{"id":5986,"date":"2011-04-30T19:00:09","date_gmt":"2011-04-30T18:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5986"},"modified":"2011-04-30T19:00:09","modified_gmt":"2011-04-30T18:00:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2011-un-ultima-cosa-di-sara-vannelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=5986","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2011 &#8220;Un ultima cosa&#8221; di Sara Vannelli"},"content":{"rendered":"<p>Pioveva e lei se ne era andata.<\/p>\n<p>Da qualche parte. Da qualche parte dove non vuoi sapere dove.<\/p>\n<p>Da qualche parte lontano, dove non vorresti mai essere.<\/p>\n<p>Il campanile della chiesa suon\u00f2 per qualche minuto. Qualcuno si era appena sposato e probabilmente quel giorno, un giorno, sarebbe stato per quel qualcuno il miglior giorno in assoluto tra tutti. Il campanile suon\u00f2 altre due volte. La chiesa era una chiesa piuttosto antica costruita intorno al 15\u00b0 secolo, si potevano vedere le finestre dipinte con acquarelli raffiguranti immagini ispirate alla Bibbia.\u00a0 Lui si immagin\u00f2 la giovane coppia nella chiesa. Trenta, trentacinque anni al massimo, non di pi\u00f9. Vestito bianco. Vestito nero. Fiori ovunque, intorno, parenti felici e commossi tutti riuniti assieme vicino la coppia. Poi un prete buffo e alla mano. Uno di quelli che ha sempre qualcosa da dire. Qualcosa tipo: <em>e sempre e per sempre apparterrete l\u2019uno all\u2019altra<\/em>.\u00a0 O qualcosa tipo: <em>l\u2019amore \u00e8 qui, nelle vostre mani, potete proteggerlo o buttarlo via, nasconderlo o sfamarlo, dipende soltanto da voi<\/em>. <em>Solo da voi.<\/em> O qualcosa tipo: <em>qualunque cosa accadr\u00e0 l\u2019amore vi accompagner\u00e0 di qui e di \u00a0l\u00e0. Per sempre. <\/em><\/p>\n<p>Pot\u00e9 immaginare quelle parole arrampicarsi su e gi\u00f9 per la chiesa, rimbalzare di finestra in finestra, di bocca in bocca, da un orecchio all\u2019altro. Nella chiesa pot\u00e9 vedere la sedia rossa, il bicchiere d\u2019oro, la croce sacra. E di finestra in finestra la pioggia cadere con forza, battere forte sui vetri come zoccoli di cavalli impazziti.<\/p>\n<p>Alla TV era appena cominciato un telegiornale. C\u2019era un giornalista molto elegante che parlava di un disastro enorme appena successo in Guatemala. C\u2019erano bambini in fin di vita sullo sfondo, un\u2019intera scuola a causa di un forte terremoto era crollata. Stavano giocando, pens\u00f2. Stavano ridendo, sicuramente, ridevano, pens\u00f2. Stavano studiando.\u00a0 Sullo schermo c\u2019erano famiglie intere che cercavano ognuno i propri cari. Potevi scovare tra loro una donna disperata che piangeva sulla cartella del figlio, l\u2019aveva appena trovata tra le macerie. La cartella era vuota e impolverata. Completamente vuota. E dall\u2019altra parte della strada semi distrutta c\u2019erano decine di persone che si aiutavano a vicenda nel cercare tra le macerie. Il giornalista di tanto in tanto annunciava il conto dei corpi ritrovati, al momento erano meno di quindici. Pi\u00f9 di trenta bambini erano scomparsi. Cambi\u00f2 canale. Ma poi spense subito.\u00a0 Cos\u00ec mise un po\u2019 di musica, un CD che non riusciva a ricordare quale fosse. La prima canzone part\u00ec. Era un album di Bob Dylan, cominci\u00f2 a girare nel lettore e potevi dire che quella era proprio una bella canzone. Cos\u00ec l\u2019ascolt\u00f2, dolcemente, continu\u00f2 ad ascoltarla fino a quando, a stento, sent\u00ec la voce di qualcuno chiamare dalla strada:<\/p>\n<p><em>Teoooo! Teo sei in casa?<\/em><\/p>\n<p>Era un amico di Teo. Ma Teo non and\u00f2 alla finestra, sapeva che era Charlie, e che Charlie avrebbe voluto parlare, offrire il suo aiuto, la sua amicizia, ma Teo non and\u00f2.<\/p>\n<p><em>Dai Teo!<\/em> Url\u00f2 Charlie. <em>Lo so che sei a casa! Dai affacciati un secondo!<\/em><\/p>\n<p>E\u2019 meraviglioso avere degli amici accanto quando sei ufficialmente solo. O terribilmente triste. O quando non riesci a muoverti. \u00c8 meraviglioso avere delle persone che si preoccupano per te. Ma \u00e8 terribile quando non li vuoi tra i piedi perch\u00e9 tutto quello che riesci a vedere intorno a te \u00e8 soltanto la tua ombra. <em>Sto ascoltando un po\u2019 di musica, Charlie<\/em>. Teo disse a se stesso con un tono basso. <em>Vorrei che l\u2019ascoltassi anche tu<\/em>, disse. Cos\u00ec alz\u00f2 il volume e la musica usc\u00ec fuori dalla finestra, nell\u2019aria, liberandosi. Charlie sorrise dalla strada. Aveva un bel cappello sulla testa e veniva dritto dritto dal lavoro. Aveva comprato un paio di birre e noleggiato un film. Aveva persino una baguette che gli usciva dalla busta di cartone marrone. Solo pane. Non riuscivi a vedere nient\u2019altro.<\/p>\n<p><em>Teo!<\/em> Strill\u00f2 Charlie. <em>Dai fammi salire! Non muori dalla voglia di bere una birra fresca con il tuo amico scricchiolante Charlie?!<\/em><\/p>\n<p>Anche Teo sorrise. Poi all\u2019improvviso un vicino cominci\u00f2 a battere con violenza sulle pareti, probabilmente infastidito dalla musica troppo alta. Batt\u00e9 ancora.\u00a0 Teo abbass\u00f2 il volume, poi and\u00f2 in cucina e apr\u00ec il frigo. Nel frigo c\u2019era soltanto una bottiglia di latte e alcune uova. Poi vide una bottiglia di vino bianco e l\u2019apr\u00ec, piuttosto lentamente, guard\u00f2 verso il calendario e fece un punto su uno dei giorni. 14 Aprile. Non era una croce, era un punto. Un punto nero, e c\u2019erano altri punti su altri giorni del mese. Non molti, ma c\u2019erano dei punti.<\/p>\n<p><em>Sono ubriaca.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo vedo.<\/em><\/p>\n<p><em>Ho bevuto troppo vado a casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Dove sei adesso?<\/em><\/p>\n<p><em>Sono\u2026 sono appena andata via da una festa di compleanno, sto andando a casa, ti chiamo dopo.<\/em><\/p>\n<p><em>Aspetta Eva, dimmi come ti senti.<\/em><\/p>\n<p><em>Te l\u2019ho detto Teo. Te l\u2019ho detto. Ti chiamo dopo, per favore.<\/em><\/p>\n<p><em>Chiama un taxi.<\/em><\/p>\n<p><em>Sto bene, te l\u2019ho detto, \u00e8 tutto okay. Per favore, perch\u00e9 non mi credi?<\/em><\/p>\n<p><em>Ti credo. Voglio solo assicurarmi che andr\u00e0 tutto bene.<\/em><\/p>\n<p><em>Sto bene, te l\u2019ho detto, sono solo ubriaca fradicia e adesso sento che devo vomitare, quindi per favore lasciami andare, devo andare\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Ok, ma per favore chiamami appena possibile.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Hei, Eva sei l\u00e0?<\/em><\/p>\n<p><em>Oddio, te l\u2019ho detto non mi sento bene, lasciami andare. Perch\u00e9 insisti? Perch\u00e9 continui a farmi domande?! Perch\u00e9 mi fai questo?<\/em><\/p>\n<p><em>Non stavo chiedendo, stavo soltanto dicendo che<\/em><\/p>\n<p><em>\u2026<\/em><\/p>\n<p>E poi lei aveva attaccato. Brutalmente. Improvvisamente, come quando le porte sbattono per la corrente.<\/p>\n<p>Lui la chiam\u00f2 ancora.<\/p>\n<p><em>Hei sono io, stai bene?<\/em><\/p>\n<p><em>Cristo Teo, non capisci. Lasciami andare!<\/em> Url\u00f2 spaventosamente.<\/p>\n<p>Ed era stato cos\u00ec che lui l\u2019aveva lasciata andare.<\/p>\n<p>Questo fu tutto quello che usc\u00ec dalla bocca di Teo in cucina. Tutto quello che riusc\u00ec a dire davanti a quella bottiglia di vino bianco gelido. Tutto quello che riusciva a ricordarsi e a ripetere costantemente come un disco rotto. Quella era stata l\u2019ultima conversazione che lui e lei avevano avuto. Erano stati abituati ad amarsi. A fare meravigliosamente l\u2019amore. Ad avere l\u2019uno bisogno dell\u2019altra e a dirselo, ripetutamente, come se quella potesse essere l\u2019unica cosa possibile da poter dire alla persona amata.<\/p>\n<p>Subito dopo quella telefonata lui non ebbe pi\u00f9 sue notizie. Perso\u00a0e\u00a0confuso decise di non guidare e di salire su di un taxi per vedere il fratello, pensare ad altro, parlare di altro. Finire la serata con altro. Ma il taxi ebbe un incidente e il giorno dopo l\u2019incidente tutto quello che Teo ricevette da Eva fu soltanto uno squillo.\u00a0 Lei non seppe niente dell\u2019incidente ma sapeva di essersi comportata ancora una volta (l\u2019ultima volta?) da ragazzina, senza alcun rispetto per se stessa o per lui. Sapeva di aver appena rotto un altro pezzo del loro amore. Sapeva che lo aveva respinto, un\u2019altra volta. Sapeva che non avrebbe voluto che accadesse ma non poteva farne a meno. E lui non l\u2019aveva pi\u00f9 chiamata dopo quello squillo. E lei nemmeno riprov\u00f2 pi\u00f9 a richiamarlo, scomparse via dentro alle sue paure e a quello che gi\u00e0 era diventato il loro passato.<\/p>\n<p>A causa dell\u2019incidente Teo perse parte del suo udito, ci sentiva molto meno ora e quando ritorn\u00f2 a casa dall\u2019ospedale decise di trasferirsi in un\u2019altra citt\u00e0. C\u2019era una bellissima chiesa accanto alla sua nuova casa e una moschea appena dietro l\u2019angolo.<\/p>\n<p>Bevve tutto il bicchiere di vino bianco, in un sorso solo, \u00a0poi chiam\u00f2 Charlie al telefono.<\/p>\n<p><em>Hey, sei ancora l\u00e0? <\/em>Disse Teo.<\/p>\n<p><em>S\u00ec sono ancora qua,<\/em> disse Charlie, <em>io, una specie di ombrello e un giornale di tre giorni fa che ho appena trovato su una panchina. Ma che stai facendo? Dai, fammi salire, <\/em>disse.<em> Non ci posso credere, \u00a0Whitney Huston spende pi\u00f9 di settemila dollari al mese in Cocaina\u2026 <\/em><\/p>\n<p><em>Credevo che mi amasse davvero, Charlie. <\/em>Disse Teo<em>. Ma mi sbagliavo o forse non riusciva soltanto ad amare se stessa. \u00a0E\u2019 come se una parte di s\u00e9 si rifiutasse di stare bene. Farsi del male, capisci? Questo \u00e8 il punto. E Noi. Non riusciva pi\u00f9 a fare niente per noi. Forse ogni tanto sognare. <\/em><\/p>\n<p>Charlie non disse niente. Riusc\u00ec soltanto a voltare la testa quando pass\u00f2 una donna di colore bellissima con dei capelli neri corti e in mano dei pomodori e della lattuga fresca.<\/p>\n<p><em>Charlie sei l\u00e0? <\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec s\u00ec certo<\/em>, disse Charlie<em>.\u00a0 L\u2019amore, da solo, mica basta, serve altro, bisognerebbe\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Allora vuoi salire? <\/em>Chiese Teo interrompendo Charlie. <em>Ho del vino bianco, se vuoi potremmo guardarci un film. Ma non voglio parlare Charlie. <\/em>Disse Teo<em>. Dimmi che non parleremo, non posso passare il tempo a pensarci. Non farmi domande e non darmi risposte, per favore. <\/em><\/p>\n<p><em>Va bene. <\/em>Disse Charlie.<em> Non parleremo, <\/em><em>nemmeno una parola, giuro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ok,<\/em> disse Teo. <em>\u00c8 tutto quello di cui ho bisogno. Ti apro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ok,<\/em> disse Charlie. <em>Ma aspetta! Un\u2019ultima cosa prima che tutti e due smettiamo di parlare\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Dimmi,<\/em> disse Teo. <em>Di che si tratta?<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 permesso ridere di tanto in tanto? <\/em><\/p>\n<p><em>Va bene si pu\u00f2 ridere, Charlie.<\/em> Disse Teo aprendo la porta.\u00a0 <em>Ma per favore<\/em>\u2026<em> non fare troppo lo stupido.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_5986\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"5986\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pioveva e lei se ne era andata. 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