{"id":59548,"date":"2026-05-16T22:11:34","date_gmt":"2026-05-16T21:11:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59548"},"modified":"2026-05-16T22:11:35","modified_gmt":"2026-05-16T21:11:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-lindignato-di-fabio-altadonna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59548","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;L&#8217;indignato&#8221; di Fabio Altadonna"},"content":{"rendered":"\n<p>Sedeva sul solito sgabello, sgangherato e incrostato di sporco: barcollante pulpito dal quale sembravano dipendere le sorti di un intero paese. Il suo lungo cappotto beige, la cui scelta, come di consueto, era frutto di un lungo e meticoloso studio armocromatico, nascondeva le macchie di unto ai suoi piedi. Terminava lentamente le ultime gocce dal suo calice di rosso, mentre la folla si precipitava ad attorniarlo con un\u2019ipocrita lentezza, come a voler soffocare il senso d\u2019urgenza che scalpitava da dentro. L\u2019ultimo giovanotto prese posto, proprio mentre il bicchiere veniva definitivamente vuotato con un ultimo, placido sorso. \u201cIeri mi sono recato in un noto ristorante poco lontano dalla piazza. Non ne menzioner\u00f2 il nome onde evitare di attribuirgli un\u2019immeritata notoriet\u00e0 e salvare i fortunati che ne ignorano l\u2019esistenza\u201d. Una pausa abbastanza lunga da generare curiosit\u00e0, e abbastanza breve da non risultare forzata, consent\u00ec lo scambio di emblematiche occhiate tra gli uditori. \u201cLa gentile cameriera che ha servito me e gli altri commensali seduti meco, perdonabile esclusivamente facendo appello alla sua puerile et\u00e0, ha fatto cadere una coppia di posate dal piatto della mia consorte, mentre sparecchiava al termine della prima portata.\u201d Il silenzio che segu\u00ec fu pi\u00f9 pesante di quello precedente. Non era il rumore del metallo sul pavimento che egli stava descrivendo, ma il fragore di un ordine costituito che precipitava in caduta libera come quella stessa, sfortunata, argenteria. Nessuno os\u00f2 muovere un muscolo, mentre il racconto proseguiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon \u00e8 stato l\u2019incidente in s\u00e9 a ferirmi &#8211; l\u2019errore \u00e8 umano, sebbene deplorevole &#8211; quanto l\u2019assoluta mancanza di coreografia nel rimediarvi. Un insignificante \u2018scusate\u2019: solo ci\u00f2, per uno sbaglio che avrebbe, in una circostanza appena di poco pi\u00f9 lugubre, macchiato i nostri indumenti e la nostra dignit\u00e0 con i residui di carne appesi alla forchetta.\u201d Qualcuno scosse il capo in maniera automatica, sottolineando il disappunto che l\u2019evidentemente inesperta ragazza aveva causato.<br>\u201cDi nuovo, non voglio apparire ingiustamente severo nei confronti di colei che, con ogni probabilit\u00e0, si imbatteva in una situazione tanto spiacevole per la prima volta. Tuttavia, mi sento convintamente giustificato nell\u2019asserire come colleghi pi\u00f9 esperti sarebbero potuti intervenire nell\u2019assicurarsi la nostra incolumit\u00e0\u201d. L\u2019oratore si abbandon\u00f2 a una pausa pi\u00f9 lunga, tanto che qualcuno azzard\u00f2 un timido applauso supponendo che il racconto dell\u2019orrore fosse ormai terminato. Tuttavia subito si ricominci\u00f2: \u201cvi ringrazio, ma purtroppo non ho concluso e anzi mi scuso per avervi fatto supporre che la trascuratezza riservataci fosse il gesto di gravit\u00e0 pi\u00f9 infima che avrei discusso oggi in questa sede\u2026\u201d L\u2019eloquio and\u00f2 avanti, narrando come, usciti dal locale, lui e la sua compagine si imbatterono in un conoscente che con manifesta ingenuit\u00e0 indossava la camicia con il colletto pendente di sghimbescio. Tralasciando al lettore le considerazioni di carattere etico e metafisico che sono ovviamente scaturite nel commentare il disdicevole incontro, egli si sollev\u00f2 come di consueto, dirigendosi verso l\u2019uscita. Gli unici movimenti all\u2019interno del bar erano quelli placidi e rotondi di chi era convinto, ancora una volta, di aver illuminato le pi\u00f9 nefaste tendenze della societ\u00e0. Ma un\u2019impercettibile scintilla di adrenalina poteva essere avvertita da un osservatore pi\u00f9 attento di chi, prima di salutare e varcare la soglia dell\u2019uscita, aggiustava attentamente il bavero del suo cappotto avvolgendolo con un foulard.<\/p>\n\n\n\n<p>Una trentina di secondi passarono dall\u2019ultimo saluto, mentre l\u2019aria della stanza diventava sempre pi\u00f9 elettrica. Un fragoroso chiasso impervers\u00f2 in quella che, solo pochi minuti prima, era stata la pi\u00f9 attenta e rispettosa fila. Schiamazzi e oscenit\u00e0 di tutti i tipi cominciarono a risuonare all\u2019interno delle mura del locale. Chi, imitando con idolatria quel povero conoscente, abbottonava al contrario la propria camicia, o la faceva volteggiare come fosse una frusta, chi cominciava a lanciarsi cucchiai sporchi o versarsi del vino addosso e chi, seduto in un angolo, rideva a crepapelle fino a lacrimare paonazzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla strada, diretto verso casa, l\u2019indignato estraeva dal suo taschino un fazzoletto di stoffa per raccogliere da terra una cartaccia caduta da chiss\u00e0 quale pantalone. Poco lontano, indietro, si pensava a quale sfortunato evento far capitare prima del prossimo incontro.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59548\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59548\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sedeva sul solito sgabello, sgangherato e incrostato di sporco: barcollante pulpito dal quale sembravano dipendere le sorti di un intero paese. 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