{"id":59498,"date":"2026-05-10T20:34:01","date_gmt":"2026-05-10T19:34:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59498"},"modified":"2026-05-10T20:34:02","modified_gmt":"2026-05-10T19:34:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-ragno-di-irene-catanzariti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59498","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il ragno&#8221; di Irene Catanzariti"},"content":{"rendered":"\n<p>Versi strozzati, un rumore di sbarre metalliche scosse con forza. Ululati. Martino si tappa le orecchie premendo forte le manine sui teneri padiglioni auricolari, ma quell\u2019ululato gli trapana il cervello. Non smette neppure con il buio, anche se di notte si tramuta in un gemito sordo, continuo, senza sosta, tanto che la mamma gli compra una macchinetta che fa uscire il suono del mare: rumore bianco lo chiama, anche se \u00e8 gialla.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino sa che c\u2019\u00e8 un mostro dentro la camera in fondo al corridoio, quella pi\u00f9 lontana dalla sua. Mamma e pap\u00e0 gli hanno sempre impedito di andarci, gli hanno detto perfino che \u00e8 pericoloso e si sono fatti promettere che non ci entrer\u00e0 mai. \u201cGiuralo sul tuo Teddy Bear\u201d, gli hanno chiesto. E lui, tutto serio, aveva portato la mano destra aperta sul cuore e aveva giurato.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo si sente in colpa, ora, mentre striscia lungo il corridoio, al buio, fino alla camera in fondo. Si mette sulla punta dei piedi e afferra la maniglia con entrambe le mani, vi si appende con tutto il peso che il suo piccolo corpo permette, ma la porta non cede, rimane chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDevo crescere in fretta\u201d, si dice, \u201cper aprire la porta e liberare mamma e pap\u00e0.\u201d Perch\u00e9 il mostro tiene tutti prigionieri: lui, la mamma e perfino il pap\u00e0. \u00c8 a causa sua se non pu\u00f2 invitare a casa gli amici dell\u2019asilo; se mamma e pap\u00e0 non sono mai entrambi presenti alle sue recite a scuola; \u00e8 per colpa sua che i compleanni li festeggia da McDonald\u2019s e a Natale i nonni non vengono mai, e neppure i cugini; se d\u2019estate deve andare in colonia, invece che al mare o in montagna con i genitori, come fanno i compagni.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma, mentre piega un pigiama con Hello Kitty, fa una faccia triste quando le dice che appena crescer\u00e0 abbastanza la protegger\u00e0 lui, e gli ripete che non c\u2019\u00e8 alcun mostro dentro alla stanza, ma Martino sa che dice cos\u00ec solo perch\u00e9 ha paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta Martino ha disegnato il mostro, all\u2019asilo, e la maestra ha chiamato i genitori. Di nascosto ha ascoltato: la maestra parlava di una psico qualcosa, la mamma piangeva, il pap\u00e0 alzava la voce, che per\u00f2 gli tremava, e alla fine la maestra ha detto \u201cCapisco.\u201d Ma come vuoi che capisca, di sicuro a casa un\u2019orribile creatura rinchiusa in una stanza, lei, non ce l\u2019ha.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino decide allora di diventare forte come Hulk, veloce come Captain America, capace di rigenerarsi come Wolverine e bravo a volare come Iron Man.<\/p>\n\n\n\n<p>Vuole per\u00f2 vedere com\u2019\u00e8 fatto il suo avversario. Solo cos\u00ec potr\u00e0 capire quale arma sviluppare, quale potere coltivare per ucciderlo: Martino sa che alla fine a vincere sar\u00e0 solo uno di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>La mamma si arrabbia quando lo trova di notte davanti al televisore, attaccato allo schermo, a guardare la videocassetta con le avventure dei supereroi. Non capisce che deve imparare a memoria tutto: le mosse, da dove prendano la loro forza, il coraggio. Perch\u00e9 Martino di paura ne ha tanta, anche se non lo dice. Non vuole che i genitori si preoccupino.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino disegna, Martino gioca con i Lego che i nonni gli fanno avere per posta, Martino va con la mamma al parco quando il pap\u00e0 resta a casa a fare la guardia.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta prova a parlargli, da uomo a uomo. Si mette impettito davanti a lui, a gambe larghe, le mani incrociate dietro la schiena, il mento alzato, fa un grande respiro e si butta: \u201cSe vuoi lo facciamo insieme\u201d, gli dice, \u201cio lo tengo forte e tu lo uccidi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi?\u201d, gli chiede il pap\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mostro, quello dentro la stanza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre si volta, una smorfia di dolore gli stravolge la faccia. Esce in giardino sbattendo la porta. Non gli risponde.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino capisce di aver detto qualcosa di sbagliato, ma non sa cosa. Sa solo, ne \u00e8 certo, che \u00e8 tutta e solo colpa del mostro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo odio per lui cresce di giorno in giorno. Vorrebbe vederlo, una volta soltanto, per dare sostanza al suo odio. Spia, quando pu\u00f2, i genitori; la notte cerca di restare sveglio per controllare che cosa facciano, sa che quello \u00e8 il momento in cui entrano ed escono dalla stanza della creatura con le braccia cariche di asciugamani, lenzuola, e scatole piene di chiss\u00e0 cosa. Immagina siano le offerte che esige da loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando la mamma viene a sbirciare dalla porta il suo sonno, finge di dormire profondamente, \u00e8 diventato bravissimo a fare finta. Sa anche che non dovrebbe: a scuola la maestra ha spiegato che i bambini che dicono le bugie finiscono all\u2019inferno, ma a Martino questa storia dell\u2019inferno non \u00e8 molto chiara. Quando lo chiede alla mamma, lei distoglie lo sguardo, gli dice che \u00e8 ancora troppo piccolo. Martino insiste, \u201cCosa vuoi che ne sappia, la maestra, dell\u2019inferno\u201d, gli dice la mamma, asciugandosi in fretta una lacrima.<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno Martino resta a casa perch\u00e9 ha la febbre alta. La mamma gli mette pezzuole fredde che sanno di aceto sui piedi e sulla fronte. Gli fa bere un brodo caldo, ma a Martino il brodo fa schifo. Lo finisce comunque, la mamma ha fretta, non pu\u00f2 perdere tempo, o almeno cos\u00ec gli dice, anche se non gli spiega perch\u00e9. Cosa fa la mamma quando pap\u00e0 \u00e8 al lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p>Suonano alla porta, la mamma, dopo avergli rimboccato per bene le coperte e avergli detto di non muoversi, corre ad aprire. Martino si sente scottare. Si libera un po\u2019 a fatica dalla morsa del letto, si toglie le pezzuole bagnate dalla fronte e dai piedi, cerca le pantofole con gli orsetti marroni e apre piano la porta della sua cameretta. Sente una voce forte in corridoio, intravede un uomo vestito di bianco, altissimo, con una borsa scura in mano. Martino si chiede come mai, se \u00e8 un uomo, porti una borsa come la mamma. Strizza gli occhi per vedere attraverso il sudore che gli cola dalla fronte, ha freddo, batte i denti, forse \u00e8 la paura. Ma Martino \u00e8 un Avenger, non pu\u00f2 avere paura.<\/p>\n\n\n\n<p>Aspetta in piedi, nascosto dietro alla porta per non farsi vedere, e sente le grida del mostro farsi pi\u00f9 forti e il rumore metallico rimbombare centuplicato, e un bip bip mai prima avvertito, una rete cigolare, una finestra sbattere forte. Vede l\u2019uomo alto parlare piano con la mamma, mentre rif\u00e0 il corridoio al contrario. La mamma piange, l\u2019uomo le posa una mano su una spalla, con gentilezza. Martino sguscia fuori dalla stanza; il pap\u00e0 non c\u2019\u00e8: deve farlo da solo; cammina lungo il muro del corridoio, inciampa una volta, ma riesce a rimanere in piedi, la porta della stanza della creatura \u00e8 socchiusa, la spalanca buttandovisi contro con tutto il suo peso. Bip. Un odore pungente di disinfettante gli toglie il respiro \u2013 bip \u2013 rischia di cadere, \u2013 bip \u2013 barcolla, \u2013 bip \u2013 si aggrappa a uno strano letto: \u00e8 molto alto, di ferro, con sbarre orizzontali che lo chiudono da tutte le parti. Ha tanti cuscini e, sopra: il mostro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un ragno, gigantesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino strizza gli occhi, le lucine rosse e verdi che lampeggiano alla destra del letto gli danno fastidio. Li chiude premendoci sopra le mani. Li riapre, spalancandoli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCos\u00ec tu sei il mostro\u201d, pensa Martino, che per\u00f2 non riesce ancora a vederlo bene. Per questo, trascina una sedia accanto al letto del ragno, vi si arrampica sopra, agile come Superman. Non ha pi\u00f9 paura adesso, sa che nulla potr\u00e0 fargli del male. Il cuore gli corre veloce nel petto, pi\u00f9 veloce di Flash. Martino si alza in punta dei piedi, vuole guardare il ragno in faccia. Scosta una delle sue lunghissime zampe di plastica piena di un liquido colorato, e lo fissa diritto negli occhi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un mostro. \u00c8 il suo specchio: una bambina, appena pi\u00f9 grande di lui, una smorfia contorta ad attraversarle la bocca che si apre e si chiude come un pesce boccheggiante fuori dall\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p>Martino la guarda in silenzio, le prende la mano, contratta ad artiglio, gliela accarezza piano. \u201cHo capito\u201d, le dice, \u201csei Spider Girl e sei rimasta incastrata a met\u00e0 della trasformazione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Inspira forte, porta il petto in fuori, i pugni stretti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon avere paura, ti aiuto io.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59498\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59498\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Versi strozzati, un rumore di sbarre metalliche scosse con forza. Ululati. Martino si tappa le orecchie premendo forte le manine sui teneri padiglioni auricolari, ma quell\u2019ululato gli trapana il cervello. Non smette neppure con il buio, anche se di notte si tramuta in un gemito sordo, continuo, senza sosta, tanto che la mamma gli compra [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59498\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59498\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":26237,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59498","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59498"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/26237"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59498"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59498\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59531,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59498\/revisions\/59531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}