{"id":59861,"date":"2026-05-23T21:52:37","date_gmt":"2026-05-23T20:52:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59861"},"modified":"2026-05-23T21:52:39","modified_gmt":"2026-05-23T20:52:39","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-sognatore-di-rosalba-branciforti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59861","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il sognatore&#8221; di Rosalba Branciforti"},"content":{"rendered":"\n<p>Valdo era mio nonno. Un nonno che non ho mai conosciuto se non attraverso le foto e le frasi che, sin da piccola, riuscivo ad afferrare nei discorsi degli adulti che lo descrivevano. La zia Rosa ne evocava le nobili origini diluitesi nel tempo. Nei primi decenni dell&#8217; 800, infatti. con la fine del feudalesimo i privilegi dei nobili erano andati perduti assieme alle rendite feudali.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte propriet\u00e0 erano state vendute, per saldare debiti o per motivi economici, o divise tra i membri della famiglia e frammentate. Si affievol\u00ec, fino a cessare, la legge del maggiorasco, che concentrava il patrimonio sul primo figlio per scongiurarne la dispersione e costringeva gli altri figli alla vita militare o religiosa.I nobili divennero, cos\u00ec, liberi di unirsi in matrimonio non esclusivamente con altri nobili ma anche con i borghesi.Quei richiami alla &#8216;nobilt\u00e0\u2019, quand&#8217;ero piccola mi inquietavano e infastidivano. Non so perch\u00e9, ma in me suscitavano quelle reazioni. Quasi me ne vergognavo e li respingevo. Forse, temevo di restarne imprigionata. E io volevo sentirmi libera come i miei coetanei.La figura di Valdo ero riuscita a ricostruirla come in un puzzle. Di lui dicevano che era una persona briosa e vivace. Le foto immortalano un elegante signore con la bombetta in testa e il bastone da passeggio. Io avevo trovato un modo tutto mio per capire qualcosa di pi\u00f9 sulla sua vita.Vivevo a casa della nonna, e avevo scoperto che il cassetto centrale di un mobile era stato riservato a custodire diversi oggetti appartenuti al nonno. Non so perch\u00e9 mi era stato proibito curiosarvi!Ma, come spesso accade, quel divieto aveva accresciuto il mio interesse. <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, quando nonna e zia erano impegnate o riposavano, sgattaiolavo silenziosamente nella stanza proibita. Stringevo gli occhi mentre le mie mani, cercando di non fare rumore, aprivano adagio il cassetto dei segreti. Iniziavo l\u2019ispezione e, a modo mio, mi connettevo con Valdo cercando risposte alle mie mute domande. Sfogliavo le pagine dei libretti delle opere liriche scritte con nero inchiostro, accarezzavo gli spartiti, aprivo scatoline che custodivano gemelli in oro e madreperla e una serie di orologi da taschino in argento con incise le iniziali del nonno. Osservavo e sfioravo le foto, sistemate in un album con la copertina ricamata a mano dalle zie, e immaginavo il nonno toccare e indossare quegli oggetti per recarsi a teatro vestito in abito scuro e cappotto con colletto di velluto, dopo avere impugnato il bastone da passeggio. Quel nonno, che mi aveva trasmesso il rosso dei capelli, mi affascinava e lo sentivo presente e ancora vivo. <\/p>\n\n\n\n<p>Amava la vita Valdo, le belle compagnie e, soprattutto, amava la musica. Rimasto vedovo e con una bimba piccola, aveva sposato nonna Ciccina in seconde nozze. La sua passione per la musica lo richiamava spesso al Bellini di Catania, dove si recava in carrozza con gli amici per assistere alla messa in scena delle opere liriche di Bellini. Mascagni, Puccini, Verdi.Si era nei primi decenni del 900, dopo la fine della prima guerra mondiale. Al ritorno da Catania, Valdo si fermava a Caltagirone per salutare i parenti. Era molto legato alla madre e alla di lei sorella, la severa maestra Comitini, che aveva curato l&#8217;istruzione di Valduzzo e dei fratelli. Prima di proseguire per Imbaccari, l&#8217;allegra compagnia di amici sostava nelle campagne circostanti per gustare un po&#8217; del cibo acquistato a Catania prima della partenza. Ammirando il magnifico profilo, digradante come un presepe verso valle, e il paesaggio della citt\u00e0 calatina con la sua Torre San Gregorio, le cupole e i campanili delle chiese svettanti sulle case, la combriccola consumava panini di semola e biscotti della monaca che erano stati ben sistemati nelle coffe siciliane. Dopodich\u00e9 il nonno, accompagnandosi con la chitarra e con il coro degli amici, si dilettava a cantare le canzoni all&#8217;epoca in voga e alcune famose romanze delle opere.Vito, mio pap\u00e0, era Il minore dei figli maschi di Valdo. Era buono, mite, obbediente e dal padre aveva ereditato la passione per la musica. Facile immaginare come la cosa rendesse orgoglioso il melomane Valdo!Pap\u00e0 frequentava, con ottimi risultati, i corsi di musica che si tenevano in paese. <\/p>\n\n\n\n<p>Era clarinettista e, ancora adolescente, era entrato a far parte della banda musicale. La vivacit\u00e0 di Valdo e il suo spirito d&#8217;avventura, lo spinsero ad andare in cerca di fortuna all&#8217;estero. Emigr\u00f2 in America del Nord e vi rimase per circa due anni. Dopo un breve rientro in Sicilia decise di imbarcarsi alla volta di Buenos Aires. Da l\u00ec, faceva pervenire puntualmente rimesse di denaro alla moglie che non volle mai sentirne di seguirlo. Voleva portare con s\u00e9 mio padre per fargli proseguire gli studi musicali in Argentina ma, poich\u00e9 la nonna dissentiva, Valdo inizi\u00f2 a inviare denaro aggiuntivo da destinare alla prosecuzione degli studi musicali di Vito al Conservatorio di Napoli.Ma gli esseri umani siamo come gli elementi chimici. La loro combinazione pu\u00f2 essere positiva e creare una perfetta alchimia, o negativa e produrre disastri. Presi singolarmente i miei nonni erano persone meravigliose. Ma, purtroppo, avevano poco o niente in comune. La nonna, riteneva che fosse uno spreco l&#8217;impiego di risorse finanziarie per assecondare quelle che per lei erano \u2018bizzarrie\u2019 del marito. <\/p>\n\n\n\n<p>Ma, soprattutto, riteneva ingiusto sottrarre quel denaro al resto della famiglia. Cos\u00ec gest\u00ec la cosa a modo suo e destino\u2019 tutte le somme all\u2019acquisto di casa e terreni. Mio padre non se ne lagn\u00f2 mai ma continu\u00f2 a coltivare la sua passione per la musica. Oltre a far parte della banda musicale suonava con un gruppo di amici. Era in uso, all&#8217;epoca, fare le serenate sotto i balconi delle innamorate. Gli strumenti accompagnavano i versi di canzoni romantiche in lingua e in dialetto quali \u2018e vui durmiti ancora\u2019 , \u2018mi votu e mi rivotu&#8217; ,\u2019bidduzza affacciati\u2019. Se erano sicuri i luoghi in cui abitavano le fidanzate \u2018ufficiali\u2019, pi\u00f9 rischiosi erano quelli in cui le famiglie contrastavano l&#8217;amore dei giovani pretendenti. In quel caso, onde evitare docce indesiderate, era meglio tenersi a una certa distanza dal balcone della bella (alla quale veniva vietato di affacciarsi).Peraltro, erano imprevedibili le reazioni del vicinato il cui sonno notturno veniva disturbato!Pap\u00e0 era polistrumentista. Oltre al clarino e al quartino suonava anche il mandolino, il banjo e l&#8217;armonica a bocca. Ricordo ancora con quanto amore si prendesse cura degli strumenti musicali. E come si fondesse con la musica quando suonava, quasi non esistesse nulla intorno!Mi sembrava magico quando riusciva a ricavare suoni armonici anche soffiando su un filo d&#8217;erba teso tra le sue dita. Era un sognatore pap\u00e0! Amava la musica e amava il mare. Scelse cos\u00ec di prestare servizio militare in marina. Narrava che, sulle navi in cui era imbarcato, avevano costituito dei gruppi musicali. Lo scoppio della seconda guerra mondiale stravolse ogni cosa. Pap\u00e0 si ritrov\u00f2 su navi da guerra.Brevi furono i permessi di rientro a casa. Durante uno di essi contrasse matrimonio con Elvira, mia mamma, dopo un lungo fidanzamento. Un anno dopo fece in tempo a vedere la primogenita appena nata. Al suo rientro a Pantelleria venne fatto prigioniero dagli inglesi. Rimase quattro anni in un campo nei pressi di Londra. Alla fine della guerra, ben dieci anni della vita di pap\u00e0 erano volati via lontano dagli affetti.Al suo ritorno a casa molte cose erano cambiate. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonno Valdo era morto prematuramente in terra straniera. La figlioletta era cresciuta e non lo conosceva perch\u00e9 lo aveva visto solo nelle foto. Pap\u00e0 era molto provato nel corpo e nello spirito. Gli orrori della guerra avevano spento gran parte dei suoi entusiasmi e creato ansie e incertezze. Gli incubi notturni disturbavano il suo sonno. Alla musica si dedicava ancora ma non come prima. Con due amici aveva formato un trio che la sera si riuniva per il puro piacere di fare musica con strumenti a corda. Io ne ero affascinata. Pur se ancora piccola mi piaceva stare con pap\u00e0 per ascoltare i suonatori. Tra le allegre mandolinate di \u201csperanze perdute\u201d e quelle tristi di \u201ctorna a Surriento\u201d mi pareva di volare. La musica riempiva l&#8217;aria e il cuore. Mi rallegrava leggere il sorriso negli occhi azzurri di mio padre. Ma, purtroppo, le responsabilit\u00e0 impongono dure scelte e, spesso, amare rinunce.Quando pap\u00e0 super\u00f2 il concorso nelle Ferrovie dello Stato, il tempo da dedicare alla sua passione musicale si accorci\u00f2. Tra l&#8217;altro, per quattro anni svolse servizio a Imera, stazione di campagna in provincia di Caltanissetta, quindi lontano dal gruppo degli amici suonatori. Il lavoro e una famiglia con quattro figli gli consentivano ben poche divagazioni.Suonava l&#8217;armonica a bocca per allietarci e dedicava parte del tempo libero all&#8217;ascolto della musica preferita.Diventato nonno, e ormai libero da impegni di lavoro, amava trascorrere parecchio del suo tempo coi nipoti. Quando intu\u00ec che Francesca, mia figlia, amava la musica la incoraggi\u00f2 e cominci\u00f2 a farle muovere i primi passi tra le note. Tra nonno e nipote si cre\u00f2 una speciale intesa. Trascorrevano insieme interi pomeriggi immersi e persi nel loro mondo. Soleva ripeterle: \u201c ricorda bimba mia che la musica ti accompagna sempre e non ti abbandona mai\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>Francesca inizi\u00f2, quasi per gioco, a suonare flautino e diamonica e poi la chitarra.Lo studio divenne pi\u00f9 serio e impegnativo quando si concentr\u00f2 sul pianoforte.Alla scomparsa di mamma, pap\u00e0 venne a vivere a casa mia. Spesso, durante alcune pause pomeridiane, solevamo ascoltare insieme musica classica. Vito amava tanto il &#8216;Concerto per clarinetto e orchestra\u2019 di Mozart. Era il suo preferito.Quando l&#8217;ultima nota si spegneva, dopo una pausa di religioso silenzio lodava commosso la bravura del clarinettista.Quando mia figlia, dopo la laurea in medicina, consegu\u00ec anche la laurea in pianoforte al conservatorio pap\u00e0 non stava gi\u00e0 bene. Davanti a una ciotola di confetti rossi gli comunicai la notizia. Vito non nascose la sua commozione. Da allora, ogniqualvolta si ritrovava solo con me, tornava puntualmente a chiedermi se davvero Francesca aveva completato il percorso musicale. Quel traguardo era per lui molto importante, pi\u00f9 di tutto il resto. E cercava la mia conferma alla sua domanda per avere la certezza di non essersi destato da un sogno che da un momento all&#8217;altro poteva svanire. Il sognatore, vedeva finalmente che il suo sogno aveva trovato la strada e la nipote lo aveva fatto avverare!Mi piace pensare che ne sarebbe felice anche il vivace e brioso nonno Valdo!<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59861\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59861\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valdo era mio nonno. 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