{"id":59855,"date":"2026-05-23T23:07:24","date_gmt":"2026-05-23T22:07:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59855"},"modified":"2026-05-23T23:07:25","modified_gmt":"2026-05-23T22:07:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-vita-che-continua-di-marco-vezzoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59855","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La vita che continua&#8221; di Marco Vezzoli"},"content":{"rendered":"\n<p>Stanotte Ettore \u00e8 stato male.<br>Lo aveva detto Sergio, avr\u00e0 non pi\u00f9 di tre o quattro mesi. Quando, a settembre, ci ha aperto la porta del suo studio, lo schermo delle lastre era acceso e le radiografie di Ettore erano gi\u00e0 appoggiate sul vetro. Ci ha fatto accomodare. Dalla finestra, dietro di lui, entrava ancora l\u2019estate.<br>La massa tumorale \u00e8 troppo estesa, ha indicato una zona grigio chiara tracciando un cerchio col pennarello, e ha gi\u00e0 preso tutto l\u2019addome.<br>Ma, \u00e8 diventata cos\u00ec grossa da maggio?, ho chiesto.<br>Una velocit\u00e0 di crescita abnorme, \u00e8 tremendamente aggressivo.<br>E di provare a operarlo non se ne parla?<br>Sergio ha scosso la testa.<br>\u00c8 troppo debole, ha detto, non penso reggerebbe nemmeno un intervento parziale.<br>Mi ha allungato un foglio che aveva davanti con alcuni valori evidenziati in giallo, come se io potessi interpretarli.<br>Mia moglie \u00e8 restata in silenzio anche quando il foglio \u00e8 passato in mano sua. Non ha girato gli occhi verso di me, si \u00e8 voltata a fissare, ancora una volta, le lastre, mentre Sergio si alzava e prendeva dall\u2019armadietto dietro la scrivania due scatole di fiale.<br>Mettendocele davanti ha detto, \u00e8 meglio che aumentiamo gli antidolorifici, potete iniziare con questi.<br>Dal taschino del camice ha preso una matita e iniziato a tracciare una tabella di orari mattina-pomeriggio-sera in cui avremmo dovuto fare le iniezioni.<br>Mi ha passato il foglio e poi una ricetta, fatta al computer. Se peggiora dobbiamo sentirci, non fatevi problemi a chiamarmi.<br>Ci siamo salutati.<br>Grazie, abbiamo detto.<br>Mi spiace, ha risposto.<\/p>\n\n\n\n<p>*<br>E stanotte, che mancano solo due giorni a Natale, Ettore \u00e8 stato male.<br>Ieri sera si \u00e8 lamentato pi\u00f9 del solito e non \u00e8 riuscito ad alzarsi. Era evidente che il dolore si stava facendo sentire. Ho aumentato a una fiala e mezza la dose di antidolorifico, senza chiedere nulla a nessuno e, quando gli ho fatto l\u2019iniezione, ha avuto un sollievo quasi immediato. Le palpebre gli si sono abbassate piano.<br>Io dormo qui con lui, ha detto mia moglie, tu vai di sopra e stai con la piccolina.<br>Sono salito e, dopo qualche ora, \u00e8 iniziata la notte di tormento.<br>Ettore si \u00e8 risvegliato di scatto in preda agli spasmi, poi si \u00e8 rannicchiato. E ha iniziato a tremare. Non ero l\u00ec, mia moglie mi ha raccontato tutto questo; lo ha tenuto stretto, cercando di farlo calmare.<br>\u00c8 stato un susseguirsi di vomito e sangue.<br>Non star\u00f2 a raccontare i particolari, non \u00e8 giusto per lui.<\/p>\n\n\n\n<p>*<br>Stamattina era stremato. Aveva della bava rosa incrostata agli angoli della bocca. L\u2019ho ripulito e i suoi occhi lucidi mi hanno seguito. Ho cercato di sollevarlo per fargli bere un po\u2019 d\u2019acqua, ma non c\u2019\u00e8 stato verso. Mia moglie gli ha messo addosso un\u2019altra coperta e si \u00e8 stesa di nuovo accanto a lui, abbracciandolo. Luna, cos\u00ec si chiama la piccolina, ci guardava seduta in cima alle scale.<br>Li ho lasciati cos\u00ec per un\u2019altra ora.<br>Poi mi sono avvicinato e li ho accarezzati entrambi.<br>Mia moglie si \u00e8 svegliata, ha sollevato la testa e si \u00e8 girata verso di me: \u00e8 il momento di chiamare Sergio. Poi ha baciato Ettore sulla fronte.<br>Non erano nemmeno le otto e il telefono di Sergio ha squillato almeno dieci volte.<br>Scusa se non ho risposto subito, stavo caricando le borse in auto, ha detto.<br>Sono io, ho tenuto a precisare, anche se poi ho pensato che di &#8220;io&#8221; doveva conoscerne un\u2019infinit\u00e0.<br>S\u00ec, lo so.<br>Volevo solo dirti che stanotte Ettore \u00e8 peggiorato, come avevi previsto.<br>Riuscite a portamelo in clinica? Altrimenti vi devo organizzare qualcosa.<br>Spero che riesca ad alzarsi.<br>Ha fatto una pausa. Io tra mezz\u2019ora sono alla clinica. Se riuscite, vi aspetto all\u2019ingresso laterale. Altrimenti fammi sapere.<br>Va bene, grazie.<br>Ettore stava con la testa sprofondata nel cuscino. Gli occhi erano aperti ma muoveva pi\u00f9 le sopracciglia che le pupille. Ha provato a deglutire ma la lingua gli si deve essere incollata alle pareti della bocca.<br>Ehi, piccolo, ce la fai ad alzarti?<br>Ho spostato la coperta ed Ettore si \u00e8 girato piano, mettendosi sulle ginocchia. \u00c8 rimasto fermo in questa posizione per alcuni secondi, poi lo abbiamo aiutato in due ed \u00e8 riuscito a sollevarsi. Mi sembra di sentire anche ora lo scricchiolio delle sue ossa. Era in piedi, incerto e traballante, ma era in piedi.<br>Mia moglie ha preso la cartella clinica, la coperta e poi ci siamo messi addosso qualcosa, non so cosa.<br>Ho aperto la porta. Un leggero nevischio cadeva sul vialetto.<br>Luna, la piccolina, ci guardava seduta ancora in cima alle scale.<br>Stai l\u00ec, ferma, e aspettaci, le ha detto mia moglie.<br>Non c\u2019\u00e8 stata una risposta, ha solo continuato a guardarci.<br>Ci siamo richiusi la porta alle spalle.<br>Ho dovuto sollevare Ettore per farlo salire sul sedile posteriore. Dei suoi trenta e passa chili erano rimaste solo poche ossa. Lui mi ha assecondato, rendendo pi\u00f9 facile il lavoro.<br>Cos\u00ec ho guidato piano verso la clinica, facendo attenzione a evitare buche e scossoni. Controllavo Ettore attraverso lo specchietto retrovisore. Lui guardava fuori dal finestrino. Sembrava pi\u00f9 tranquillo, silenzioso come lo eravamo noi.<br>Il tergicristallo cancellava i pochi fiocchi di neve e in sottofondo gracchiava un giornale radio. Questo \u00e8 stato il nostro ultimo viaggio insieme.<br>Le vetrate opache della clinica alternavano adesivi di un Babbo Natale con renne e scritte Buone Feste. Le abbiamo superate tutte per arrivare al parcheggio dell\u2019ingresso laterale. L\u2019auto di Sergio non era ancora l\u00ec ma l\u2019attesa \u00e8 durata solo cinque minuti; poi il suo SUV grigio si \u00e8 fermato di fianco alla mia auto.<br>\u00c8 sceso, ha voluto aprire la mia portiera e guardare Ettore, sdraiato sul sedile. Anche Ettore ha guardato Sergio.<br>Forse \u00e8 meglio se chiamo qualcuno, ci ha detto.<br>Non c\u2019\u00e8 bisogno, l\u2019ho fermato, ce la facciamo da soli, vero piccolo?<br>Ettore ha capito ed \u00e8 scivolato gi\u00f9 dal sedile.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Le strade che si possono prendere per curare una malattia sembrano tante e a volte nessuna. Sono luci in fondo a un tunnel che si illuminano e, quando tutto va bene, si lasciano raggiungere. Altrimenti rimangono lontane e non ci sono passi abbastanza lunghi per annullare queste distanze. Tu ascolti medici, professori, amici e conoscenti. Cerchi una sintesi di tutte le informazioni e ti crei una stanza mentale dove sulle pareti ci sono cartelli, documenti con ipotesi di cura, stampe di computer con soluzioni mediche e protocolli complicati di somministrazione farmaci. Ci metti frecce, rimandi, collegamenti, note e sottolineature. \u00c8 tutto ci\u00f2 che sei riuscito a sapere o che credi di aver saputo raccogliere con criterio. Sei l\u00ec in mezzo e provi a districarti tra quelle parole, provi a mettere in fila i dati e fare delle scelte.<br>Credi di aver fatto del tuo meglio.<br>Speri di non doverti pentire.<br>Poi, c\u2019\u00e8 il caso in cui le cose volgono al peggio. Allora la luce si spegne e non riesci pi\u00f9 a distinguere le scritte con cui hai riempito le pareti.<br>Vale per le malattie degli esseri umani. Vale anche per tutti gli altri esseri viventi.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Su, Ettore, vieni con pap\u00e0.<br>Mi segue barcollando.<br>Sulla neve rimangono le mie impronte e quelle, pi\u00f9 piccole, delle sue zampe. Mia moglie \u00e8 andata avanti con Sergio.<br>Gli risparmio il guinzaglio; \u00e8 troppo debole per scappare e comunque si fida di me. Tiene la testa bassa ed entra da solo, sulle gambe magre e tremanti, in clinica.<br>Al centro della stanza denominata Ambulatorio 2, sotto un neon, c\u2019\u00e8 il tavolo metallico sul quale mia moglie ha steso la coperta di Ettore. Io e Sergio lo solleviamo cercando di essere pi\u00f9 delicati possibile e lo adagiamo sul fianco. Arrivano due ragazze, le assistenti della clinica, una della quali indossa un berretto da Babbo Natale. L\u2019altra ha un rasoio in mano; prende una zampa di Ettore e gli rade una decina di centimetri di pelo, fino a scoprire la pelle rosa pallido. Quella col berretto tasta la carne alla ricerca di una vena, inserisce un ago con un tubicino e gli preleva una provetta di sangue denso e scuro. Nessuna parla ed entrambe spariscono. Sergio sta auscultando il torace. Poi con la mano scende e cerca di palpare l\u2019addome ma qui Ettore ha un sussulto.<br>Meglio non insistere, dice. State con lui e aspettatemi.<br>Avr\u00e0 freddo?, chiede mia moglie.<br>Spero di no, rispondo, la coperta dovrebbe scaldarlo un po\u2019.<br>Quando Sergio rientra nella stanza ha indossato il camice ed esamina un foglio, probabilmente l\u2019ultimo risultato delle analisi del sangue. Lo piega, lo mette in tasca e scuote il capo. Si appoggia al tavolo con una mano e l\u2019altra la passa, delicatamente, sulla testa di Ettore.<br>Poi si schiarisce la voce: \u00e8 meglio se lo lasciamo andare.<br>Nel silenzio della stanza io annuisco. E anche mia moglie.<br>Voglio solo dirvi, continua Sergio, che ha vissuto bene per quasi dieci anni con voi ma ora \u00e8 meglio evitare ogni accanimento terapeutico. Prolungherebbe solo l\u2019agonia.<br>Non voglio che soffra, dice mia moglie.<br>Non soffrir\u00e0, ve lo garantisco. Ma a volte \u00e8 meglio scegliere di spegnere la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Sono due iniezioni, sempre nella stessa cannula, qui, sulla zampa. La prima \u00e8 un sedativo e serve a tranquillizzare il cane. Si lascia passare qualche minuto e si effettua la seconda, che lo addormenta definitivamente. Voi continuate ad accarezzarlo, lui lo sente che siete vicini. Dopo la seconda iniezione si lascer\u00e0 andare lentamente, la testa gli si far\u00e0 pesante e chiuder\u00e0 gli occhi. In quel momento il suo cuore avr\u00e0 smesso di battere. Dopo, potrete restare qui con lui quanto volete.<br>Ora, per\u00f2, continuate ad accarezzarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Poi sono solo carte. L\u2019autorizzazione alla cremazione, la cancellazione dall\u2019anagrafe canina, la fattura, il modulo privacy e altre cose che non leggo.<br>Usciamo dalla clinica e, nel raggiungere l\u2019auto, mi accorgo che la poca neve caduta ha gi\u00e0 cancellato le ultime impronte di Ettore su questa terra. Ha cancellato anche le mie che erano insieme alle sue. Erano i suoi ultimi passi, senza guinzaglio, e ci siamo fidati uno dell\u2019altro. Non volevo dirgli che lo avrei portato a morire; lui \u00e8 venuto lo stesso, trascinandosi faticosamente al mio fianco.<br>Mia moglie sale in auto e in mano, nel silenzio del ritorno a casa, stringe il collare con la medaglietta che stava al collo di Ettore.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Apro la porta di casa e troviamo Luna \u2013 la chiamiamo sempre pi\u00f9 spesso Lul\u00f9 \u2013 seduta dietro la porta, in attesa. Scodinzola e ci guarda, forse per un minuto intero. Non so se si accorga che c\u2019\u00e8 qualcosa di diverso. Quando smette di muovere la coda, si alza e torna a sedersi sul divano.<br>Noi siamo ancora in piedi, sulla soglia.<br>\u00c8 meglio se la porto a fare un giro, dico a mia moglie.<br>Prendo il guinzaglio appeso dietro la porta. Lul\u00f9 scatta dal divano e corre verso di me, mi si struscia sulle gambe. La aggancio e, nel passare, mia moglie le accarezza la testa; fate due passi che lei ne ha voglia.<br>Staremo via poco, dico.<br>Non preoccuparti, vi aspetto.<br>Vuoi che ti porti qualcosa?<br>No, sono a posto cos\u00ec. Voi andate, io comincio a sistemare un po\u2019 il salotto che \u00e8 un disastro.<br>Poi una pausa, e un respiro profondo.<br>Quando tornate, vorrei che accendessimo l\u2019albero di Natale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59855\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59855\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stanotte Ettore \u00e8 stato male.Lo aveva detto Sergio, avr\u00e0 non pi\u00f9 di tre o quattro mesi. 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