{"id":59618,"date":"2026-05-19T17:23:06","date_gmt":"2026-05-19T16:23:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59618"},"modified":"2026-05-19T17:23:08","modified_gmt":"2026-05-19T16:23:08","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-12-di-giacomo-delucca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59618","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;12&#8221; di Giacomo Delucca"},"content":{"rendered":"\n<p>La signorina Emily Richmond ricevette il suo pezzo del puzzle il nove ottobre, e cos\u00ec accadde a tutti gli altri. Dodici pezzi in tutto, recapitati ad altrettante persone sparse per tutto il Paese.\u00a0<br>Ognuno degli interessati ricevette, insieme al proprio pezzo, una missiva composta come le lettere anonime che si usava creare negli anni ottanta: lettere ritagliate da vari giornali e incollate su un foglio nero a formare la frase: \u201cL\u2019Amore assume diverse forme. L\u2019altra met\u00e0 si riveler\u00e0 quando troverai il vero Amore\u201d.<br>Inizialmente, quasi tutti coloro che avevano ricevuto il puzzle non presero seriamente la questione; qualcuno prov\u00f2 a buttarlo via, ma la busta ricompariva puntualmente nella buchetta della posta il giorno dopo.<br>La signorina Richmond, invece, ne rimase folgorata; ne era ossessionata e credette da subito che avrebbe funzionato. Smise di mangiare, a stento dormiva e osservava quello strano oggetto da ogni punto di vista possibile e attraverso tutti i filtri che riusciva a raccogliere, convinta che in qualche modo avrebbe svelato il suo segreto. Aveva persino interpellato un amico chimico nella speranza che la scienza potesse darle qualche risposta.<br>Rassegnata all\u2019evidente misticismo (perch\u00e9 non si poteva parlare di magia senza sembrare pazzi) inizi\u00f2 a uscire con diversi uomini, si iscrisse a un sito di incontri e partecip\u00f2 a diversi appuntamenti al buio.<br>Portava sempre con s\u00e9 il puzzle e lo consultava ogni volta che un incontro finiva. Il pezzo, per\u00f2, restava sempre uguale: nella met\u00e0 di sinistra un cespuglio di rose rosse e a destra solo bianco. Cos\u00ec la signorina Richmond proseguiva la sua ricerca, scartando un uomo dopo l\u2019altro. Prov\u00f2 anche con le donne &#8211; non si sa mai &#8211; , diceva tra s\u00e9. Sembrava non importarle pi\u00f9 di trovare l\u2019amore; le importava solo del puzzle.<br>Il dodici marzo di due anni dopo incontr\u00f2 Samuel mentre aspettava il suo turno per ordinare un caff\u00e8. Si perse immediatamente nella profondit\u00e0 dei suoi occhi verdi e leggermente infossati, come se il viso volesse proteggerli dal mondo esterno. I capelli erano neri come quelli della signorina Richmond, ma la pelle era olivastra e questo faceva risaltare il colore di quei bellissimi occhi.<br>Non pass\u00f2 molto tempo tra il loro primo incontro e il matrimonio. La loro storia non fu particolarmente romantica, se non per il colpo di fulmine iniziale, ma rap\u00ec completamente Emily che prima di allora pensava di aver perso la possibilit\u00e0 di trovare il vero Amore. Si sposarono alla fine dell\u2019estate.<br>La sera prima delle nozze la tensione attanagliava i due sposini e, per la signorina Richmond, quell&#8217;ansia era quasi insostenibile perch\u00e9 non riusciva a trovare il pezzo del puzzle. La storia con Sam le aveva fatto perdere l\u2019interesse per quell&#8217;oggetto, ma chiss\u00e0 perch\u00e9, quella sera l\u2019ossessione torn\u00f2 galoppando come una mandria impazzita.<br>Ribalt\u00f2 casa, facendo infuriare la madre che non capiva il motivo di tanta agitazione. Alla fine lo trov\u00f2: l\u2019aveva nascosto dentro un bauletto di legno vecchio e logoro riposto in uno scomparto dell\u2019armadio. Mentre lo apriva lentamente, poteva sentire la tensione bloccarle il respiro.<br>Ora, vicino al piccolo cespuglio di rose, era comparso l\u2019angolo della staccionata bianca di una veranda.<br>La signorina Richmond, ormai signora Tallow, non ricordava di preciso cosa avesse fatto o detto in quel momento, ma ebbe la certezza che Sam era l\u2019uomo giusto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pezzo del signor Tatoon, invece, si complet\u00f2 quando trov\u00f2 e salv\u00f2 un cucciolo di bulldog francese abbandonato morente in un cassonetto. Tatoon aveva settantadue anni e ormai dell\u2019amore non si interessava pi\u00f9. Per un bambino adottato come lui era stato difficile fidarsi delle persone e aveva allontanato tutte le donne della sua vita prima che loro potessero abbandonare lui. Aveva lasciato anche Daisy, la dolce piccola Daisy. Lei lo aveva visto nel suo momento peggiore, gli era stata vicino anche quando, dopo aver ritrovato la madre biologica, era stato nuovamente abbandonato da quella donna senza cuore. La madre aveva accettato di rivederlo dopo tanti anni, a quell\u2019epoca Tatoon ne aveva trentasette, ma solo per svuotargli il conto corrente e abbandonarlo di nuovo. Daisy era rimasta, anche in quella miseria di sentimenti, anche in quel momento, Daisy era rimasta. Per Tatoon era incomprensibile. Temeva che Daisy potesse portargli via tutto quello che gli rimaneva, anche se quello che gli rimaneva era nient\u2019altro che la sua dignit\u00e0. Cos\u00ec fugg\u00ec anche da lei e promise che mai pi\u00f9 avrebbe sofferto e mai pi\u00f9 si sarebbe fatto abbandonare. Quando ricevette il suo pezzo lo gett\u00f2 via senza neanche pensarci, ma quello continuava a tornare nella buchetta della posta. Aveva intimato al postino di non recapitargli pi\u00f9 quelle lettere, ma il postino continuava a ripetere di non aver mai consegnato nemmeno la prima. Cos\u00ec decise di tenerlo, come soprammobile, non gli interessava pi\u00f9 di tanto.<br>Quando torn\u00f2 a casa con la piccola Daisy tutta malconcia e col musino sporco e insanguinato, not\u00f2 che il pezzo di puzzle era diverso, ora era completo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Amore ha diverse forme e per Clarissa Suttherton aveva quella di una divisa: quella dei pompieri.<br>Clarissa aveva i capelli rossi, nella sua comunit\u00e0 era un difetto di non poco conto. I maschi la evitavano come una malattia e le ragazze la prendevano continuamente in giro. I bambini sanno essere davvero tremendi. Ma non si pu\u00f2 avere una vita facile e un carattere forte, cos\u00ec prese quella tristezza e la trasform\u00f2 in coraggio, prese la rabbia e la trasform\u00f2 in forza. Si dedicava a ogni attivit\u00e0 fisica possibile e divenne molto presto una delle atlete pi\u00f9 in forma della scuola. Una volta, ad una gara di corsa campestre, la vide il signor Thompson, padre di Jeremy, che lavorava alla caserma dei pompieri della citt\u00e0. \u201cCi farebbe comodo uno scricciolo agile e scattante come te in squadra\u201d. Cos\u00ec Clarissa si iscrisse all\u2019Accademia subito dopo il diploma ed entr\u00f2 a far parte della Squadra 11 nella sua citt\u00e0. La vita aveva iniziato a sorriderle. La prima volta che estrasse un bimbo di quattro anni da un edificio in fiamme, si rese conto che qualcosa era cambiato in lei.<br>Tornata a casa quella sera prese in mano il pezzo da sopra il camino, senza pensarci, e not\u00f2 che, vicino alle nuvole immerse nel cielo azzurro, era comparso un tetto spiovente coperto da tegole color petrolio.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dei pezzi misteriosi era ormai diventata famosa; tutti i giornali ne parlavano. Dopo che i primi quattro frammenti si rivelarono, alcuni giornalisti tentarono di ricostruire la vicenda sperando di dare una svolta alla carriera con una storia stravagante e mistica. Ci vollero diversi anni prima che il cronista Albert Fozbury riuscisse a riunire i proprietari dei pezzi e a pubblicarli in prima pagina. Quattro pezzi erano completi, altri otto parziali. Solo uno dei proprietari dei pezzi di puzzle prefer\u00ec inviare il suo in una busta anonima.<br>Fu chiaro fin da subito che il puzzle raffigurava una casa. All\u2019inizio non si capiva quale, ma col passare degli anni l\u2019immagine continuava a riempirsi. A sei anni dall\u2019inizio di questa storia, il trenta marzo, Fozbury ricevette una chiamata da Harold, il proprietario del pezzo numero dodici. Mentre aiutava il figlio con i compiti di matematica, Harold aveva sentito un forte impulso allo stomaco e si era diretto verso il suo pezzo quasi senza rendersene conto: fino a quel momento era rimasto diviso a met\u00e0, ma ora era completo.<br>Il giornale pubblic\u00f2 il puzzle quasi ultimato, mancava solo il pezzo anonimo, il numero undici. L\u2019indizio finale non poteva che essere l\u00ec. L\u2019abitazione raffigurata era una casa come tante, in una zona residenziale. Il tetto era color petrolio; la facciata, la veranda e la staccionata erano bianche. Le finestre aperte rivelavano tende color crema semitrasparenti e sotto il portico c\u2019erano due sedie a dondolo. A circondare la veranda, un roseto rigoglioso ben organizzato in cespugli. Il prato verde era diviso dal vialetto che portava alla strada. Quella casa poteva essere ovunque; senza un indirizzo era impossibile identificarla e Fozbury iniziava a perdere la speranza di trovare qualche indizio che riguardasse il proprietario del pezzo undici.<br>Il puzzle era composto da tre file e quattro colonne. Il pezzo mancante era il terzo da sinistra nell\u2019ultima fila. Si sperava contenesse la cassetta della posta e, di conseguenza, l\u2019indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indirizzo sulla cassetta della posta c\u2019era eccome. Scritto a chiare lettere bianche su fondo color petrolio. Stesso colore del tetto che tanto piaceva a mia moglie. Pi\u00f9 di una volta avevo discusso con il postino per quel cognome: continuava a non recapitare nulla dicendo che &#8220;non si legge bene&#8221;. Brutto bastardo scansafatiche, bastava scendere da quel merdoso furgone. Cos\u00ec lo scrissi in grande, ma lui continuava a ignorarci.<br>Avevo custodito il mio pezzo gelosamente; non ne avevo parlato a mia moglie perch\u00e9 quando lo ricevetti eravamo gi\u00e0 sposati e non volevo che la prendesse male. Io non credo a queste cose, ma in cuor mio la domanda c&#8217;era: \u201cPerch\u00e9 non si completa? Sono felice, ho una moglie perfetta, quattro figli, una bella casa. Cosa mi manca? Perch\u00e9 non dovrei aver gi\u00e0 trovato il vero amore?\u201d. Cos\u00ec, quando lessi la notizia che un cronista li stava raccogliendo, inviai il mio al giornale il diciotto settembre, in una busta anonima.\u00a0<br>Un giorno, sulla scrivania di Fozbury, il pezzo anonimo mut\u00f2 all\u2019improvviso e il puzzle finalmente si complet\u00f2 e la cassetta della posta era l\u00ec, con l\u2019indirizzo scritto a chiare lettere. Passato lo shock dell\u2019evento, si diresse immediatamente all&#8217;indirizzo indicato. Quando arriv\u00f2, la scena era irreale. Mi trov\u00f2 seduto sul marciapiede, con la schiena appoggiata alla cassetta della posta, mentre tenevo in grembo la testa del postino (che pesava molto pi\u00f9 di quanto pensassi). Lo stomaco del giornalista resse alla vista di quella scena, scatt\u00f2 una foto prima di rivolgermi la parola.<br>\u201cCos\u2019\u00e8 successo?\u201d\u00a0<br>La risposta alla sua domanda (e alla mia) arriv\u00f2 quando riuscii a staccare la testa di quello stronzo del postino.<br>La foto scattata da Fozbury quel pomeriggio era la copia esatta del puzzle completo.<br>Il giorno dopo, il titolo del giornale riportava le esatte parole che rivolsi a Fozbury in risposta alla sua domanda: \u201cL\u2019Amore assume diverse forme\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59618\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59618\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La signorina Emily Richmond ricevette il suo pezzo del puzzle il nove ottobre, e cos\u00ec accadde a tutti gli altri. 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