{"id":59568,"date":"2026-05-20T20:49:20","date_gmt":"2026-05-20T19:49:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59568"},"modified":"2026-05-20T20:49:21","modified_gmt":"2026-05-20T19:49:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-punto-dincontro-di-annarosa-tonin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59568","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Punto d&#8217;incontro&#8221; di Annarosa Tonin"},"content":{"rendered":"\n<p>Arianna \u00e8 di nuovo davanti alle macchinette distributrici di cibo e bevande.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ci siamo incontrate le stava fissando come a chiedersi se fosse proprio quello il posto giusto da cui partire per superare le barriere di una nuova lingua da conoscere. Verso l\u2019est dei quattro confini che aveva oltrepassato, per arrivare nella citt\u00e0 delle macchinette, era il tempo delle rane da appoggiare sulle foglie dei platani, per vederle meglio. Se lei fosse stata ancora l\u00ec, le sue mani non avrebbero raggiunto le orecchie per attutire quel gracidare senza sosta; si sarebbero accostate alle rane, per paura che fossero le foglie di platano a non andare bene. Troppo grandi o troppo piccole? Troppo sporche? Se fosse rimasta, avrebbe continuato a non chiedere come le foglie dovevano essere preparate per accogliere le rane da mangiare, ma a seguire il buon senso, cercando quelle pi\u00f9 lucide, sicura che il loro luccichio bastasse a far scappare le rane, a farle scivolare di nuovo verso lo stagno della libert\u00e0. L\u2019aveva inquietata scoprire un giorno che esse non percepiscono l\u2019aumento della temperatura dell\u2019acqua, una volta messe in pentola. Allora si era sentita in colpa, per averle mangiate tante volte. Poi, aveva smesso e attuato il proposito di salvarne il maggior numero possibile, grazie alla storia del luccichio delle foglie e al dubbio che le era venuto, a proposito del pentimento e delle opere buone con cui ti garantisci la salvezza dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Arianna \u00e8 di nuovo davanti alle macchinette e, come la prima volta che ci siamo incontrate, il suo pensiero verso est sta affidando ancora una volta al luccichio delle foglie dei platani la salvezza delle rane e, in un certo senso, anche la sua, nella speranza che il solo pensiero basti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle vicinanze delle macchinette non ci sono le rane. Arianna le ha cercate a lungo, fino all\u2019argine del fiume, ogni anno che ha vissuto qui, ma non le ha mai trovate. Forse, avrebbe ancora bisogno di altro tempo, parente stretto di quel tempo che le \u00e8 servito per conoscere una nuova lingua? No, perch\u00e9 \u00e8 giunto, invece, il tempo di voltare le spalle all\u2019argine del fiume e alle rane che, ne \u00e8 certa, si nascondono da qualche parte, per non essere costrette a superare barriere fatali, dato che qui le foglie in generale non luccicano.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ci siamo incontrate era felice di aver liberato molte rane a est, ma aveva paura di incontrare e conoscere una nuova lingua.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUn\u2019altra?\u00bb, aveva chiesto alla nonna, prima di lasciarla e oltrepassare i confini di quattro stati, per raggiungere la madre. Non sapeva se ritenersi fortunata, oppure stanca di dividere le sue giornate in base alla lingua con cui comunicare.<\/p>\n\n\n\n<p>Era arrivata puntuale davanti alle macchinette, senza indicazioni su chi l\u2019avrebbe accolta.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aveva immaginata diversa, l\u2019accoglienza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 un tempo per ogni cosa\u00bb, le ricordava ogni sera la nonna, e lei avrebbe continuato a rispettarli, il tempo e la nonna e anche la scoperta che oltre ogni confine c\u2019\u00e8 accoglienza e accoglienza.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ci siamo incontrate era il tempo della quinta lingua in tredici anni di vita. Niente male, davvero; un inusuale biglietto da visita, avevo riflettuto ad alta voce.<\/p>\n\n\n\n<p>Il compito di insegnarle la quinta lingua mi era stato affidato per esclusione. In nessuna delle altre colleghe si era fatta strada quella che, secondo me, rappresentava l\u2019occasione della vita. Uscire dall\u2019abitudine, dalle stesse facce alla solita ora in un posto allergico, per non dire ostile, allo sguardo fuori, oltre, da qualche parte, comunque lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Arianna e io abbiamo concordato fin da subito di eleggere come Punto d\u2019Incontro le macchinette distributrici di cibo, bevande e parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Delle quattro lingue che lei gi\u00e0 parlava come se le appartenessero tutte dalla nascita, ne conoscevo soltanto una, grazie alla quale le altre colleghe si erano defilate, adducendo la motivazione meno nobile del mondo: non me la sento, \u00e8 troppo impegnativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, il Punto d\u2019Incontro mio e di Arianna, oltre alle macchinette, \u00e8 stato anche un altro: non abbiamo paura dell\u2019impegno e con impegno intendiamo accogliere le sfide come opportunit\u00e0, ci\u00f2 che non sappiamo dire o fare come confini da oltrepassare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono trascorsi tre anni e da domani Arianna non si fermer\u00e0 pi\u00f9 davanti al Punto d\u2019Incontro. Si \u00e8 iscritta a un\u2019altra scuola di un\u2019altra citt\u00e0. \u00abAltro giro altra corsa\u00bb, mi ha scritto ieri sera su Whatsapp la madre, che ha lasciato crescere Arianna lontana da lei, nelle campagne verso est, fra la gente di confine che, dalla notte dei tempi, alla lingua del focolare aggiunge quelle di villaggi e citt\u00e0 dove una sola lingua non basta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPerch\u00e9 dovrei venire dove stai tu?\u00bb, aveva chiesto Arianna alla madre in una delle lingue di confine, per provocarla e capire se ancora se le ricordava davvero, la lingua e la figlia.<\/p>\n\n\n\n<p>Era stato un maestro elementare a incoraggiarla. \u00abVai, cos\u00ec mi farai sapere com\u2019\u00e8 imparare a stare in un posto dove ci sono le macchinette distributrici di cibo e bevande. Ne compreremo una per la nostra scuola\u00bb. Arianna aveva paura di verificare da s\u00e9 se ne valeva la pena. Sarebbe riuscita a imparare una nuova lingua per tornare e raccontare al maestro come si guarda, si accoglie e si parla oltre i confini di quattro stati?<\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>PLUS ULTRA<\/em>\u00bb. Erano state le prime parole di Arianna per me. Era arrivata a tredici anni davanti alle macchinette distributrici di cibo, bevande e parole, senza conoscere l\u2019inglese, ma conosceva il latino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abChi se lo prende un impegno simile?\u00bb La cantilena delle colleghe era echeggiata per giorni. La Corale dell\u2019Abitudine aveva intonato il suo canone, la stessa antifona all\u2019infinito, dalla quale, ormai, avevo imparato a stare lontano.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche oggi, mentre mi aspetta, Arianna \u00e8 davanti alla macchinette per ringraziarle di non distribuire le rane.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abBisogna sempre ringraziare qualcosa o qualcuno, quando ci si sente migliori\u00bb, le raccomanda la nonna, che \u00e8 ancora l\u00ec, nelle campagne verso est, a parlare tre lingue e a ringraziare il maestro elementare che continua a insegnare la quarta, quel latino che lei non conosce. Ci\u00f2 che le sta a cuore, per\u00f2, \u00e8 sapere da Arianna se ha dimenticato come si avvicinano le rane, si appoggiano sulle foglie dei platani e poi si cucinano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSe torner\u00f2 verso est, non racconter\u00f2 che qui esistono delle rane talmente speciali da impedire alle orecchie umane di percepirne il gracidare. Cos\u00ec, possono vivere in santa pace\u00bb. L\u2019accoglienza di Arianna al mio arrivo. \u00abSecondo me, tornerai presto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Arianna abbassa lo sguardo e apre lo zaino. Trova una piccola busta rossa, la mette nella tasca della mia giacca, sorride e se ne va.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora qualche istante e la campanella di fine lezioni suoner\u00e0. Prendo la busta e la apro. Un biglietto rosso e due nere parole latine.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59568\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59568\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arianna \u00e8 di nuovo davanti alle macchinette distributrici di cibo e bevande. 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