{"id":59329,"date":"2026-05-07T20:12:08","date_gmt":"2026-05-07T19:12:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59329"},"modified":"2026-05-07T20:12:10","modified_gmt":"2026-05-07T19:12:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2026-il-gallo-kennedy-di-giacomo-bau","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=59329","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2026 &#8220;Il gallo Kennedy&#8221; di Giacomo Ba\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p>C\u2019era una volta un gallo di nome Kennedy che odiava alzarsi presto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni mattina il sole entrava dalla finestra alta del pollaio e gli arrivava agli occhi. Kennedy sedeva e dondolava; dal becco uscivano frasi cantate, parole sconnesse e melodie a met\u00e0.\u00a0 Spesso finiva di nuovo disteso, tanto sonno aveva<\/p>\n\n\n\n<p>La luce lo accecava; stava per sognare quando si rendeva conto che l\u2019alba era passata da un pezzo. Scivolava gi\u00f9 e usciva dal pollaio; correva fuori e saliva sul tetto della casa pi\u00f9 veloce che poteva. Per\u00f2 era senza fiato: dalla sua ugola usciva solo un sussurro polveroso se non si fermava a respirare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando finalmente riusciva a cantare, gi\u00e0 dopo le prime note la contadina Louisiana usciva di casa, ancora in pigiama, e sorrideva.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi paradiso, vita antica. Questo cantava Kennedy.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli animali uscivano all\u2019aperto e si radunavano l\u00ec sotto. La giornata alla fattoria iniziava e Kennedy reprimeva uno sbadiglio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Louisiana aveva gi\u00e0 un secchio di mangime in mano prima di vestirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Kennedy\u2026 devi svegliarti prima, almeno all\u2019alba, per favore. Cos\u00ec non va, non ce la faccio&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Potresti\u2026 prendere una sveglia.&#8221; Lo disse sottovoce sperando di non essere sentito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;No&#8230; sento mio padre quando canti quella canzone&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gallo passava le giornate cercando di tenere gli occhi aperti. Andava a letto presto, come le galline, ma la storia era sempre la stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Finch\u00e9 una mattina Kennedy si svegli\u00f2 di soprassalto: sentiva rumori fuori dal pollaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Corse fuori pi\u00f9 veloce del solito, non sapeva che le sue zampe potessero andare cos\u00ec veloci. Sal\u00ec sopra la casa. Il sole era alto, gli animali erano gi\u00e0 al lavoro, nessuno alz\u00f2 la testa.&nbsp; Scese piano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Kennedy, buongiorno,&#8221; Louisiana non riusciva a guardarlo, &#8220;l&#8217;ho fatto, ho comprato la sveglia\u2026 non preoccuparti di alzarti presto, canta pure per\u00f2 Kennedy.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Sempre delle strade di campagna?&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;S\u00ec, quando la canti non mi sento una straniera qui.&#8221; Si ferm\u00f2. &#8220;Mi dispiace, Kennedy. Dovevo farlo.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gallo cant\u00f2, verso il posto in cui apparteneva, verso casa. Nessuno lo ascoltava: la contadina era sempre in movimento, sul campo o tra gli animali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo a sera, passandogli accanto, gli disse: &#8220;Ti vedo riposato, per una volta.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era vero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Kennedy era pieno di energia e non aveva niente da fare. Nessuno aveva bisogno di lui. Si sedette davanti al pollaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Voleva riposare; l&#8217;indomani sarebbe arrivato prima della sveglia. La calma non arrivava: il cuore batteva forte e, sotto le piume, una vibrazione gli faceva muovere il collo a ritmo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec finch\u00e9 il sole non tramont\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Vai a letto Kennedy, \u00e8 tardi,&#8221; disse Louisiana. Il gallo per\u00f2 non aveva sonno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Rest\u00f2 solo nella notte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Kennedy si alz\u00f2 e gironzol\u00f2 per la fattoria, i passi rimbombavano nel cortile. Tra l&#8217;uno e l&#8217;altro il silenzio era totale. Aveva freddo, guard\u00f2 il pollaio e il suo calore. Di dormire non aveva voglia, tanto adesso c&#8217;era la sveglia. A che serviva alzarsi presto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec sarebbe stato ogni giorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vuoto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infil\u00f2 gli speroni nella terra e la graffi\u00f2, tracci\u00f2 delle linee parallele e si afflosci\u00f2 sopra. Rabbrivid\u00ec. Gli occhi vedevano solo nero, l\u2019aria port\u00f2 un accenno di musica che gli fece alzare la testa, ma subito fin\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Si alz\u00f2 e si avvicin\u00f2 al cancello. Si appoggi\u00f2 al legno e si strinse tra le piume. Aspett\u00f2, il vento gelido gli mosse le piume. Si gir\u00f2 per tornare al pollaio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La brezza port\u00f2 un altro frammento di melodia, che subito si interruppe. Usc\u00ec dalla fattoria ascoltando, i piedi presero a correre da soli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La musica si alzava e poi si bloccava di scatto, lasciando frasi aperte e a met\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La fattoria rimase alle sue spalle. Ogni volta che ricominciava la seguiva finch\u00e9 non divenne distinta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivava da un edificio nero, pieno di luci che illuminavano anche la strada davanti. Persone entravano e uscivano e ogni volta che la porta si apriva, ne usciva della musica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore seguiva il ritmo tutto suo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La porta si apr\u00ec per far uscire qualcuno, si infil\u00f2 dentro scattando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chitarre e violini si inseguivano sopra la batteria. Le piume si rilassarono con il tepore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non riusciva a vedere gli strumenti, solo una folla di persone che sembravano Louisiana gli copriva la visuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;armonica li fece ballare in fila, tutti nella stessa direzione, gli stessi passi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Kennedy si infil\u00f2 tra le loro gambe, due volte rischi\u00f2 di finire schiacciato, arriv\u00f2 sotto al palco.<\/p>\n\n\n\n<p>Capiva le note come parole. Le parlava anche lui.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi paradiso, questa la conosceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salt\u00f2 sul palco, era come tirato da una corda. Dal legno si alz\u00f2 la polvere.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua testa colp\u00ec l&#8217;asta del microfono che cadde con un colpo secco. Era giusto all&#8217;altezza del suo becco, aveva la lingua fuori per lo sforzo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il locale era piombato nel silenzio. Solo un leggero fischio al posto della musica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Kennedy cant\u00f2 la canzone delle strade di campagna, i musicisti lo seguirono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La conoscevano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il pubblico si un\u00ec al coro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine il gallo inton\u00f2 un chicchirich\u00ec sulla melodia che aveva sentito entrando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo seguirono ancora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La gente ballava in coppia, due passi veloci e due lenti. Kennedy modulava la sua voce, a volte faceva da basso, a volte da solista, a volte teneva il tempo. Gli applausi arrivavano regolari. Tra il pubblico scorse qualcuno che conosceva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il concerto fin\u00ec; Kennedy era senza fiato. Riusciva a pensare solo a rifarlo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le luci venivano spente una ad una.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salt\u00f2 gi\u00f9 dal palco; Louisiana lo guard\u00f2 e lui nascose la testa tra le piume, imbarazzato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ero preoccupata per te, ti ho seguito.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sorrise.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Mi sono sentita a casa, sai. Grazie.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sbadigli\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Adesso andiamo a dormire? Non sono abituata a fare queste ore.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla strada del ritorno Kennedy sorresse la contadina che barcollava e rischiava di addormentarsi l\u00ec dov&#8217;era.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sole faceva appena capolino all&#8217;orizzonte quando tornarono alla fattoria. Louisiana spar\u00ec verso il suo letto, per una mattina avrebbe riposato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gallo si infil\u00f2 sul fieno, la musica era ancora l\u00ec, risuonava nell&#8217;aria. Kennedy canticchi\u00f2 fino a che il sonno non arriv\u00f2.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div><p id=\"pvc_stats_59329\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"59329\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p><div class=\"pvc_clear\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta un gallo di nome Kennedy che odiava alzarsi presto.&nbsp; Ogni mattina il sole entrava dalla finestra alta del pollaio e gli arrivava agli occhi. 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