desiderava. Era diventato un peso enorme, un sacco pieno di cose inutili ormai, che trascinavo ovunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo allora capii.<\/p>\n\n\n\n<p>Cap\u00eci che prendersi cura di lei era stato ci\u00f2 che mi aveva cambiato davvero. Era stata l\u2019acqua che aveva fatto crescere quel seme nel mio cuore, fino a trasformarlo in qualcosa di troppo grande per essere contenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa che, alla fine, aveva distrutto tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi la tempesta smise lentamente di fare rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 la primavera. Arriv\u00f2 il sole. Arriv\u00f2 perfino il mare.<\/p>\n\n\n\n<p>E io, con il cuore ancora a pezzi, presi il mio costume, le mie infradito e me ne andai via.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59922\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59922\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo scelto i suoi occhi prima ancora di conoscere il suo nome. 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