{"id":59505,"date":"2026-05-10T20:39:56","date_gmt":"2026-05-10T19:39:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59505"},"modified":"2026-05-10T20:39:58","modified_gmt":"2026-05-10T19:39:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-lorologio-di-michele-sozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59505","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;L&#8217;orologio&#8221; di Michele Sozzi"},"content":{"rendered":"\n<p>Aveva un bel dire che il suo vecchio orologio andava benone, un orologio al quarzo, dorato, piatto, con le lancette, compresa quella dei secondi, i numeri romani e pure la data. Insomma, aveva tutto quello che serviva e aveva fatto il suo dovere per pi\u00f9 di quarant\u2019anni, da quando sua moglie glielo aveva regalato. Eppure, ora, tutto d\u2019un tratto, sembrava che non andasse pi\u00f9 bene. Gi\u00e0 da qualche mese Ilaria, sua figlia, si era messa in testa che andava cambiato, che era un oggetto vecchio, fuori moda. La stessa solfa di quando lo aveva convinto a sostituire il suo vecchio Nokia con uno smartphone. Per un po\u2019 lui aveva continuato a usare il Nokia di nascosto ma quando lei se n\u2019era accorta lo aveva sgridato e lui si era rassegnato a usare il nuovo apparecchio, diventando peraltro piuttosto bravo a maneggiarlo. Proprio ora, per\u00f2, che aveva preso dimestichezza con il touch screen e aveva imparato a chattare, a mettere like, a scrollare post, a mandare vocali, a impostare promemoria, a fare foto, screenshot e video, proprio ora Ilaria gli aveva teso un altro agguato e per il suo settantesimo compleanno gli aveva regalato un Apple Watch. Cos\u00ec era cominciato l\u2019incubo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo le dita grosse. Come faccio a premere i tasti giusti in quel quadratino?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMa \u00e8 semplice, pap\u00e0. Basta sfiorare il quadrante con la punta del dito. Non occorre premere. Dai, prova\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva centrato come per miracolo i punti giusti. Si era poi reso conto che raramente aveva bisogno di digitare qualcosa sullo schermo dell\u2019orologio, in pratica solo quando doveva mettere il codice d\u2019accesso o quando compariva una notifica. Per il resto, poteva continuare a usare il telefonino. Ciononostante, la sua vita cambi\u00f2. Vuoi perch\u00e9 i rimproveri di sua figlia avevano suscitato in lui un\u2019impennata d\u2019orgoglio e lo avevano spronato a mettersi al corrente coi tempi, vuoi perch\u00e9 voleva sentirsi pi\u00f9 giovane, vuoi perch\u00e9 nella sua vita si era sempre piccato di essere in grado di svolgere anche i compiti pi\u00f9 difficili con zelo e precisione, fatto sta che prese la decisione di sfruttare al meglio le opportunit\u00e0 che quell\u2019oggetto gli offriva. Lo teneva al polso anche di notte, togliendoselo solo quando lo metteva in carica, di solito la sera mentre guardava la tiv\u00f9. Aveva lasciato che sua figlia glielo impostasse in modo da non fargli perdere alcuna notifica importante. Al mattino era l\u2019orologio che lo svegliava. Sentiva una delicata vibrazione al polso seguita da una dolce melodia. Tirava fuori dalle coperte il braccio, lo portava davanti al viso e strabuzzava gli occhi per individuare e poi toccare il rettangolino arancione con la scritta \u201cPosticipa\u201d. Poi si riaddormentava e dopo un paio di posticipi veniva aggredito dalle imprecazioni della moglie che gli ingiungeva di spegnere quel coso maledetto. Alle volte si svegliava prima dell\u2019ora impostata, guardava l\u2019orologio e restava sconcertato nel leggere \u201cVuoi disattivare la sveglia? A quanto pare non stai dormendo.\u201d Come diavolo faceva quell\u2019aggeggio a saperlo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una domenica disattiv\u00f2 la sveglia e rest\u00f2 ancora un po\u2019 a letto. Nei giorni festivi lui e sua moglie si concedevano colazioni pi\u00f9 ricche, con formaggi, affettati e uova. Quando si alz\u00f2 lei gli disse:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abHo messo le uova a bollire e ora vado a farmi una doccia. Spegni tu tra dieci minuti?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, non ti preoccupare\u00bb. And\u00f2 in bagno a lavarsi e quando torn\u00f2 in camera l\u2019orologio gli segnal\u00f2 che era il momento della Mindfulness. Era questione di un minuto: tanto valeva togliersi il pensiero.&nbsp;Si mise&nbsp;seduto davanti al piccolo screen sul polso e si fece ipnotizzare da una nuvoletta azzurra, simile a un fiore, che si espandeva e si ritraeva ritmicamente mentre lui faceva dei respiri profondi. Scaduto il tempo venne gratificato da un \u201cBen fatto\u201d e informato della frequenza del suo battito cardiaco nonch\u00e9 del tempo di Mindfulness accumulato. Venne anche inaspettatamente invitato ad annotare il suo stato d\u2019animo e lui, con un sentimento di gratitudine per le attenzioni ricevute, selezion\u00f2 \u201cMolto piacevole\u201d alla richiesta di descrivere il momento e rispose con zelo alle successive domande sul suo stato d\u2019animo. Volendo essere assolutamente sincero e non deludere chi gli dedicava tante premure, ci pens\u00f2 un po\u2019 prima di ogni risposta e, senza rendersene conto, trascorsero quindici o venti minuti, durante i quali gli parve che il tempo fosse sospeso, ma si rese ben presto conto che non era cos\u00ec. Il suo nirvana fu brutalmente interrotto da una serie di scoppi simili a quelli di un fuoco d\u2019artificio e, dopo essersi chiesto se quel giorno si festeggiasse qualche ricorrenza, cap\u00ec con sgomento cos\u2019era successo. Corse in cucina sulla scia di un puzzo acre di zolfo e di capelli bruciati e si trov\u00f2 davanti a uno spettacolo raccapricciante: sui muri, sulla credenza, sul frigorifero e per terra c\u2019erano schizzi di un materiale bianco-giallastro, mentre sul fondo del pentolino crepitavano i residui carbonizzati di quelle che fino a poco prima erano state delle uova. Con un balzo spense il fornello e apr\u00ec la finestra, ma la tragedia si era ormai consumata, anche se mancava ancora l\u2019ultima scena, quella pi\u00f9 drammatica: la tempesta di improperi che la moglie gli scaten\u00f2 addosso, umiliandolo e riducendolo a una poltiglia morale non troppo dissimile a quella che si era condensata sul fondo del pentolino. Ma non si arrese e non abbandon\u00f2 l\u2019orologio come pretendeva la moglie, che gli rimproverava di non esserne all\u2019altezza, dal momento che, invece di sfruttarne le potenzialit\u00e0, se ne lasciava rincoglionire. Spesso usciva e nel bel mezzo della sua passeggiata sentiva di nuovo una vibrazione al polso. \u201cPare che tu ti stia allenando\u201d diceva l\u2019orologio. \u201cVuoi salvare l\u2019allenamento?\u201d Di nuovo si chiedeva stupefatto come riuscisse quel marchingegno a sapere quello che lui stesse facendo. Ma \u201callenamento\u201d non era il termine esatto e l\u2019idea che quel grillo parlante elettronico potesse sbagliarsi lo confortava e quasi lo inteneriva. \u201cChe sciocco\u201d pensava, \u201ccome gli viene in mente che mi stia allenando? Alla mia et\u00e0? Con questo passo?\u201d Sorrideva, alzava le spalle e proseguiva dopo aver risposto di no, che non voleva salvare l\u2019allenamento. Dopo la passeggiata comprava il giornale e si sedeva al bar per leggerlo bevendo un caff\u00e8. Ogni tanto lo raggiungeva un amico, pensionato anche lui, e commentavano assieme le notizie. Da quando c\u2019era il nuovo orologio, per\u00f2, a intervalli di cinquanta minuti gli veniva notificato di alzarsi in piedi e lui obbediva davanti allo sguardo stupefatto dell\u2019amico. Sperava, cos\u00ec facendo, di rallentare il proprio decadimento senile. Ilaria gli aveva detto che la app Fitness, concepita proprio per questo, gli sarebbe stata di grande aiuto. Lui non dubitava che avesse ragione, anche perch\u00e9 era infermiera e di queste cose ci capiva, ma non poteva negare che cominciava a sentirsi un po\u2019 a disagio tra tutti quei paletti. Quell\u2019aggeggio diabolico, quando non aveva suggerimenti da dargli, lo terrorizzava con false allerte meteo che lo inducevano a rifugiarsi a casa quando splendeva il sole. Gli era anche capitato di sentire le parole \u201cScusa, non ho capito, puoi ripetere?\u201d quando interpellava sua moglie. Ripeteva a voce pi\u00f9 alta, ma lei, che si chiamava Irene e che lui chiamava Iri, rispondeva stizzita che non era mica sorda. Sua figlia gli aveva poi spiegato che quel diminutivo mandava in confusione Siri, l\u2019assistente vocale. La goccia che fece per\u00f2 traboccare il vaso fu una disavventura che si verific\u00f2 una notte. Dopo aver riflettuto sulla sua giornata come gli aveva chiesto quello (o quella? era maschio o femmina?) della Mindfulness, si era coricato alle ventitr\u00e9, in sincronia con le impostazioni del monitor del sonno di Apple Watch. Aveva poi dormito profondamente fino alle tre del mattino quando si era svegliato di soprassalto per una notifica dell\u2019orologio. Gli veniva segnalata una frequenza cardiaca ridotta e gli veniva consigliato di rivolgersi al Pronto Soccorso se avesse avuto dei sintomi. \u00abIri!\u00bb url\u00f2 terrorizzato, ma la moglie non lo ud\u00ec immediatamente perch\u00e9, per difendersi dal suo russare, metteva i tappi nelle orecchie prima di dormire. Lo ud\u00ec invece Siri che rispose con la sua voce suadente: \u00abScusa, non ho capito. Puoi ripetere?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abAl diavolo!\u00bb esclam\u00f2 lui e cominci\u00f2 a scuotere la moglie per la spalla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente lei si svegli\u00f2: \u00abCosa c\u2019\u00e8?\u00bb chiese tirandosi su di scatto e guardandolo con occhi spalancati. Lui, nel frattempo, aveva acceso la luce e si tastava il polso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSto male\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn che senso? Cosa ti senti?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019orologio mi dice che ho un problema al cuore\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec, ma tu cosa ti senti?\u00bb&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Riflett\u00e9 un attimo. Non lo sapeva neppure lui. A pensarci bene gli pareva di sentire un senso di vuoto al petto, come quando da giovane scendeva a precipizio su una giostra, e anche uno strano formicolio alle mani e alle braccia. \u201cDio mio \u00e8 un infarto\u201d pens\u00f2. Lo disse alla moglie e lei non perse tempo: chiam\u00f2 il 112. In poco tempo arrivarono i sanitari e gli fecero un elettrocardiogramma: era normale, ma lo portarono comunque in Pronto Soccorso. A loro aveva parlato di forte dolore al torace invece che di formicolio perch\u00e9 non voleva che sottovalutassero i suoi sintomi. Alla fine, tutto si risolse in un nulla di fatto. L\u2019orologio aveva segnalato una bradicardia, non sapendo che lui prendeva un farmaco antiipertensivo che abbassava la frequenza cardiaca, e il formicolio alle braccia era dovuto al fatto che lui, in preda al panico, si era messo a respirare con troppo vigore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando arrivarono a casa era gi\u00e0 mattino e n\u00e9 lui n\u00e9 sua moglie avevano pi\u00f9 sonno. Andarono in cucina a bere un caff\u00e8.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abMeglio cos\u00ec, dai\u00bb disse lei sorridendo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abS\u00ec\u00bb rispose lui, \u00abma sai che ti dico? Mi dispiace per Ilaria, ma io quel coso che mi controlla giorno e notte non lo sopporto.\u00bb Tir\u00f2 su la manica della camicia e scopr\u00ec il polso: al posto dell\u2019Apple Watch c\u2019era di nuovo il suo vecchio orologio al quarzo. La guard\u00f2 con espressione un po\u2019 colpevole e lei si mise a ridere.&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59505\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59505\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aveva un bel dire che il suo vecchio orologio andava benone, un orologio al quarzo, dorato, piatto, con le lancette, compresa quella dei secondi, i numeri romani e pure la data. 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