{"id":59563,"date":"2026-05-18T23:11:21","date_gmt":"2026-05-18T22:11:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59563"},"modified":"2026-05-18T23:11:22","modified_gmt":"2026-05-18T22:11:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-trambusto-di-stefano-finzi-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59563","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Trambusto&#8221; di Stefano Finzi Vita"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><em>A volte il treno sbagliato ti porta alla stazione giusta<\/em> [cit. da <em>The Lunchbox<\/em>, film del 2014]<\/p>\n\n\n\n<p>A Max, mentre si preparava per uscire, era andato tutto storto: non trovava il cellulare, cercandolo aveva urtato una bottiglia di vino che si era rovesciata sul pavimento, aveva dovuto cambiarsi il golf per una brutta macchia. Ora era pronto, ma in ritardo. Lo aspettava un importante colloquio di lavoro a cui non poteva mancare. Da quando aveva perso il posto di guardia giurata erano passati tre mesi, e il suo conto in banca era in rosso. Una societ\u00e0 bandiva un nuovo posto presso la sua sede, ma i colloqui avevano un orario rigido, e per arrivarci doveva prendere i mezzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scese le scale di corsa, sbuc\u00f2 sulla strada senza guardare, travolgendo un\u2019anziana signora col carrello della spesa. La signora si salv\u00f2 ma dal carrello cascarono delle mele. Raccolte quelle e fatte le debite scuse riprese la corsa verso la fermata. Accidenti, il bus era proprio laggi\u00f9, pronto a ripartire. Si mise a correre gesticolando e urlando parole sconnesse. Lo raggiunse un secondo prima che le porte si chiudessero e riusc\u00ec a salire. Era affollato. Si appoggi\u00f2 a un finestrino col fiatone, ce l\u2019aveva fatta. Chiuse gli occhi respirando piano, ma quando li riapr\u00ec gli prese un colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che strada fa?\u201d, url\u00f2. Una ragazza l\u00ec accanto sorrise rispondendo: \u201cLa solita.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa ha svoltato a destra\u2026\u201d, protest\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInfatti, dove gira di solito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa questo non \u00e8 il 2?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, il 4.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 vero, qui ci passa pure il 4! E adesso?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Stava per prendersela col finestrino, quando la ragazza intervenne di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa dove doveva andare?\u201d Glielo disse.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, no, questo va dalla parte opposta. Pu\u00f2 scendere alla prossima, ma per tornare indietro deve riprendere il 4 al contrario, che non passa in questa strada.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 proprio la giornata storta\u201d, sospir\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Lei sembrava intenzionata a consolarlo: \u201cEra un appuntamento importante?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019era in gioco un posto di lavoro, ma ormai \u00e8 andato. Arrivare solo per vedere qualcun altro che firma il nuovo contratto sarebbe da scemi. Questo va in centro, vero?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, non hai visto quanti turisti ci sono?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era passata al tu. Ora che la guardava meglio not\u00f2 che era molto carina. Sul bus vide in effetti varie persone in pantaloncini e canotta, con zainetti, berretti e bottigliette d\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE allora oggi vado a farmi due passi come un turista. Pure tu lo sei?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh, no, io l\u00ec ci lavoro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scapp\u00f2 un \u201cBeata te.\u201d Rest\u00f2 in silenzio a pensare agli scherzi del destino, fino a che l\u2019autobus non arriv\u00f2 nei pressi della prima fermata utile, e si mosse verso l\u2019uscita, salutando la vicina con riconoscenza. Grazie a lei non aveva preso il finestrino a capocciate. A un passo dalla porta il suo sguardo fu per\u00f2 catturato da una mano che scivolava di soppiatto dentro la tasca di uno zaino uscendone con un portafoglio tra le dita. Successe tutto in un attimo: si aprirono le porte, quel portafoglio fin\u00ec nella tasca di un tizio che si fiond\u00f2 gi\u00f9 verso la strada, Max grid\u00f2 \u201cAl ladro!\u201d, saltando pure lui gi\u00f9 per inseguirlo. Altre persone scesero dopo di loro e il bus ripart\u00ec. Correndo cerc\u00f2 di mettere a fuoco il ladro: un ragazzo vestito piuttosto male, che accortosi di essere inseguito fece un brusco scarto imboccando una stradina laterale. Lui sband\u00f2 ma non perse campo. Dopo poco il tizio per\u00f2 inciamp\u00f2 contro la gamba di un tavolo di un bar finendo per terra. In un attimo Max gli fu sopra premendogli una mano sul petto per impedirgli di rialzarsi. Prov\u00f2 a fare il duro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRestituisci ci\u00f2 che hai rubato o finisci in galera. Sono una guardia giurata.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Non lo era, ma lo era stato, e se non avesse sbagliato autobus probabilmente lo sarebbe stato di nuovo. L\u2019altro si arrese.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLo restituisco, non mi denunciare, ti prego. Non volevo farlo, ma non mangio da giorni.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui allent\u00f2 la presa, lasciandolo rialzare solo dopo la consegna del portafoglio. Lo fece sedere proprio al tavolino che l\u2019aveva fermato, e gli sedette vicino per impedirne la fuga.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai detto che hai fame? Allora ora ci prendiamo un cappuccino e mi spieghi meglio la tua situazione. Solo dopo decido se ti lascio andare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel vicolo la colluttazione era passata inosservata. Al bar nessuno era ancora ai tavoli, anche se da dentro arrivavano voci. Nell\u2019attesa che si affacciasse un cameriere, Max inizi\u00f2 il suo pseudo interrogatorio. Il ragazzo aveva venticinque anni e si chiamava Rosario (si fece mostrare un documento). Era venuto a Roma dalla Calabria in cerca di lavoro, ma finora non aveva trovato nulla. Dormiva nei parchi e per mangiare cercava di raccattare qualche moneta in giro. Giur\u00f2 che fosse la prima volta che tentava un borseggio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVoglio crederti. Porto io il portafoglio alla polizia, dir\u00f2 che al ladro \u00e8 caduto mentre scappava.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in quel momento apparve nel vicolo la ragazza del bus. Quando lo vide si illumin\u00f2: \u201cE tu che ci fai qui? Non volevi fare due passi in centro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe ci fai tu, mi hai seguito?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, io in questo bar ci lavoro. Ti ho sentito gridare mentre scendevi dall\u2019autobus, correndo dietro a qualcuno, ma non ci ho capito nulla. Cosa \u00e8 successo? Lui \u00e8 un tuo amico?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPoi ti spiego. Arrivi al momento giusto. Ci porti due cappuccini e due cornetti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeh, datemi almeno il tempo di prendere servizio.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui torn\u00f2 al suo interrogatorio: \u201cMa tu che lavoro stai cercando, cosa sai fare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel mio paese mi occupavo di impiantistica, ma ormai \u00e8 mezzo vuoto e non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 lavoro. Per questo ho pensato di tentare la fortuna qui a Roma. Ma non ho referenze, cos\u00ec quando mi presento nessuno si fida.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ricomparve la ragazza coi cappuccini. \u201cIo comunque sono Sandra.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rosario si fiond\u00f2 sul cornetto addentandolo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie, Sandra. Io sono Max, e lui Rosario, fermati un po\u2019 con noi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMeglio di no, se si affaccia il proprietario mi licenzia. \u00c8 un tipo tosto, un calabrese.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rosario ebbe un sussulto: \u201cPure io.\u201d \u201cTosto?\u201d \u201cNo, calabrese.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAh, scusa, non ce l\u2019ho coi calabresi. Ma sono ancora in prova, ed \u00e8 meglio se sto attenta. Anche perch\u00e9 tra una settimana il bar chiude per lavori, e voglio essere certa che quando riapre mi richiameranno. Vi lascio alle vostre chiacchiere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, aspetta, di che lavori parliamo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCredo che rifaranno gli impianti, e non so che altro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Max fiss\u00f2 Rosario con uno sguardo interrogativo, ma lui non capiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE chi far\u00e0 i lavori, lo sai?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon ho idea. Credo una ditta che conosce il proprietario. Ora vado.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOk, grazie, tra poco passo a pagare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Appena si fu allontanata Max fece: \u201cChe dici? Non potrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0? Sempre che non mi hai detto balle. Sei davvero esperto di impianti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, l\u2019ho fatto per anni. Ma ti pare che prendono me?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLasciami fare. Seguimi e conferma solo tutto quello che dir\u00f2. Ricorda che se te la squagli ti denuncio, ho il tuo nome.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel bar il proprietario era chiaramente il tizio alla cassa. Pagando Max si rivolse a Rosario:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusami, quanto ti serve ancora per finire i lavori del bagno? Ce la fai in settimana?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Quello rimase in silenzio finch\u00e9 non gli arriv\u00f2 un calcio allo stinco.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, \u00e8 quasi tutto a posto. Manca solo la caldaia. Dopo mi occuper\u00f2 dell\u2019impianto elettrico, e in un paio di giorni chiudo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il proprietario ora seguiva con interesse. Max insistette:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai lavorato davvero bene, e il tuo preventivo era pure il meno caro, sono soddisfatto.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA me interessa lavorare bene, cos\u00ec poi i clienti mi fanno pubblicit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Era entrato bene nel ruolo. Max salut\u00f2 Sandra dicendo \u201cAlla prossima\u201d, ma il boss ferm\u00f2 Rosario: \u201cLei \u00e8 calabrese?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, di Gerace.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome \u00e8 piccolo il mondo, io di Cittanova, ma a Gerace conosco il sindaco.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Part\u00ec un mare di chiacchiere in dialetto. Uno conosceva la sorella del cugino del parroco di Gerace, l\u2019altro il nipote del farmacista di Cittanova, e non la smettevano pi\u00f9. Finch\u00e9 il barista chiese (ormai si davano del tu): \u201cMa tu hai una ditta di ristrutturazioni?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rosario si gir\u00f2 verso Max in cerca di sostegno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, \u00e8 un professionista indipendente. Mi \u00e8 stato consigliato.\u201d Abbass\u00f2 la voce: \u201cSandra, una mia cara amica, mi ha parlato dei lavori che dovete fare qui. Le dico la verit\u00e0: a me \u00e8 convenuto il lavoro in nero, ma se serve lui pu\u00f2 firmare anche un contratto regolare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe non hai fretta\u201d, disse quello a Rosario \u201cti faccio vedere cosa vorrei fare.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOttimo\u201d, fece Max, \u201cglielo lascio subito. Vieni un attimo fuori che ti d\u00f2 le ultime istruzioni per casa. Arrivederci e grazie.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Appena fuori del locale Rosario lo abbracci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrazie davvero. Ma come ti vengono idee cos\u00ec?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLascia stare, a me piace risolvere problemi. Per\u00f2 in genere quelli degli altri. Adesso vado, ma lasciami il cellulare. Ecco pure qualche euro per mangiare. Ma mi raccomando, torna dentro e mostra professionalit\u00e0. Vedrai che qualcosa viene fuori. Io ora faccio un salto al commissariato per il portafoglio. Niente pi\u00f9 stronzate, chiaro?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTranquillo, ho imparato la lezione. Ma tu fai davvero la guardia giurata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa guardia giurata?\u201d A chiederlo con gli occhi di fuori ora era Sandra, alle loro spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGiuro\u201d, rispose lui.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe giuri allora lo sei davvero\u201d, rise lei. \u201cMa di che stronzate parlavate?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenti, sto solo cercando di aiutare un amico, che credo sia un bravo idraulico. Anche lui me l\u2019ha giurato. Non \u00e8 per\u00f2 una guardia, e nemmeno un ladro per\u00f2\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva sottolineato le ultime parole fissando Rosario negli occhi. Sandra sembrava divertita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra che vai via vuoi qualche consiglio sull\u2019autobus da prendere?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSfotti? Dimmi piuttosto quando stacchi, che magari torniamo insieme verso casa. Tanto dobbiamo tutti e due riprendere il 4, giusto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAlle cinque, quando mi sostituisce la collega del turno serale.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBene, allora ripasso qui, cos\u00ec ti racconto un po\u2019 di cose, e tu mi aggiorni sui lavori.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo qualche stretta di mano, Sandra e Rosario tornarono dentro mentre Max and\u00f2 al commissariato dove si ferm\u00f2 pi\u00f9 di un\u2019ora. Nella deposizione ricostru\u00ec i fatti dal suo punto di vista. Del ladro dichiar\u00f2 di non poter dire molto, non si era mai voltato durante la fuga, e appena il portafoglio gli era caduto lui l\u2019aveva raccolto rinunciando ad inseguirlo. Lo aprirono davanti a lui: conteneva documenti ma anche una carta di credito e diversi contanti. Il derubato era un americano di Filadelfia, e la polizia si sarebbe attivata per rintracciarlo e restituirgli il maltolto. Firmato il verbale torn\u00f2 per strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Che giornata! Aveva fatto una serie di casini perdendo un possibile posto di lavoro per poi sventare un borseggio e cercare di redimerne l\u2019autore. Era proprio vero: risolveva i problemi degli altri ma non i propri. Di positivo vedeva solo Sandra. Gli piaceva molto, e non vedeva l\u2019ora che arrivassero le cinque. Voleva scoprire dove abitasse. Quant\u2019\u00e8 che non frequentava una donna? Single e disoccupato, ecco il suo stato, una bell\u2019accoppiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Trascorse il tempo facendo i famosi due passi per il centro. Mangi\u00f2 della pizza, e si perse appresso alle vetrine, solo per capire cosa gli sarebbe piaciuto comprare appena avrebbe riavuto uno stipendio. Torn\u00f2 infine al bar alle cinque meno dieci. Alla cassa non c\u2019era il proprietario. Sandra stava di spalle preparando un caff\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNe posso avere uno anche io?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMax! Sei tornato!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChe fai, non ti fidi di una guardia giurata?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHai ragione. Vatti a sedere, che te lo faccio portare. Poi mi vado a cambiare e ti raggiungo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Poco pi\u00f9 tardi era seduta accanto a lui, una cliente come tante. Max non stava nella pelle: \u201cDimmi com\u2019\u00e8 andata tra Rosario e il boss.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDirei bene: dopo un lungo giro del locale chiacchierando, si sono lasciati stringendosi la mano, quindi presumo che ci sia un accordo. Ma da quanto conosci quel Rosario?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono le cinque, giusto? Quindi circa da otto ore.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa otto ore fa \u00e8 pi\u00f9 o meno quando io e te ci siamo visti sul bus.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEsatto, e l\u00ec ci stava pure lui, ma io ancora non lo conoscevo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti ai suoi occhi sgranati si lanci\u00f2 nel racconto del borseggio, dell\u2019inseguimento finito in un breve corpo a corpo, e nel successivo chiarimento al tavolo del bar. La sua comparsa e le informazioni che aveva dato loro gli avevano suggerito la possibilit\u00e0 di una buona azione nei confronti di quel ragazzo che sembrava davvero in pessime condizioni, e cos\u00ec era nata l\u2019idea di cercare di farlo coinvolgere nei lavori del bar.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuindi sei un sola\u2026 farei meglio a non fidarmi.\u201d In realt\u00e0 stava ridendo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna cosa per\u00f2 mi fa rabbia, che tu perdendo l\u2019autobus abbia perso un\u2019occasione di lavoro. Sicuro che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEra l\u2019unica data.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa che ditta \u00e8? Non li puoi ricontattare spiegando l\u2019accaduto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le disse il nome, ma poi aggiunse: \u201cFarei la figura del deficiente che sale sull\u2019autobus senza leggerne il numero. Un motivo in pi\u00f9 per non assumermi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei non era convinta. Si alz\u00f2 di scatto: \u201cAspetta un attimo, torno subito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Rientr\u00f2 nel bar, forse aveva scordato qualcosa. Lui nell\u2019attesa si mise a fantasticare su cosa avrebbero potuto fare insieme quella sera. Poco dopo torn\u00f2 con l\u2019aria soddisfatta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutto a posto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCredo di s\u00ec\u201d, fu l\u2019enigmatica risposta.<\/p>\n\n\n\n<p>In quel momento squill\u00f2 il cellulare di Max, un numero sconosciuto. Rispose, ma parlavano in inglese. Guard\u00f2 Sandra con aria supplichevole: \u201cTu parli inglese?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn po\u2019, perch\u00e9?\u201d Non le rispose ma le pass\u00f2 il telefono. Le sue prime parole furono:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHallo! What? Who?\u201d Poi inizi\u00f2 una fitta conversazione. Man mano che andava avanti aumentavano gli sguardi carichi di sottintesi verso Max, che non ci stava capendo nulla. Fin\u00ec con un \u201cThank you, I will call you later.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa chi era?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cJoseph, Collins mi pare, il proprietario del portafoglio. La polizia lo ha rintracciato e gliel\u2019ha ridato. Ha avuto il tuo telefono, e voleva incontrarti per ringraziarti di persona. Gli hai salvato la vacanza, ma anche molto di pi\u00f9, ha detto. Solo che lui e la moglie ripartono domani per l\u2019America, dev\u2019essere stasera. Sono in un hotel a Via Veneto. Che dici?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAccidenti, non un turista qualsiasi, quindi. Ma che ci vado a fare, non parlo inglese\u201d, disse, prima di avere l\u2019intuizione giusta. \u201cTu mi accompagneresti?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lei lo guard\u00f2 dubbiosa: \u201cChe ci guadagno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa mia compagnia, prima di tutto\u201d, scherz\u00f2 lui, \u201cpoi da cosa nasce cosa\u201d, concluse, ripensando all\u2019autobus sbagliato di quella mattina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa bene, ma tu non avevi da fare stasera?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, con te, ma se vieni anche tu lo posso fare lo stesso.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi sa che mi sto complicando la vita\u201d, comment\u00f2 lei. \u201cDammi il telefono che lo richiamo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mezz\u2019ora dopo erano all\u2019hotel. L\u2019americano e la moglie li stavano aspettando nel salone. L\u2019uomo and\u00f2 incontro a Max, parlava e rideva ad alta voce. Max spostava di continuo lo sguardo da lui a Sandra, capendo poco. A un certo punto il tizio indic\u00f2 Max e Sandra con i due indici che poi affianc\u00f2 strofinandoli tra loro mentre faceva l\u2019occhiolino malizioso. Sandra rise: \u201cNo, we are just friends\u201d, mentre Max sussurr\u00f2 invece: \u201cCi sto lavorando\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandra lo guard\u00f2 come a significare \u2018ma che dici?\u2019, ma la conversazione andava avanti, e non c\u2019era tempo per polemiche interne. Furono trascinati al bar dell\u2019hotel dove fu loro offerto un ricco aperitivo. Ma Joseph aveva anche da dargli una piccola busta, da aprire per\u00f2 fuori di l\u00ec. E pure la proposta di andarlo a trovare a Filadelfia, dove sarebbe stato gradito ospite. Presto passarono ai saluti, con energiche strette di mano reciproche. Mentre uscivano dall\u2019hotel Sandra gli fece:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa hai capito chi \u00e8 costui? Credo che ti convenga davvero restare in contatto con lui. Anche solo per un viaggetto spesato a Filadelfia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi piacerebbe, ma mi servirebbe un interprete. Scusa, tu quanto prenderesti al giorno?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Ridendo lei gli moll\u00f2 una gomitata nello stomaco che lo fece piegare in due. Per\u00f2 era anche il loro primo vero contatto fisico e non lo disprezz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai, guarda che c\u2019\u00e8 nella busta.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Si fermarono contro la vetrina di un negozio e lui l\u2019apr\u00ec. Trov\u00f2 una lettera, ma anche un assegno. I suoi occhi corsero alla cifra, e gli prese un colpo: \u20181.000 dollars\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon pu\u00f2 essere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lo pass\u00f2 a lei: \u201cE invece s\u00ec. Evidentemente ha rischiato di perdere molto di pi\u00f9.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui allung\u00f2 la mano per riprenderlo, e si ritrov\u00f2 le dita intrecciate a quelle di lei. Ecco un altro contatto pi\u00f9 gradevole. \u201cChe si fa ora, torniamo a casa?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon hai altre rapine da sventare prima di cena?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, basta, sono stanco morto. Andiamo a riprendere il nostro mitico 4.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre si incamminavano arriv\u00f2 per\u00f2 un\u2019altra chiamata per Max.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPronto? S\u00ec, sono io. Come? Perch\u00e9? Purtroppo oggi\u2026, ah s\u00ec, ma come lo sapete? Beh, ok, vi ringrazio. Domattina quindi, stesso posto? D\u2019accordo, grazie ancora.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Guard\u00f2 Sandra in preda a una tempesta emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDa non credere. Era la ditta di oggi. Qualcuno gli ha detto che avrei saltato l\u2019appuntamento per sventare un borseggio mentre mi recavo da loro. Hanno controllato, e desideravano darmi una seconda chance. La mia per loro \u00e8 stata una decisione di responsabilit\u00e0, eseguita con successo, per cui mi vogliono conoscere. Ma chi li ha informati?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta la trov\u00f2 negli occhi di Sandra e nel suo sorriso. \u201cTu?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto. Non era necessario precisare che fossi sull\u2019autobus sbagliato.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa a che titolo hai parlato per me?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo detto di essere tua sorella, che tu non te la sentivi di chiamare. Come vedi anche io so dire balle per risolvere i problemi degli altri.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Max non si trattenne pi\u00f9 e l\u2019abbracci\u00f2. Ecco, quello era di sicuro il momento migliore della giornata, almeno fino ad allora.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDai, basta, adesso torniamo a casa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 tardi eccoli seduti uno accanto all\u2019altro sul 4. Lui avrebbe voluto che quell\u2019autobus non si fermasse pi\u00f9. Invece la sua fermata, quella da cui tutto era cominciato, era la prossima, e quindi si alz\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMax, non scendere qui.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE dove? Ne conosci un\u2019altra pi\u00f9 vicina a casa mia?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, una pi\u00f9 vicina alla mia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Lui si risedette in confusione: \u201cE dopo?\u201d<\/p>\n<\/blockquote>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59563\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59563\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte il treno sbagliato ti porta alla stazione giusta [cit. da The Lunchbox, film del 2014] A Max, mentre si preparava per uscire, era andato tutto storto: non trovava il cellulare, cercandolo aveva urtato una bottiglia di vino che si era rovesciata sul pavimento, aveva dovuto cambiarsi il golf per una brutta macchia. 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