{"id":59365,"date":"2026-05-07T22:01:25","date_gmt":"2026-05-07T21:01:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59365"},"modified":"2026-05-07T22:01:26","modified_gmt":"2026-05-07T21:01:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-giovanni-il-bullo-di-alessandra-de-sire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59365","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Giovanni il bullo&#8221; di Alessandra De Sire"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-black-color has-text-color has-link-color wp-elements-c1a864e957c2ed3e8e095873e4318b6d\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Trento, quel giorno, pioveva. \u00a0\u00a0La pioggia cadeva battente sulle porte e sulle imposte delle case annerite dal tempo. Il rumore della pioggia era diverso a seconda di ci\u00f2 che colpiva. \u00a0\u00a0\u00a0Sembrava il picchiettio di \u00a0un uccello quando si scagliava contro \u00a0i vetri delle finestre delle abitazioni, \u00a0o pi\u00f9 \u00a0sommesso \u00a0contro le travi in legno, consumati e \u00a0abbandonati \u00a0sui \u00a0lati \u00a0della \u00a0strada,\u00a0 perch\u00e9 l\u00ec trovava nelle sue fessure rifugio.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il suo \u00a0suono \u00a0cambiava \u00a0\u00a0come \u00a0lo \u00a0schiocco delle \u00a0dita della mano \u00a0quando \u00a0si \u00a0scagliava \u00a0contro \u00a0i ciottoli \u00a0delle strade, \u00a0per poi schizzare a formare rigoli d\u2019acqua, \u00a0che diventavano piccoli fiumi, resi \u00a0violacei \u00a0da \u00a0qualche riflesso di colore vicino. Tutti i bambini del \u00a0paese \u00a0\u00a0attraversavano \u00a0\u00a0la \u00a0grande \u00a0piazza \u00a0per \u00a0raggiungere \u00a0la scuola elementare del paese. Con tutti i loro \u00a0ombrellini colorati si disperdevano \u00a0\u00a0impauriti\u00a0 \u00a0quando \u00a0la \u00a0piazza\u00a0 \u00a0era \u00a0attraversata \u00a0da Giovanni il bullo.<br>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Giovanni \u00a0frequentava \u00a0la \u00a0quarta \u00a0elementare \u00a0dell\u2019 istituto Giuseppe Garibaldi e di lui non si parlava affatto bene. Purtroppo, Giovanni era \u00a0un \u00a0bullo \u00a0molto \u00a0pericoloso nei confronti di tutti, in particolare \u00a0dei \u00a0suoi \u00a0coetanei. L\u2019insegnante elementare chiamava spesso \u00a0la mamma \u00a0di Giovanni \u00a0a \u00a0colloquio, \u00a0per notificare i suoi comportamenti \u00a0arroganti, \u00a0maleducati \u00a0e \u00a0scorretti. \u00a0La mamma di Giovanni, \u00a0Veronica, \u00a0si \u00a0arrangiava come sarta e il pap\u00e0, Antonio, tornava a casa di rado perch\u00e9 lavorava in miniera.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il giorno della grande pioggia, mentre tutti i bambini si recavano a scuola, videro Giovanni prendere a calci la bancarella di frutta e verdura di Marietta. Lei era una vecchina che, nonostante il maltempo, esponeva le sue ceste di frutta e verdura, che disponeva al riparo, seduta su una seggiolina di paglia con gli zampi consumati dal tempo, aspettando di fare il poco incasso giornaliero. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quel giorno Giovanni, davanti allo stupore dei suoi compagni di classe, entr\u00f2 in aula come se nulla fosse accaduto.<br>Si sedette al suo banco, ma continu\u00f2 con il suo comportamento dispettoso tutto il giorno contro le sue compagne di classe, infilando nelle tasche dei loro grembiuli lucertole morte, seminando terrore e pianti irrefrenabili. L\u2019insegnante elementare si alz\u00f2 in piedi e, battendo la mano sulla cattedra, a voce alta e ferma disse:<br>\u201cGiovanni, sei sospeso dalle lezioni per gli ultimi tre mesi. Sei bocciato! Ripeterai la quarta elementare!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La &nbsp;mamma &nbsp;di &nbsp;Giovanni &nbsp;pianse &nbsp;tutto &nbsp;il &nbsp;giorno, &nbsp;ma &nbsp;non valsero &nbsp;a &nbsp;nulla &nbsp;le &nbsp;sue lacrime davanti all\u2019arroganza del ragazzo. Lui si sentiva finalmente libero dalla scuola e avrebbe scorrazzato tutta l\u2019estate nelle &nbsp;vie e nelle piazze della citt\u00e0. In realt\u00e0 non and\u00f2 secondo i suoi piani.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La mamma lo inform\u00f2 che avrebbe dovuto accompagnare la nonna &nbsp;&nbsp;Adelaide&nbsp; &nbsp;a &nbsp;Brindisi &nbsp;per&nbsp;&nbsp; un&nbsp; ricovero&nbsp; in&nbsp; ospedale.&nbsp; Era previsto &nbsp;&nbsp;dover &nbsp;&nbsp;attraversare &nbsp;&nbsp;con&nbsp; &nbsp;la &nbsp;&nbsp;nonna&nbsp; &nbsp;tutta&nbsp;&nbsp; la&nbsp; penisola, rispettando &nbsp;le &nbsp;tappe &nbsp;previste perch\u00e9 la vecchina non si stancasse troppo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A met\u00e0 giugno, con le prime tiepide giornate, la nonna Adelaide e Giovanni, su un piccolo carro condotto da Vincenzo, un conoscente della famiglia, partirono portando con loro solo un piccolo bagaglio ciascuno. A Bologna fecero la prima tappa. Vincenzo con il suo carro torn\u00f2 indietro e la nonna con Giovanni fecero la prima tappa da Annetta, una vecchia amica della nonna. Annetta li accolse amorevolmente nella sua umile casa, prepar\u00f2 pasti caldi, un buon brodo con pane tostato e cipolla, e accese il suo camino.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante le tiepide giornate di sole, nella casa di Annetta, che &nbsp;si &nbsp;addentrava &nbsp;in &nbsp;un &nbsp;folto bosco, era necessario accendere il fuoco.Si scaldarono e mangiarono a saziet\u00e0. Giovanni si comport\u00f2 in maniera maleducata, non si cur\u00f2 di riordinare &nbsp;il &nbsp;bagaglio e non ringrazi\u00f2 Annetta per il suo adoperarsi per loro.Non ebbe cortesia, n\u00e9 gratitudine.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Annetta continu\u00f2 con i suoi comportamenti premurosi: prepar\u00f2 una vasca d\u2019acqua calda per un buon bagno, scald\u00f2 i loro letti con recipienti di coccio riempiti di cenere calda. L\u2019indomani, la nonna Adelaide ringrazi\u00f2 Annetta per l\u2019accoglienza e le ricord\u00f2 che Giovanni, nel tornare indietro, &nbsp;avrebbe fatto tappa da lei. &nbsp;Si salutarono con un grande abbraccio. Con &nbsp;il &nbsp;cocchiere di Annetta arrivarono a Perugia. L\u00ec presero un treno che &nbsp;li avrebbe &nbsp;portati a Roma, dove avrebbero fatto tappa da Mario.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mario era il fratello maggiore di Adelaide, che viveva al lago di Castel Gandolfo, e aspett\u00f2 il loro arrivo in stazione. Con Mario trascorsero due giorni, perch\u00e9 Adelaide si riposasse. Giovanni, ancora una volta, si espresse con i suoi modi sgarbati. Lo zio rimase senza parole. Mario parl\u00f2 con la sorella Adelaide, a porte chiuse e a lungo. Giovanni non sembr\u00f2 turbato n\u00e9 dai rimproveri della nonna n\u00e9 tantomeno da quelli dello zio. In quei giorni di permanenza dallo zio Mario, Giovanni scopr\u00ec che lo zio aveva un recinto con cento galline. Gli sembr\u00f2 un bel divertimento aprire il cancello per farle disperdere in tutto il circondario. Trovando poi nei pagliai cento uova, accovacciato su un albero, si divert\u00ec a tirarle &nbsp;in strada sulle contadine che, stanche, rientravano dalle campagne con le loro ceste sul capo. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per punizione, Giovanni venne chiuso dallo zio in una stalla al buio, per un giorno intero, senza mangiare e senza bere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il giorno successivo, prima della partenza, ancora una volta Adelaide raccomand\u00f2 al fratello di ospitare Giovanni nel lungo viaggio di ritorno verso casa. I due fratelli si abbracciarono e nonna e nipote ripresero il treno verso la Campania.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;In Campania la nonna non aveva nessuno, confidava nella provvidenza e disse a Giovanni che avrebbero dovuto trovare un alloggio di fortuna. Purtroppo, quel giorno pioveva a dirotto e la nonna di Giovanni camminava a fatica. Trovarono riparo sotto la tettoia di una piccola casa, aspettando che la bufera passasse, ma ad un certo punto la nonna Adelaide si accasci\u00f2 a terra. Questo costrinse Giovanni a trovare aiuto. Inizi\u00f2 a correre, bussando alla porta di tante abitazioni, senza nessuna risposta, finch\u00e9 improvvisamente una porta si apr\u00ec. Comparve una vecchina un po\u2019 sorda alla quale Giovanni spieg\u00f2 che la nonna aveva avuto un malore e aveva bisogno di aiuto. La vecchina apr\u00ec la sua casa, Giovanni aiut\u00f2 la nonna ad alzarsi da terra. La generosa nonnina offr\u00ec il suo camino per asciugare le loro vesti zuppe d\u2019acqua e un piatto caldo di ceci e lenticchie, tagli\u00f2 una piccola forma di formaggio e scald\u00f2 il pane che aveva cucinato nel suo forno. Offr\u00ec tutta la sua ospitalit\u00e0 e quel poco che aveva.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per la prima volta Giovanni cambi\u00f2 il suo comportamento. &nbsp;&nbsp;Aveva avuto una gran paura nel vedere la nonna cos\u00ec male, e il bussare di porta in porta senza nessuna risposta lo aveva terrorizzato. Rosa, cos\u00ec si chiamava la nonnina, ospit\u00f2 nonna e nipote qualche giorno. Le due nonne chiacchierarono tanto la sera davanti al camino. Si raccontarono le loro vite e a Giovanni sembr\u00f2 quasi che si fossero sempre conosciute.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La nonna Adelaide, prima di partire, regal\u00f2 a Rosa ci\u00f2 che custodiva gelosamente nel suo sacco: il suo miele pregiato e un pacco di zucchero. Giovanni vide che parlavano di nuovo a lungo, in disparte e sottovoce. Le due nonne si salutarono e questa volta anche Giovanni ringrazi\u00f2 Rosa. Dopo due giorni di treno arrivarono a Brindisi, in Puglia, dove la nonna si ricover\u00f2 presso l\u2019ospedale Il Dono di Villa Pugliese.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando la nonna Adelaide lasci\u00f2 Giovanni, gli raccomand\u00f2 di fare tappa nelle abitazioni che li avevano ospitati: tutti l\u2019avrebbero aspettato nel lungo viaggio di ritorno a casa. &nbsp;&nbsp;&nbsp;Dall\u2019ospedale, Giovanni inizi\u00f2 il suo viaggio. Da Brindisi prese il treno verso la Campania. Qui Giovanni non aveva nessuno che potesse ospitarlo. Si vergogn\u00f2 di bussare alla porta della vecchina Rosa e i pochi soldi che aveva dovevano bastargli per mangiare. &nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Trascorse la notte vicino a dei barboni, che gli consigliarono di prendere degli scatoloni per poter passare la notte senza sentire troppo freddo. Giovanni trov\u00f2 un cartone, si copr\u00ec e cadde in un sonno profondo. L\u2019indomani prese un carro di fortuna e arriv\u00f2 a Roma, dove avrebbe trovato ospitalit\u00e0 dallo zio Mario. Rimase di sasso quando trov\u00f2 tutto chiuso. Chiam\u00f2 disperato a squarciagola, ma nessuno gli rispose. Preso dallo sconforto decise di arrivare alla prima stazione. Mangi\u00f2 una fetta di torta che trov\u00f2 nel suo sacco e un uovo sodo che gli aveva fatto portare la nonna Adelaide. In quello stesso momento, proprio dove si trovava lui, qualcuno rub\u00f2 la borsa di una povera donna. Accadde qualcosa di imprevisto e assurdo: qualcuno indic\u00f2 Giovanni come il ladro e il colpevole. A nulla valsero le lacrime e le suppliche. I gendarmi lo presero e lo portarono in carcere.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A digiuno e nel freddo del carcere, Giovanni ricominci\u00f2 a piangere. Le lacrime gli scendevano sulle guance, solcando il viso nero di terra e fango, frutto di giorni di cammino e di stanchezza. Ebbe paura di marcire l\u00ec dentro tutta la vita. Trascorse quattro giorni a pane e acqua. Da una piccola grata del carcere filtrava spesso un raggio di sole. Lui si trascinava con il suo corpicino fin sotto la grata e, con le poche forze rimaste, alzava il viso verso il raggio di luce. Quel caldo raggio di sole fu la sua unica consolazione, fin quando al quarto giorno fu liberato. Non gli fu restituito il suo sacco, cos\u00ec non ebbe n\u00e9 soldi n\u00e9 provviste.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Da Roma, spesso a piedi, altre volte con i carri di bravi agricoltori, arriv\u00f2 a Perugia. Ormai Giovanni era irriconoscibile. Riusc\u00ec a salire sul treno per Bologna e si nascose in un vagone. Trascorse la notte sdraiato a terra, cullato dal rumore del treno sulle rotaie, respirando esalazioni di carbone bruciato e a digiuno, ma almeno al riparo dalla pioggia e dal maltempo. Dal finestrino del vagone vide le case illuminate; dai comignoli dei tetti usciva il fumo dei camini accesi. Immagin\u00f2 le famiglie a tavola, al sicuro. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Pens\u00f2 ai suoi genitori. Una lacrima gli scivol\u00f2 sul viso. Si accucci\u00f2 sulle ginocchia rannicchiate e si addorment\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Arriv\u00f2 a Bologna dopo aver camminato almeno quindici chilometri. Le sue scarpe erano ormai consumate e i vestiti strappati. Arriv\u00f2 a casa di Annetta, l\u2019amica della nonna, ma trov\u00f2 l\u2019amara sorpresa: le imposte della casa erano chiuse, le porte sbarrate, non c\u2019era nessuno. Chiam\u00f2 con tutto il fiato che aveva in gola, ma nessuno rispose. Si ricord\u00f2 dell\u2019accoglienza di Annetta, della vasca con acqua calda, del pane tostato e cipolla e del suo grande camino. Si ramment\u00f2 del suo comportamento maleducato e ingrato nei confronti della nonnetta.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Proprio sotto la casa di Annetta cinque brutti ceffi lo circondarono. Iniziarono a deriderlo. Con una corda che battevano con violenza a terra, iniziarono a impaurirlo. I cinque malfattori legarono Giovanni ad un albero e accesero un fal\u00f2. &nbsp;&nbsp;Iniziarono a bruciargli le scarpe, i calzini, i pantaloni e la camicia consunta. Gli lasciarono solo una maglia bianca, tutta consumata e lisa. Poi, ridendo, aggiunsero: \u00abEcco, cos\u00ec potrai morire di freddo\u00bb. &nbsp;&nbsp;&nbsp;I malfattori se ne andarono e Giovanni, convinto che lo avrebbero bruciato vivo, per lo scampato pericolo svenne. Quando si riprese dallo svenimento, si ritrov\u00f2 in un casale a Bologna. Una vecchia signora lo aveva lavato e vestito. Gli aveva fatto compagnia tutta la notte e aveva preparato un bel fuoco vicino al suo letto, con una tazza di latte fumante e tanti biscotti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La vecchia signora, Margherita, gli raccont\u00f2 che un cavaliere, Sante, lo aveva visto a terra, lo aveva preso sul suo cavallo e portato da lei. Il cavaliere era il nipote della vecchia signora Margherita. Giovanni li ringrazi\u00f2 affettuosamente con molta gratitudine e raccont\u00f2 le sue disavventure a Sante e a zia Margherita. Sante, il cavaliere, si offr\u00ec per riaccompagnarlo a casa dai suoi genitori, in modo che non potesse pi\u00f9 incorrere in altri pericoli.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cos\u00ec Giovanni, grazie a Sante e sua zia Margherita, riusc\u00ec a tornare a casa dai suoi genitori. La mamma, nel rivederlo, pianse di gioia e lo abbracci\u00f2. Cos\u00ec anche il pap\u00e0 lo accarezz\u00f2 amorevolmente e lo cull\u00f2 &nbsp;in un lungo abbraccio. Sante fu ospite a casa dei genitori di Giovanni, che lo ringraziarono senza fine, e quando ripart\u00ec gli regalarono i prodotti della loro terra. \u00ab<em>Amici per sempre<\/em>\u00bb: queste furono le parole al momento del saluto.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giovanni, a casa, apprezz\u00f2 l\u2019ordine, la pulizia, si riappropri\u00f2 dei sapori della cucina della mamma e si tuff\u00f2 nel suo bel letto, con lenzuola profumate di lavanda e coperte di lana di mille colori che la mamma lavorava a ferri, con gomitoli rimasti a met\u00e0 nei cassetti per lunghi periodi. Giovanni era tornato a casa, ma mentre tutto ci\u00f2 che aveva lasciato lo aveva ritrovato allo stesso modo, lui invece era tornato cambiato nel cuore e nell\u2019animo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giovanni trascorse l\u2019estate ad aiutare i suoi genitori. Riordin\u00f2 la stalla, cur\u00f2 la pulizia delle recinzioni e delle galline. Pul\u00ec il pozzo dove la nonna attingeva per prendere l\u2019acqua. Tutte le mattine si alzava all\u2019alba per mungere le mucche e consegnava il latte munto al pap\u00e0 per la vendita. La mamma era incredula e sorpresa dei suoi cambiamenti. La nonna Adelaide torn\u00f2 a casa e, di l\u00ec a poco, inizi\u00f2 di nuovo la scuola. Giovanni apparve agli occhi di tutti come un nuovo bambino. L\u2019insegnante elementare, Vittoria Beni, comprese subito il suo cambiamento per la maturit\u00e0 di sentimenti e di attenzione nei confronti di tutti. Durante l\u2019anno scolastico, Giovanni si adoper\u00f2 per aiutare i suoi compagni di scuola nello svolgimento dei compiti e divent\u00f2 l\u2019amico di tutti. &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giovanni il bullo era scomparso ed era diventato per tutti solo un brutto ricordo.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giovanni raggiunse ottimi risultati nello studio e arriv\u00f2 fino all\u2019universit\u00e0. Il giorno della discussione della sua tesi di laurea, il suo relatore annunci\u00f2 il lavoro sperimentale di Giovanni intitolato: \u201c<em>La didattica come mezzo di contenimento del bullismo nelle scuole<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Improvvisamente si spalanc\u00f2 la porta dell\u2019aula. Si fece silenzio assoluto. Sulla porta comparve la nonna Adelaide: aveva un vestito di velluto rasato bordeaux, i suoi capelli bianchi erano raccolti da una lunga treccia fermata sulla nuca. Austera, forte, decisa, si ferm\u00f2 sulla soglia della grande porta dell\u2019aula, guard\u00f2 Giovanni e poi si mise in disparte per far entrare la sua amica Annetta, che li aveva accolti nella sua casa. Segu\u00ec subito lo zio Mario, ma la sfilata non era terminata. Giovanni sgran\u00f2 gli occhi quando entrarono i cinque balordi che lo avevano denudato, legato e ridotto allo svenimento. Dopo di loro entrarono i gendarmi che l\u2019avevano chiuso in carcere. Entr\u00f2 Sante, il cavaliere che l\u2019aveva salvato e sua zia Margherita, che l\u2019aveva amorevolmente accudito. Giovanni cap\u00ec che la nonna aveva organizzato tutto: anche i cinque balordi erano suoi amici, insieme a un vecchio compagno di scuola che era diventato maresciallo delle carceri dove Giovanni venne rinchiuso.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L\u2019ultima a entrare fu la vecchia donnina sorda, Rosa. Con lei, la nonna Adelaide voleva ricordare a Giovanni i sentimenti di generosit\u00e0, altruismo e sorpresa: la sorpresa di una porta che si era aperta improvvisamente davanti alla disperazione di Giovanni. Che dire poi delle case che Giovanni trov\u00f2 chiuse? Furono gli ordini della nonna Adelaide: \u201cNon dovrete farvi trovare!\u201d. Lo svenimento della nonna fu un atto teatrale, vicino alla porta della sua amica Rosa. La nonna Adelaide aveva organizzato il suo viaggio di ritorno. Giovanni cap\u00ec tutto! La nonna si adoper\u00f2 perch\u00e9 Giovanni incontrasse persone cattive e generose, organizz\u00f2 tutto perch\u00e9 lui incontrasse la paura, il freddo, la fame e rimpiangesse la sua vita accanto ai genitori, una ricchezza che i suoi occhi e il suo cuore non vedevano.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Giovanni doveva imparare il rispetto, la generosit\u00e0, il miracolo della salvezza e doveva comprendere l\u2019importanza di questi grandi valori. Giovanni inizi\u00f2 la sua relazione guardando la nonna, incredulo di ci\u00f2 che gli aveva organizzato nel suo viaggio di ritorno a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oggi, il dottor Giovanni Roncaci \u00e8 un Direttore Didattico. Gestisce e coordina una istituzione scolastica a Trento. Si dedica ai bambini di famiglie povere e ai soliti noti bulli. I bulli vengono segnalati al dottor Giovanni dalle insegnanti elementari. Lui li convoca in direzione e, invece di rimproverarli, organizza insieme a loro campi scuola. Nei campi scuola i bambini si aiutano a vicenda per superare difficolt\u00e0 e pericoli messi sapientemente in campo dal dottor Giovanni.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il pomeriggio, il direttore, in un\u2019aula molto grande della sua abitazione, si avvale di insegnanti che aiutano i bambini nello svolgimento dei compiti. Anche la moglie di Giovanni, Aurora, insegnante elementare, si adopera nella formazione dei bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Se doveste andare a Trento a cercare il dottor Giovanni Roncaci, vi accorgerete che tutti lo conoscono ancora come \u201cGiovanni il Bullo\u201d. Lui non si offende: \u00e8 un modo per ricordare sempre ci\u00f2 che era e ci\u00f2 che \u00e8 diventato. Deve ricordare ci\u00f2 che si deve insegnare e ci\u00f2 che \u00e8 necessario modificare nell\u2019animo dei bambini e dei ragazzi di tutte le et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nell\u2019 ufficio di Direzione del suo Istituto \u201cGiuseppe Garibaldi\u201d, ha una grande scrivania. Sul muro ha una targa: \u201c<em>A mia nonna Adelaide e alle disavventure che mi ha organizzato per la mia crescita morale e intellettuale<\/em>\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 A Trento, quel giorno, pioveva. \u00a0\u00a0La pioggia cadeva battente sulle porte e sulle imposte delle case annerite dal tempo. Il rumore della pioggia era diverso a seconda di ci\u00f2 che colpiva. \u00a0\u00a0\u00a0Sembrava il picchiettio di \u00a0un uccello quando si scagliava contro \u00a0i vetri delle finestre delle abitazioni, \u00a0o pi\u00f9 \u00a0sommesso \u00a0contro le travi in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_59365\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59365\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":39407,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[797],"tags":[],"class_list":["post-59365","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2026"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59365"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/39407"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59365"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":59461,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59365\/revisions\/59461"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}