{"id":59512,"date":"2026-05-10T20:45:23","date_gmt":"2026-05-10T19:45:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59512"},"modified":"2026-05-10T20:45:24","modified_gmt":"2026-05-10T19:45:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-lultima-stella-di-maria-giuseppina-zunino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59512","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;L&#8217;ultima stella&#8221; di Maria Giuseppina Zunino"},"content":{"rendered":"\n<p>In questa cucina non entra mai la luce del sole, solo il ronzio dei neon che fa sembrare ogni ingrediente un reperto anatomico. Eppure, qui dentro, io celebro la vita un istante prima che si spenga. Il metallo dei pensili \u00e8 freddo, sa di disinfettante e di sentenze definitive. Ma quando accendo i fuochi, l\u2019aria cambia. Il vapore sale verso le grate e per un attimo, se chiudo gli occhi, non sono pi\u00f9 l\u2019uomo che prepara l\u2019ultimo vassoio. Sono solo un cuoco che cerca di rendere il passaggio pi\u00f9 dolce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho cucinato di tutto in questi anni: aragoste pretenziose per chi voleva sentirsi re per un\u2019ora, o pane e latte per chi cercava di tornare bambino. Non guardo mai i loro occhi. Guardo le loro mani quando afferrano il piatto attraverso lo spioncino. Mani che tremano, mani rassegnate, mani pulite.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 arrivato l\u2019ordine per la cella 412. Un biglietto sgualcito con tre parole che mi hanno gelato il sangue pi\u00f9 del ghiaccio nelle celle frigorifere: <em>Spigola cilena, salsa al dragoncello<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dragoncello \u00e8 un\u2019erba traditrice: se sbagli il tempo, sa di fieno e di sconfitta. Ma il vero demone \u00e8 l\u2019emulsione. Impugno la frusta come fosse un\u2019arma corta. Trent\u2019anni fa, in quella cucina scintillante di marmo, le mie mani tremavano di rabbia mentre fissavo il volto impassibile del mio secondo. Sapevo che stava guardando il grasso separarsi dal fondo, sapevo che stava godendo del naufragio del mio impero. Quella sera il critico non disse una parola. Appoggi\u00f2 la posata, si pul\u00ec le labbra con un gesto lento e usc\u00ec dal ristorante portandosi via la mia vita. In quel piatto la salsa si era separata: un filo d&#8217;olio ribelle che derideva vent&#8217;anni di sacrifici. Non inseguii il mio sous-chef, inseguii il critico. Lo uccisi per aver negato la verit\u00e0 della mia arte, senza capire che ero stato tradito da dentro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, tra le mura sorde di questa prigione, il silenzio \u00e8 assoluto. Verso il burro chiarificato a filo, un ruscello d\u2019oro che deve farsi carne con il tuorlo d\u2019uovo. Muovo il polso con una regolarit\u00e0 ipnotica, un battito costante che sfida la memoria. La salsa inizia a gonfiarsi, a prendere quel colore giallo pallido, denso, vellutato. \u00c8 perfetta. Non si rompe. Non scivola via. Resta l\u00ec, immobile e superba, come la stella che non ho mai avuto. \u00c8 la salsa pi\u00f9 buona che io abbia mai fatto, ed \u00e8 un peccato mortale che a mangiarla sia l\u2019uomo che mi ha venduto all\u2019oblio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agente si avvicin\u00f2 per prendere il vassoio. Le sue mani erano rozze, abituate alle chiavi e al manganello. Lo afferrai per il braccio con una presa d&#8217;acciaio. Lo fissai dritto negli occhi, con l\u2019autorit\u00e0 di chi un tempo governava brigate di quaranta persone.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPortalo con cura,\u00bb sussurrai, e la mia voce trem\u00f2 di una devozione antica. \u00abAbbi la massima cura. Trattalo come se fosse un bambino che dorme. O come una vergine la prima notte di nozze. Non deve cadere nemmeno una goccia di dragoncello fuori posto. \u00c8 tutto ci\u00f2 che resta di me.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019agente mi guard\u00f2 come se fossi pazzo, ma raddrizz\u00f2 la schiena. Sollev\u00f2 il vassoio con una cautela che non gli apparteneva e si incammin\u00f2 lungo il corridoio di cemento. Rimasi l\u00ec, appoggiato al bancone bollente, a guardare l\u2019ombra del mio capolavoro che spariva dietro l\u2019angolo. Sapevo che nella cella 412 il mio boia stava aspettando il suo pasto. Avevo cucinato per il mio nemico la cena pi\u00f9 perfetta della mia vita. Finalmente, nel buio della prigione, la mia terza stella brillava nel piatto di un uomo che stava per morire.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59512\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59512\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa cucina non entra mai la luce del sole, solo il ronzio dei neon che fa sembrare ogni ingrediente un reperto anatomico. 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