{"id":59759,"date":"2026-05-21T22:33:08","date_gmt":"2026-05-21T21:33:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59759"},"modified":"2026-05-21T22:33:09","modified_gmt":"2026-05-21T21:33:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-la-straniera-di-maddalena-frangioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59759","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;La Straniera&#8221; di Maddalena Frangioni"},"content":{"rendered":"\n<p>La donna \u00e8 seduta sul sedile del treno davanti a me. La guardo, mi colpisce il suo viso triangolare dagli zigomi alti, sporgenti, incorniciati da un fazzoletto nero, annodato dietro il collo. Lo sguardo schivo sembra voler evitare qualsiasi contatto. Con la testa cos\u00ec coperta non riesco a indovinarne l\u2019et\u00e0, ma non \u00e8 anziana, la pelle del volto dolcemente ambrata \u00e8 distesa, perfetta, nessuna piega, n\u00e9 ruga intorno agli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fa caldo. Dal finestrino aperto il vento arriva a folate impetuose e scompiglia i miei capelli ribelli, al contrario il fazzoletto nero trattiene saldamente i capelli della donna che se ne sta seduta, composta.<br>Mi spazientisco ad aggiustarmi inutilmente la molletta per tenere a freno la frangia che svolazza sui miei occhi impedendo a tratti la vista, mentre quasi con rabbia continuo ad osservare la donna che calma e tranquilla ha gli occhi puntati al finestrino.<br>Mi verrebbe voglia di dirle che \u00e8 un po\u2019 maleducata nel non salutare, nel non dire una parola, non si pu\u00f2 stare in uno scompartimento ignorando completamente chi ti \u00e8 accanto. Basterebbero uno sguardo, un sorriso per placare la mia irritazione. Non amo chi dimostra tanta indifferenza verso gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio \u00e8 lungo, il treno ha appena lasciato la citt\u00e0. \u00c8 il treno della domenica, \u00e8 il treno dei pendolari che in estate lasciano Milano per le localit\u00e0 della costa ligure, dove il mare si affaccia sulle piccole spiagge ritagliate tra massi rocciosi e pini marittimi dalle verdi chiome ondeggianti al vento.<br>Asciugamani e costumi mescolati a panini e bibite traboccano dalle borse ai piedi delle persone che, per il caldo, non fanno che detergere la fronte con il fazzoletto. Soltanto la donna dalla testa coperta non sembra avere caldo, seduta, in silenzio, non mostra nessuna agitazione. La osservo, mi stupisco e penso che forse lei non \u00e8 di qui. Continua a guardare fuori, non fa una parola, allora penso che parli una lingua diversa dalla mia. E\u2019 una giornata calda, manca ancora molto all\u2019arrivo. Il vagone ad ogni fermata si riempie di persone e un vocio alto e continuo si spande a raggera arrivando fino alle orecchie dei viaggiatori assonnati che si stropicciano gli occhi per controllare se \u00e8 ora di scendere.<br>Il treno ad un tratto sbuca dal buio dell\u2019ultima galleria in pieno sole in vista del mare. Un fremito scuote il vagone, i passeggeri a gara si affacciano al finestrino per vedere meglio l\u2019azzurra distesa di acqua dove sperano presto di gettarsi per trovare un po\u2019 di refrigerio a quel caldo insopportabile.<br>E\u2019 per il sole e per il bagno in mare che hanno affrontato il sacrificio di quel viaggio snervante. C\u2019\u00e8 frenesia ora e gioia sulle labbra delle mamme che a stento tra sguardi severi e parole di circostanza cercano di trattenere i bambini piuttosto agitati che non vogliono pi\u00f9 a stare seduti.<br>Dal mio posto osservo la scena e sono coinvolta. Anch\u2019io ho caldo e penso che appena arrivata far\u00f2 un tuffo in mare. La donna invece \u00e8 impassibile, sembra che sia l\u2019unica a non avere caldo e a non desiderare di buttarsi in acqua.<br>Con una punta di insofferenza mi chiedo da quale\u201d pianeta\u201d arrivi.<br>\u201cNon \u00e8 possibile\u201d, mi dico, \u201ctanta indifferenza al fremito che serpeggia in tutto il vagone\u201d.<br>Sale la mia curiosit\u00e0 per scoprire da qualche indizio da quale Paese provenga.<br>La osservo con attenzione, guardo i suoi lineamenti.<br>Nessun dubbio quel naso aquilino, quegli zigomi pronunciati, quella bocca carnosa non sono comuni tra le persone che conosco. E poi quegli occhi scuri che ho scorto tra il dondolio e un sobbalzo del treno delimitati da folte ciglia sono inusuali nelle donne di qua. Anche il colore della sua pelle \u00e8 diverso.<br>Mi vengono in mente le donne d\u2019oriente dai volti misteriosi con nasi aquilini sospese su bocche carnose incastonate in zigomi alti. Gli orecchini pendenti che dondolano al lento ritmo del treno non fanno che confermare i miei sospetti. Quella donna seduta davanti a me \u00e8 senza dubbio una \u201cstraniera\u201d. Con questa certezza mi tranquillizzo e distolgo lo sguardo. IL treno procede sicuro, non manca molto all\u2019arrivo ora.<br>Nascondo il viso tra le pagine del libro portato per l\u2019occasione, ma non ho nessuna voglia di leggere. Torno a guardare la donna e noto il suo abbigliamento pesante. Mi viene quasi da dirle che al mare in estate fa molto caldo e che i suoi abiti non sono adatti. Ma non so come fare, non conosco la sua lingua. Rinuncio. Il caldo \u00e8 soffocante, dal finestrino nessuna frescura. Mi appisolo.<\/p>\n\n\n\n<p>A un tratto una mano, una voce gentile: \u201cSignora, scusi se la disturbo, ma siamo arrivati a Rapallo, l\u2019ultima stazione, \u00e8 ora di scendere, sono gi\u00e0 scesi tutti, il treno \u00e8 vuoto\u201d. Mi scuoto, raccolgo la borsa, mi alzo, guardo tra lo stupore e l\u2019imbarazzo la donna. Riconosco il fazzoletto nero: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSara, piacere\u201d, dice la donna allungando la mano. \u201cPiacere, Elena\u201d, rispondo con aria intontita.<br>\u201cMa , ma lei parla italiano, allora \u00e8 di qui\u201d, dico con affanno, \u201c e\u2026io che pensavo che fosse straniera e non parlasse la mia lingua. Grazie, grazie per avermi svegliato. Andiamo, scendo con lei. Le andrebbe un caff\u00e8?\u201d.<br><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59759\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59759\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La donna \u00e8 seduta sul sedile del treno davanti a me. 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