{"id":59367,"date":"2026-05-06T17:31:05","date_gmt":"2026-05-06T16:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59367"},"modified":"2026-05-06T17:31:06","modified_gmt":"2026-05-06T16:31:06","slug":"premio-racconti-per-corti-2026-lavoro-sporco-di-marco-floridia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59367","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2026 &#8220;Lavoro sporco&#8221; di Marco Floridia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>(Scena 1: sala di attesa)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno due uomini. Il protagonista del corto \u00e8 un giovane vestito in maniera sobria e moderna, ben rasato, ha qualche pubblicazione con s\u00e9. \u00c8 appena entrato, si sta sedendo. Osserva l\u2019uomo seduto di fronte a lui. L\u2019altro ha pi\u00f9 o meno la stessa et\u00e0, ma ha la barba non fatta, i capelli lunghi e spettinati, abiti sgualciti, la camicia con i bottoni disallineati, due scarpe diverse. Il protagonista lo saluta educatamente, l\u2019altro non risponde, parla fra s\u00e9 e s\u00e9 sottovoce scuotendo la testa come se recitasse un mantra complicato. Imbarazzato, il protagonista distoglie lo sguardo e sfoglia i lavori che ha portato.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro ad un certo punto interrompe il mantra e inizia a contare a bassa voce le mattonelle del pavimento della stanza, seguendo la conta con l\u2019indice. Arrivato alla fine si alza e inizia a percorrere nella stanza un cammino tutto fatto di diagonali e incroci. Arrivato davanti al protagonista si ferma e lo guarda. Lui capisce e alza i piedi per farlo passare sulla mattonella che era sotto le sue scarpe. L\u2018uomo completa con altri percorsi diagonali il suo cammino e si siede soddisfatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si apre una porta. Il giovane responsabile editoriale saluta e ringrazia una ragazza magra e pallidissima interamente vestita di nero con occhiaie profonde, tatuaggi cupi e un pesante trucco anch\u2019esso nero che accentua ulteriormente&nbsp; il suo pallore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore la rassicura:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Entro una settimana andremo in stampa e in e-book. Le interviste radiofoniche e il tour promozionale sono gi\u00e0 programmati e stiamo concludendo il contratto per l\u2019audiolibro. Non potrebbe andare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza non risponde, tende una mano bianca e quasi senza forze all\u2019editore e si avvia all\u2019uscita senza l\u2019ombra di un sorriso. L\u2019editore invita il protagonista ad entrare. Lui guarda verso l\u2019altro uomo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ero dopo di lui, non credo tocchi a me.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giovane trasandato gli fa cenno di andare e entrare. Il protagonista guarda l\u2019editore che con un sorriso lo rassicura e affabilmente lo guida nell\u2019ufficio.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p> <em>(Scena 2, interno ufficio, i due uomini si siedono di fronte ai due lati di una scrivania)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Non si preoccupi per l\u2019altro scrittore, ci ho gi\u00e0 parlato. Lui rimane sempre qui per un\u2019ora dopo il colloquio. Dice che deve completare il suo programma, cose cos\u00ec. Sa, abbiamo venduto ventimila copie del suo libro in un mese, \u00e8 in vetrina in prima fila in tutte le librerie.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore trasecola, ma non dice niente. L\u2019editore riprende.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma veniamo a noi. Ho visto quello che mi ha mandato.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; E che ne pensa?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; B\u00e8, lei ha gi\u00e0 scritto molto, non pu\u00f2 dirsi un principiante: un romanzo, due racconti lunghi e diversi racconti brevi pubblicati sulla rivista umoristica <em>Sof\u00e0<\/em>. Un bell\u2019almanacco davvero quello, con spunti di satira interessanti e pungenti. Noi, di questi tempi, dobbiamo stare pi\u00f9 attenti, non offendere troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore punta l\u2019indice verso il soffitto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Dio? &#8211; Chiede lo scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma no, non cos\u00ec in alto. Il Ministero, il governo, il gruppo familiare che detiene il controllo della nostra casa editrice. Ma il problema non \u00e8 neanche quello. Se il libro vende, la famiglia se ne infischia dei contenuti, anzi trova grandissima soddisfazione quando sono proprio i loro avversari pubblici a fargli fare un bel po\u2019 di soldi rimanendo ben piantati sul loro libro paga editoriale. Ma come le dicevo, il problema non \u00e8 questo. Guardi, glielo dico chiaramente: il suo problema \u00e8 che <em>quello che lei scrive \u00e8 divertente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lo scrittore trasalisce di nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma \u00e8 proprio quella l\u2019intenzione. E questo \u00e8 un male?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore sbuffa. &#8211; Non \u00e8 un male, ma non \u00e8 quello che serve.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sporge sulla sedia per avvicinarsi all\u2019autore.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Le spiego una cosa. I lettori sono gente poco allegra, che esce raramente, non va ai concerti, non si sballa ai festoni con alcol o pasticche, non ha profili su Tinder, insomma non vive granch\u00e9, e sceglie invece di leggere le vite degli altri, che siano vere o inventate non importa. &#8211; Fa una pausa &#8211; Quello che importa \u00e8 che queste vite siano ancora pi\u00f9 tristi, sfigate e malate delle loro. Questo li fa sentire meglio, ed \u00e8 questo che vende oggi, questa la odierna letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore rimane sbigottito.&nbsp; &#8211; Ma\u2026 e allora i classici?<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo sa quali sono i classici che vendono di pi\u00f9? Quelli dei suicidi! Le devo fare la lista? Majakowski, Es\u00e9nin, Foster Wallace, Mishima, Pavese, Woolf, Levi, Hemingway\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore, sebbene spaesato, insiste.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma ridere, o anche sorridere, fa stare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; No, glielo ripeto, ai lettori la sola cosa che fa stare meglio \u00e8 leggere di qualcuno sfortunato, perseguitato, malato, triste, traumatizzato e disgraziato ancora pi\u00f9 di loro. E i personaggi, meglio ancora se autobiografici, devono preferibilmente subire cose aberranti: il carcere, il manicomio, la tortura\u2026 Oppure avere delle manie disgustose, che ne so: mangiare la spazzatura, leccare le vetrine&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Ma \u00e8 molto pi\u00f9 facile far piangere che far ridere!<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Lo so, lo so. Ma non importa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore si riaccomoda sulla sedia e guarda l\u2019autore con una sincera simpatia.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Guardi, lei scrive bene ed io voglio aiutarla. Facciamo cos\u00ec: vediamo se nella sua vita c\u2019\u00e8 qualcosa di autobiografico che possa esserci utile per inserirla nel <em>mainstream <\/em>letterario e portarla a bordo della nostra casa editrice. Iniziamo: carcere, deportazione, sequestri, aggressioni?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore scuote la testa.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Tentato suicidio, manicomio, un TSO, almeno?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altro nega con un cenno. L\u2019editore non si arrende.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Abbandoni, traumi infantili, bullismo, molestie? Non mi dica che lei \u00e8 uno dei pochissimi ad aver avuto un\u2019infanzia normale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; B\u00e8 s\u00ec, ed anche abbastanza serena.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore sospira e scuote la testa, ma continua senza darsi per vinto.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Difetti fisici, menomazioni, un blocco della crescita?<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scrittore si alza in piedi, rivelandosi almeno un palmo pi\u00f9 alto del suo interlocutore e sicuramente pi\u00f9 atletico. Si risiede.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Malattie mentali allora, quelle vendono benissimo. Una bella sindrome ossessivo-compulsiva grave? Agorafobia? Attacchi di panico? Una fobia rara tipo paura dei criceti o delle lumache? Una di quelle sindromi per cui sa dire immediatamente quante olive ci sono in un barattolo?<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora cenni di diniego.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019editore fa una pausa esitante prima di chiedere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Devo domandarglielo, a questo punto: Impotenza? Derisioni sessuali? Pene piccolo?<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore continua a scuotere la testa sconsolato. L\u2019editore non sa pi\u00f9 cosa chiedere.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; Vede, se lei non mi aiuta, io non la posso aiutare. Lei \u00e8 una persona sana, equilibrata e positiva: purtroppo \u00e8 esattamente l\u2019opposto di quello che ci serve.<\/p>\n\n\n\n<p>Il colloquio termina. L\u2019autore e l\u2019editore si salutano, entrambi rattristati dal non aver trovato un terreno di incontro. L\u2019autore prende dalle mani dell\u2019editore un biglietto da visita.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p><em>(Scena 3, esterno)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore cammina sconsolato per i viali della citt\u00e0. Butta in un cestino le opere che aveva portato alla casa editrice. Si siede su una panchina a guardare il passaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti a lui il capolinea di un autobus. L\u2019autore lo fissa dapprima come in trance, senza vederlo, poi con attenzione. Un pensiero gli si fa strada nella testa. Prende dalla tasca il biglietto da visita e lo guarda. Lo rimette in tasca. Si alza dalla panchina, attraversa il viale e si avvicina all\u2019autobus fermo. I finestrini sono sporchi di smog, vecchie gocce di pioggia, e chiss\u00e0 quali altre scolature. Passa un dito sullo sporco, guarda il polpastrello a lungo e poi assaggia i residui grigi e appiccicosi. Sorride.<\/p>\n\n\n\n<p>Si allontana lungo il viale, passando le dita sulle fiancate delle auto pi\u00f9 sporche e assaggiando i nuovi sapori. \u00c8 sempre pi\u00f9 contento. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Fine<\/em> <em>(si pu\u00f2 anche scrivere a dito su una macchina, ovviamente sporca)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59367\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59367\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Scena 1: sala di attesa) All\u2019interno due uomini. 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