{"id":59821,"date":"2026-05-23T23:21:44","date_gmt":"2026-05-23T22:21:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59821"},"modified":"2026-05-23T23:21:45","modified_gmt":"2026-05-23T22:21:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-guardando-le-stelle-morire-e-piu-facile-di-laura-belforti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59821","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Guardando le stelle morire \u00e8 pi\u00f9 facile&#8221; di Laura Belforti"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Guardando le stelle morire \u00e8 pi\u00f9 facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo penso ora che, dopo la tempesta, il mare s\u2019\u00e8 quietato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe facile.<\/p>\n\n\n\n<p>Scivolare dal sonno al nulla, in un respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>A che serve resistere?<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sola.<\/p>\n\n\n\n<p>Omar e Khalid sono stati spazzati nella notte durante la tempesta e io non me ne sono neanche accorta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ore dopo ho chiamato: \u201cOmar? Khalid?\u201d Ho smesso quasi subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Fiato sprecato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non ero io quella \u201cche faceva finire bene i sogni\u201d come diceva la mia amica Yasmine?<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto valeva farmi strappare via dalla tempesta anch\u2019io.<\/p>\n\n\n\n<p>Non pensavo a nulla se non a rimanere abbarbicata come una cozza a due camere d\u2019aria.<\/p>\n\n\n\n<p>E il mare mi sbatteva su e gi\u00f9, gi\u00f9 e su.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la barca \u00e8 sembrata spezzarsi sotto la spinta di onde mai viste &#8211; nemmeno in Sierra Leone, quando con il nonno andavo \u201ca guardare il mare arrabbiato\u201d &#8211; mi sono aggrappata alle camere d\u2019aria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mio fratello era lontano, a poppa. Cercava di aiutare.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 a lui che avrei voluto aggrapparmi, come sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma avevo solo loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quelle camere d\u2019aria sono diventate le mie uniche compagne, anche quando sono stata sbalzata in mare, come sparata da un cannone in un cartone animato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ore di lotta, o giorni?<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p>E intanto batto i denti cos\u00ec forte che mi fanno male.<\/p>\n\n\n\n<p>Per non addormentarmi &#8211; so che sarebbe per me l\u2019ultima volta &#8211; rincorro i miei ricordi con il nonno.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall\u2019et\u00e0 di quattro anni lui \u00e8 sempre venuto a prendermi al villaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiva da Freetown nella capitale, dove vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivava mi aspettava in cortile, in silenzio: non bussava, non chiamava.<\/p>\n\n\n\n<p>Venivano in molti a onorarlo, a saluti e inchini lui rispondeva con un piccolo cenno del capo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sentivo che il nonno era importante: da noi tutti lo rispettavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno dei miei fratelli \u00e8 andato a camminare con lui. Solo io.<\/p>\n\n\n\n<p>Non so perch\u00e9 sia toccato proprio a me questo privilegio.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La mamma raccontava: \u201cSei nata il 26 aprile il giorno della festa delle lanterne.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo otto mesi: molto prima del tempo. Tuo nonno doveva partire il giorno dopo. Quella notte era con noi. \u00c8 stato lui a prenderti in braccio la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ti ha sollevato verso l\u2019alto, ti ha guardato a lungo in silenzio, poi ha esclamato:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHawa \u00e8 una bambina speciale!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno ha osato proporre un altro nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nonno \u00e8 il capo e poi ha detto che profumavo di vita.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Vita: questo significa il mio nome.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo mi davo una certa importanza!<\/p>\n\n\n\n<p>Gli prendevo la mano, cercando di tenere il ritmo del suo passo lento e regolare. Passando tra due ali di gente venute a salutarlo, io, come lui, non guardavo in faccia nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Camminavamo a lungo, lui conosceva ogni pietra, ogni albero della nostra terra.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;A volte ci fermavamo a guardare il mare, che con lui avevo imparato a amare e a temere, altre ci addentravamo nei sentieri della foresta da dove, dopo lungo cammino, si raggiungeva un\u2019ampia radura da cui la vista si apriva sui monti Loma.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il nonno tutto diventava magico e amico: la terra, gli alberi, il mare, le montagne, le nuvole\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHawa, il creato \u00e8 amore: c\u2019\u00e8 un Dio in ogni cosa che ci circonda e in ognuno degli esseri viventi: tutto ha un\u2019anima che devi imparare a rispettare. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo cos\u00ec gli antenati, che hanno accudito e tramandato fino a te tutto il creato, saranno felici e ti aiuteranno nei momenti difficili della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sai, loro, anche quando cacciavano e ammazzavano un animale, poi gli chiedevano perdono e lo onoravano con i riti della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tu non sarai mai sola anche se ti sembrer\u00e0 di essere sopraffatta dalla paura o dalla disperazione, con te ci saranno sempre loro: gli antenati!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec diceva il nonno camminando con me.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBalle\u201d tuonava mio padre quando io, tornata a casa, ripetevo eccitata i suoi insegnamenti: \u201cSuperstizioni ignoranti, non devi starlo a sentire quel vecchio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>A casa smisi di parlarne, ma continuai a chiedere al nonno di raccontarmi le storie degli antenati e delle esaltanti avventure che avevano vissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra tutti il mio preferito era Zikimo che vuol dire grande, quello pi\u00f9 antico, strappato alla Sierra per diventare schiavo in America. A lui il padre aveva dato anche un nome segreto che nessuno poteva pronunciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quelle passeggiate, prendevo a disegnare: paesaggi, alberi, animali grandi e piccoli. Per non dimenticare.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di partire ho sfogliato quei disegni: erano settanta, da quando avevo quattro anni fino agli undici. Ho rilegati i pi\u00f9 belli con una corda e tante perline.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne ricordo alcuni insieme ai titoli che avevo dato loro:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stormo oscuro-&nbsp; Unicorno appuntito- Onde strane- Il tip tap degli uccelli- I doni della morte-&nbsp; Dove vai? &#8211; &nbsp;Il vuoto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il vuoto: come colmare questo vuoto assoluto che mi circonda?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma a un tratto sono strappata ai miei ricordi: non mi sono accorta che il mare ha iniziato a incresparsi e poi, in un attimo, dalla lavagna del cielo, sono state cancellate tutte le stelle, quelle magnifiche stelle che poco fa avrebbero reso pi\u00f9 dolce il mio morire.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora dovrei di nuovo lottare, furiosamente. Ma non riesco pi\u00f9 a restare fuori dall\u2019acqua, le onde a tratti mi sommergono di nuovo e poi di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;La disperazione mi si appiccica addosso, non so pi\u00f9 chiamare nessun Dio ad aiutarmi! Non Ges\u00f9, non la Madonna, nemmeno Allah, il dio di quasi tutti i miei compagni di scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi hanno abbandonato tutti, anche gli antenati.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi arrabbio, alzo il pugno verso il cielo buio e, mentre il vento mi frusta il viso, grido: \u201cMaledetto, maledetto\u201d e a te mare grido:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ti amo pi\u00f9.\u201d&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 solo un attimo: mi sembra di sentire un lieve ronzio, che scompare sovrastato dal boato dei tuoni, dagli urli del mare.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Aspetta, cosa? No, il ronzio l\u2019ho sentito di nuovo e si avvicina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAiuto! Aiuto!\u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Sono qui, sono viva, ci sono, non mi lasciate, non potete lasciarmi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il suono della mia voce rauca e irriconoscibile si perde nella notte, ma mi dona una &nbsp;&nbsp;forza nuova, sconosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio un respiro profondissimo e grido. La voce si rompe ma grido ancora, anche i singhiozzi sono potenti, pi\u00f9 di ogni altro rumore intorno a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando tutto sar\u00e0 finito mi domander\u00f2 se, insieme agli antenati, siano venuti a gridare con me, tutti quelli che hanno perso la vita in questo mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Loro mi volevano salva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo sono Hawa. Io sono viva.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il ronzio tace piombo nuovamente nella mia orrida solitudine e adesso, non \u00e8 per richiamarli che grido, ma grido al cielo il mio dolore:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio diventare grande.<\/p>\n\n\n\n<p>Mangiare un gelato.<\/p>\n\n\n\n<p>Correre.<\/p>\n\n\n\n<p>Giocare a pallone.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio innamorarmi.<\/p>\n\n\n\n<p>Zitta, cosa? Che dicono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStiamo arrivando\u201d gridano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Urlo pi\u00f9 forte, urlo senza parole, le ho perse tutte, sparpagliate nel mare insieme a mio fratello, ai compagni di viaggio. Sparpagliati tutti, chiss\u00e0 dove.<\/p>\n\n\n\n<p>La barca a vela pi\u00f9-bella-del-mondo \u00e8 laggi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Un gommone \u00e8 sempre pi\u00f9 vicino.<\/p>\n\n\n\n<p>Due braccia, ecco, il loro calore mi avvolge: \u00e8 vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra di perdere conoscenza, a tratti, proprio come quando, al cinema del villaggio, la proiezione del film si interrompeva per pochi attimi per poi riprendere a funzionare.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualcuno mi issa a bordo.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutte le parole che voglio dire, i grazie che vorrei gridare mentre leggo la commozione negli occhi di chi \u00e8 intorno a me, mi premono, mi strozzano, mi lasciano\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>E infine, ma giuro non sono io a parlare, \u00e8 lui: il mio corpo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dico solo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio dormire.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59821\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59821\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardando le stelle morire \u00e8 pi\u00f9 facile. 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